La storia infinita dell’illuminazione pubblica: dalla padella alla brace

Sull’illuminazione pubblica si sono succedute proteste durate quattro anni, praticamente dagli inizi del mandato Maiorano. Con un crecendo rossiniano arrivato al parossismo, con parchi pubblici poco o nulla illuminati, è il comune a dire che era tutto regolare, che dalle verifiche le lamentele non risultavano, che era colpa di ENEL Sole, e via così.

Hanno cominciato a rimettere a posto due lampioni a Luglio, suscitando sorprese per il costo e perché solo lì. Alla fine si devono essere resi conto che rischiavano una denuncia perché era in gioco la sicurezza, se l’oscurità è troppo diffusa. A fine Settembre ecco che la giunta approva un piano di lavori, e il costo. Cominciamo con i lampioni interessati, la cui lista crediamo interessi i lettori:

Piazza Libertà,

Via Cadorna,

Via degli Alpini

Via Garibaldi

Via Primo Maggio

Via Indipendenza

Via Industria

Via Lazio

Via Lario

Via Micca

Via per Rovido

Via per Rovido

Via Piemonte

Via Trieste

Via Vivaldi

Via Aldo Moro (tre lampioni)

Siamo a una ventina di lampioni, che non si sono guastati ieri. Sono il risultato di quattro anni di disinteresse o trascuratezza. La sistemazione la fa ENEL Sole: 13 pali da sostituire per il resto lampadine fanno 14.220 euro. Gli interessati trovano l’elenco dei lavori per ciascun palo, sull’Albo Pretorio. Spesa che non finisce qui.

Avendoci messo anche qui quattro anni, fra la dichiarazione e l’esecuzione, la giunta lo stesso giorno delibera l’acquisto dei pali da Enel Sole! alla modica cifra di 277.250 euro. Prima li fa mettere a posto tutti e poi li compra, pagando due volte. Cosa che non ha molto senso a meno che non si sia intenzionati a gestire in proprio (si dice in economia) l’apparato illuminante del comune.

In alternativa basta fare una gara e rivolgersi alle numerose aziende specializzate che offrono servizio completo (vero, non come Enel Sole) a costi enormemente più bassi. ENEL Sole vorrà i suoi pali? Se li porti via, oppure in alternativa li venda al subentrante nuovo (che si può star certi, non vorrà sborsare più di qualche spicciolo). Che criterio è mai questo di comperare i pali per un servizio che non si sa a chi verrà in seguito affidato? Che magari richiederà corpi illuminanti e supporti diversi?

Un regalo a ENEL Sole, a cui in trent’anni quei pali  hanno reso 50 euro l’anno l’uno! 30mila euro circa, ogni anno!! Con un contratto che, se sono da cambiare, bisogna pagare l’intervento! Fare affari di questo genere è vicenda da inserire fra i racconti di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno scritto nel 1600 da Giulio Cesare Croce. Scelgano i lettori in quale dei tre possano identificare  i nostri amministratori….

Strampalato il contratto in essere, che ha vent’anni, probabilmente da impugnare per clausole vessatorie che  sono qui da vedere. Fuori da ogni concezione l’acquisto dei pali quando già da tempo l’amministrazione avrebbe potuto affidare ad altri il servizio di illuminazione risparmiando cifre notevoli (il costo dell’energia al nostro comune si aggira su 600mila euro l’anno!).

Preghiamo il cielo che questi signori non decidano altre spese. Disastrose come questa: stiano fermi e non facciano nulla (salvo pretendere la puntuale esecuzione dei contratti in essere, come il verde, tanto per esemplificare). Hanno speso 135 milioni in cinque anni e non hanno combinato nulla, sono riusciti a sperperarli tutti, senza fare nulla di nuovo. Nostre tasse finite nel calderone di via Roma: Municipio.

ALTRI 300MILA EURO NOSTRI
BUTTATI VIA

Tag: ,

  1. #1 scritto da Riccardo il 18 ottobre 2016 08:59

    Anche quì mi sento di precisare una cosa molto importante da non trascurare.
    Il contratto, che viene stipulato con chiunque esso sia, deve essere ben valutato e preparato.
    Se nella manutenzione è previsto il cambio lampade o meno, se è previsto che in caso di deterioramento la sostituzione è inclusa o meno.
    Sono proprio queste le cosse da tenere sotto controllo.
    Oltre a questo, come ho segnalato, alcuni dei pali sono stati distrutti da incidenti stradali.
    Per questi il Comune non deve elargire nulla, ci sono le assicurazioni (oppure ne chiede il rimborso).
    Ultima e chiudo.
    Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ma, Scarlatti è un esempio lampante.
    Affidato a società diversa, ad oggi dopo 70 giorni non è ancora stato sistemato.
    Forse perché l’intervento è troppo oneroso ?

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 18 ottobre 2016 09:51

    Bella domanda Riccardo.
    la delibera di Giunta che spende 27mila euro
    per far sistemare una ventina di punti di illuminazione pubblica
    non indica se i pali facciano parte di quelli in proprietà Enel (che ci costano 50euro l’anno l’uno)
    Può anche essere che siano pali di proprietà comunale….
    Se fossero Enel, pagare Enel sole perché li sistemi
    in un contratto flat (tutto compreso, di 600 euro l’anno)
    sembra una pazzia.

    Resta il fatto che fare un bando per sistemare oltre venti pali, significa che in cinque anni non hanno fatto manutenzione…

    siamo messi bene

    buona giornata

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth