Cittadini per gestire la Comunità: l’attività e la partecipazione è un valore

Le modalità del far politica fino a ieri, a oggi, ci hanno condizionato e ci condizionano ancora oggi. La delega troppo ampia rende i Cittadini distaccati dalla vita della politica nazionale, ma soprattutto a livello della Comunità locale, che pure potrebbe e dovrebbe coinvolgere di più. Si è portati a essere distratti, quindi superficiali nel valutare ciò che funziona. Si adottano criteri personalistici nel valutare le cose comuni e i loro effetti.

Con l’attuale sistema i momenti di condivisione e partecipazione attiva sono praticamente nulli. Quando sono organizzati dagli amministratori/partiti locali, hanno un sapore di già deciso e organizzato. Sembra di assistere a un rito, nel quale gli officianti di turno danno la linea e questo e fatale che passi. Viene alla mente la serata di presentazione della revisione dello statuto comunale, con un paio di Cittadini che parlano fuori dal coro generando sorpresa e disappunto.

Decenni di questa “applicazione” di democrazia delegata hanno portato al distacco, al rifiuto di fatto. Chi resiste nell’interessarsi al Bene Comune, se lo fa al di fuori dei partiti o dei gruppi di potere, è quasi un missionario. Interessarsi del Bene Comune è diventata esclusiva dei politicanti locali.

Partiti e correnti di partini, che fra loro discutono e fanno conoscere solo ciò che ritengono utile; silenti sulla sostanza delle cose da fare, diventata cosa loro. La gestione del Bene Comune risulta così sottratta alla Comunità, ai Cittadini. La cosa sta cambiando: avvicinandosi a Buccinasco le prossime elezioni, i Cittadini che intendono ripartire, partecipare in prorio alla gestione del Bene Comune stanno crescendo.

Come ogni cosa che parte dal nuovo, deve affrontare incognite e superare l’inesperienza rispetto al mestiere. La politica fatta di servizio, che non risponde ad altri che ai Cittadini, che rigetta indirizzi esterni alla Comunità, da qualunque parte vengano, si trova in una fase di rodaggio avanzata,  con le idee chiare su un aspetto: non diventerà un mestiere. Prima di tutto l’interesse e la crescita della Comunità. di tutta la Comunità.

Naturale che fra i meritevoli anticipatori e promotori del nuovo possono trovarsi limiti, inesperienza, anche commettere qualche errore nel comunicare o nel rapportarsi con i Cittadini: si subisce la cattiva scuola del far politica, fatta di esclusioni, di distinguo. Magari utilizzati  per farsi largo a spallate, di cui siamo stati spettatori da troppo tempo.

Città Ideale invita tutti i Cittadini attivi a riflettere. Partecipare e costruire il nuovo è un valore che va riconosciuto e  preservato. Ricordiamoci sempre che in questa azione non c’è l’interesse personale; se vi sono errori questi si superano e vanno risolti insieme. La Comunità nuova è fatta del contributo di tutti: si deve aggregare e tutti devono partecipare. Importa il programma e un piano condiviso; poi verranno le scelte sulle persone che raccoglieranno consensi per capacità e competenza.

NON FACCIAMOCI CONDIZIONARE
FARE SIGNIFICA ANCHE SBAGLIARE E CORREGGERSI
INSIEME SI RISOLVE TUTTO
PER IL BENE DELLA COMUNITA’
UNITI SI VINCE

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