MPS e lo statalismo italiano vetero comunista

Cominciamo con la struttura verticale di Unipol. La società di assicurazioni è quotata in borsa e ha sul mercato poco meno del 50% delle azioni. Sopra c’è una catena di finanziarie che risparmiamo ai lettori andando a quell che sta sopra di tutte: Holmo S.p.A. Finanziaria che è controllata all’80% da una quarantina di società cooperative, soprattutto della distribuzione.

Semplificando ma nella sostanza: Unipol è controllata da coop che per statuto hanno fini sociali e non fini di lucro (?!) e per questo pagano molto meno tasse e costi ridotti dei soci lavoratori. Cosa centra con MPS: Monte Paschi Siena? Non molto tempo fa abbiamo in un articolo messo a fuoco questo istituto, anch’esso quotato in bora, controllato da Fondazione Monte Paschi, che è controllata dal comune di Siena(da sempre PCI o nomi successivi della stessa cosa).

MPS è notoriamente in condizioni fallimentari o giù di lì. Criticità per operazioni folli (acquisto a cifre stratosferiche di banche) e per concessioni di prestiti non coperti da garanzie adeguate, condizioni di favore dal “sapore” politico, che sono diventati simili a carta straccia. Sono richieste robuste iniezioni di capitale fresco, ecc. Cose note di cui non è importante trattare.

Si vuol far rilevare una operazione resa nota in questi giorni. La nomina del nuovo consigliere delegato Marco Morelli: direttore finanziario all’epoca delle operazioni finanziarie rivelatisi stravolgenti, quando l’istituto era controllato dalla Fondazione nella sua maggioranza (quindi ambienti politici PD o collaterali).  Cacciato via insieme agli amministratori dell’epoca, adesso vi ritorna. Una persona di fiducia per chi? Contestualmente a questa nomina ecco cosa si racconta:

…… nel giorno della nomina di Morelli si rafforzano gli antichi e solidi legami della banca senese con il mondo della politica e delle cooperative rosse: secondo indiscrezioni pubblicate dal Sole 24 Ore, sarebbe in dirittura d’arrivo l’accordo sulla ristrutturazione del debito di Holmo, la cassaforte delle Coop, …..

Che relazione c’è fra Holmo/Unipol e MPS? Semplice: Holmo è indebitata con MPS per una cifra indicata in 190 milioni. Ciò di cui si parla è: MPS ristruttura (cioè in qualche modo sconta) il debito delle cooperative attraverso Holmo, in cambio, attraverso operazioni finanziarie di fusione entro il gruppo Unipol, verrebbe fuori una partecipazione di Unipol a finanziare in conto capitale MPS, aumentano così l’interesse del mondo coop in MPS.

Insomma, è “cosa loro”, del partito, delle coop, di Unipol, che sono un nucleo integrato di interessi che rappresenta la cassaforte del partito. Un cancro finanziario che non risponde alle regole del mercato, che non cresce per confronti e concorrenza libera. In questa serie di decisioni che coinvolgono MPS, CDP (cassa depositi e prestiti e le sue controllate), mondo coop, PD e governo, si agisce fuori dal mercato.

Le perdite vengono coperte dallo stato, stato che è gestito dal partito. Date le dimensioni, questo statalismo “di mercato” con cui le segreterie dei partiti arrivano a decidere operazioni senza subirne danne perché non sono azionisti, è fonte di inefficienza, ma anche di anomala presenza e condizionamento del mercato che entro il sistema PD non è organico.

Ci domandavamo in precedenza perché non fosse reso pubblico l’elenco dei crediti incagliati di MPS, sospettando facilmente che fra i maggiori debitori insolventi vi fosse il mondo coop e le amministrazioni di sinistra… Attendiamo sempre che questo elenco, che indichi in modo compiuto il debitore fino a risalire alla struttura decisionale reale del debitore, è un doveroso atto di informazione.

Ma purtroppo siamo in uno statalismo PD/coop/Unipol/ e una serie nutrita di società controllate da enti pubblici, in grande prevalenza della medesima area…. Viene fuori in modo evidente, ma non sfora dal sistema della comunicazione, tranne qualche spezzatino qui e la (VEDI ilfattoquotidiano).

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 16 settembre 2016 19:00

    Senza nulla togliere al legame stretto tra politica, coop e affari, ormai MPS non è più controllato dalla fondazione, ma dal Tesoro, principale azionista con circa il 4% delle azioni (dovute alla conversione dei Tremonti, poi divenuti Monti, Bond; notare che per l’ultima tranche, scaduta lo scorso giugno, non ha voluto alcuna azione, ma ha preteso il pagamento in contanti, se non vi dice nulla sottoscrivete il prossimo aumento) e dal mercato (per circa il 93%), cioè da una miriade di piccoli azionisti
    (ma non la Fondazione, fa balà l’öcc!)
    che hanno sottoscritto gli aumenti di capitale e, per usare un gergo tecnico, l’hanno presa in quel posto.
    http://www.consob.it/main/documenti/assetti/semestre2-2016/135417_TOrdDich.html

    Per inciso, giusto per capire da chi siamo governati, nel gennaio di quest’anno, il Presidente del Consiglio, tal Matteo Renzi, pomposamente annunciava:
    “a questi prezzi MPS è un affare!”.

    Il 21 gennaio la quotazione del titolo MPS era di circa € 0,73 per azione, oggi vale intono agli € 0,22 per azione (con una perdita che si aggira sul 70%). Se questi sono gli affari per il Presidente del Consiglio, credo sia chiaro il motivo per il quale l’Italia non ha la benché minima speranza di risollevarsi!

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-22/il-premier-mps-e-risanata-ora-investire-e-affare-073837.shtml?uuid=ACA5HDFC

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 17 settembre 2016 18:56

    Su queste rovine si sta impegnando il mondo per non far fallire MPS…

    sul nuovo che nasce dal disastro, stanno cercando di mettere i paletti perché il sistema
    Governo, PD, Coop, Unipol, e varie aggregazioni collaterali che fan parte della “cupola”

    mantengano il apllino in mano per continuare a farne uso
    Macchina di finanziamenti fasulli (senza garanzia sufficienti)
    da distribuire al sistema delle pubbliche amministrazioni “sinistre” in quasi totalità,
    ovvero ad amici che supportano ovvero a condizionare color oche fossero nel bisogno ma restii…

    Insieme che
    > col mercato proprio non ha nulla a che vedere…
    > genera spese e perdite scaricate sullo stato
    > fonte di nuovo debito pubblico, di tasse per i cittadini

    questo è….

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Città Ideale il 17 settembre 2016 22:56

    La situazione di MPS si fasempre più drammatica esempre più chiaro appare l’uso politico di scelte disastrose che nulla hanno a che vedere con una corretta gestione del rischi odi impresa.
    Un quinto del totale crediti è a serio rischio di insoluto. sono 27 miliardi…
    Gli spropositati crediti sulla parola agli amici degli amici, di cui il nuovo Amministratore è stato in passato fra i decisori, è evidente.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-09-15/quel-falo-12-miliardi-ricapitalizzazioni-bruciate-063638.shtml?uuid=ADttQkKB

    ecco uno degli articoli che al riguardo il sole24ore va pubblicando i nquesti giorni, nel silenzio dei media

    Questo è statalismo di fatto,
    deve essere distrutto per ricondurre il paese alla sua capacità di produrre ricchezza, avendo bruciato tutte le sanguisughe

    RE Q
  4. #4 scritto da Miserabile di Montecristo il 18 settembre 2016 00:10

    Giusto perché il cittadino medio possa capire, facciamo un esempio.
    La società A ha la seguente situazione:
    ___________________________________
    Cassa 100 | Patrimonio netto 100
    Se la società A fosse quotata sul mercato a 10, ci sarebbe la fila di gente disposta a comprarla intascando una succosa plusvalenza visto che la cassa vale 100 e il patrimonio netto, quindi, vale 100.

    La società B, invece, è nella seguente situazione:
    ____________________________________
    Crediti 100 | Patrimonio netto 100
    La società B (ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale) vale 10 sul mercato, ma nessuno la vuole! Come mai? Perché, a mio modesto avviso, nessuno crede che quei crediti valgano davvero 100, ma molto, molto meno e quindi il patrimonio netto è illusorio: in realtà si compra un buco!

    Per chi non avesse letto l’articolo de Il Sole, in MPS sono stati iniettati, a più tranche, ben 12 miliardi di euro freschi, che ormai si possono considerare bruciati, e ne servirebbero ancora esattamente quanti? Gli “esperti” o sedicenti tali, dicono 5, gli stessi “esperti” che in questi anni ne hanno chiesti a più riprese 12. Chi ci vuol credere si accomodi, io, ma è solo la mia modesta opinione, mi fido poco.

    RE Q
  5. #5 scritto da Città Ideale il 18 settembre 2016 07:09

    Semplice ed efficace, buona giornata Miserabile di Montecristo

    RE Q

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