Civici o politici nazionali? Senza idee chiare può diventare un problema

Le liste che hanno carattere civico sono promosse da Cittadini della Comunità; la radice del loro impegno civico è la loro Comunità, le persone che vi vivono, con cui sono cresciuti e convivono. Questo è lo scopo costituente e l’insieme degli interessi che sono al fondo del loro agire. Queste sono definibili LISTE CIVICHE.

Sono LISTE CIVICHE perché non sono soddisfatte e non si riconoscono nel sistema di partiti nazionali, come questi agiscono, condizionati sotto quelle bandiere.  Rispettano ma nella political ocale ritengono un limite i presupposti ideologici;. Si propongono a tutti i Cittadini in quanto tali, senza badare a come la pensano circa destra o sinistra, alla ricerca di onestà e capacità per una amministrazione sana, che  curi il Bene Comune, lo migliori, lo faccia crescere.

Poi esistono liste civiche inventate dai partiti, che per le malefatte, nazionali o locali, ritengono di riciclarsi mettendo le stesse persone (o quasi, o magari qualcuno che si presta a fare il sindaco travicello) sotto un nome diverso. Queste liste di civico hanno poco o nulla. Sono un surrogato dei simboli di partito da cui provengono.

Non basta e non solo: fra le liste civiche possono presentarsi combinazioni di carattere personalistico di uno o un gruppo di stakeholders intenzionati a fare i loro affari. Questi interessi, sono legittimi e possono trovare un loro equilibrio, se maturate e condivise con gli altri dal medesimo ambiente,  il Bene Comune rimane comunque il valore complessivo. Diversamente divengono partiti personali, con tutto ciò che comporta: il bene non è più comune ma diventa personale.

Da qualche anno, infine, è presente una combinazione di Cittadini nata fuori dal sistema dei partiti, nata con aspirazioni nazionali che si propone il superamento della partitocrazia e delle sue miserie. Una opzione fino a ieri inesistente, oggi una realtà che si irrobustisce ogni giorno. Ha gli aspetti positivi della novità, ma anche  carenze e inesperienza che dobbiamo contribuire tutti a far superare. Un’opzione   politica da guardare con attenzione.

Non tutto è perfetto (in effetti la perfezione non è di questo mondo), soprattutto se il M5S si muove a livello locale con la rigidità dei partiti politici nazionali, guardando alle elezioni locali come se si trattasse di una scelta ideologica da radicare sul territorio. Applica così lo stesso schema della partitocrazia. Dovrebbe invece proporre una rappresentazione locale dell’impegno civico diversa, aggregante e più aperta.

Crediamo che non abbiano ancora capito che i Cittadini si aspettano da loro un agire diverso,  disponibile verso i Cittadini e le liste autenticamente civiche. Tutti si aspettano l’immagine concreta della novità a livello locale; anche i molti che guardano con interesse al Movimento e magari lo hanno votato alle Europee, o Nazionali.

Se il M5S che si propone di superare la delega nazionale dei partiti come sono oggi ridotti, poi la delega nazionale la pratica nelle elezioni locali, fino alle cittadine e ai paesi, rischia di essere visto come un partito monolitico, con qualcosa di simile al vetero PCI di tanti anni fa.  Allora può capitare che, chi sarebbe anche intenzionato ad avvicinarsi, a dare un’opportunità per il governo locale, è portato a ritrarsi, li vede come rappresentanti locali di un altro potere che prima della Comunità, è condizionato e  fa valere le proprie visioni.

Essere lista civica significa aprirsi alla Comunità locale e dimostrare attenzione alle cose e ai temi dei Cittadini. Anche e in primo luogo delle piccole criticità in termini di problemi quotidiani che possono essere localmente importanti.

Tutto  iscritto in un programma che deve avere come centro il Bene Comune, un progetto che le criticità punta a ridurle e superarle, avvalendosi di tutti i Cittadini. In una parola: una Comunità che sia di tutti, in cui tutti hanno voce in capitolo e possono partecipare.

Tag:

  1. #1 scritto da citta ideale il 14 novembre 2016 13:27

    Vede, Roberto, per il M5S siamo nel periodo in cui gli esami non finiscono mai
    Vi sono situazioni e condizioni nella vita sociale e politica,
    quando si arriva a un ruolo che può pesare nella società,
    il mettere in pratica i principi è cosa nuova e non sempre ci si imbrocca al primo colpo.
    Del suo articolo troviamo significativa la dichiarazione del Consigliere M5S:
    «Ho inteso e svolto il mio ruolo di minoranza con lo stesso – se non maggiore – impegno e spirito di un Consigliere di maggioranza. In questi anni, abbiamo proposto molte iniziative che mirano alla partecipazione dei Cittadini alla Cosa Pubblica. Abbiamo cercato di far emergere gli sprechi e provato a far capire che rifare due o tre volte lo stesso lavoro non è normale, abbiamo contestato il modo di gestire le risorse, di affidare i lavori o semplicemente di controllare i requisiti previsti dalla Legge. Il tutto con collaborazione e rispetto sia per i tecnici che per i politici pievesi»

    Dalla posizione minoritaria che svolge il ruolo di stimolo, critica e proposta (dalla descrizione, ben fatta),
    bisogna passare a una capacità di coagulazione della maggioranza della Comunità,
    per un progetto sociale e di Bene Comune che sia chiaro, maturo, coerente nelle scelte,
    avendo la disponibilità di competenze e di gestione che non sono automatiche.
    Se è vero che tutti sono elettori e eleggibili, come dice la legge,
    è assolutamente improbabile che poi essere eletto significa che si hanno le capacità di condurre scelte, decisioni, programmi,
    avendo una visione da rispettare senza commettere errori significativi.
    Lo sbaglio lo pagherebbe la Comunità, oltre agli interessati del momento.

    Inoltre qui emerge chiara la questione che pone l’articolo di oggi:
    Si devono applicare le regole imposte dall’alto (come fanno tutti), oppure
    Si deve lavorare per costrurire una Comunità e un progetto con un faro solo: il Bene Comune?

    RE Q
  2. #2 scritto da Miserabile di Montecristo il 16 novembre 2016 16:06

    Cosa c’è di così bizzarro in un candidato che decide di non presentarsi alle elezioni?

    E’ la poltrona la massima aspirazione nella vita? La politica è un imbuto nel quale si può solo entrare e non uscire?

    Si è candidato, è stato eletto, ha lavorato con onestà e impegno per cinque anni e ora torna alla sua vita.

    Dovrebbe essere la cosa più normale del mondo, ma in Italia sembra che desti scalpore!
    Davvero preoccupante.

    RE Q
  3. #3 scritto da citta ideale il 16 novembre 2016 16:49

    C’è un solo monumento nel mondo intero,
    che riguarda un Cittadino il quale, compiuto il suo dovere civico di “dictator”
    torna nella sua azienda agricola, raffigurato a guidare l’aratro (400 a.C).

    Si trova negli Stati Uniti a Cincinnato.

    In Italia C’è solo un bassorilievo in grisaglia che ricorda Cincinnato, si trova al museo civico di Lecco,
    commissionato da Manzoni (o forse da suo padre).

    Esempi come questo, di SERVIZIO DISINTERESSATO ALLA PATRIA..
    Ai nostri politici fanno venire l’orticaria….

    DOVREBBE ESSERE COMPORTAMENTO NORMALE DEL CITTADINO

    vero, vero, vero

    buona giornata Miserabile di Montecristo

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth