Protocollo della Legalità: operazione incompiuta, migliorabile

Ci siamo letti con attenzione…. non il Protocollo della Legalità (che conosciamo a memoria), ma la declinazione che ne è stata data in Consiglio il 12 Dicembre. Cominciamo a descrivere ciò che il Segretario ha descritto come novità introdotte nel Regolamento (comunque da dover rifare, in applicazione della nuova legge sugli appalti del Giugno scorso).

D’accordo, già abbiamo parlato della modifica di Statuto, introdotta e senza opposizione approvata in Consiglio. Incomprensibile stesura che riteniamo più che probabile debba essere soggetta a rifacimento; ad essere comprensivi uno strafalcione lessicale di cui nessuno in corso di iter si è (o sembra essersene) accorto.

Ecco i giudizi che in Consiglio ne da il Segretario, per quanto riguarda il Regolamento. Viene introdotto il principio di legge che il RUP (funzionario comunale Responsabile Unico del Procedimento) possa far parte delle commissioni aggiudicatrici. L’applicazione di una norma logica: non può essere controllore o giudice chi ha responsabilità della gara: “penso che sia una norma anti-corruttiva particolarmente importante”. Vien solo da chiedersi se c’è bisogno della legge per applicare un  principio di separazione dei ruoli (banale).

Sempre dalla nuova legge sugli appalti è accolto nel Regolamento il criterio di rotazione nella scelta dei candidati partecipanti attraverso il sistema informatico SINTEL. Vengono escluse categorie di aziende che andiamo a presentare con le parole medesime del Segretario:

1)      non è possibile invitare le ditte che hanno presentato precedentemente offerte per analoghe prestazioni, ma con prezzo, diciamo con offerta peggiore e quindi diciamo che hanno presentato un’offerta di fatto che non voleva dire nulla.

2)      non vengono più invitate le ditte che, invitate precedentemente, non presentato offerta e questo per evitare che uno inviti ditte inutilmente o soltanto per fare numero, ma non perché appositamente presentino un’offerta. Cosa, anche questa, particolarmente importante perché a volte uno invitava cinque ditte, ma in realtà poi quattro si sapeva che non presentavano offerta ed una… Ed allora per evitare questo abbiamo scritto questa cosa qua. Anche questa penso misura particolarmente importante. E poi, chiaramente,

3)      il vincitore della gara non può essere invitato se vince per due volte consecutive l’appalto, questo per principio d’azione. Perché? Appunto per evitare, diciamo così, rendite di posizione all’interno dell’Amministrazione Pubblica.

Le prime due vien da chiedersi come mai non già previste. Non sappiamo se la terza in particolare sia presente nel nuovo codice appalti. Ci sembra una inutile stupidaggine. Chi conosce  vita aziendale sa benissimo quanto i fornitori storici, gli esecutori di componenti o di lavori specifici, rappresentino il valore aggiunto indispensabile per un risultato migliore. Il fornitore esperto, nel tempo acquisisce una dimestichezza che genera efficienza e riduzioni di costo.

La miriade di microelementi e processi lavorativi generati dall’esperienza, così come la conoscenza dei processi e l’inter-relazione con la struttura interna fa scivolare il lavoro, velocizza e trasmette sicurezza di risultato. Essere obbligati per Regolamento a rinunciarvi è illogico: lo si lasci partecipare alle gare normalmente costretto a misurarsi sul mercato rispetto ai competitor. Se è più conveniente sarà senz’altro il migliore.

Su spinta opportuna del Consigliere Cortinovi il Segretario deve poi integrare e esprimere precisazioni su altri elementi. Il primo riguarda l’urgenza (che consente di ridurre i tempi di risposta al bando, riducendoli a 5 giorni): l’urgenza, sostiene Cortinovi, non ha classificazioni e il funzionario può applicarla come gli pare. La risposta del Segretario è illuminante (spiegheremo perché):

Quando si fa un atto amministrativo con l’affidamento diretto in urgenza bisogna scrivere qual è il fatto che ha determinato l’urgenza e, se quel fatto che ha determinato l’urgenza è un fatto palesemente inventato oppure palesemente non corretto, o magari scritto in maniera difforme da quella che è la realtà, è chiaro che chi lo scrive va incontro a tutte le conseguenze disciplinari, penali e quant’altro. Quindi, diciamo così, la penna quando si scrive l’urgenza ha un peso particolarmente forte. Certo, uno può scrivere che è urgente perché si è dimenticato di farlo fino al giorno prima e diventa urgente, in questo caso però l’urgenza non è giustificata perché lì tutta la giurisprudenza, ma anche la legge, l’ha detto lei prima, non giustifica il ritardo dovuto… Cioè il ritardo dovuto all’Amministrazione non è urgenza.

Spiega poi il Segretario che per quanto riguarda i controlli, si adotta il criterio ex post, nei sei mesi successivi,  su un campione del 20%.  Il controllo a campione fatto successivamente alla decisione non è efficace (il danno eventuale è già fatto ed operante, con le conseguenze che si possono immagine), controllo che non può essere sistematico, quindi parziale (nel caso: 1 su 5).

Utile solo marginalmente, il controllo a campione ex post: solo allo scopo di monitorare la regolarità delle procedure. La funzione di controllo deve essere inserita in fase antecedente all’assegnazione del bando o dell’opera. Il controllore, esterno, deve essere responsabile controfirmando l’operazione. Questo si è di grande importanza… quanto adottato è  un buco, macroscopico.

Per ora ci fermiamo qui, perché c’è dell’altro sulla fine non nobile che sta facendo l’adozione del Protocollo della Legalità come licenziato dalla Commissione , come approvato dal Consiglio. Il capogruppo di Coalizione Civica ha sollecitato il sindaco a perfezionare l’operazione ottenendo l’adesione del Prefetto di Milano. Con i buchi che ci sono, facciamo a tutti gli auguri di un buon 2017.

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth