Buccinasco Statuto: una clausola scritta in lingua incomprensibile

Bisogna andarsela a leggere questa deliberazione criptica. Ci siamo impegnati a decodificare in chiave logica, poiché sul piano letterale non riusciamo a comprendere. L’articolo inserito nello statuto, ci sembra di capire, si propone di mettere un divieto di nomina nella qualità di Assessore  a persone che abbiano carattere di dipendenza funzionale con imprese che hanno avuto rapporti di lavoro o d’affari con la P.A.

Vi  sono aspetti al riguardo che è giusto prevedere: per esempio (estremizzando), non è “elegante” che il sindaco nomini Assessore ai lavori pubblici il direttore generale (o ex, o suoi congiunti) dell’impresa Alfa (che ha svolto e svolge rapporti con il Comune). Se l’intento è questo, credo che siamo tutti d’accordo, in linea di principio, con la riserva che poi la situazione concreta debba essere esaminata caso per caso. Ecco, invece, come è stato approvato e inserito l’articolo:

Art. 43 – bis – Divieto di nomina

1. Il Sindaco non può nominare componenti della Giunta comunale o rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni i soggetti che abbiano rivestito la carica di amministratore del Comune e che nel periodo di svolgimento della carica o nel biennio successivo abbiano stipulato contratti di compravendita di beni immobili oppure contratti di lavoro, di servizio o di consulenza con soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i poteri da essi stessi esercitati.

2. Il suddetto divieto si applica anche nel caso in cui i contratti sopra citati siano stati stipulati, nel medesimo arco temporale di cui al comma 1, dal coniuge dei predetti soggetti o da loro parenti fino al primo grado.

3. Il divieto non si applica qualora l’Amministratore comunale si sia astenuto dal partecipare all’attività amministrativa di interesse dei destinatari indicati al comma 1.

Ma, ci si domanda, la volontà della Commissione che ha elaborato l’articolo, era questa?  Non pare a noi, ma lo lasciamo interpretare ai lettori, perché noi non ci abbiamo capito molto. In ciò confortati anche da quanto dichiarato in consiglio dallo stesso sindaco:

Questa prima delibera è conseguenza delle discussioni che abbiamo avuto a livello di quella famosa Commissione sulla legalità, c’è questa, ma poi anche le altre per alcuni aspetti risentono inevitabilmente ancora di quella Commissione che ha visto condividere le forze politiche in alcune condizioni di ristringimento, perché così dobbiamo definirle, relative alle attività che… Anche il Sindaco, perché qui lo Statuto è al Sindaco per la verità a cui viene imposta questa norma ed, evidentemente, è una norma che ricade poi su tutti coloro i quali eventualmente si dovessero trovare in questa condizione. Il dibattito in quella Commissione è stato devo dire molto ampio, aperto, anche molto franco, ed abbiamo rilevato che la condizione di legalità è comunque prioritaria rispetto a tutto il resto. Per cui, ad alcuni potrà apparire addirittura eccessivamente punitivo, però questo ci salvaguardia chiaramente da tutta una situazione che potrebbero comunque verificarsi, non è detto che si verifichino, e che potrebbero poi originare delle situazioni abbastanza discordanti o quantomeno antipatiche. Ecco, io mi limiterò in gran parte delle delibere a leggere chiaramente il dispositivo di delibera, anche perché sono un po’ particolari ed ogni commento rischia di diventare o eccessivo, o eccessivamente povero, quindi mi limito a leggere e poi, ovviamente, arrivo alle conclusioni, che è quella del deliberato.

Il sindaco che propone la modifica in Consiglio non vuole rischiare di dire troppo o troppo poco e non spiega. Lui che è responsabile di una modifica di statuto che è soggetta a analisi sovrastanti prima di essere pubblicat e entrare in vigore. Forse non avrà capito neppure lui?  Non ce lo dice.  Legge il testo dell’articolo nuovo; ci sarà un Consigliere che al riguardo chiede qualcosa? Nessun intervento e approvazione all’unanimità.

I Commissari avranno partecipato alle discussioni che hanno elaborato questo testo e forse ci capiscono. Però non hanno diffuso né pubblicato i verbali e quindi il Cittadino (e crediamo anche chi adesso deve ratificare lo statuto)  su queste basi non ha alcuna informazione e, diciamola tutta, non ci capisce niente. Abbiamo provato allora a scandire in paragrafi il primo comma per mettere in evidenza ciò che è incomprensibile (a noi, ma crediamo di non essere i soli), nel tentativo di semplificare.

Il Sindaco non può nominare componenti della Giunta comunale i soggetti che abbiano rivestito la carica di amministratore del Comune  (con il termine amministratori si intende Assessore, Consigliere, Funzionario? Se non tutti, perché le esclusione ad esempio, del funzionario?)

e che (Questa è  congiunzione che somma la condizione precedente alla successiva,? oppure si tratta di una seconda fattispecie?  non è chiarissimo)

nel periodo di svolgimento della carica (o nel biennio successivo…. successivo a cosa?) abbiano stipulato contratti di compravendita di beni immobili oppure contratti di lavoro, di servizio o di consulenza

con soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i poteri da essi stessi esercitati (ma come fa il sindaco a sapere prima della nomina, se ci saranno contratti con i precedenti contraenti?)

Quindi, riepilogando: UNO se un Assessore ha esercitato  ad esempio, quale Assessore ai lavori pubblici non può essere nominato nel ruolo in un mandato successivo? DUE cosa c’entrano le imprese cui in precedenza ha assegnato i lavori? Come fa il sindaco a distinguere? TRE se invece ci fosse un ex dirigente o funzionario dell’impresa ALFA (come prima citata) il sindaco potrebbe nominarlo Assessore ai lavori pubblici (a meno che non abbia precedenti compiti come amministratore del Comune? Che criterio fantasioso è?)

Ci fermiamo qui non intendendo ulteriormente impegnare i lettori nel decodificare questo guazzabuglio. Che il sindaco si è rifiutato di descrivere, che tutti i Consiglieri presenti in Consiglio hanno approvato senza chiedere chiarimenti… come siamo mal messi a Buccinasco nella Sala Giunta, nella Commissione speciale, nella Sala Consiliare (non per responsabilità dei luoghi, ma per la qualità dei frequentanti, a nostro parere).

Non è questione di capacità, temiamo. Semplicemente in questo caso si ha l’impressione di  avere a che fare con  un comportamento da casta chiusa che scrive norme incomprensibili perché così si potrà forse disattenderle. Non sappiamo; la nostra analisi si ferma qui. Crediamo che basti, in attesa che questo articolo dello statuto venga rifatto in modo comprensibile, ma soprattutto logico. Se in Prefettura leggono questo testo, è più che probabile il ritorno al mittente.

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