Basta, basta, basta! così il paese resta fermo

Qual è la goccia che fa traboccare il vaso? Con un tempismo che peggio non poteva capitare, su un appello della Regione Veneto, la Corte Costituzionale ha deciso su tre commi di una legge del Governo. Stabilendo che non basta la semplice asserzione, con la Regione occorre un’intesa.  Fin qui si potrebbe dire che si tratta di contrasti fisiologici fra Stato centrale e Regione, main pratica è un diritto di veto.

Delle polemiche, di Renzi, degli schieramenti per il SI o per il NO spesso sgangherati , non c’importa nulla. Ci interessa invece come si intende ridurre il nostro debito pubblico, le nostre tasse, per far ripartire il Paese.  Lasciate le polemiche andiamo a vedere il contenuto della decisione della Cassazione. Troviamo qualcosa che ci orienta, sullo specifico, su ilsole24ore (VEDI):

Le dichiarazioni di illegittimità costituzionale riguardano esclusivamente le deleghe al Governo “in tema di riorganizzazione della dirigenza pubblica”, “per il riordino della disciplina vigente in tema di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni”, “di partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni, e di servizi pubblici locali di interesse economico generale”.

Fuori dal burocratese dice che le deliberazioni relative alla nomina e costi dei dirigenti, alle retribuzioni, alle spese complessive per il personale;  alle gestioni  solo formalmente estranee alla P.A. relative a controllate pubbliche. In pratica le riduzioni di costi e i poteri di nomina delle Regioni. Soo illegali gli indirizzi che intendono porre limitazioni al potere di spesa.

La conferma di questi contenuti viene dalla dichiarazione del presidente Zaia di Regione Veneto, che canta vittoria perché tornano a lui i poteri di nomina in materia e, come è ovvio, poteri di nomina significa molto in una gestione che vuole essere diretta, di tipo padronale, anziché orientata da criteri che cerchino di attenuarla:

“… continueremo a nominare i direttori generali della nostra sanità, per fare un esempio concreto,  anziché doverli scegliere all’interno di una terna nazionale….”

Noi vorremmo che il sistema nazionale rimanesse tale; come avviene in Svizzera, ma che le singole strutture sanitarie fossero tutte private, che ottengono di partecipare al sistema su base concorrenziale per qualità del servizio e efficienza. Questa “bega della lega” sta dentro uno statalismo che proprio non vogliamo. Nel Nord gli ospedali saranno più efficienti dello sfascio che c’è al Sud; di ciò non crediamo vi sia molto da gloriarsene.

La lezione che se ne ricava è però l’esempio classico, tanto classico da assumere carattere clamoroso, fra l’attuale regolamentazione costituzionale dei rapporti Stato Regioni e l’impossibilità pratica di intervenire per modificarne la gestione in senso  un po’ meno sprecone e da casta pubblica. Chi governa non può mettere paletti: la dimostrazione che così non si potrà migliorare in nulla. Il Paese resterà inchiodato.

C’entra il referendum? Forse non servirà a nulla, ma l’esempio di questi giorni, con la Corte Costituzionale che annulla la parte importante di una legge delega del Governo, rende chiara l’esigenza di un cambiamento. Un cambiamento qualsiasi che responsabilizzi chi governa, che non gli lasci scuse. Che vada a prendesi i pomodori in faccia se, avendo mal governato andasse a richiedere di essere rieletto.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 28 novembre 2016 13:12

    Luigi, il tuo, a questo punto, sembra un sostegno preconcetto svincolato dal merito della riforma!

    Questa riforma centralizza e, di fatto, deresponsabilizza chi governa.
    Bisognava andare nella direzione opposta!!!
    NO, grazie!

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 28 novembre 2016 16:52

    Volutamente la questione è stata posta al di fuori, senza richiamare il referendum,
    anche se la questione che pone può essere appropriata ma anche no.

    Il problema resta il coacervo di condizionamenti partitici e delle varie strutture istituzionali,
    nel lungo periodo intercorso si sono andate strutturando reciproci spazi di potere di cui ciascuno è geloso,
    con la tendenza di far valere il proprio potere …. al momento opportuno una inevitabile
    merce di scambio, a vario titolo.

    L’attuale proposta di revisione è dubbio che da sola possa districare il nodo gordiano
    che lega tutto e tutti
    (i cittadini, il popolo sovrano depauperato di ogni potere sostanziale poiché quale che sia la sua volontà espressa nel voto, poi governano tutti e il paese resta fermo)

    Da solo non basterà,
    al massimo un primo passettino, il primo vagito verso un Paese più Stato,
    con un premier in grado di rappresentarne la volontà,
    con minori condizionamenti.

    L’esigenza è fortissima per il Paese.
    Se i cittadini non se ne rendono conto
    (non per colpa loro ma perché totalmente disinformati sulla natura della scelta)
    Poi, nel tracollo che ne potrà derivare,
    scomparsa la struttura della partitocrazia,
    all’estero con la cassa,
    verrà l’uomo forte a grande chiamata…

    Rendiamocene conto, quale che sia la scelta…

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Adriano Carena il 28 novembre 2016 18:54

    Leggo sul numero speciale della rivista “Civica”.

    Critica dal fronte del NO:
    I limiti alle Regioni in materia di costi della politica (indennità, finanziamento gruppi) ne umiliano l’autonomia.

    Risposta dei riformatori:
    In teoria è vero. Soprattutto con riferimento al ruolo fondamentale che anche i gruppi consiliari svolgono come cerniera fra i partiti e le istituzioni.
    Il guaio è che chi utilizza male la propria autonomia, rischia poi di perderla. Alcune Regioni ne hanno fatto uso pessimo. Non si poteva andare avanti così.
    Inoltre è ormai un principio di senso comune la limitazione anche normativa dei costi degli apparati politici.
    Adriano Carena

    RE Q
  4. #4 scritto da Adriano Carena il 28 novembre 2016 19:04

    Aggiungerei:

    il ragionamento esposto su “Civica” mi pare debba estendersi alla mala utilizzazione della propria autonomia
    anche nella gestione dei costi del personale delle strutture regionali:
    dirigenti, sanità, partecipazioni.

    RE Q
  5. #5 scritto da citta ideale il 28 novembre 2016 19:04

    Un limite riguardo alle spese regionali, questa riforma non lo affronta:

    rimodulare (annullare sarebbe meglio) lo stato di regioni a statuto speciale.

    Questo parlamento non lo ha potuto esprimere,
    indovinate perché?

    sarebbero venuti i meno i voti parlamentari di tutte le regioni a statuto speciale…
    La riforma non sarebbe passata…

    Il che dimostra purtroppo che i politici non sono lì per fare l’interesse del Paese, ma badano solo al loro tornaconto.

    buona serata, Adriano

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 28 novembre 2016 20:26

    Scusa Adriano, ma non ti seguo:
    ci sono Regioni che hanno usato male la propria autonomia e Regioni che,
    invece, l’hanno usata bene.

    Questa riforma non fa distinzioni e le punisce tutte quante allo stesso modo,
    tranne le Regioni a statuto speciale (per inciso tra le più sprecone)
    che diventano intoccabili nei propri privilegi. Dove sarebbe la logica di questa riforma?

    Si sarebbe dovuta prendere la direzione opposta, aumentando l’autonomia e la responsabilizzazione delle Regioni così che i danni di chi amministra male ricadessero sui propri cittadini/elettori!

    Invece si centralizza e si finirà, come negli anni ’80,
    col premiare non chi amministra bene,
    ma chi è più vicino/allineato al potere centrale!
    NO, grazie!

    RE Q
  7. #7 scritto da citta ideale il 28 novembre 2016 23:42

    Certo Andrea,
    Una parte non trascurabile del debito pubblico
    è venuta dalle regioni,
    anche perché i governi non si sono dati molto da fare
    per ridimensionare i costi della quantità trasferita alle regioni.

    Perché?
    diamo la risposta a questa inefficienza e individuiamo
    la responsabilità strutturale (l’insieme di regole pratiche, della loro applicazione)
    anziché prendercela maledicendo Tizio o Caio
    (perché singolarmente responsabili e non perché manifestazione di sistema malato, cancrenoso)
    Il sistema responsabile quale è?

    La partitocrazia che regge e mantiene in vita la greppia diffusa
    per tutti più o meno disponibile,
    grazie all’immobilismo dell’attuale sistema.

    Domani ci potrà essere qualcosa che non funziona,
    qualche rischio da correre?
    Vero, ma non giustifica l’immobilismo.

    buona notte

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 29 novembre 2016 00:22

    Non è questione di immobilismo, qui si tratta di NON cambiare in peggio!
    NO, grazie!

    RE Q
  9. #9 scritto da citta ideale il 29 novembre 2016 10:07

    Non siamo alle crociate,
    si dibatte su questioni variabili, alla ricerca di soluzioni utili per il paese, Andrea

    Come sempre (o quasi) si tratta di percorrere la strada del meno peggio,
    entro un bilanciamento del più o meno favorevole
    Soprattutto è bene che si consideri l’effetto
    che la decisione ha sulla nostra condizione del debito pubblico

    buona giornata

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 29 novembre 2016 10:36

    Esatto e visto che si cambia in peggio, meglio rimanere come siamo!
    NO, grazie!

    RE Q
  11. #11 scritto da citta ideale il 29 novembre 2016 10:51

    Visto che per Andrea la situazione risultante peggiora le condizioni del Paese,
    Per Andrea la scelta è restare alla condizione di oggi

    buona giornata

    RE Q
  12. #12 scritto da Andrea D. il 29 novembre 2016 11:58

    Corretto!
    Meglio l’attuale di un cambiamento in peggio,
    il che la dice lunga sulla (pessima) qualità di questa riforma.

    Si cambia solo quando si può cambiare in meglio,
    se si peggiora meglio restare fermi,
    concetto abbastanza elementare, credo.
    NO, grazie!

    RE Q
  13. #13 scritto da Massimo Giorgio vismara il 29 novembre 2016 14:01

    Buongiorno,
    Tant per savè:
    l’è mej vedè l’erba nass de nott o restà in del camp di cent pertich?

    RE Q
  14. #14 scritto da Massimo Giorgio vismara il 29 novembre 2016 14:04

    che, tradotto, vuol dire:

    Meglio guardare lontano o rimanere impantanati?

    Ai seggi l’ardua sentenza

    giorgio vismara

    RE Q
  15. #15 scritto da Andrea D. il 29 novembre 2016 16:17

    Sig. Vismara quando si è nel guano fino al collo, fare l’onda è un cambiamento, ma non migliora la situazione!

    Restare fermi è meglio.

    Se si cambia di DEVE cambiare in meglio, altrimenti è preferibile tenersi stretto quel che si ha, anche se è poco e fa schifo. Questa riforma cambia in peggio. NO, grazie!

    E’ abbastanza curioso che l’unico argomento concreto, perché gli altri non reggono la prova dei fatti, a favore di questa riforma sia che si cambia!

    Cambiare non significa, per forza, cambiare in meglio.
    Se si è fuori, al freddo, senza un fuoco e un riparo, invocare la pioggia perché così si cambia non è una buona idea! NO, grazie!

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 29 novembre 2016 16:24

    Ma ti rendi conto che sembra quasi tu abbia un bisogno istintivo di dar forza ai tuoi argomenti
    con l’iterazione No grazie,
    che sta diventando un mantra a prescindere da qualsiasi argomentare?

    buona giornata

    RE Q
  17. #17 scritto da Andrea D. il 29 novembre 2016 20:17

    Luigi, finora gli argomenti mi sono sembrati, per lo più, mere speculazioni:
    - governi stabili, duraturi e non influenzabili, pura fantasia perché nella riforma tutto questo non c’è!
    - occorre cambiare, perché cambiare è bello! Ma dove? Cambiare va bene se si cambia in meglio, altrimenti è meglio restare come si è!
    L’argomento migliore che ho sentito è che cambiando si centralizza e questo sarebbe un bene, cosa sulla quale non sono per nulla d’accordo e mi pare di averlo argomentato a sufficienza. NO, grazie!

    RE Q
  18. #18 scritto da citta ideale il 29 novembre 2016 20:28

    Non credo dobbiamo stabile adesso se c’è, in quale forma, con che sicurezza, la qualità della riforma.

    Non dobbiamo esprimere un giudizio qualitativo, sicuramente si potrebbe fare meglio.

    Il paese ha bisogno, un bisogno assoluto,
    di dare alla partitocrazia italiana
    l’espressione di una esigenza di cambiamento

    Se i cittadini lasciano passare il treno
    per rimanere seduti su una carretta sgangherata
    assurdamente darebbero un senso di legittimità
    all’attuale far politica,
    Un rischio serissimo di immobilismo rassegnato

    Renzi non c’entra proprio…

    buona serata

    RE Q
  19. #19 scritto da Andrea D. il 29 novembre 2016 21:47

    Luigi, la partitocrazia ne uscirà rafforzata!
    Il segno è dire NO e dimostrare che non ci si fa prendere per il naso!

    RE Q
  20. #20 scritto da citta ideale il 29 novembre 2016 22:34

    Veramente,
    a sentire molti dei partiti e politici di mestiere,
    L’effetto sarà una quasi dittatura del premier
    (non di Renzi, ma di quello che verrà eletto nel 2018…)
    Per fare polemica, sostengono che il dittatore diventi Renzi,
    Dandogli più importanza di quella che ha.

    Forse i partiti come sistema si trovano con un potere ridotto… (o forse no?)
    Forse è proprio il ridotto potere che li porta ad avversare
    in modo viscerale mai visto così, neppure sul referendum della riforma Berlusconi,
    Stanno difendendo i loro personali interessi, le loro fette o fettine di tornaconto.

    buona serata

    RE Q
  21. #21 scritto da Andrea D. il 30 novembre 2016 00:03

    In realtà il problema non è il potere del premier,
    che non ne avrà,
    sarà solo un fantoccio controllato dalla segreteria del partito,
    ma l’indebolimento dei contrappesi democratici che faranno del partito,
    ripeto del partito, di maggioranza relativa, per quanto esigua, il padrone dell’Italia (la cosa è un po’ diversa).
    Stabilità? NO!
    Minori compromessi? NO!

    Tutto questo ammesso e non concesso che la legge elettorale non venga cambiata il giorno dopo il voto, come invece sembra scontato che accada e se così fosse, ci ritroveremmo impantanati come oggi, solo messi molto peggio.

    RE Q
  22. #22 scritto da citta ideale il 30 novembre 2016 11:32

    Andrea le tue sono asserzioni assolute.
    L’accentramento dei poteri viene ammesso (denunciato dai sostenitori del NO, auspicato da istituzioni italiane e soprattutto internazionali).

    Si può sostenere che non è vero, ma questo di per sé non è corrispondente alle attese di molti altri.

    Ripetiamolo:
    Dopo il voto, quale che sia il risultato,
    non cambia nulla fino alle elezioni politiche del giugno 2018 e al rinnovo del parlamento.

    Ciò che sarà successivamente (ma solo dopo) dipende:
    > dall’esito del referendum
    > dalla ratifica del presidente della repubblica
    > da modificazioni intervenute nella legge elettorale

    Sostenere adesso che non cambia niente nella gestione politica non sembra dimostrabile.
    Tanto è vero che tu elenchi una serie di fattori

    Ripetiamo ancora:
    il meccanismo per cui la segreteria del partito (che non è esattamente “il partito”)
    ha il controllo del medesimo,
    ha un potere più forte,
    è esattamente ciò che si vuole,
    dando per scontato che il segretario del partito sia il premier…

    non c’è altro

    buona giornata

    RE Q
  23. #23 scritto da Andrea D. il 30 novembre 2016 14:02

    Posto che non si può affermare con certezza che il sole sorgerà domani,
    è molto più logico e credibile sostenere che lo farà piuttosto che il contrario.

    Questa è una riforma partorita dal cuore della vecchia partitocrazia (Napolitano) per il partito non per il premierato.
    Se si fosse voluto andare in quella direzione, si sarebbe riformata la Costituzione in maniera radicalmente diversa!

    La tua tesi si regge su una legge elettorale, ordinaria, che non fa parte della riforma e che può essere cambiata in ogni momento e in pochissimo tempo (ed è ormai chiaro che verrà modificata) e sullo statuto del PD (del solo PD) che non è oggetto della riforma e che potrà essere ribaltato in qualsiasi momento (mentre non vale per il cdx o per il M5S).

    Nella sciagurata ipotesi che dovesse passare questa sconclusionata riforma, mi dirai che avevo ragione, ma ormai sarà tardi e non ci sarà nessuna strada agevole per rimediare.

    Ammesso e non concesso che si vada a elezioni nel 2018,
    sulla base di cosa verranno scelti i nuovi senatori?
    Sulla base del voto degli elettori? Q
    Quale, che non c’è stato e non ci sarà?

    RE Q
  24. #24 scritto da citta ideale il 30 novembre 2016 14:20

    Tutto è mutabile, tutto può essere.

    Adesso dobbiamo decidere sulla situazione data:
    se si è convinti che tanto verrà tutto cambiato, trova scarsa comprensione
    la contrarietà accesa del sistema partiti (tranne la maggioranza PD e poco altro)

    La lettura “politica”, l’intento che ha questa riforma,
    è quello bene percepito dai politici che la avversano:
    chi vincerà le elezioni nel 2018 (non è detto che sia Renzi ed anzi ci auguriamo qualcun altro, che finora non si vede)
    Potrà disporre di un potere maggiore e rimanere in sella per cinque anni.

    Sempreché le modifiche alla legge elettorale vanifichino l’impianto dato.
    Sarebbe assurdo, ma la nostra casta ci ha abituato alle assurdità.

    Non è ragione sufficiente perché il tentativo debba essere bocciato dai cittadini.

    buona giornata

    RE Q
  25. #25 scritto da Massimo Giorgio vismara il 30 novembre 2016 19:33

    Buonasera,

    Immerso nel guano fino al collo, vedendo arrivare l’onda, mi tapperei bene bocca naso ed occhi.

    Poi, passata l’onda, mi attaccherei a quel ramoscello che mi viene offerto ed uscirei dal guano che Lei, Sig. Andrea, fatica a vedere.

    Poi, succeda quel che succeda. La vita continua.

    E, visto
    che sem cunsciá cöme i barabitt,

    potrebbe anche migliorare!

    Io la vedo così

    Un bel bicchiere mezzo pieno, se poi il vino è buono, meglio ancora.

    Sù alègher!

    giorgio vismara

    RE Q
  26. #26 scritto da Andrea D. il 30 novembre 2016 20:54

    Luigi scusa, ma ti stai avvitando in percorsi contorti.

    La contrarietà deriva, semplicemente, dal fatto che la riforma è impresentabile, sic et simpliciter.

    Sig. Vismara, il ramoscello lo vede solo Lei, io vedo un macigno che la trascinerà a fondo.
    Il bicchiere non è né mezzo pieno, né mezzo vuoto:
    è pieno completamente, ma non di vino, di aceto.
    Auguri!

    RE Q
  27. #27 scritto da Massimo Giorgio vismara il 30 novembre 2016 22:28

    Buonasera,

    Solo per precisare che sono 4,37 miliardi di anni che il sole sorge….

    Pensare che domani non c’è la faccia mi fa sorridere.

    Domani è un altro giorno. Si vedrà

    ‘Notte

    g.v.

    RE Q
  28. #28 scritto da citta ideale il 30 novembre 2016 23:54

    Curioso vedere Andrea che non fa uso di argomenti
    che si serve di una sentenza (sua) per argomentare
    volendo togliere credibilità agli argomenti dell’interlocutore…

    Lasciamo perdere, e che le cose vadano per il loro percorso
    che la volontà dei cittadini esprima nella maggioranza gli interessi del paese

    Ciò è quanto vogliamo e quanto vogliono tutti

    buona notte

    RE Q
  29. #29 scritto da Massimo Giorgio vismara il 1 dicembre 2016 14:05

    Sig. Andrea,
    Ma suvvia, usare un macigno per trascinar via un ramoscello mi pare un metodo piuttosto “forte” per persuadere che non la pensa come Lei….

    Sono questi gli argomenti del NO?
    E poi, ha visto che anche oggi il sole è sorto?
    E, mi spiace per Lei ma continuerá ancora per molto!
    Anche dopo il 4 prossimo.
    Checchè succeda.
    Buon pomeriggio
    giorgio vismara

    RE Q
  30. #30 scritto da citta ideale il 1 dicembre 2016 15:49

    Ripetiamolo ancora:

    il 5 dicembre non cambierà un bel nulla.
    Le riforme costituzionali entreranno in vigore solo dopo l’elezione di un nuovo parlamento (e di un nuovo premier)

    C’è un anno e mezzo nel quale la politica, i partiti, i movimenti, la società civile,
    possono impegnarsi per una campagna elettorale che ha caratteristiche nuove, diverse.

    Per Città ideale c’è da augurarsi (ove risultasse vincente il SI):

    > che la legge elettorale, poco felicemente dal nome Italicum, adotti aggiustamenti che non modifichino l’impianto centralistico nell’indicare i candidati

    > che a nessuno venga di andare a elezioni anticipate sfruttando l’onda di un risultato favorevole (Renzi). Qui è richiesta una saggezza istituzionale, su cui anche il Presidente della Repubblica dovrà esercitarsi

    > che l’area alternativa al PD riesca a proporre una figura di forte spessore, sulla quale coalizzare le variegate componenti dell’area moderata (evitando le estreme)

    sono auspici, se… (condizione che non sembra probabile, in base ai sondaggi)

    buona giornata Vismara

    RE Q
  31. #31 scritto da Andrea D. il 1 dicembre 2016 18:28

    Egr. Sig. Vismara si soffermi con più attenzione sui post perché la vedo distratto, parecchio.

    Che il sole sia sorto anche oggi lo deve spiegare a Saccavini, non a me.

    Per il resto le ragioni del NO le ho spiegate abbastanza chiaramente, se a Lei sono sfuggite mi spiace.

    Luigi continui a dipingere, o meglio a sognare, un mondo ideale che risulta molto lontano
    dalla realtà e la cosa stupisce per una persona del tuo spessore e con la tua esperienza.

    RE Q
  32. #32 scritto da citta ideale il 1 dicembre 2016 18:31

    Eppure dovrebbe far riflettere…

    Buona giornata

    RE Q
  33. #33 scritto da giorgio vismara il 1 dicembre 2016 19:30

    Sig. Andrea,
    queste parole appartengono a Lei:
    “Posto che non si può affermare con certezza che il sole sorgerà domani”.
    quindi….

    quanto alle ragioni del no che ha abbondantemente spiegato, le ho lette.
    Ma non mi ha convinto.

    Se poi mi vuol convincere con (parole Sue):
    ” io vedo un macigno che la trascinerà a fondo” (!) (ma è una minaccia?)
    beh, mi faccio una grassa risata!
    Peccato, perchè in passato ho sempre condiviso e apprezzato i Suoi scritti.

    Ma da lunedì tutto tornerà, più o meno lentamente, alla normalità,
    così avremo modo di tornare ad argomenti più seri.
    In fondo stiamo dissertando sul referendum.
    Non sull’invasione degli alieni.
    Cordialmente,
    giorgio vismara

    RE Q
  34. #34 scritto da Andrea D. il 1 dicembre 2016 22:16

    Sig. Vismara, le ho detto che sembra distratto; la farse continua:

    Posto che non si può affermare con certezza che il sole sorgerà domani,
    è molto più logico e credibile sostenere che lo farà piuttosto che il contrario.

    Nessuna minaccia, Signor Vismara, non faccia il permaloso.
    Lei ha usato una metafora, un ramoscello a cui aggrapparsi e io gliel’ho ribaltata,
    un macigno che porta a fondo.
    Buona serata.

    RE Q
  35. #35 scritto da Massimo Giorgio vismara il 2 dicembre 2016 12:44

    Che dire?

    Sarà La mia età che avanza e l’alzheimer incalza…..

    Ma stia sicuro che, lunedì, comunque vada sarà un successo!

    Buon week end.

    giorgio vismara

    RE Q
  36. #36 scritto da Andrea D. il 2 dicembre 2016 13:54

    Speriamo di no, Signor Vismara, e che si tratti solo di distrazione, una lettura troppo frettolosa.
    Buon week end anche a Lei.

    RE Q

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