La sicurezza, i reati verso i Cittadini: l’Italia è fra le più alte d’Europa

Non lo dice Città Ideale ma l’ISTAT: abbiamo trovato la questione nel rapporto annuale 2015.  Bene dirlo subito perché in più di una occasione il sindaco ha raccontato di reati in costante diminuzione (avrà ricevuto notizie taroccate o false, oppure avrà sostenuto la tendenza per tranquillizzare). Il tema sicurezza a Buccinasco, come in altre località, è in crescita, non siamo all’allarme ma quasi.

Cominciamo con un dato che ha la sua importanza (forse l’origine interessata di comunicati tranquillizzanti): gli omicidi sono diminuiti in cinque anni di quasi il 15% e l’Italia è fra i paesi europei con i dati migliori. Fra le regioni italiane vi sono per altro differenze rilevanti (VEDI http://www.istat.it/it/files/2015/05/Rapporto-Annuale-2015.pdf, PAG 238). Per Milano 1.01 su 100mila; ma i tentati omicidi 2,94! I comuni della provincia, escluso il capoluogo rispettivamente 0,49 (la metà) e 2,01.

La sicurezza però, quella che ci interessa tutti i giorni è fatta dai piccoli reati (reati predatori). I dati si fermano al 2013, e inoltre sono condizionati da flussi diversi dei reati commessi ma non denunciati. Quanto ci dice l’ISTAT a Città Ideale sembra drammatico. Lo riportiamo per l’autorevolezza e la concreta dimensione del fenomeno:

Nel 2013 sono stati denunciati circa un milione e mezzo di furti e 44 mila rapine. Per entrambi si registra un aumento rilevante (18 e 22 per cento rispettivamente nel quinquennio 2009- 2013), ma non vi è un andamento uniforme. Tra i furti aumentano del 67 per cento quelli in abitazione, del 45 quelli con destrezza, del 34 gli scippi, del 18 quelli negli esercizi commerciali; al contrario sono in diminuzione quelli di veicoli, in particolare dei ciclomotori (-37 per cento). Tra le rapine risultano in fortissimo aumento, dell’85 per cento, le rapine in abitazione e in misura minore quelle in strada (22 percento), in uffici postali e in esercizi commerciali (16 per cento), mentre l’unica categoria che diminuisce, del 30 per cento, è quella delle rapine in banca. Tale diminuzione non porta però a un sostanziale riavvicinamento ai valori europei: l’Italia registra per questo reato un’incidenza estremamente più alta rispetto agli altri paesi.

…..furti in abitazione denunciati che, pur se maggiormente presenti nelle grandi città del Nord, in particolare Torino (763 per 100 mila abitanti), Milano (713), Firenze (638) e Bologna (554), sono molto diffusi anche a Bari (690). I furti in abitazione sono aumentati fortemente negli ultimi anni, con variazioni percentuali a livello nazionale del 67 per cento tra il 2009 e il 2013. Si raggiungono picchi del 164 per cento a Verona, 136 a Bologna, 126 a Bari, mentre gli aumenti minori si registrano a Napoli e Venezia. Anche a livello europeo i furti di abitazione sono tendenzialmente in aumento, pur con andamenti differenti per i singoli paesi. La crescita in Italia è stata molto intensa negli ultimi anni e, da valori prossimi alla media europea, ci ha portati a essere il sesto paese nella graduatoria complessiva. Al valore medio dell’Unione europea di 286,3 furti in abitazione per 100 mila abitanti nel 2012, corrispondono i circa 400 dell’Italia.

Possiamo fermarci qui; i lettori interessati possono riscontrare su internet il rapporto ISTAT, all’indirizzo indicato. Ce n’è abbastanza per dare alla nuova amministrazione un indirizzo prioritario sul tema, esattamente contrario alla superficialità, quasi indifferenza, che ha caratterizzato sindaco e tutta la giunta, vicesindaco Pruiti compreso.

In un progetto organico per la sicurezza occorre prevedere: UNO il potenziamento assoluto del sistema sdi videosorveglianza, con una centralina di monitoraggio tenuta dalla P.L. DUE un accordo con tutte le forze dell’ordine su scambi di notizie ed eventi perché tutti possano essere in tempo reale informati. TRE ogni supporto e potenziamento della Sorveglianza di Quartiere, cui vanno agevolati meccanismi e funzioni per interagire in modo efficiente.

Stiamo parlando di faccenda che, lo confermano i dati ISTAT, è di grandissimo interesse e importanza: regole e codici sembrano inadeguati al bisogno, ma ciò non giutifica nessun tipo di rassegnazione. Si richiede anzi la massima attenzione. Il potenziamento e la razionalizzazione del sistema sicurezza è una priorità.

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 20 settembre 2016 10:13

    Purtroppo in un sistema sociale, leggi, forze dell’ordine e giustizia, che non è assolutamente in grado di (prima individuare e poi) perseguire i colpevoli e, se del caso, rimuoverli, anche definitivamente, dalla società, ogni misura risulta vana.

    Chi delinque continua a farlo, impunemente. Il sistema di videosorveglianza potrebbe, forse, aiutare a identificare i colpevoli, ma poi?
    Verrebbero presi, processati, condannati e sconterebbero una giusta pena con un percorso di reinserimento sociale?

    Alquanto dubbio.
    Inoltre, se questo reinserimento dovesse fallire per più di una volta, cosa succederebbe?
    Nulla o questi soggetti, pervicacemente dediti alla criminalità, dovrebbero essere messi definitivamente fuori dal vivere sociale?

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 20 settembre 2016 17:24

    bene Miserabile di Montecristo,

    intanto cominciamo a sfatare un mito che ci viene propinato in ogni salsa:

    la criminalità, la piccola criminalità è in diminuzione e non rappresenta un problema serio

    l’ha detto anche il sindaco, ma quando a dire le stesse cose è Piercamillo Davigo neo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati:
    “Gli italiani sono convinti di vivere in un paese insicuro” – ha detto, qualche tempo fa, Piercamillo Davigo. Eppure, ha aggiunto, abbiamo meno omicidi di Francia e Germania. È un senso di insicurezza provocato dai media. Chi si dichiara impaurito e allarmato non lo è per esperienza diretta, perché “non ha mai visto un reato: pensa di vivere in un paese insicuro perché lo dice la tv”.
    la situazione diventa seria e una amministrazione che voglia essere seria deve prendere sul serio il problema,
    Mettendoci tutta la buona volontà e creando le condizioni perché i numeri e la tipologia dei reati a Buccinasco siano conosciuti.
    Indicando situazioni specifiche, orari, vie, ecc.
    Diffondendoli e informandone cittadini e la Sorveglianza di Quartiere.

    In questo sistema che “risparmia” sull’intervento dissuasivo verso la “piccola” criminalità
    sprecando danari in ogni modo,
    deve essere messo dalla amministrazione nella condizione di rispodere.
    Formalmente siamo in un paese di diritto (anche se si sta lavorando perché civismo e legalità si perdano)

    poi una efficace azione preventiva ha comunque un effetto deterrente…

    Non dobbiamo stare fermi a guardare….

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Miserabile di Montecristo il 20 settembre 2016 20:50

    Perché si parlano due lingue diverse:
    per i cittadini sicurezza vuol dire poca microcriminalità, poche rapine, pochi stupri,
    per certe élite a causare l’insicurezza sono gli omicidi e i grandi delitti.

    Se pensiamo, poi, che quelle stesse élite in Italia per un crimine “serio”, come l’omicidio plurimo premeditato, possono comminare pene per le quali si rischia di passare anche 5 o 6 anni in carcere (?!?), poi si esce in affido ai servizi sociali, in semilibertà e via dicendo, per reati “di poca importanza” come un furto cosa può succedere?
    Come diceva Gaber un bel fervorino?

    Sulla prevenzione, invece, sono perplesso: l’azione preventiva può fungere da deterrente se si presenta a macchia di leopardo, per cui chi delinque sceglie di andare dove è più comodo e “meno rischioso”, messo tra virgolette perché il rischio rimane basso in ogni caso e infatti se l’occasione è ghiotta dei deterrenti se ne infischiano, ma se la copertura è a tappeto, visto che le conseguenze rimangono per lo più simboliche, rischia di diventare del tutto ininfluente.

    Ormai, in mancanza di flagranza, non c’è più nemmeno l’arresto, ma la semplice denuncia a piede libero. C’è gente che ne ha collezionate più dei punti dell’Esselunga.
    Oltretutto essendo di norma nullatenenti, ironia della sorte, hanno anche il diritto al patrocinio gratuito, se e quando arriverà il processo, e quindi le spese legali e processuali rimangono a carico della collettività; vien da dire oltre al danno la beffa.

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 20 settembre 2016 21:44

    Il danno e la beffa, Miserabile di Montecristo, il che può anche essere.

    Una comunità con una amministrazione che sta sul pezzo,
    che sensibilizza tutte le forze dell’ordine locali,
    che copre interamente il territorio con la videosorveglianza
    (viste un paio in cittadine nel veneto ove questa opzione è attivata)

    Avrà più attenzione da chi ha il compito di perseguire
    e da chi tende a vivere di espedienti che rendono individualmente poco, per cui sono reiterati,

    Lasciare le cose come stanno certo non migliora,
    si è più soli e più indifesi….

    La partecipazione attiva fa comunità, più informazione,
    più attenzione nei comportamenti, meccanismi di contrasto,
    insomma, abbassa il rischio…

    Si potrebbe avere un governo del paese più attento al tema?
    Certamente.

    Adesso sul tema minimizzano, pensando di risolverlo a parole
    Il nostro sindaco c’è cascato in pieno

    boma serata

    RE Q

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