Edilizia convenzionata e riscatto: il comune si disinteressa con danni per tutti

Edilizia convenzionata cos’è?  in parole semplici si contiene il costo della costruzione lasciando il terreno in proprietà del Comune che rimane intestatario, con due formalità diverse: diritto di superficie, o diritto di proprietà; dall’effetto analogo. Nella vendita dell’immobile capita che l’agenzia non informi, ma entro il rogito comunque la condizione è descritta.

Chi acquista l’immobile di edilizia convenzionata non è totalmente proprietario del bene, tanto che questo se dovesse venderlo, può farlo solo a un prezzo calmierato stabilito dal comune, perdendoci. Non solo; l’immobile così comperato, non può essere comunque riscattato se non dopo un congruo numero di anni (a Buccinasco ora è 20 anni).

Buccinasco è cresciuta sull’edilizia convenzionata. Sono molte le unità condominiali realizzate in edilizia convenzionata, che man mano sono state riscattate. In passato il riscatto è stato coordinato dall’amministrazione comunale, proattiva: ha avvertito le famiglie al raggiungimento del ventesimo anno; ha assistito le famiglie nel perfezionare le operazioni, agevolando anche mediante rateizzazione del dovuto.

Ha curato il cumulo dei  trasferimenti notarili in blocchi numerosi con abbattimento del costo. Questa gestione ha consentito ai singoli di programmare con ordine il perfezionamento dell’operazione contenendo i costi e permettendo al comune la raccolta di fondi consistenti come può rilevarsi dal seguente prospetto della raccolta per edilizia convenzionata:

2008      euro      879.247
2009      euro  3.380.899
2010      euro  3.116.030
2011      euro       357.596
2012      euro      729.861
2013      euro      661.168

Le unità residenziali in edilizia convenzionata nel periodo dal 2008 a 2014 sono all’incirca 2500; di queste i riscatti sono 1500. Rimarrebbero quindi ancora 1.00o unità residenziali di potenziali riscatti futuri. Un valore medio che può essere stimato in 3,6 milioni di potenziali introiti per il comune. Se non si procede, si ha un danno duplice: i privati si trovano in difficoltà quando vendono e subiscono costi unitari maggiori; il comune rimanda al futuro le entrate di cui oggi potrebbe aver bisogno.

Con la nuova gestione Maiorano dal 2012 questa procedura è stata lasciata morire. Il funzionario esperto che ne ha curato la gestione ha terminato il contratto, non rinnovato. Nel 2014 sono proseguiti incassi minori, già conclusi e programmati in precedenza. Nel 2015, salvo errori, il comune non avrebbe registrato delibere di introiti. Situazione che ha generato problemi anche seri: interessati alla vendita si sono trovati nell’impossibilità di cedere mentre il comune non era in grado di predisporre i dati per il passaggio del residuo di proprietà immobiliare.

Difficoltà che si sono protratte anche nel 2016; conseguenti e effetti di un succedersi di responsabili tecnici e del personale. Con la fine dell’anno, ecco che si certifica quanto realizzato (VEDI det. 720 del 30/12/2016)). In pratica il comune non ha curato la gestione dei riscatti, limitandosi a concedere la vendita solo a chi ne ha fatto richiesta, per urgenza, totale 62mila europer 14 appartamenti; andando poi in detrazione di introiti per quasi 7mila euro.

A proposito della detrazione, vi è poi una piccola perla: nell’atto viene richiamata una deliberazione (n. 42 del 04/02/2016), per due volte,  che nulla ha a che vedere con importi e oggetto (qui è l’AUSER, non edilizia convenzionata). Nella stampa dei giornali e libri una volta c’era il passaggio del correttore di bozze. In municipio escono pasticci così strampalati? Viene alla mente la delibera di modifica di statuto di cui un mese fa abbiamo dovuto occuparci. Quale credibilità possono avere gli atti emessi da questi pro tempore?

MANCANO LE ENTRATE IN MUNICIPIO?
SE LA GESTIONE E’ QUESTA POVERI NOI
L’IMPRESSIONE È DI UN AMBIENTE LASCIATO A SE STESSO
C’È NECESSITÀ DI CAMBIARE RINNOVARE LA GESTIONE

  1. #1 scritto da RIccardo il 10 gennaio 2017 09:40

    Confermo che da quando è andata via la Romanello,
    riuscire a riscattare il terreno
    (a proposito, l’iter prevede un primo riscatto e poi una seconda operazione che consente di poter vendere la casa a prezzi non convenzionati)
    è diventata un’operazione “difficilotta” poiché quasi nessuno in Comune
    - nonostante la buona volontà degli impiegati –
    sa dove mettere le mani.

    Alla fine, con non poca fatica e tornando più volte nell’ufficio preposto in Comune, l’operazione si porta a termine.

    Sarebbe sufficiente creare una procedura (nel privato è un’operazione a dir poco banale)
    che prevede la compilazione di apposita modulistica
    e un secondo appuntamento per la firma davanti al notaio.

    Apparentemente tutto facile, in pratica non esattamente così…

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 10 gennaio 2017 10:03

    Ben trovato Riccardo,

    Si tratta di procedure standard e modulistica a risposta obbligata (un format pensato, che riduce drasticamente errori e personalizzazioni)
    Insomma la questione è di organizzazione aziendale del personale.
    Se manca o è carente, tutto regge sull’esperienza (oltre a capacità e impegno) del singolo funzionario;
    quando per qualsiasi motivo viene meno, si ferma tutto.
    Se poi non sono pensate le competenze sostitutive (vanno preventivate)
    Succede il flop, il danno per i cittadini, per il personale, per l’amministrazione: insomma per tutta la comunità.

    Purtroppo agli eleggibili non sono richieste competenze in materia,
    apparentemente, una volta nominati, non dovrebbero contare una cippa,
    ma sappiamo tutti che non è così.
    Come insegnano i manuali di gestione d’impresa,
    succede l’avvitamento: maggiore la carenza nel ruolo,
    più veloce e profonda la discesa nell’inefficienza nei costi, nei danni.

    Con la tragedia che chi è alla cabina di comando è privo delle competenze per valutare
    Non si rende conto che la responsabilità è del suo agire e gestire
    e tende a incolpare tutto ciò che gli sta intorno.
    i nemici, gli “avversari”, il destino “cinico e baro”.

    Pro tempore, ma in cinque anni la discesa può essere precipitosa…

    buona giornata

    RE Q

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