Le ragioni del NO e le criticità del Paese. Gli effetti possibili

La questione legata al referendum (obbligatorio applicando la costituzione, perchè la maggioranza che lo ha approvato in parlamento è inferiore a 2/3) assume un carattere straordinario per gli effetti che avrà sul nostro paese. Il clima da ultima spiaggia con cui si sta proseguendo nel dibattito non ci entusiasma, preferiamo tenercene fuori.

Lo abbiamo considerato nel caso di Domenica 27 perché ci è parso utile far rilevare un’attenzione all’impegno civile dell’Ecclesia locale, non usuale e considerato positivamente. Le nostre valutazioni, che non sono di schieramento politico (chi ci legge conosce bene la nostra ripulsa del sistema odierno dei partiti).

Riteniamo importante far emergere  le possibili conseguenze per il paese. Che abbiamo descritto, su cui non ci vogliamo ripetere. Andrea Dalseno al riguardo ha una visione diversa: a nostro parere ci sembra influenzato dalla diffusa partigianeria anti Renzi, che sul referendum non dovrebbe pesare più di tanto. Considerazioni legittime le sue, che proponiamo come articolo.

REFERENDUM: I MOTIVI PER NON APPROVARE LE MODIFICHE

(Andrea Dalseno 23 Novembre 2016) Credo sia doverosa una premessa, che spero Saccavini condividerà e provvederà ad apportare le necessarie correzioni all’articolo. Città Ideale non è un partito con una propria linea di condotta alla quale gli iscritti “devono” attenersi, perché così si è deciso nelle stanze del potere, ma è un raggruppamento civico di persone desiderose di avere a Buccinasco un’amministrazione efficace ed efficiente nell’interesse della collettività tutta, senza legami col sistema di clientele/favori tipico della “vecchia” politica.

Persone che per quanto riguarda Buccinasco sono accomunate dalla medesima visione, ma che in ambito nazionale hanno orientamenti diversi, con diverse sensibilità.  Sul tema in oggetto, ad esempio, la posizione di Saccavini (non di Città Ideale, mi auguro vorrà correggere) è a favore della riforma, la mia (e non solo) è contraria.

Nel merito, la riforma non porta alcuno dei vantaggi elencati da Saccavini, come testimonia lo scandaloso audio di De Luca (VEDI) e delle sue clientele “comprate” per il sì a colpi di frittura di pesce, cambieranno solo i gruppi di riferimento.

La partitocrazia non viene intaccata, si rafforza! Questa riforma è pasticciata e confusa, piena di contraddizioni, rivolta al passato con un nuovo centralismo che ci riporta indietro di trent’anni (e non è che negli anni ’80 non ci fossero sprechi, anzi), toglie ai cittadini la possibilità di eleggere i senatori ed è legata a filo doppio, una vera e propria truffa, alla legge elettorale che è legge ordinaria che si può cambiare in quattro e quattr’otto e che già oggi tutti dicono di voler cambiare

(quindi, caro Saccavini, tu andrai a votare sì, il giorno dopo ti cambieranno la legge elettorale e ti ritroverai lo stesso identico sistema di adesso in termini di consociativismo, solo con molte meno garanzie democratiche, molta più confusione su chi fa cosa, più centralismo, le regioni a statuto speciale che vengono “blindate” nei loro privilegi diventando intoccabili e un Senato di nominati col doppio incarico). NO, grazie!

PS Contrariamente alla retorica renziana (puro marketing senza sostanza) il cambiamento non è di per sé sinonimo di positività. Finire dalla padella nella brace è un cambiamento, ma non in meglio.

La questione, quindi, è se questa riforma cambia le cose in meglio e la risposta è NO! Si cambia in peggio. La propaganda menzognera del premier continua a battere il tasto sull’abolizione del CNEL (cosa sulla quale peraltro sarei d’accordo) come se questo cambiasse il Paese. Ma quanto pesa il CNEL sul bilancio statale? Nulla! Quanto si risparmia davvero abolendolo?

Nulla. I soldi che si spendevano prima si spenderanno anche dopo, con un diverso nome, e i dipendenti resteranno tutti, senza risparmio alcuno. Non fatevi ingannare dalle panzane che raccontano vendendo fumo e nascondendo la sostanza!

Ho visto Renzi in un faccia a faccia con Landini utilizzare quale strumento di propaganda il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio in costituzione introdotto dal governo Monti. Landini, giustamente, gli ha risposto: avete cambiato mezza Costituzione, perché non avete rimosso il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio? Eh già, perché? Silenzio di tomba di Renzi che sembrava un bambino smascherato nella sua bugia (VEDI).

Renzi non è altro che un abile affabulatore, spero che gli italiani non ci caschino. Raccontano che non ci sarà più il bicameralismo perfetto, ma ci sarà un bicameralismo imperfetto, confuso e pasticciato che è peggio. Immaginate che vinca il s’ e che non cambino l’Italicum (pura fantasia, lo cambieranno il giorno dopo il voto) e che si vada al voto con vittoria del M5S.

Bene questi ultimi si troveranno a governare controllando la Camera ma col senato (scritto volutamente con la minuscola perché non sarà più un Senato di eletti ma un’assemblea di nominati col doppio incarico; ve lo immaginate il Sindaco di Milano che si trasferisce a Roma per fare il Senatore? E a Milano chi rimane? O resta a Milano e allora in senato non c’è nessuno) in mano al PD, così vedrete all’opera le meraviglie di questo nuovo sistema! NO, grazie!

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 25 novembre 2016 11:01

    Solo per ricordare ai lettori che il post nasce come commento a un precedente articolo e che
    non sono affatto influenzato da Renzi,
    la questione è nel merito della riforma, da rigettare in quanto peggiorativa e non sul governo.

    Se poi l’effetto collaterale fosse quello di far cadere un governo che non fa nulla di significativo per rilanciare il Paese, ma si limita a comprare consenso con mance elettorali a debito, non mi metterò certo a piangere.

    Ci sarà dopo un governo migliore?
    Migliore non lo so, peggiore è improbabile.

    L’Italia andrà avanti come negli ultimi 40 anni con governicchi che si barcamenano nella sopravvivenza dando il contentino all’uno e all’altro e ogni tanto, costretti dalla realtà, rifilando qualche purga (la stessa condotta di Renzi, al di là della sua pomposa retorica; anzi Renzi ha davvero esagerato con le mance,
    140 miliardi di debito pubblico in più
    sotto il suo governo nonostante la spesa per interessi sia la più bassa di sempre, e

    la pagheremo cara, la pagheranno cara i nostri figli).

    RE Q
  2. #2 scritto da Massimo Giorgio vismara il 25 novembre 2016 22:00

    Buonasera,
    Sig. Andrea, ormai i nostri figli sono consci di ritrovarsi quanto prima in braghe di tela,
    ed i nostri nipoti ancora non si rendono conto che loro non avranno neppure quelle!

    Il debito pubblico cresceva prima di Renzi ed ha continuato nella sua drammatica evoluzione.
    E noi siamo ancora qui a pettinare le bambole ed a smacchiare i giaguari….
    E continueremo a farlo in caso di vittoria dei no, semplicemente perché non cambierá nulla.
    E allora?

    Allora, visto che c’è una possibilità, cerchiamo di approfittarne.
    Ribadisco il concetto del piuttosto che niente è meglio un piuttosto.

    Seguiamo il consiglio di Montanelli. Turiamoci il naso…. Ma votiamo SI!

    E poi, dovesse vincere il no, andremo ad elezioni anticipate?
    E con quale legge?

    Infine, perchè continuate ad insinuare che il Senato, che sarà composto dai sindaci, non è eletto dal popolo?
    Ma i sindaci, come vengono eletti?
    Sono proposti dai partiti, ma l’ultima parola spetta ai cittadini. Quindi….

    Infine, comunque vada sará un successo!
    Perchè noi siamo fatti così ed il giorno dopo l’evento saliremo sul carro del vincitore,
    nonostante tutto il bailamme scatenato dai sostenitori di entrambe le parti.

    In fondo si tratta di un referendum.
    Meditiamo e lavoriamo sui problemi più grossi che ci affliggono.
    E cerchiamo di farlo con coraggio e serietà.
    Buonanotte.
    giorgio vismara

    RE Q
  3. #3 scritto da citta ideale il 26 novembre 2016 00:21

    Quale che sia il risultato,
    quello sarà rispettato:
    è volontà del “popolo sovrano” composto di un 40% fra analfabeti e semi, come ci ha da poco illustrato Tullio De Mauro.

    Ricordandoci poi, vincitori e perdenti:
    > per i primi: che se poi ne venissero conseguenze non positive, non è decente chiamarsi fuori raccontando cosa diversa da ciò che si è sostenuto. Ne sono responsabili
    > per i perdenti, vale la stessa cosa: la eventuale deriva troppo dirigistica (di una presidenza quasi dittatoriale), i colpevoli della scelta sono coloro che l’hanno voluta.

    Vale per tutti…
    In una democrazia ormai poco efficiente rispetto alle scelte sempre più complesse cui è chiamato il “popolo sovrano”, con un suffragio universale che vede un peso identico per Un grande imprenditore, un operaio, un contadino, un docente universitario, un analfabeta….
    Non si può nel terzo millennio procedere in questo modo (ma è solo un parere di Città Ideale)

    buona notte Giorgio Vismara

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 26 novembre 2016 14:06

    Buon pomeriggio Sig. Vismara, sulla prima parte,
    purtroppo, sono d’accordo con Lei,

    sulla seconda, invece, le nostre opinioni divergono:
    piuttosto che cambiare in peggio (e questa riforma a mio avviso cambia le cose in peggio)
    resto come sono.
    Gli italiani si innamorano facilmente,

    ma altrettanto facilmente cambiano opinione e scoprono un nuovo amore.

    RE Q

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