Elezioni si avvicinano a Buccinasco: molti si fanno notare in negativo

Vengono in mente le stampe delle elezioni del Settecento inglese, allora basate sul censo (chi non pagava tasse non aveva diritto al voto). Candidati allegrotti e alticci, elettori altrettanto sbragati, scambio di banconote, ecc. Già allora, la nascente democrazia moderna non si distingueva molto dagli oratori ateniesi del 550 A.C. che promettevano salsicce. Insomma è un difesso costitutivo del voto per delega, c’è sempre stato.

Ciò non vuol dire che nel terzo millennio si debba continuare facendo uso dei medesimi deplorevoli metodi. Oggi la democrazia ha la possibilità di superare queste miserie. Anzi, le deve superare se non vuole suicidarsi. Il far politica di mestiere, per farsi gli affari propri o manovrando per essere eletti al fine di eseguire affari altrui è giunto al suo traguardo, anzi al binario di testa. Deve alzare l’asticella e, grazie alla più elevata cultura media dei Cittadini, trasformasi in espressione reale della volontà popolare.

Ridurre la delega, essere trasparenti, informare e coinvolgere nelle decisioni sempre, prima che queste siano adottate. Si deve gestire con molto meno potere di delega e molta più condivisione allargata dei Cittadini. Siamo a uno snodo importante, di cui occorre prendere atto e adeguarsi: in queste elezioni che si presentano, un serio tentativo è rappresentato da BucciRInasco, che questi valori ha ben presenti e persegue, spina dorsale del suo essere.

Ne parliamo e poniamo la questione a ragion veduta. Il semestre elettorale non è ancora iniziato ma già un po’ da tutte le parti si stanno scaldando gli attori vecchi e nuovi, che intendono presentarsi e manovrano come nell’Inghlterra imperiale del Settecento. Pacchetti di voti, scambi di favori, di poltrone. Combinazioni di sinistra, di sinistra e destra, di centro e destra, di destra e sinistra.

È la fase preliminare ove anche i partiti che sembrano più solidi e più storici si dividono in fazioni, in parti di fazioni, in correnti, in persone che si propongono e danno numeri di voti, di pacchetti. Si fanno intervenire sindaci ed ex sindaci di Buccinasco e dei comuni vicini, come catalizzatori di volontà, o di autorevolezza (presunta).

Presunti alti e bassi come onde di una maretta che da lontano fa vedere le bianche ochette (non solo metaforiche se pensiamo ai soggetti in campo) che salgono e scendono. Oggi si parla a destra, domani si ipotizza a sinistra. Qualcuno promette soluzioni per avere voti (abbiamo presente Buccinasco più e le ventilate certezze dell’attuale vicesindaco?).

Non è casuale che in questi sondaggi o proposte qualcuno faccia anche solo un accenno a un indiritto, una priorità, non diciamo un piano programamtico che si intende portare avanti. Nulla di nulla, almeno finora. Vale il principio fino aier imperante: adesso mettiamoci d’accordo per vincere, dopo ci metteremo d’accordo su cosa fare (ovvio che così prevalgono gli interessi dei singoli; quelli della Comunità, del Bene Comune, vengono messi in un angolo, dimenticati).

Al massimo qualcuno pone questioni di sedie: il sindaco lo faccio io, lo nomino io. Oppure voglio enne assessori e magari quello dell’edilizia civile o dei lavori pubblici. C’è anche chi preso dalla fretta è intenzionato a farsi autodichiare candidato sindaco, otto mesi prima delle elezioni, pensando così di mettere chi sta intorno davanti a un fatto compiuto.

Senza rendersi conto che in questo modo rischia di rimanere solo o di modificare poi la scelta di fronte al maturare degli eventi con una pesanteperdità di credibilità per la sua lista. Questi vecchi riti mettiamoli da parte, anzi buttiamoli, mandiamoli in discarica. Facciamo davvero crescere il nuovo.

Si facciano riunioni aperte discutendo dei contenuti, del che fare, di quali sono gli obiettivi per la Buccinasco del 2023. Ci si confronti sui contenuti e sui modi individuando un programam comune. Solo dopo questo risultato si può, insieme, lavorare per una squadra composta da persone credibili, in grado di affrontare i compit iche il programma richiede.

Allora si che i Cittadini hanno davanti scelte e persone, programmi e squadre che li propongono, sulle quali esprimersi facendo una scelta chiara, davvero democratica. Finite le sceneggiate per i beoti, facendo gli affari propri, solo in questo modo  il voto può essere  realmente una scelta per il singolo come per tutti i Cittadini.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 17 settembre 2016 19:18

    Caro Saccavini,
    Innanzi tutto grazie per questa tua utile ed importante riflessione che focalizza bene i problemi storici di questi eventi e del modo in cui si è troppo spesso inteso partecipare alla gestione Amministrativa del bene Comune.

    Sono principi quelli da te egregiamente riepilogati che mi hanno (oltre 20 anni fa) ispirato e che mi piacerebbe davvero vedere realizzati nella prossima Amministrazione.

    Lieto di poter eventualmente dare un piccolo contributo ideale per vederli realizzare.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 17 settembre 2016 21:34

    Ci conosciamo abbastanza per confermare il piacere di una condivisione di valori.

    l’impegno e la possibilità di contribuire non mancheranno

    buona serata Rinaldo.

    RE Q

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