Buccinasco: il non fatto, il mal speso diventa colpa dei dipendenti

Le dichiarazioni dei nostri amministratori, approssimandosi le elezioni sono disseminate di intenti da campagna elettorale. Fra le righe si possono leggere i temi e le giustificazioni (per il non fatto). Se ne trova un camione già nel verbale trascritto che riguarda la seduta del 12 Dicembre, che aveva per tema una serie di disposizioni, che chiameremmo attuative, riguardo al Protocollo della Legalità.

Richiamiamo ancora lo svarione sulla procedura di controllo nelle decisioni assunte dal Municipio. La legge attribuisce una funzione collaterale al Segretario Generale, al quale è assegnato il compito di controllo di legittimità (la legge, non la efficacia e opportunità, il rispetto delle buone pratiche, quelle che non sono esplicitamente inserite nei regolamenti).

Regolarità di una gara, di un appalto: dalla selezione dei fornitori, alle singole decisioni che hanno valenza economica, le procedure che regolano il conflitto d’interessi (che è stato cestinato dalla Commissione, in questo davvero speciale), tutte queste cose in una organizzazione, pubblica o privata che sia, devono trovare un percorso e una responsabilità certa ed efficiente.

Se non c’è,  è grave il rischio: la crisi dell’azienda che perde competitività o viene succhiata dai competitor. Nella P.A. corruzione e antistato che succhiano le nostre tasse, che generano sprechi a favore di chi corrompe o collude nel caso della P.A. Piacerebbe molto a Città Ideale che qualcuno dei nostri pubblici rappresentanti si dichiarasse su sul tema. Tutti sanno che è così; quasi tutti ne tengono conto….. fino al limite della propria convenienza.

Parlando della prolungata vicenda del Protocollo della Legalità, però, come si diceva, si approssima la campagna elettorale e il rendiconto che può presentare l’attuale compagine pro tempore è mediocre sotto tutti i profili, tranne forse la distribuzione di elemosine a Cittadini poco considerati riguardo alla dignità. Devono quindi trovare motivi per il non fatto, di cui, è naturale, loro non si considerano i responsabili.

Infatti ecco che cominciano a mettere le mani avanti già descrivendo gli aspetti regolamentari: oltre al sindaco e vicesindaco che già più volte hanno accusato di inazione o incapacità il personale, oltre all’Assessore alla cultura che manda in municipio due dipendenti dalla biblioteca, che ha dichiarato incapaci, per sostituirle con una cooperativa che ci costa 110mila euro l’anno.

In questa seduta di Consiglio (12 Dicembre) ecco una voce nuova che suona la stessa musica: l’Assessore Baldassare in particolare. Personale responsabile, anzi reponsabili sono i P.O., coloro che hanno la gestione del settore:

“….dico, conoscendo ed avendo visto il comportamento dei dipendenti comunali ad un certo livello di questo Comune, che molto spesso hanno paura, molta paura, ma fin troppa paura e sono così deresponsabilizzati ed io vorrei che invece venissero a prendersi piano piano delle responsabilità dal momento che abbiamo superato il momento dell’incertezza e della paura in questo Comune. Allora vorrei che i miei, miei attualmente, uso il miei, dipendenti prendessero delle iniziative con più coraggio perché consentirebbero a noi tutti di vedere attuazione ed applicazione di molte iniziative che molto spesso ci vengono rimproverate e che non si fanno, ma non per colpa nostra, ma per colpa del timore di prendere iniziativa prendendosi fin troppa responsabilità

Questi pro tempore in municipio hanno combinato ripetute riorganizzazioni generando scompigli e situazioni inadeguate per come impostate (senza affiancamento, senza passaggi di consegne, senza supporti adeguati). Non solo: in più di un’occasione scelte e orientamenti dei pro tempore avrebbero ricevuto il carattere di suggerimenti del tipo “cui è meglio non dire di no”. Nello stesso tempo lasciando al personale la responsabilità dell’atto.

Comprensibile, più che comprensibile la titubanza di funzionari circa decisioni di cui non sono sicuri nei termini in cui vengono proposte. Se tutto, proprio tutto dipendesse da loro sarebbero più proattivi e sicuri. Della scarsa produttività dei funzionari la responabilità è di chi conduce la danza, dei pro tempore. Anziché lamentarsene, è il loro agire che determina chiarezza e autonomia davvero riconosciuta nei fatti (non solo a parole).

In cinque anni anziché rodare un gruppo che partiva già da un livello buono, elogiato dal commissario Iacontini. L’impressione che se ne trae per loro stessa ammissione, i nostri pro tempore hanno prodotto un degrado serio, se non proprio uno sfascio.

Non è sufficiente però, perché nella struttura a quanto si deriva dai regolamenti che dovrebbero applicare il Protocollo della Legalità, ciò che a parere di Città Ideale manca è la funzione del Responsabile di procedura: la funzione di controllo. Funzione che ha il compito di valutare ogni decisione assunta, che la certifica, vidimandola con la sua sigla (ovvero correggerla o integrarla).

Funzione che deve proporsi il risultato di generare una responsabilità duplice e certa. Per ogni atto, in via preventiva, avanti che la decisione sia perfezionata diventando operativa. Lascia perplessi che questa funzione manchi (o che non sia deguatamente distinta e responsabilizzata, salvo il ruolo del Segretario Generale che però attiene alla sola legittimità delle decisioni).

La risposta sembrano averla trovata i nostri pro tempore: dopo aver creato confusione pressoché in ogni ufficio comunale;  lasciato il personale a se stesso, adesso gli danno tutte le responsabilità ma evidentemente non la autonomia decisionale che questo comporta. Troppo comodo avere degli esecutori obbedienti, degli yesman che poi devono farsi carico di tutte le colpe.

QUESTA COSA SI CHIAMAVA
PROTOCOLLO DELLA LEGALITÀ
È STATA RIDOTTA A DARE ADDOSSO
“AL PERSONALE CHE HA PAURA
MOLTA PAURA, FIN TROPPA PAURA…”
UN MONDO DA RIMETTERE IN ORDINE,
DA CAMBIARE RICOMINCIANDO
DA DOVE ERAVAMO RIMASTI

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