Scuola civica di musica e gara d’appalto: storia pasticciata

La gara per la scuola civica di musica indetta a Luglio, scaduta il 7 Settembre, è stata annullata perché il candidato vincitore, unico presentatosi, ha proposto una documentazione perfetta. Un po’ troppo perfetta perché, come nel palmer di una bici, la commissione ha rilevato un buco e la ruota si è sgonfiata: non ha rispettato il minimo di fatturato richiesto, 140 mila euro, mentre il bilancio presentato è risultato di 130.525 euro (VEDI).  Scorno e dispiacere comprensibili.

Quindi che succede? Dal 6 Settembre, quando la commissione si è riunita, al 12 Settembre non è successo nulla: l’esito non è stato pubblicato, fino al giorno 12 nel quale a tardo pomeriggio vanno In Albo Pretorio sia il verbale di gara e di seguito l’indizione della nuova gara, nella quale si riduce il fatturato richiesto a 100mila, per il resto sembra non essere cambiato nulla. Nuova scadenza il 12 Ottobre.

Tutto regolare? Sembra formalmente di si, anche se molto vi sarebbe da dire. Il senso di un favore in qualche modo predisposto, se non voluto, viene replicato, quasi con testardaggine. L’importante per la nostra amministrazione è affermare la propria volontà, l’arbitrio sostanziale paludato dalla formalità burocratica.

Nel 2013, alla prima gara, pur con un’offerta migliore, venne preferito l’attuale concessionario (privo di esperienza)  a Ricordi Music School. Una struttura elefante, 20 sedi in Italia, migliaia di studenti, una Fondazione che quali partner indica: Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Caripo, Banca Intesa, Bruno Mondadori, ecc. Eroga 150mila euro di Borse di Studio l’anno! (VEDI). Presentò un progetto ritenuto meno valido!

Adesso siamo andati a vedere il contenuto dell’appalto. Professiamo ignoranza nella comprensione delle disposizioni di leggi e regolamenti, soprattutto non ci è agevole interpretarli. Qualcosa non ci torna e allora  lo facciamo conoscere ai lettori, agli amministratori, ai consiglieri tutti perché loro magari ci spieghino e spieghino ai Cittadini l’incomprensibile normativa sui contratti in vigore dal Maggio 2016.

Citiamo il Capitolato, e come richiama la nuova norma e andiamo quindi a cercare di interpretare, in modo essenziale allo scopo di chiarire a chi ci legge cosa ne abbiamo percepito. Non sarà il nostro, parere di un giurista della Corte dei Conti, ma noi Cittadini dovremo pur impegnarci a conoscere come la legge viene applicata dai nostri amministratori (se no, l’Albo Pretorio a cosa serve?):

Art 6. (pag 3) Il valore della presente concessione, costituito dal fatturato del Concessionario e riferito all’intera durata del contratto di concessione è stimato in € 420.000,00, ai sensi dell’art. 167 del D.Lgs. 50/2016. Detto importo è calcolato tenuto conto degli introiti presunti derivanti dal pagamento da parte degli utenti, residenti e non residenti, delle tariffe, nonché del contributo corrisposto dal Comune a titolo di corrispettivo al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico finanziario nella gestione del servizio, ai sensi dell’art. 165, comma 2 del D.Lgs. 50/2016.

Questo dice sopra il Capitolato… che somma gli introiti presi dagli iscritti ai corsi aggiungendo il contributo del Comune. Interpretazione sorprendente: il valore dell’appalto, per comuni Cittadini, dovrebbe essere l’importo di ciò che  la Comunità spende, eroga all’appaltatore. Ma forse i comuni Cittadini sono minus habens e non possono capire le complesse ragioni per cui viene messo a valore il fatturato che il concessionario incassa da terzi.  Andiamo allora a prendere l’articolo del decreto che il capitolato richiama:

Art. 167 comma 1 Il valore di una concessione, ….  è costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto, al netto dell’IVA, stimato dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore, quale corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione, nonché per le forniture accessorie a tali lavori e servizi.

Comma. 4 punto b) gli introiti derivanti dal pagamento, da parte degli utenti dei lavori e dei servizi, di tariffe e multe DIVERSE da quelle riscosse per conto dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore;

Deduciamo, da pratici incompetenti :  art. 1: il valore (a carico del comune) dei servizi oggetto della concessione. Il punto b) dell’art 4 precisa che, se nello svolgimento della concessione vi sono introiti da terzi DIVERSI dall’oggetto dell’appalto, questi vanno considerati entro ciò che è dovuto all’amministrazione.

Sembra logico interpretare: se dall’appalto delle pulizie e servizi vari  poi assumi entrate da terzi DIVERSE dall’appalto, allora il valore dell’appalto deve considerare anche queste. Ma forse Città Ideale è troppo comune Cittadino, capisce poco e male, o niente… O forse l’Assessore alla Cultura e i responsabili tecnici hanno dato un’interpretazione  approssimativa della norma (che è nuova), “casualmente” favorevole a chi vince l’appalto.

Perché chi vince l’appalto il 31 Ottobre e il 28 Febbraio incassa ogni volta 70mila euro, anziché 15.000. Poi dovrà documentare ed eventualmente rimborsare? Non si dice esplicitamente ma si può dedurre. Cosi come impostato questo appalto sembra un pastrocchio. Sembra, solo a noi. Perché finora nessuno se n’è accorto!

Ci sembra giusto, doveroso esternare i nostri dubbi, perché magari i consiglieri si informino e loro si, avendone i poteri, procedano ad acquisire i pareri autorevoli e conformi, e ce ne rendano edotti. Nel totale silenzio di chi amministra: agiscono come se fossero affari loro. Sono fatti così… noi a vigilare, e spesso ci capita di prenderli in castagna… troppo spesso. Forse anche questa volta.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 15 settembre 2016 13:46

    Sbaglio o con la nuova gara,
    oltre ad aver “aggiustato” il fatturato per renderlo compatibile con l’unico partecipante alla gara precedente,
    è stato anche ritoccato verso l’alto il contributo, da 33.000 a 41.000?
    Tanto, mica sono soldi loro!

    Di buono c’è che sembra sparito il requisito della gestione della scuola CIVICA di musica.

    Speriamo che ci sia più di un partecipante questa volta.

    Saranno poi i cittadini a decidere se i soldi delle loro tasse sono spesi bene e potranno far valere la propria opinione alla prossima tornata elettorale, anche se i soldi spesi non verranno mai recuperati.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 15 settembre 2016 14:42

    Aspetti di contorno anche se importanti Andrea.

    la novità stravolgente, rispetto al precedente bando, rimane invariata:
    Dopo 30 giorni il concessionario si piglia 70mila euro quando l’impegno del Comune è diventato 40mila (confermate anche dall’esimio assessore).

    Noi cittadini possiamo auspicare che:

    UNO gli amministratori ci riflettano e diano spiegazioni esaurienti;

    DUE i Consiglieri esercitino i loro poteri per agire nella direzione di un chiarimento, qualora l’amministrazione rimanga inspiegabilmente silente.

    TRE Che il Consiglio o una sua parte pongano la questione facendo deliberare in merito, chiedendo l’annullamento della gara

    il compito di Città Ideale è aver posto la questione all’attenzione degli organismi che localmente sono interessati.

    Poi ci si potrà rivolgere a strutture sovraordinate, che sappiamo già lasciare il tempo che trovano…
    sarà una quasi certa conferma della irresponsabilità sullo spreco dei nostri soldi, delle nostre risorse.

    buona giornata

    RE Q

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