La Democrazia del Novecento nel terzo millennio non funziona

Per carità, il Popolo si è pronunciato e la volontà del Popolo Sovrano va rispettata. In Italia non ci sarà più nessun politico che si imbarcherà in proposte di modifica in senso presidenzialista. La partitocrazia che si è appropriata della delega e gestisce consociativamente la spesa pubblica, da questo referendum esce  solidissima.

Rimane il dramma della condizione in cui si trova il paese. Con il suo debito pubblico e l’incapacità strutturale della partitocrazia a intervenire sulle riforme di struttura (appunto) di cui il Paese ha una urgenza drammatica. La nostra Italia, bellissima e sfortunata, continuerà  a vivacchiare sull’orlo dell’abisso, finché i creditori internazionali del debito pubblico lo consentiranno.

L’incapacità di poter mettere mano a riforme che richiedono qualche anno per poter dimostrare l’efficacia dei loro effetti (questo referendum renderà se possibile ancora più restio un premier che ci provasse di nuovo), non è solo un limite italiano: riguarda tutte le democrazie Occidentali. Non è una consolazione: in Italia di una riforma strutturale abbiamo una necessità assoluta, categorica. Indifferibile.

Le istituzioni non sono quelle anglosassoni. L’uscita del premier che avverrà oggi apre un periodo drammatico di incertezze. A meno di un miracolo che non siamo in grado di prefigurare, abbiamo davanti mesi e mesi d’incertezza assoluta, con un governo incapace di prendere decisioni. Se si andasse a elezioni anticipate è probabile che non vi sia premio di maggioranza…. Parlamento e istituzioni inchiodate al palo.

Si sveglierà il M5S stamattina, quando toccherà con mano un sistema elettorale senza premi di maggioranza, che non gli consentirà mai più di aspirare a un governo autonomo.  La scelta populista alla ricerca di consenso comunque, porta a questo risultato. Il Presidente Mattarella  si trova a gestire un ben difficile momento.

Questo lo scenario di stamattina: scriviamo a borse chiuse, ma è prevedibile un calo sostenuto e lo schizzare dello spread, con i costi del debito pubblico che aumentano. L’economia è una scienza triste; non fa sconti a nessuno e i conti da pagare li presenta. Sempre e senza sconti significativi.

Viene alla mente la Grecia: Syriza, il partito Sinistra Radicale che ottenne un referendum popolare a governare, con un economista comunista (Vanouflakis) che, dopo uno show europeo, venne accantonato. Il paese messo in amministrazione controllata dalle istituzioni economiche internazionali (FCE e FMI) il   premier Tsipras, di Sinistra Radicale, costretto ad applicare le riforme richieste dai creditori, che il Popolo Sovrano greco aveva rifiutato.

Non rimane che sperare nella Fortuna, ciò che Machiavelli considera uno dei fattori determinanti del suo Principe (insieme alla Virtù), l’attuale premier. Purtroppo qui la fortuna riguarda non l’Uomo  (chiunque sia, dopo questo referendum sarebbe incapace) ma deve averla il Paese, il nostro bellissimo, amatissimo Paese che, salvo qualche sprazzo geniale provocato dall’urgenza della guerra finita, si rivela con una classe politica  ben al di sotto dell’interesse dello Stato.

I DEBITI SI DEVONO PAGARE
SALVIAMO FIGLI E NIPOTI DAL DISASTRO INCIPIENTE

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 5 dicembre 2016 10:45

    Riforma in senso presidenziale? Ma dove?
    Quella che è stata bocciata, largamente bocciata, dagli italiani che hanno votato in misura nettamente superiore al recente passato e in maniera chiarissima, non era una riforma in senso presidenziale!

    Non c’è nulla delle lamentele che seguono, che in parte condivido nella sostanza, che sarebbe cambiato anche con la vittoria del sì.
    L’incapacità di affrontare la realtà non dipende dalla riforma, ma da una classe politica mediocre scelta da un elettorato non all’altezza.

    Governo del M5S? Ma in quale film? L’Italicum che avrebbe potuto dare speranza al M5S sarebbe stato cambiato immediatamente dopo il voto, non raccontiamoci le favole.

    A uscire sconfitto dal voto è Renzi e la sua tracotanza, ma soprattutto quel sottobosco di cespugli che sostengono il governo insieme al PD che, numeri alla mano, non contano nulla o quasi!

    PS Renzi dichiarò, di sua spontanea volontà, che in caso di sconfitta avrebbe lasciato la politica.
    Vediamo se sarà vero o se si dimostrerà, una volta, di più, del tutto inaffidabile.

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 5 dicembre 2016 10:54

    Le riflessioni dell’articolo prima che politiche sono economiche.
    Credo che invece di darsi ragione ciascuno per conto suo,
    adesso la partitocrazia,
    (quel caravanserraglio che ci ritroviamo)
    deve essere portata ai suoi obblighi, all’imperativo che si impone:

    quale soluzione per rendere governabile questo Paese?

    Di Renzi proprio non interessa a nessuno… (tranne ai suoi), soprattutto alla finanza internazionale
    ci fosse Un Bertoldo, o Bertoldino, o Cacasenno qualunque,
    che trovi una veloce governabilità,
    che dia certezza sulle cose da fare
    che abbia la continuità governativa,
    che riesca a tranquillizzare i mercati
    sulla nostra capacità di gestire e rientrare dal debito pubblico…..

    QUESTO E’ IL PROBLEMA…

    quanto ci metteremo a metter su un governo?
    con che programma (che non sia di mesi)?

    Questo ci chiedono i nostri creditori!!

    Delle nostre beghe, …. ai nostri creditori
    la nostra incapacità fa solo pena
    (oltre alla preoccupazione per i miliardi che ci hanno prestato)

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 5 dicembre 2016 18:02

    Non sono d’accordo Luigi, la questione è politica ben prima che economica.
    Il problema è cosa vogliono gli italiani e gli italiani, gli italiani non i partiti ricordatelo bene, nel 2006, rifiutarono la riforma con elezione diretta del premier e le norme anti-ribaltone per garantire un governo stabile.

    Però, forma di governo, legge elettorale e ammennicoli vari, sono tutte questioni che hanno la loro importanza, ma non sono centrali; quel che conta veramente è ciò che vogliono i cittadini.
    La Francia è una repubblica presidenziale, ma non è certo esente da problemi (anzi), la Germania ha un sistema elettorale proporzionale e, nel complesso, funziona molto meglio di noi.

    Non nascondiamoci dietro un dito, non c’è la formuletta magica che risolva i problemi del Paese se gli italiani non vogliono che vengano risolti perché ciascuno, nel proprio piccolo, deve difendere il proprio orticello, la propria rendita, il proprio privilegio.

    Quindi il problema non è chi o cosa faranno in parlamento, quali programmi, quale legge elettorale e via discorrendo, ma cosa vogliono gli italiani.

    Questa è la democrazia e a chi auspica l’uomo forte al comando ricordo che a Roma l’uomo forte alla fine arrivo, scalzò la repubblica e da allora sono passati 2.000 anni prima che la repubblica ritornasse.

    RE Q
  4. #4 scritto da citta ideale il 5 dicembre 2016 22:13

    C’è qualcosa che non riusciamo a spiegare con il senso voluto?

    Il titolo pone un problema:
    il sistema democratico occidentale basato sul suffragio universale
    non è capace di generare consenso adeguato perché si possa gestire il lungo guado fra la società affluente durata un secolo
    e le comunità che vedono sgretolarsi il lavoro con la sua continuità e dignità.
    La rappresentanza delegata è inefficace e ogni giorno, ogni elezione lo dimostra.

    In questo presupposto si innesta la situazione italiana con la sua condizione economica:
    il Paese non è in grado di formulare un piano che vada verso un programma di rientro, sia pure lungo.

    Oggi questa costituzione non la modificherà più nessuno,
    nessuna coalizione partitica sarà mai in grado di costruire un programma di riequilibrio,
    siamo sull’orlo di un burrone.
    é bene che a Roma si preparino spazi e dotazioni per le autorità finanziarie globali
    che verranno loro, a impedire ulteriori indebitamenti.

    Non ci sono formulette magiche, mai numeri sono numeri
    e questa e la realtà che abbiamo di fronte.

    Andrea sta parlando di questioni che in questo articolo non interessano e non si vogliono affrontare.
    Sembra un parlar d’altro mentre lo tsunami sta avvicinandosi al porto

    buona sera

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 6 dicembre 2016 00:44

    Non è un parlar d’altro, parlo del tema dell’articolo, solo che problema è mal posto.

    Non è che le dittature, non ostacolate dal suffragio universale o, come ti piace dire,
    corrotte dal sistema partitocratico, siano un esempio di funzionalità ed efficienza.

    Perché la Germania, che fino a prova contraria è un sistema democratico basato sul suffragio universale, una democrazia delegata come la nostra, funziona molto meglio di noi?

    Perché lo stesso accade per la Svizzera che non è certo una dittatura?
    Sicuro che il problema sia il suffragio universale o la rappresentanza delegata?
    Io francamente no!

    RE Q
  6. #6 scritto da citta ideale il 6 dicembre 2016 09:09

    In termini globali tutti i paesi dell’Occidente,
    dall’inizio della grande crisi (2008)
    soffrono di minor lavoro, di precarietà,
    di mancanza di sviluppo.
    Il suffragio universale obbliga governi e partitocrazia a tamponare le criticità sociali mediante maggior indebitamento.

    Non tutti allo stesso modo, c’è chi sta bene perché nicchia (la Svizzera),
    chi è meglio organizzato, più efficiente.
    Resta il fatto che il suffragio universale non consente di pianificare (fatica a realizzare) interventi di medio lungo termine.

    Alla crisi da globalizzazione per l’Occidente, che richiede il mutamento di prospettiva,
    la sostituzione del lavoro che dura una vita con forme diverse di occupazione e impegno
    nel sociale e nell’istruzione permanente,
    finora non si sa dare una risposta…

    A casa nostra in questo contesto abbiamo la condizione più precaria:
    L’enorme indebitamento, il costo stratosferico del far politica,
    la gestione consociativa che ci fa star fermi peggio degli altri.

    Poi si può benissimo sostenere che questo è il migliore dei mondi possibili…
    che il suffragio universale è in grado di dare le risposte giuste
    che il potere ai partiti basato sulla delega totale,
    il Popolo Sovrano tenuto fuori …

    Aspettiamo che arrivino i regolatori da fuori a imporci le regole indispensabili
    per pagare i nostri debiti (per farli pagare ai nostri figli e nipoti)

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 6 dicembre 2016 11:23

    E’ vero che la democrazia può soffrire di visione di lungo periodo, ma quale forma di governo, reale non teorica, utopica, non ne soffre?
    Con cosa dovremmo raffrontarla?
    Con la dittatura? La dittatura non ne soffre?
    Non mi pare.

    Con l’oligarchia?
    L’oligarchia è un governo perfetto?
    Non credo! Una democrazia a suffragio ridotto?
    Quanto ridotto?
    Perché se la base è troppo ampia i problemi sono gli stessi, se la si restringe troppo si cera un’oligarchia. Improbabile.

    La riposta è sì, la democrazia è ancora il migliore dei mondi possibili.

    Se poi i cittadini non si riveleranno all’altezza ne pagheranno il prezzo (loro o le loro generazioni future).

    RE Q
  8. #8 scritto da citta ideale il 6 dicembre 2016 13:26

    Questo è già il migliore dei mondi possibili, Andrea?

    I problemi rimangono, la globalizzazione avanzerà, le criticità dell’Occidente
    finirà che sfoceranno in sistemi di Democrazia Reazionaria di Massa…. (con tanti mascelluti, il mento proteso verso il cielo)
    Quando capiterà la colpa sarà dei cittadini non all’altezza…

    Allora perché impegnarsi nel mettere a fuoco le criticità e
    cercare di individuare le forme possibili di rimedio?
    lasciamoci andare nel migliore dei mondi possibili….

    Non è da Andrea…

    buona giornata

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 6 dicembre 2016 15:04

    Luigi non banalizzare deformando le mie parole; io ho detto

    la democrazia è ancora il migliore dei mondi possibili.

    e lo ribadisco.
    Se qualcuno mi vuol convincere che staremmo meglio con un’oligarchia, con una dittatura o una tecnocrazia non gli credo!

    La democrazia ha dei limiti?
    Sì, innegabile, ma resta, a mio avviso, la miglior forma di governo possibile.

    Sapremo superare le criticità che ci affliggono?
    Non so rispondere, può darsi di sì e può darsi di no,
    dipenderà dai cittadini/elettori e i cittadini/elettori ne pagheranno il prezzo.

    RE Q
  10. #10 scritto da citta ideale il 6 dicembre 2016 15:33

    Esattamente quanto già scritto, Andrea.
    Non banalizzando…

    Star seduti lungo il fiume con la margherita a sfogliare una alla volta i petali ?

    Le criticità passeranno .. in un modo o nell’altro.

    La colpa sarà dei cittadini,
    con il suffragio universale e il 40% di cittadini basic (in tutti i paesi OCSE)
    che pesano come scienziati, ricercatori, economisti, docenti, ecc.

    Non sarà il caso di rifletterci sopra?

    Circa il migliore dei mondi possibili,
    basta citare il Candide di Voltaire
    Libricino da tenere sul comodino e rileggere, di tanto in tanto

    buona giornata

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 6 dicembre 2016 20:50

    Luigi non ho detto questo e lo sai bene:
    non solo non lo penso, ma agisco in maniera diametralmente opposta.
    Nè ho sostenuto di vivere nel miglior mondo possibile, ho detto e lo ribadisco che, a mio avviso, la democrazia è e resta la miglior forma di governo possibile, pur con tutti i limiti, e non sono pochi, che essa presenta.

    Che il voto di un genio e quello di un emerito imbecille pesino allo stesso modo è chiaramente un abominio, ma, tanto per capirci, io la penso come Churchill:

    È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.

    La meno peggio ti piace di più?
    La sostanza non cambia. Se pensi di avere una forma di governo migliore, che non sia qualcosa di simile al nuovo ordine mondiale, proponila pure, ti ascolto.

    RE Q
  12. #12 scritto da citta ideale il 6 dicembre 2016 21:02

    Insomma,
    di fronte alla crisi dell’Occidente
    alla incapacità (finora) di affrontare le problematiche di una società che non sarà più affluente,
    che si incrocia con il lavoro (forma primaria della dignità e dell’equilibrio sociale) che si riduce,
    l’impossibilità (finora) del sistema politico democratico (e dei partiti che ne rappresentano il potere)
    di esprimere una classe di governo che sia in grado di esprime percorsi di superamento,
    la tragica espressione della volontà popolare in chiave di protesta all’establissement (francese) establishment (inglese), classe dirigente (italiano)

    per Città Ideale è un tema primario su cui riflettere, che deve essere affrontato.

    Per Andrea oggi non c’è niente di meglio

    così è più chiaro, credo: stiamo dicendo cose diverse

    buona serata

    RE Q
  13. #13 scritto da Roberto DM il 6 dicembre 2016 21:06

    Piazza Affari (+4,1%) ai massimi da Brexit….

    RE Q
  14. #14 scritto da citta ideale il 6 dicembre 2016 21:20

    Buona sera Roberto,

    Non esiste nulla, proprio nulla, per quanto è dato sapere,
    che da lunedì abbia mutato in meglio le prospettive dell’economia italiana,
    mentre le prospettive di spesa pubblica, con cambio di governo, e prossime elezioni anticipate,
    sono più problematiche che favorevoli

    La crescita dei listini e il ribasso dello spread (che ha riflessi su tutti i paesi europei, in miglioramento)
    può dipendere da fattori diversi, compresi alcuni non conosciuti ma che gli addetti ai lavori potranno avere:
    > un aggiustamento di quotazioni basse precedenti, rivelatesi troppo prudenti;
    > ormai l’Europa sembra aver accettato la sistemazione delle banche italiane con interventi dello Stato (bail out: pagheremo noi cittadini il rifinanziamento dei buchi)
    > il delta degli spread: rispetto alla Francia 1,3% di interessi in più; Spagna: 0,5% in più… restano invariati (questo conferma una condizione invariata di rischio, con tendenza lenta all’aumento)
    > una coordinata azione della finanza internazionale a sostegno dell’Italia, preoccupata delle conseguenze di un andamento negativo che potrebbe andare verso il panico, mentre l’assenza di un governo non consentirebbe di pretendere decisioni serie dall’Italia in questo frangente

    tutto qui… non c’è da stare tranquilli.

    speriamo nello stellone della nostra Italia

    buona serata

    RE Q
  15. #15 scritto da Andrea D. il 7 dicembre 2016 01:07

    Qual è la proposta?
    Quale sistema di governo suggerisci?

    Per quanto mi riguarda, non c’è nulla di meglio della democrazia, ma se avanzi qualche proposta possiamo discuterne cercando di capirne limiti e vantaggi (magari comparandoli al sistema democratico),
    se invece ti limiti a sentenze apodittiche non c’è dialogo.

    Quanto al salvataggio delle banche, in primis MPS, suggerisco questo istruttivo articolo di Seminerio:
    http://phastidio.net/2016/11/16/dilemma-dei-prigionieri-siena/

    RE Q
  16. #16 scritto da citta ideale il 7 dicembre 2016 09:03

    Insomma, prevale l’animus pugnandi…

    restiamo così e continuiamo a descrivere il problema e la situazione
    Basterebbe leggere qualche saggio di Bobbio, che già quarant’anni fa,
    in pieno sviluppo la società affluente, pur in un contesto non critico come l’attuale
    metteva a nudo la debolezza della forma partito
    i limiti per la democrazia, la difficoltà di affrontare problematiche sociali che fossero intervenute.

    Sul tema qui in Città Ideale il tema è sempre in evidenza..
    Ricordo fra Agosto e Ottobre 2010, partiti da qualche mese, ben sette articoli
    sui limiti e le distorsioni del far politica….

    buona giornata

    RE Q
  17. #17 scritto da citta ideale il 7 dicembre 2016 09:58

    Per essere chiari e concreti, Andrea:
    le crisi sociali dell’Occidente (variamente modulate)
    stanno dimostrando che la Democrazia basata sul suffragio universale
    (che assegna ai partiti la priorità di raccogliere consenso subito)
    Non funziona in generale:
    meno peggio nelle Democrazie presidenziali che assegnano al governo
    un periodo temporale medio e una maggiore capacità decisionale.

    Le alternative (con l’occhio all’Italia) restano:
    dare stabilità e maggiore potere all’esecutivo:
     un repubblica presidenziale forte
     un regime dittatoriale a termine

    Non si vedono alternative possibili.
    Si può far finta di niente e tirare avanti
    Continuando a far debito,
    aumentando il costo in interessi
    che annulla ogni possibilità di investimenti
    azzerando la crescita, la capacità competitiva.

    …. Fino alla stazione terminale, sul binario morto.

    RE Q
  18. #18 scritto da Andrea D. il 7 dicembre 2016 11:42

    Se il problema è la democrazia e il suffragio universale, anche la Repubblica Presidenziale non sarebbe una soluzione.

    Se, invece, la soluzione è la dittatura, mi spiace non ti seguo.
    Il mondo è pieno di dittatori e le cose in quei Paesi non vanno meglio che da noi, anzi!
    Perché la dittatura a termine non esiste nel mondo attuale (chi ha il potere assoluto ha anche i mezzi per mantenerlo) e perché il dittatore “illuminato”, che pensa agli altri prima che a sé, è una figura utopistica.
    In ultima istanza, sicuro che i politici (il dittatore) sappiano cosa fare?

    Perché la natura umana non risponde a regole ferree come le scienze esatte e le previsioni, anche le migliori, sono spesso degli azzardi, visto che non si sa come reagirà la massa.

    Per quanto mi riguarda non esiste nessuno che sappia cosa è meglio per me meglio di me stesso!

    E allora lo sforzo deve essere quello di andare verso un mondo in cui la politica, lo stato siano sempre meno invadenti e lascino agli individui la libertà e la possibilità di agire come ritengono più opportuno, uno stato democratico a suffragio universale, ma leggero, minimo (VEDI).

    RE Q
  19. #19 scritto da citta ideale il 7 dicembre 2016 13:18

    La situazione globale dei paesi arrivati, il mondo Occidentale,
    non ha precedenti

    le criticità sono evidenti, finora non risolte entro i sistemi in uso dai paesi occidentali.
    Si deve innovare, e occorre farlo in tempi non biblici.
    Fermo restando che lo stato padrone è un sistema da escludere (quindi le dittature storiche non consideriamole)
    occorre superare l’impasse del suffragio universale basic le cui caratteristiche non consentono di affrontare razionalmente le condizioni nuove:
    > insufficiente livello conoscitivo e culturale del “popolo sovrano” perché possa decidere avendo cognizioni di causa,
    > quindi meccanismo comunicativo basic del sistema partito, inefficiente rispetto ai bisogni dello stato
    > forma partito degradata, dai ridotti livelli etici, con crescente presenza corruttiva, che frena il cambiamento (e non parliamo dell’Italia)

    Posto che elevare il livello diffuso del “popolo sovrano” in conoscenze e competenze
    richiede ben più di un decennio, forse una generazione, se basta,
    che questi tempi non sono compatibili con le criticità economiche e sociali che ne derivano e
    non possono attendere (se no, il ritorno all’uomo forte che si appropria di tutto, può divenire realtà)

    ecco che si deve entrare nel terreno difficile dei cambiamenti possibili, tenuto conto dei tempi.

    La cosa che non si deve fare,
    è stare a guardare andando avanti così…

    Non manca molta strada perché si arrivi al binario morto… (in Italia soprattutto)

    buona giornata

    RE Q
  20. #20 scritto da Andrea D. il 7 dicembre 2016 17:31

    Ma, nei fatti, qual è la proposta?
    Perché sostenere che la situazione attuale non va e occorre cambiarla senza indicare quale sia il cambiamento che si vuole attuare, senza quindi poter capire se si cambia in meglio o in peggio, non mi sembra molto sensato.

    Io non vedo soluzioni magiche che in modo repentino possano risolvere la situazione; il cambiamento richiede, necessariamente, del tempo.
    Ne abbiamo?
    Si spera, ma non si può fare altro, Roma non fu costruita in un giorno.

    Non illudiamoci che paesi come la Cina, ad esempio, dove non esiste la democrazia, siano scevri da problemi.
    La Cina è seduta su una polveriera con una bolla finanziaria e immobiliare che può esplodere da un momento all’altro.

    La Germania, una quindicina di anni fa, era in piena crisi ed era definita il grande malato d’Europa.
    Però il loro governo, democratico, eletto con suffragio universale e con metodo proporzionale, riuscì a fare le riforme necessarie ed ora è la locomotiva d’Europa.
    Sicuro che il problema sia il suffragio universale? La democrazia?
    Sicuro che serva un dittatore?
    Io, onestamente, non lo credo.

    In Italia il sistema dei media, a mio avviso, fa letteralmente schifo, servile e asservito al potere di turno.
    Fino all’altro ieri portavano Renzi in palmo di mano e osannavano e riverivano il governo, oggi tutti lì ad accorgersi che Renzi forse non era così ganzo e che, forse, l’Italia non è rinata come sostenevano fino a qualche ora prima.
    Ma il problema non è dal lato dell’offerta, perché in un sistema libero chiunque potrebbe inserirsi riempiendo lo spazio lasciato libero dagli altri, il problema è che non c’è domanda, il problema sono i cittadini, gli italiani!

    E in una situazione del genere pensare che possa arrivare il Principe di Machiavelli o il Messia mandato dalla provvidenza che trascinino il Paese fuori dalle secche, è una pura illusione!

    RE Q
  21. #21 scritto da citta ideale il 7 dicembre 2016 18:02

    Non credo sia il caso di approfondire:
    se l’alternativa è: mi dai la soluzione perfetta e impacchettata o lasciamo le come come stanno,

    sta bene così…

    Città ideale continuerà a elucubrare sul tema,
    sperando che qualcuno colga l’utilità delle riflessioni e si confronti.

    buona serata

    RE Q
  22. #22 scritto da Andrea D. il 7 dicembre 2016 20:25

    Scusa Luigi, ma non ti seguo.
    La richiesta è: qual è la proposta?
    Poi possiamo capire se è valida o meno.

    E’ perfetta?
    Ottimo, mi avrai convinto!

    Risulta fallace e, alla fine, si traduce in un peggioramento della situazione attuale?

    In tal caso meglio non percorrere quella strada e forse sarà il caso di pensare a qualcosa di diverso. Sic et simpliciter

    RE Q
  23. #23 scritto da citta ideale il 7 dicembre 2016 21:43

    Città ideale continuerà a elucubrare sul tema,
    sperando che qualcuno colga l’utilità delle riflessioni e si confronti.

    La riflessione (sul sistema di Democrazia Reazionaria di Massa) è conseguenza
    e ha la coincidenza non felice di seguire la pietra tombale sulle possibilità che l’Italia possa percorrere
    un cambiamento che dal parlamentarismo consociativo che blocca il paese,
    vada verso una forma che consenta al premier di governare con meno condizionamenti
    ponendolo in grado di compiere scelte indispensabili,
    avendo il tempo per dimostrarne gli effetti (ove fossero funzionali)
    Non succederà più un’occasione del genere
    (salvo miracoli oggi improbabili)

    il treno non si ferma e, come il tempo, continua nella strada ferrata.
    Ogni giorno i binari da compiere si fanno più brevi…
    fino al capolinea.
    Che arriverà senza dubbio…. purtroppo per l’Italia.

    ne parleremo ancora: il discorso è appena cominciato… e il possibile imbarazzo nel breve termine,
    sarà stemperato.

    buona serata

    RE Q
  24. #24 scritto da Andrea D. il 8 dicembre 2016 14:56

    Ancora con le fantasie sul referendum, raccontando un mondo che non c’è? Il premierato, quello vero, gli italiani lo hanno bocciato nel 2006, la riforma appena bocciata non ne aveva traccia, l’Italia sarebbe rimasta una repubblica parlamentare, sgangherata, ma parlamentare.

    Per il resto, la vera domanda è per fare cosa, non come! La Cora del Nord ce l’ha l’uomo forte al comando: stanno forse meglio di noi? Pensaci, perché non è affatto detto che l’uomo forte al comando, il dittatore, la pensi esattamente come te, potrebbe pensarla in tutt’altro modo e tu non potresti fare o dire niente, solo subire, muto e rassegnato.

    Che debba andare molto peggio prima di andare meglio, credo sia scontato, quello che è meno scontato è quanto durerà la crisi e quanto tempo ci vorrà per uscirne (Cuba, sotto la dinastia castrista, non ne è ancora uscita, mi pare). Lascerei da parte i toni apocalittici, il mai, la pietra tombale, il capolinea (anche perché dal capolinea, poi, si riparte) che mi sembrano eccessivi. Certo è probabile (molto?) che ci saranno lacrime amare, lacrime che forse, se fossimo stati più accorti, ci saremmo potuti risparmiare, ma questo è quanto ed è inutile fantasticare su come avrebbe potuto essere se avessero fatto quel che dicevamo quando lo dicevamo (anche perché c’è gente che dice l’esatto contrario di quel che diciamo noi – perché nei fatti, sulle ricette, tu ed io diciamo le stesse cose – e nessuno può dire se il potere assoluto l’avremmo avuto noi o loro, spero ti sia chiaro), il passato è passato, bisogna guardare avanti.

    Intendiamoci, non sono un ottimista, non lo sono per natura, credo nella legge di Murphy secondo la quale se qualcosa può andare storto lo farà per cui cerco di essere preparato al peggio, sempre, anche all’imponderabile, ma non sono nemmeno un pessimista cosmico. L’Italia non scomparirà, non è scomparsa l’Argentina, cosi suoi governi populisti e i suoi fallimenti ciclici, non è scomparsa la Grecia, messa oggettivamente peggio, non succederà all’Italia, ma la crisi (che personalmente giudico inevitabile) potrebbe essere dura, molto dura, in particolare per le regioni del Nord, oggi le più ricche, che rischiano di fare un salto indietro di 50 anni o addirittura di 100 e tornare ad essere luoghi dai quali la gente emigra per sfuggire alla miseria. Mi preoccupa meno il Sud che, con le sue coste, ha un potenziale turistico enorme (e il turismo è il settore del futuro con sempre più gente nel mondo disposta a spostarsi e viaggiare). Come l’Italia reagirà alla crisi, oggi non lo so dire: potrebbe prendere la direzione giusta e risollevarsi in un tempo ragionevole, non senza pesanti sacrifici, o potrebbe avvitarsi su sé stessa come vari paesi del Sud America e passare di crisi in crisi per numerosi anni a venire. Dipenderà dagli italiani, da come reagiranno alla crisi e da quale strada vorranno prendere.

    RE Q
  25. #25 scritto da citta ideale il 8 dicembre 2016 15:28

    Città Ideale non si interessa di Cuba, di Corea del Nord o di che altro..
    L’articolo ancora meno. riguarda l’Occidente e la sua crisi

    ogni giorno il tempo percorre uno spazio,
    lo spazio che ci porta al termine del viaggio,
    al binario morto, con 2700 miliardi sulla gobba degli italiani
    dei Cittadini…

    delle beghe politiche e giustificazioni, o del parlar d’altro non siamo interessati.

    Qui sta il Colosso di Rodi: qui noi italiani dobbiamo saltare

    buona giornata

    RE Q
  26. #26 scritto da Andrea D. il 8 dicembre 2016 18:25

    Sì, ma la proposta qual è? 25 commenti e non uno straccio di motivazione, solo sentenze apodittiche, catastrofismi vari e autorefernzialità. La proposta qual è? Non vuoi la democrazia? Cosa vorresti allora? Un’idea c’è o ci sono solo sterili lamentele? Perché con quelle non si va da nessuna parte! Qual è la proposta di Città Ideale?

    Dici che non ti interessa Cuba o la Corea del Nord, ma, almeno questo è quello che ho capito cercando di estrapolare dai tuoi reiterati vaticini apocalittici, vorresti una dittatura. Quelle sono dittature, cioè quello che vorresti tu! Che non ti interessino le conseguenze di quel che proponi mi sembra grave. Non vuoi la dittatura? Cosa vuoi allora? Un governo forte? Perfetto, ma la domanda vera è per fare cosa! Se il governo forte volesse andare nella direzione della nazionalizzazione delle banche e dell’industria ti andrebbe bene? Non credo o almeno lo spero. E allora lo vedi che il problema non è il governo, ma cosa si vuol fare, quale direzione si vuol prendere. Spunti di riflessione te ne ho dati, se vuoi ragionarci sopra, continuiamo pure, se invece preferisci ritagliarti il ruolo di oracolo (catastrofistico) di Delfi, accomodati pure.

    PS Non c’è nessun termine del viaggio, l’apocalisse è di là da venire, il mondo non finirà domani, l’umanità non scomparirà e l’Italia non sprofonderà nel mediterraneo, non in tempi brevi almeno (conflitti nucleari permettendo). Ci sarà la crisi? Io ne sono convinto, è solo questione di tempo. La questione è se si riuscirà ad uscirne in tempi ragionevoli o se ci si avviterà per decenni come l’Argentina. Ma la differenza la faranno gli italiani, con la loro consapevolezza (o con la loro mancanza di consapevolezza), non il Messia, l’uomo della provvidenza, il Principe o qualche dittatore da strapazzo, venuto da chissà dove! A noi l’arduo compito di diffondere questa consapevolezza, non quello di aspirare all’arrivo del Salvatore. Per quello c’è Bergoglio.

    RE Q
  27. #27 scritto da citta ideale il 8 dicembre 2016 22:08

    Dobbiamo replicare un commento precedente
    che rende chiare le motivazioni di una preoccupazione perché
    si accenda l’interesse su un tema che non viene affrontato dalla politica
    (in particolare di quella italiana)

    La situazione globale dei paesi arrivati, il mondo Occidentale,
    non ha precedenti

    le criticità sono evidenti, finora non risolte entro i sistemi in uso dai paesi occidentali.
    Si deve innovare, e occorre farlo in tempi non biblici.
    Fermo restando che lo stato padrone è un sistema da escludere (quindi le dittature storiche non consideriamole)
    occorre superare l’impasse del suffragio universale basic le cui caratteristiche non consentono di affrontare razionalmente le condizioni nuove:
    > insufficiente livello conoscitivo e culturale del “popolo sovrano” perché possa decidere avendo cognizioni di causa,
    > quindi meccanismo comunicativo basic del sistema partito, inefficiente rispetto ai bisogni dello stato
    > forma partito degradata, dai ridotti livelli etici, con crescente presenza corruttiva, che frena il cambiamento (e non parliamo dell’Italia)

    Posto che elevare il livello diffuso del “popolo sovrano” in conoscenze e competenze
    richiede ben più di un decennio, forse una generazione, se basta,
    che questi tempi non sono compatibili con le criticità economiche e sociali che ne derivano e
    non possono attendere (se no, il ritorno all’uomo forte che si appropria di tutto, può divenire realtà)

    ecco che si deve entrare nel terreno difficile dei cambiamenti possibili, tenuto conto dei tempi.

    La cosa che non si deve fare,
    è stare a guardare andando avanti così…

    Non manca molta strada perché si arrivi al binario morto… (in Italia soprattutto)

    crediamo tutto sia chiaro, che altro non vi sia da aggiungere

    RE Q
  28. #28 scritto da Andrea D. il 9 dicembre 2016 00:05

    Non è chiaro per niente! Dici cosa non vuoi, in maniera confusa peraltro perché salti di palo in frasca, e non cosa, realisticamente, vorresti. In concreto, non nei sogni o negli auspici. Non vuoi la dittatura? Bene, ma non vuoi nemmeno la democrazia a suffragio universale, quindi cosa proponi? In soldoni! Un’oligarchia di illuminati? Chi lo decide che sono illuminati, tu o Bertinotti? Perché sul punto, temo, potreste avere visioni alquanto discordanti. Una democrazia basata sul censo, sull’età, sul titolo di studio? Sicuro che supereresti i problemi attuali? Sicuro che non ne creeresti di nuovi e diversi? Se tu esplicitassi la tua proposta, potremmo provare a ragionarci sopra.

    Dal tuo commento #17:

    Le alternative (con l’occhio all’Italia) restano:
    dare stabilità e maggiore potere all’esecutivo:
     un repubblica presidenziale forte
     un regime dittatoriale a termine

    Ribadisco: sicuro che un dittatore o un governo forte siano la soluzione a tutti i mali? Chi ti dice che il dittatore/governo forte che dir si voglia vadano nella direzione giusta e non in quella opposta? Sicuro che un governo forte in mano, tanto per fare un esempio, a Grillo guiderebbe il Paese fuori dalle secche e non lo affonderebbe, invece, in tempi più rapidi? Chi lo sceglie il dittatore/governo forte? Saccavini o addirittura lo vorresti fare tu in prima persona? E se fosse, invece, un Fassina o un Vendola? Questo è il nocciolo del discorso. Troppo comodo e forse un po’ troppo naif, illudersi che il dittatore/governo forte sia quello che noi auspichiamo, potrebbe anche essere l’opposto. E in tal caso come la si metterebbe? Di questo sto parlando, ma forse non riesco a farmi capire.

    Razionalmente, scusami se te lo faccio notare, è una parola grossa, totalmente autoreferenziale. Razionalmente secondo il tuo punto di vista, ma ci sono posizioni diametralmente opposte alla tua che, secondo il loro punto di vista, si definiscono altrettanto razionali. E quindi? Così è un cane che si morde la coda. Meno aggettivi roboanti e autoreferenziali e più proposte esplicite. Poi si discuterà, nel merito, e si vedrà quanto sono razionali (o per meglio dire logiche) o meno.

    Nel concreto, la tua proposta non è esplicita. Non ti va bene l’attuale, ma finora non hai detto cosa vorresti di diverso e, quindi, non è possibile discutere nel merito se la tua proposta possa costituire un miglioramento o meno, non è possibile ragionare su eventuali limiti o criticità. Ed è del tutto inutile infarcire il tutto di retorica catastrofista, il binario morto, perché, a mio modesto modo di vedere, la crisi, allo stato attuale, e non c’è nulla, ma propio nulla, che possa far intravedere, realisticamente e non utopicamente, una soluzione diversa, è inevitabile. La questione è se si riuscirà a ripartire dopo la crisi o se ci si avviterà a spirale per decenni.

    RE Q
  29. #29 scritto da citta ideale il 9 dicembre 2016 00:35

    Non è il caso di leggere le distorsioni di un pensare,
    al fine di un discorso che non è critico ma assume il carattere di polemica astiosa,
    rifiutando di capire il contenuto per ciò che intende dire.

    il termine dictator ha un significato nella storia.
    Cristo era di la da venire (sulla terra)
    e l’istituzione era in essere nella Repubblica Romana.
    davanti a criticità, tutti i poteri per tre mesi (allora bastavano, per una città)

    Non si è allora trasformata in una dittatura quale struttura dello stato.
    Una struttura del genere può ritenersi forma che supera le criticità
    che oggi la Democrazia Reazionaria di Massa si dimostra, finora, incapace di affrontare?
    Variamente modulato e regolato, in considerazione del momento e dei problemi

    Un’ipotesi, come in rafforzamento del potere per il governo a termine,
    che può essere variamente modulato e delimitato.

    L’uso di schemi storici recenti per un’esclusione a prescindere
    rispetto al discorso effettuato (da rileggere: è qui)
    lo fa a noi ritenere provocato da preconcetti o incomprensione.

    Utopico?
    Certo, nel senso di possibili risposte nuove alle criticità irrisolte dell’oggi
    Un pensare a soluzioni praticabili (?) se si intravedono problemi di cui
    è avvertita l’urgenza della soluzione

    Inutile?
    lo decidano i lettori

    intanto il treno del tempo non si ferma… e prosegue sul binario dell’oggi…
    fino al capolinea

    RE Q
  30. #31 scritto da citta ideale il 9 dicembre 2016 14:06

    Se è assolto, proprio non è un eccesso…
    il cittadino che subisce le conseguenze di un reato avrebbe anzi diritto
    al riconoscimento del rimborso danni, di ogni natura..
    posto che, molto probabilmente il responsabile non avrà beni, tuttavia.
    se accadesse in altre legislazioni dovrebbe cambiare paese,
    perché una memoria permanente tiene registrato il debito e
    sequestra o trattiene quota di qualsiasi successivo tipo di entrata.
    (registro permanente senza scadenze. Una concreta forma dissuasiva)

    buona giornata Roberto

    RE Q
  31. #32 scritto da giorgio vismara il 9 dicembre 2016 19:51

    Buona sera,

    La mia opinione è che vi state “radicalizzando” sulle rispettive posizioni.

    Avete scritto decine di post nel vano tentativo di convincere l’un l’altro ad accettarle.

    E, come voi, qualche milione di italiani sta dissertando sullo stesso tema.

    Ognuno convinto di avere la soluzione migliore.

    Noi tutti, siamo convinti che la nostra idea sia la migliore e tendiamo ad imporla all’altro.

    Ognuno abbarbicato al suo orticello, fermo sulle sue posizioni e rigorosamente in difesa dei suoi, grandi o piccoli, interessi o diritti.

    Ovviamente, l’interesse nazionale, prescinde da tutto questo.

    E la classe politica ne approfitta….

    In un paese moderno un confronto che si chiude 40 a 60 vedrebbe l’immediata dimissione del perdente e subito dopo l’assegnazione dell’incarico al vincitore. Che si metterebbe immediatamente al lavoro.

    Per il momento sappiamo certamente chi ha perso.

    Sull’accozzaglia che ha vinto, e che dovrebbe trovare soluzioni immediate alle necessità di questa sgangherata repubblica, stendiamo un velo pietoso. Tutti contro tutti, coltello tra i denti.

    Il Presidente della Repubblica costretto ad ascoltare una miriade di rappresentanti di gruppi parlamentari più o meno significativi, la dice lunga su come si scanneranno poi per le poltrone a disposizione.

    Ma questa è democrazia?

    Senza regole chiare e con leggi che invece che essere rispettate vengono interpretate.

    Ci sarebbe da rifondarla questa repubblica. Rifare una legge elettorale seria, semplice, chiara.

    Così come chiare dovrebbero essere le leggi che consentono il funzionamento dello Stato.

    Riformare i cittadini e, sopratutto, avere politici preparati e capaci.

    Non credo riuscirò mai a vedere tutto questo.

    Per il momento non mi rimane che constatare che siamo sempre più malmessi. Senza vie d’uscita a breve.

    E il treno va!

    giorgio vismara

    RE Q
  32. #33 scritto da citta ideale il 9 dicembre 2016 21:22

    Buona serata Vismara,

    tornerei al tema e alle considerazioni generali dell’articolo.
    Qui il referendum e il suo esito non fa parte del discorso,
    se non in forma di conseguenza:
    un fatto che contribuisce alla descrizione della crisi della Democrazia Reazionaria di Massa.

    Democrazia, perché è da li che veniamo, è chiamata così, anche se di Potere del Popolo (ciò significa democrazia) non si può più parlare;
    Reazionaria: agisce con la testa rivolta all’indietro anziché affrontare le sfide della globalizzazione e del rinnovamento delle istituzioni
    di Massa: perché la tendenza reazionaria raccoglie adesioni della maggioranza dei Cittadini, non istruiti, anzi disinformati, naturalmente paurosi di ogni possibile cambiamento

    Il problema è questo, questo e non altro.
    Noi in Italia faremo ammuina, per non decidere niente e rimanere come siamo (da un decennio).

    Chi continuerà a muoversi è il deficit, il debito pubblico, gli interessi da pagare…

    finché non arrivi un miracolo (oggi non percepibile) oppure
    il paese arrivi al capolinea…

    Allora si che potrà succedere che vada su un Masaniello di turno a fare il dittatore…
    Non per volontà del Popolo Sovrano,
    Ma perché imposto dai nostri creditori
    che vorranno garantirsi del pagamento dei loro crediti.

    Il referendum proprio non c’entra nulla,
    se non per gli effetti che ne seguono
    e confermano la stasi…
    tragedia di figli e nipoti purtroppo

    buona serata

    RE Q
  33. #34 scritto da Roberto DM il 10 dicembre 2016 13:12

    Arresti domiciliari per chi è in casa propria
    e richiesta di 6 anni di galera per chi difende la proprietà privata…..
    il ladro pluri-pregiudicato solo denunciato per tentato furto……

    Come la vogliamo chiamare sta cosa…
    demenza senile del PM o della Giustizia Italiana ?….
    o eccesso di Democrazia nei confronti dei delinquenti ???

    RE Q
  34. #35 scritto da citta ideale il 10 dicembre 2016 14:17

    Di tutto un po’ Roberto…

    c’è una differenza di fondo fra la responsabilità del mondo riformato (noi diciamo protestante)
    che non ha il sacramento della confessione e del perdono,
    e il nostro buon animo, che scivola facilmente nel perdonismo.

    Soloni giuristi e politici non si sono ancora resi conto
    dell’effetto dissuasivo che hanno applicazioni ferme e sentenze certe.
    Chi ha compiuto un reato, la galera la deve fare,
    la deve fare sempre.
    Non ai domiciliari, senza sconti di pena che non siano davvero premianti e dalle dimensioni residue.
    Fossimo così, certamente la microcriminalità (che poi non è tanto micro)
    sarebbe minore.
    Il danno e il debito sempre da dover pagare, fino alla fine della vita,
    senza sconti.

    Così sarebbe un paese serio….
    noi non lo siamo, purtroppo.

    buona giornata

    RE Q

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