Commissione parlamentare antimafia: vogliamo essere chiari ?

L’illegalità e il condizionamento mafioso della commissione antimafia (fondata nel 1962 e rifondata ad ogni legislatura) dopo 55 anni di spese dell’organismo (ci piacerebbe conoscere quanto ci costa)  in questi giorni è sulle cronache per un atto gravissimo, inaudito, inaccettabile, che deve essere urgentemente e assolutamente sanzionato: l’uscita di un manifesto sagra dello stocco che reca la firma di un genero di boss della ndrangheta a Corsico.

Per farlo i cinquanta membri o giù di lì si sono spostati a Milano per ascoltare il sindaco di Corsico e chiedergli contezza. Era cosa nota ai commissari che il sindaco era subito intervenuto togliendo il patrocinio e la sagra è stata cancellata.

Evidentemente non basta: per aver chiara la situazione la commissione voleva sapere dal sindaco le punizioni irrogate e gli interventi fatti. Il sindaco ha informato (anche questa è notizia già a loro nota) che è stata attivata una commissione comunale (presieduta dall’ex sindaco PD, ora in minoranza), che ne attende gli esiti per procedere.

La commissione non è soddisfatta: avrà altri elementi in sue mani, forse. Chiede (ordina) al sindaco la estromissione di un Assessore, indicato per nome e cognome, pena l’inizio di una procedura che porterebbe al commissariamento del Comune per inquinamento mafioso. Qualcosa di simile all’inquisizione; come l’inquisizione strumento di potere da far valere politicamente (allora contro ebrei facoltosi subito privati di ogni bene incamerato dal re; adesso colpevoli di aver mandato a casa una giunta PD).

Città Ideale fa rilevare l’astrale distanza fra queste quasi stupidaggini e il centinaio di miliardi che la ndrangheta ricicla ogni anno con lavori, appalti, compravendite immobiliari, transazioni varie, ecc.. Oppure atti amministrativi palesemente rivolti a coprire malefatte di peso in comuni vicini; iniziative beatamente dormienti (VEDI il 16).

Ci era sfuggita, non per nostra colpa,  una cronaca del Corrieredellasera (VEDI, datata 17 ma pubblicata il 21) che delle questioni corruttive dell’antimafia riferisce a firma del giornalista Cesare Giuzzi, nella quale si dice al riguardo:

Giovedì la Bindi e i commissari (tra loro i «milanesi» Franco Mirabelli e Lucrezia Ricchiuti), hanno ascoltato anche il procuratore generale Roberto Alfonso, il procuratore capo Francesco Greco e il capo della Dda Boccassini.

E dall’audizione sono emerse le linee guida delle inchieste antimafia aperte a Milano. Meno attenzione al traffico di droga e più ai reati economici: «Il modello sono le indagini sulla Fiera» ha spiegato il procuratore aggiunto Boccassini.

Da parte della società però, secondo il magistrato, «c’è stato un grande ostruzionismo, segno che la corruzione è considerata una cosa non grave».

Proprio su questo fronte la Commissione ha rilevato la differenza di vedute sull’inserimento della corruzione all’interno del reato di associazione mafiosa (416 bis).

Favorevole Alfonso, contrari Greco e Boccassini: «Un precedente che lo stravolgerebbe».

Per i magistrati (che hanno denunciato il collasso degli organici) il punto di partenza delle inchieste antimafia deve essere quello dei reati economici: «Indagando sui soldi spesso si scopre anche la criminalità organizzata».

Ci vengono a spiegare i giudici (con la lodevole eccezione del Procuratore della Repubblica che ha sostituito il non ignoto Bruti Liberati), che interessare la commissione della corruzione inserita entro l’associazione mafiosa, sarebbe “un precedente che stravolgerebbe”: forse le loro sedie? Forse allora l’antimafia oggi è impotente di fronte a corruzioni che coinvolgono la malavita organizzata? Un po’ troppo stringato il sunto del giornalista, che sarebbe da spiegare davvero.

Anche riguardo l’affermazione (della Boccassini?) …da parte della società c’è stato un grande ostruzionismo, segno che la corruzione è considerata cosa non grave”. Di quale società parla? Dei politici? Delle imprese corrotte? Dei Cittadini? quali soggetti sono identificabii nella “società” che genera “ostruzionismo” verso l’azione penale?

Non è l’azione penale obbligata, particolarmente degna di attenzione da parte della Procura di Milano se c’è di mezzo la ndrangheta? Mentre il giornalista,  queste perle di contrasto all’antistato da parte di primari magistrati milanesi, non trova di meglio che inserirle in coda alla cronaca sulla sagra dello stocco? Forse si dovrebbe meglio illustrare e precisare… crediamo che tutta la società milanese per bene, se lette, ne sarà seriamente preoccupata.

PEZO EL TACON DEL BUSO

Tag: ,

  1. #1 scritto da Azelio il 24 gennaio 2017 10:15

    Son ragazzi… tranquilli…
    non è successo niente…

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 24 gennaio 2017 10:45

    Si Azelio….
    In Italia, come diceva Leo Longanesi,

    la situazione è grave..
    (a Milano le più alte cariche della magistratura non sono concordi nell’attribuire al 416bis i reati di corruzione (e riciclaggio, è da presumersi)

    ma non è seria….

    mai come in questa occasione,
    questa massima di Longanesi è pertinente

    tanto più che il giornalista titola queste affermazioni parlando della sagra dello stocco…

    l’inadeguatezza dello Stato non è solo frutto politico,
    anche alte cariche dei grand commis ci mettono del loro
    (e i giornalisti lo passano sotto silenzio)

    buona giornata.. di sole

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth