Cattolici e Referendum: a Buccinasco la parrocchia come centro di cultura civile e sociale

A metà novembre la parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Marzabotto ha accolto un dibattito sul referendum che ha visto tempi rigorosamente ripartiti. Domenica 27 alle 21.00 si terrà una seconda serata presso la Scuola Materna Parrocchiale Don Stefano Bianchi, in via Fratelli Di Dio. Crediamo sia legittimo, Città Ideale valuta positivamente la sua presenza, su una questione imporante che riguarda il paese (VEDI).

Ricordiamo che il referendum si fa perché lo richiede la costituzione, in quanto in palramento non si è raggiunta la maggioranza dei due terzi.  Il relatore Lorenza Violini è docente di diritto costituzionale presso l’Univesità Statale di Milano, senz’altro preparata in materia, che certamente aiuterà a comprendere.

Non si tratta di un intevento da “chiesa militante” di Pio XII degli anni quaranta/cinquanta. Altri tempi e scelte politiche da leggere nel contesto di più acceso confronto entro la guerra fredda. A seguire, l’attività nel sociale e nel politico venne di fatto delegata al partito Democrazia Cristiana, che per lunghi anni, proseguì con sufficiente linearità, anche se non mancarono frizioni.

Buccinasco non rappresenta l’ombelico della politica italiana, ma ci sembra significativa questa attenzione e vicinanza ai temi in discussione. Sarà anche per la delicata situazione politica del periodo, con la sensibilità che il mondo dei cattolici e le loro rappresentanze ecclesiali sanno esprimere. Un atteggiamento che non può che giudicarsi in chiave positiva: quanto bisogno c’è di pacatezza e spessore nel far politica di questo periodo, ce lo fa vedere tutti i giorni il guazzabuglio che esternano i politici.

Per quanto riguarda Città Ideale ogni giorno trova conferma la valutazione degli inizi: il nostro paese non può permettersi di viviere in una competizione elettorale permanente, che non ha mai fine, che non consente a chi governa di assumere decisioni che abbiano un po’ di respiro. Una consociazione che coinvolge tutti i partiti, movimenti e correnti,  che si traduce in 400mila posti occupati dai partiti (Letta).

Capitoli di spesa ripartiti e autonomi, che hanno quali referenti centinaia se non migliaia di referenti più o meno locali, cui si aggiungono costi quasi sempre fuori misura del sistema regionale. L’impossibilità di continuare così ce la dicono i nostri bilanci decennali, con 500miiardi di perdite, l’enorme difficoltà di porre mano a riforme incisive che richiedono una conduzione stabile per tutto il mandato.

Proposta perfetta? Probabilmente no. Ma della necessità di cambiamento è difficile e non saggio continuare con i dubbi. Cambiamento nel senso di rafforzare la capacità decisionale di chi ha il mandato di governare, all’incirca come applicata riguardo ai sindaci. La sostanza è questa, articolata nelle singole modifiche proposte nella Costituzione e nella legge elettorale.

La reazione della partitocrazia, della componente consociativa, da casta, è molto forte ed è comprensibile. Perché i partiti saranno costretti a dimagrire, lavorando a pieno ritmo solo un anno prima delle elezioni. I 400mila pagati con le nostre tasse ci lasceranno in pace e non pochi dovranno trovarsi una nuova occupazione o mestiere, forse per la prima volta.Quando si parla di costi della politica che si riducono, è di questo che si tratta.

UN INVITO PER TUTTI I CITTADINI
CUI VALE LA PENA DI ASSISTERE
SARÀ MOLTO INTERESSANTE E ISTRUTTIVO

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 23 novembre 2016 11:07

    Credo sia doverosa una premessa, che spero Saccavini condividerà e provvederà ad apportare le necessarie correzioni all’articolo. Città Ideale non è un partito con una propria linea di condotta alla quale gli iscritti “devono” attenersi, perché così si è deciso nelle stanze del potere, ma è un raggruppamento civico di persone desiderose di avere a Buccinasco un’amministrazione efficace ed efficiente nell’interesse della collettività tutta, senza legami col sistema di clientele/favori tipico della “vecchia” politica.

    Il contributo di Andrea è importante e viene trasferito come articolo che esce al più presto

    REFERENDUM. I MOTIVI PER NON APPROVARE LE MODIFICHE

    …………………………….

    RE Q
  2. #2 scritto da Consigliere il 23 novembre 2016 11:08

    speriamo che anche gli “amici” di centro destra capiscano l’importanza di questa riforma,
    pur non perfetta ma importante.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 23 novembre 2016 11:57

    Questa è una palestra libera, come Andrea descrive
    senza preclusioni…

    Le ragioni del NO hanno diritto e legittimità come quelle del SI

    resto convinto che il significato politico per il paese, è quello descritto nell’articolo.
    Abbiamo ritenuto importante sottolineare i comportamento partecipe della Ecclesia di Buccinasco,
    su questo tema…

    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 23 novembre 2016 14:03

    Importanza?
    Speriamo che gli italiani capiscano, al di là del voto di scambio (cosa che a quanto pare a qualcuno non dà fastidio), la sciagura di una tale riforma e che votino NO!

    Supponiamo che la riforma passi e che una forza politica che abbia vinto le prossime elezioni decida di mettere mano alla Costituzione (perché non funziona, non piace, ha dei limiti o per qualsivoglia motivo).
    Per farlo occorre la maggioranza in entrambe le camere, ma il Senato non si elegge, non si scioglie e non c’è nulla che dica che si possa avere la maggioranza anche lì.

    Potrebbero essere necessari diversi anni per avere una maggioranza omogenea e nel frattempo permarrebbe l’impossibilità di cambiare!
    E questo sarebbe il passo in avanti?
    Uno stallo di anni? Ma mi faccia il piacere. NO, grazie!

    PS Luigi, grazie per aver promosso il mio commento a post.

    Proprio in merito al voto di scambio, il fatto che la vecchia politica
    “compri” col vecchio sistema, il voto per la riforma è la prova che i partiti non conteranno meno,
    ma di più,
    perché non si darebbero certo tutto quel da fare se dal giorno dopo non contassero più nulla come tu speri.

    RE Q
  5. #5 scritto da citta ideale il 23 novembre 2016 15:06

    L’Italia si trova di fronte a un bivio importante:
    I cittadini decideranno, ciascuno nella convinzione di scegliere per il meglio del Paese.

    Le conseguenze dell’una o dell’altra scelta, sono assunte nella responsabilità del voto espresso da ciascuno di noi.

    Che per il Paese arrivi la scelta migliore….

    buona giornata

    RE Q
  6. #6 scritto da citta ideale il 23 novembre 2016 15:11

    Gli eletti parlamentari avranno certo un loro spazio di rappresentanza e di potere.

    Non di condizionamento dell’attività di governo:
    Una volta eletto il premier,
    questi è molto più probabile che riesca a farsi i cinque anni
    e poi presenterà il conto agli elettori e ai partiti..
    Non avrà scuse, e i cittadini decideranno.

    Forse è in parte un auspicio,
    ma il tentativo ritengo sia da prendere in considerazione.

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Alessandro La Spada il 23 novembre 2016 15:29

    Andrea D. :Potrebbero essere necessari diversi anni per avere una maggioranza omogenea e nel frattempo permarrebbe l’impossibilità di cambiare!
    E questo sarebbe il passo in avanti?
    Uno stallo di anni? Ma mi faccia il piacere.

    Francamente io non vedo tutta questa esigenza di continuare a modificare la Costituzione, dopo l’approvazione della riforma. Lo potranno fare e sarà positivo, oppure si fermeranno e mi cambierà poco, in questa fase della nostra vita.

    Io voglio invece portare a casa, ora che ne ho finalmente l’occasione:

    - Riduzione dei parlamentari, cioè delle teste che devono materialmente approvare le leggi.

    - Eliminazione delle Province, che sono state svuotate ma permangono in Costituzione, e sono certo che alla prima occasione verranno sfruttate nuovamente per spendere.

    - Possibilità di strategie nazionali sui grandi temi, con le Regioni, grande buco nero della spesa pubblica, finalmente messe in riga. Esulto al pensiero. :-)

    - Abolizione del CNEL, per testimoniare la volontà di procedere finalmente con la chiusura degli enti inutili.

    Sono consapevole che il “no” è in vantaggio. Non mi sorprende, visto che l’Italia si trova in difficoltà per colpa degli italiani, mica di altri.

    Non ci sarebbe nulla di strano se il Paese continuasse sulla strada dell’autodistruzione sulla quale cammina da decenni.

    Dopo cinque anni di crisi sparata è stato toccato il fondo del barile (più zero virgola in economia) e ricostruito un minimo di credibilità internazionale?
    Ecco l’occasione per buttare via questi sacrifici, e gli italiani ci si mettono con impegno.

    RE Q
  8. #8 scritto da citta ideale il 23 novembre 2016 15:51

    Continuo a ribadire:
    potremmo dividere, semplificando, in due o tre categorie macro i moventi dei politici che sostengono il NO:

    > l’area sinistra che ha il movente di non far passare un riforma che ridurrebbe la capacità di condizionare la segreteria (il premier); conterebbe meno e si ridurrebbero le occasioni e le possibilità di salvaguardare il proprio elettorato.
    > le minoranze che si oppongono: oltre alla questione speculare del punto che precede, l’occasione di mettere in difficoltà Renzi… di cui non si capisce bene la paura che genera loro (ma questo è un altro discorso)
    > i politici di Regioni e Province, ma anche i poltronisti di vari enti, entini, posti in cda, ecc. di derivazione partitica, suddivisi in base agli accordi e al sottogoverno sovrastante. Qusta distribuzione col manuale Cencelli che riguarda maggioranze e minoranze, avrebbe molto meno forza. Da un lato il rischio di uno spoil system (per gli incarichi che davvero fanno potere), dall’altro minore esigenza di ripartizione sminuzzata per i posticini, che sperabilmente saranno liberati).

    Questi i politici di varia origine e peso: Ciò che conta, ciò che muove i vari personaggi nella recita.
    Vi sono anche esperti costituzionalisti, associazioni e cittadini che sostengono le loro ragioni di principio, da apprezzare.
    Per costoro le osservazioni critiche sono purtroppo tardive: avrebbero ben più utilmente esprimersi e condizionare i lavori parlamentari nei due anni e mezzo in cui le riforme sono state proposte, discusse, integrate, modificate e approvate con questo assetto.

    buona serata

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 23 novembre 2016 21:00

    Caro Alex, mi stupisce che una persona di intelligenza e cultura sopra la media come tu sei, si lasci abbagliare da questi specchietti per le allodole:

    - Province: si rimuove il riferimento a questi enti amministrativi, già peraltro svuotati dal una precedente legge, dalla Costituzione, ma le province permangono nelle Regioni a statuto speciale le quali con questa riforma diventano intoccabili nei loro privilegi. In concreto nulla di significativo in positivo, molto in negativo.

    - Regioni: la strada da seguire non è un ritorno al centralismo anni ’80 (periodo non certo esemplare in quanto a sprechi), ma un completamento del percorso federale. Per il resto scusa, ma non sono d’accordo che il decentramento costituisca uno spreco. Ma secondo te se l’Europa dovesse dire che è ora di finirla con questi sprechi e queste duplicazioni a livello nazionale e che da domani tutte le spese in materia di turismo vengono centralizzate a Bruxelles, dovremmo essere più felici o più incazzati? Io propendo per la seconda, ecco perché non approvo la riforma.

    - CNEL: suvvia, il peso del CNEL, sulla cui soppressione sono peraltro d’accordo, sul bilancio nazionale è infinitesima e buona parte di tali spese (per non dire la totalità), a cominciare dal personale, non verrà affatto soppressa, ma solo ricollocata (quindi i risparmi sono al più irrisori e non giustificano tutte le schifezze che questa riforma si porta dietro).

    - Riduzione numero parlamentari:
    è vero si riducono i senatori (introducendo la figura, paradossale, dei doppio-lavoristi, Sindaci/Consiglieri Regionali e senatori part-time il cui costo rimane da quantificare e la cui efficacia è, per lo meno, dubbia. Ci aggiungiamo il pateracchio che alcune regioni prevedono l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di parlamentare?), ma sparisce l’elezione del senato (che per giunta non si capisce nemmeno come e da chi verrà eletto visto che il relativo articolo è confuso, per usare un eufemismo, ma forse sarebbe meglio dire contraddittorio dal momento che in un comma dice che l’elezione è fatta dai Consigli Regionali, nell’altro dai cittadini), si indeboliscono i contrappesi istituzionali, si introduce incertezza e, come ho fatto notare, si corre il rischio di trovarsi nell’impossibilità di apportare nuove modifiche alla Costituzione perché Camera e senato possono avere maggioranze radicalmente diverse non sanabili tramite elezione poiché il senato non si scioglie e non si elegge più! Stesso discorso sulla governabilità in generale, regolata da un articolo prolisso e contorto che rischia di portare alla paralisi, molto peggio della lentezza dell’attuale processo legislativo.

    Insomma, si cambia in peggio, col rischio di rimanere bloccati per anni in caso di necessità di modifiche, e i pochi spunti positivi risultano del tutto marginali rispetto ai tanti, troppi lati negativi di questa riforma. NO, grazie!

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 23 novembre 2016 21:10

    Il disegno di riforma Costituzionale è stato presentato dal governo l’8 aprile 2014 e definitivamente approvato il 12 aprile 2016, due anni esatti con l’attuale bicameralismo perfetto. In futuro potrebbero volercene sette a essere fortunati, mai nella peggiore delle ipotesi.
    Bel passo avanti.

    Luigi, non è che di proposte alternative e/o emendamenti non ce ne siano stati nei due anni di iter legislativo, semplicemente non si è voluto dar retta a niente e a nessuno e il risultato, deludente, è sotto gli occhi di tutti.

    La realtà è diametralmente opposta a quella che descrivi e a far proseliti a favore della riforma
    sono la vecchia politica coi vecchi sistemi clientelari,
    non certo perché ritengono che la riforma li spazzerà via e non conteranno più nulla,
    semmai il contrario!

    RE Q
  11. #11 scritto da Alessandro La Spada il 24 novembre 2016 08:58

    Andrea D. : Caro Alex, mi stupisce che una persona di intelligenza e cultura sopra la media come tu sei, si lasci abbagliare da questi specchietti per le allodole:

    Ti ringrazio per la considerazione, che ricambio.

    Le tue interpretazioni sugli articoli della riforma si possono discutere, ma non cambiano la sostanza: le norme da votare, quello dicono.

    Scenderanno i parlamentari, via le Province dalla Costituzione, eccetera.

    Quanto mi costa? Zero, è già approvato. Allora me lo incarti e porto a casa.

    Sono io, semmai, a stupirmi che una persona con la tua prospettiva internazionale possa ancora credere alle baggianate di politicanti screditati che promettono di fare meglio dopo la vittoria del “No”. Siamo ormai oltre la questione delle opinioni: dà fastidio persino sentirli.

    Ho notato una cosa: in questo sito, che ha un’utenza variegata, ci sono stati alcuni commenti per il Sì da parte di alcune persone, mentre il “fronte del No” sei praticamente tu. :-)

    Rispondi a ogni singolo intervento sul tema e ti va riconosciuta la passione, ma come per gli articoli della riforma, questo non cambia che esprimerai 1 voto. Mentre si intuisce un numero maggiore per il sì.

    Purtroppo Città Ideale non può essere presa come campione rappresentativo del dibattito italiano, che è obiettivamente di livello inferiore.

    RE Q
  12. #12 scritto da citta ideale il 24 novembre 2016 10:28

    Buon giorno Alessandro…

    credo davvero sia esagerato far uso di un pensatoio come Città Ideale (che sta incrementando gli accessi, mentre i contributi di chi scrive rimangono soprattutto quelli usuali) per fare ipotesi su un esito.

    Al riguardo una osservazione viene dal modo e argomenti con cui Berlusconi
    (che mantiene la sua lucidità e efficacia comunicativa)
    motiva il NO ..
    Fa uso di un argomento principe:
    Le modifiche unite: costituzione e legge elettorale
    rappresentano una deriva dittatoriale lasciando tutto al premier..

    per l’area moderata, a parte il termine dittatoriale,
    l’esigenza di una premiership forte che duri tutto il mandato
    è un’esigenza sentita e condivisa…

    Sembra quasi un aiuto indiretto… questo rivolgersi alla sua area

    buona giornata

    RE Q
  13. #13 scritto da Alessandro La Spada il 24 novembre 2016 11:17

    citta ideale : Buon giorno Alessandro…
    credo davvero sia esagerato far uso di un pensatoio come Città Ideale (che sta incrementando gli accessi, mentre i contributi di chi scrive rimangono soprattutto quelli usuali) per fare ipotesi su un esito.

    Senza dubbio.

    Poiché hai citato Berlusconi, anche lui secondo la vulgata sembrava non votato da nessuno, eppure…

    Non so quanta presa abbia ancora sulla sua area:
    - Quando entrò in politica, diceva di essere un imprenditore.
    - Quando gli contestarono che da imprenditore favoriva le sue aziende, disse che ormai faceva il politico.
    - Oggi attacca la riforma dei politici, lui farebbe meglio perché è un imprenditore!

    A me quest’uomo sembra disposto a dire qualsiasi cosa pur di ottenere il consenso di chi gli sta davanti.
    Persone così, nella vita, mi preoccupano: ti trascinano nelle avventure, poi loro saltano fuori, lasciandoti il problema.

    Infatti Berlusconi è molto più ricco di quando entrò in politica, mentre gli italiani stanno molto peggio.
    Le sue aziende sono floride, mentre il suo progressivo ritiro dalla politica lascia il deserto agli alleati.

    Indubbiamente una personalità eccezionale, che ha lavorato tutta la vita per se stesso.
    Chi ancora lo segue, non fa che confermare il mio ragionamento sulla propensione degli italiani all’autodistruzione.

    RE Q
  14. #14 scritto da citta ideale il 24 novembre 2016 11:37

    Non apriamo un discorso sul tormentone Berlusconi…

    Se fosse passata la riforma della Costituzione, anche nel suo caso approvata dal parlamento,
    bocciata dal referendum 2006
    (se non ricordo male in un giorno di prima estate legato ad un ponte, che contribuì a far vincere il NO)

    Pur con qualche eccesso (il presidente della repubblica nominato dal Premier),
    avremmo avuto un paese meglio amministrato; o comunque con un premier che
    non avrebbe più potuto piangere sulla scusante, reale,
    di avere le mani legate da una costituzione consociativista che lo ha bloccato.

    Questa riforma d’oggi è meno organica della sua,…
    un tentativo condizionato dalle variegate maggioranze…

    staremo a vedere, senza troppi entusiasmi né speranze

    buona giornata

    RE Q
  15. #15 scritto da Alessandro La Spada il 24 novembre 2016 12:42

    citta ideale : Non apriamo un discorso sul tormentone Berlusconi…

    Sono d’accordo, intendevo che in base ai fatti storici,
    i cittadini di una democrazia matura non terrebbero più conto delle sue promesse,
    e voterebbero su quello che possono avere qui e ora.

    Il risanamento, la crescita etc bisogna anche meritarlo con le proprie scelte.

    RE Q
  16. #16 scritto da Andrea D. il 24 novembre 2016 13:42

    In tutta onestà non faccio previsioni sull’esito del referendum,
    oggi segnato da un sostanziale testa a testa,
    ma con una percentuale di indecisi enorme.

    Molto dipenderà da quanta gente andrà a votare e da come si esprimeranno,
    ricordando ai lettori che non è previsto un quorum per cui
    l’esito sarà valido indipendentemente dal numero di votanti.

    Non lasciate che siano altri a decidere del vostro destino,
    andate a votare ed esprimente la vostra preferenza.
    Ovviamente la mia speranza è che siate per il NO,
    ma se la maggioranza degli italiani dovesse decidere diversamente così sia.

    Alex, ti soffermi su aspetti positivi del tutto marginali e non guardi ai lati negativi.
    Sarebbe come se dicessero “Vuoi una bicicletta?”.

    Ovviamente uno risponderebbe di sì, visto che anche se modesto una bicicletta è pur sempre un beneficio, un aspetto positivo.
    Se però precisassero: “Se accetterai la bicicletta non potrai più prendere alcun veicolo a motore!”,
    cioè specificassero il lato negativo dell’offerta
    (di gran lunga superiore al piccolo aspetto positivi)
    allora la riposta sarebbe un secco NO!

    Il punto non è come fare una nuova riforma e chi la farà,
    la questione è che questa riforma porta a un cambiamento in peggio
    e non si va a stare peggio, si rimane come si è!
    Ecco perché voterò NO|

    Non sono affatto contrario al cambiamento,
    nel 2006 fui tra la minoranza che sostenne la riforma costituzionale
    (incomparabilmente migliore di questa),
    e sarei pronto ad accogliere favorevolmente qualunque proposta migliorativa,
    indipendentemente dalla provenienza,
    ma cambiare in peggio, tanto per cambiare, NO!

    Non sono autolesionista fino a questo punto.

    RE Q
  17. #17 scritto da Alessandro La Spada il 24 novembre 2016 15:33

    Andrea D. : Sarebbe come se dicessero “Vuoi una bicicletta?”.
    Ovviamente uno risponderebbe di sì, visto che anche se modesto una bicicletta è pur sempre un beneficio, un aspetto positivo.
    Se però precisassero: “Se accetterai la bicicletta non potrai più prendere alcun veicolo a motore!”, cioè specificassero il lato negativo dell’offerta (di gran lunga superiore al piccolo aspetto positivi) allora la riposta sarebbe un secco NO!

    E’ un ottimo esempio.

    Per come la vedo io, è come se dicessero “Vuoi una bicicletta?”
    E poi precisassero: “Se accetterai la bicicletta, non so cosa potrai avere in seguito:
    forse una moto, forse un bel niente”.

    Io penserei agli anni passati, i rischi corsi, gli sforzi fatti, le promesse tradite, e direi

    “Datemi la bicicletta perché almeno IO PEDALO!”

    RE Q
  18. #18 scritto da Andrea D. il 24 novembre 2016 16:30

    Alex, se fosse come dici sarei d’accordo con te,
    ma i lati negativi (perdita di sovranità, confusione istituzionale, indebolimento dei contrappesi democratici, ritorno al centralismo)
    sono già tutti insiti nella riforma e immediatamente presenti!

    Non si tratta di una remota eventualità futura, il pacchetto contiene i lati positivi, pochi e marginali,
    e quelli negativi, a mio avviso troppi e troppo importanti.

    Il gioco non vale la candela. NO, grazie!

    RE Q

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