Un fantasma si aggira per l’Italia: il Movimento Cinque Stelle

Sarà un paradosso il nostro, ma è l’impressione che stiamo ricavando dalla lotta all’ultimo sangue di tutta la partitocrazia nei confronti dell’amministrazione M5S di Roma; senza quartiere e facendo uso di tutti i mezzi disponibili (compresa l’”armonia” fra politica e magistratura), con la corale condivisione della quasi totalità dei media: l’effetto di dare a M5S una statura ingigantita dell’antisistema che rappresenta.

Sì, perché se dietro questa lotta partitocratica ci fosse l’egemonia culturale di un progetto alternativo, dei partiti, allora l’operazione avrebbe un senso. Ma la partitocrazia non si propone alternative; compie un atto semplice, come se M5S fosse facesse parte del sistema. E’ qualcosa di simile a far uso del cannone per sparare a una mosca. Con l’effetto di ingigantire ancora quella che viene ritenuta una mosca, farne un elefante.

Il valore più grande che rappresenta M5S è dato dal rigoroso comportamento di servizio nel svolgere il suo ruolo; se capita qualche comportamento censurabile, è marginale. Non riguarda neppure una frazione minima del magna-magna sistemico della partitocrazia integrata con  coop di tutti i colori e la mafia. È evidente a tutti un agire affrettato per riprendere in mano la stanza dei bottoni perché si riparta (le olimpiadi 2024 sono un di cui).

Ciò detto, le criticità che deve affrontare M5S sono serie, molto serie. Non si tratta solo di affrontare compiti nuovi senza esperienza, di una rilevanza che spaventa. L’inesperienza si supera e può anche finire che  si riveli un fattore di successo, trovando soluzioni a questioni incancrenite. M5S ha di fronte un problema ancora maggiore, grandissimo: la struttura dirigente, la sua capacità di elaborare un progetto che riguardi il paese non escludendo temi finora sfiorati o accantonati.

Per capirne il senso prendiamo una analisi che del M5S fa una giornalista USA (Frederika Randall) su The Nation, periodico americano autorevole, dalla tendenza “progressista” (ha sostenuto Sanders preferendolo a Hillary), quindi una certa prevenzione è scontata. Invitiamo i lettori a superare la posizione scontata, scontandola a loro volta, ma facendo lo sforzo di  rispondere ai contenuti che l’articolo descrive:

Nella sezione Economia, il programma invoca “una rigorosa riduzione del debito” e “l’imposizione di un tetto alle retribuzioni dei dirigenti delle società statali e partecipate”, sostiene le “aziende locali”, le organizzazioni senza scopo di lucro e il sussidio di disoccupazione.

Ma accanto a tutte queste buone intenzioni non c’è traccia delle dure scelte che qualsiasi partito al governo dovrebbe fare per stimolare un’economia depressa. Non si fa nessun accenno alla disoccupazione né alla disuguaglianza né all’austerità imposta dall’Unione europea.

Nella sezione Trasporti, il programma parla di aumentare le piste ciclabili e di migliorare il servizio ferroviario per scoraggiare l’uso delle automobili, ma nella parte dedicata all’economia non fa cenno alle spese per le infrastrutture né dice come fare queste belle cose finanziando anche il reddito di cittadinanza e riducendo il debito.

Il programma non dà nessuna indicazione di politica estera. Il Movimento 5 stelle è antieuropeo e i suoi europarlamentari sono allineati con gli xenofobi di estrema destra dell’Ukip britannico, e lo saranno almeno fino a quando il Regno Unito non uscirà dall’Unione europea. Il programma dei cinquestelle è ricco soprattutto di idee magiche. (tratto da Internazionale n.1170 pag. 30).

Siccome  le beghe dei vecchi partiti non avranno successo e l’elettorato andrà radicandosi, facendosi concretamente antisistema, una risposta compiuta e autorevole M5S deve poterla dare. La dimensione e il momento politico è importante ma le responsabilità comportano anche rischi. Non saranno pochi gli elettori disposti a dare loro il voto turandosi il naso pur di mandare a casa il sistema dei partiti storici che ha cosi mal ridotto il paese, portandolo al sostanziale fallimento.

È l’ora di contenere l’entusiasmo e tenere i piedi ben piantati per terra, chiamando a raccolta personaggi di spessore e costruendo un momento costituente che dia al movimento uno strumento compiuto in grado di esprimere un progetto autorevole e credibile, nel quale i Cittadini si riconoscano. Quanto è stato fatto è un grande miracolo di cui i meriti non vanno disconosciuti ai fondatori. Si compia un passo avanti, facendo diventare la zanzara M5S un colosso granitico che indichi un futuro credibile al paese.

Si deve avere coscienza che se non funzionasse sarebbe un gravissimo danno per il Paese. Discorso che vale per tutte le situazioni, non solo quelle nazionali qui affrontate.  Fuori dai partiti,  M5S deve porsi problemi di aggregazione a tutti i livelli, deve attrarre ma anche aprire le porte a proposte nuove e organiche. Non basta vincere le elezioni: occorre un gruppo solido e organico che, concretamente, come creta che si consolida, dimostri i risultati del nuovo. Con la capacità di aggregare tutti i Cittadini di buona volontà.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 12 settembre 2016 12:20

    Il M5S è un attacco diretto alla partitocrazia e, con la vittoria di Roma, ha inferto uno schiaffo senza precedenti al PD, che ormai pensava di essere il partito egemone senza rivali (portando a compimento una strategia iniziata nel dopoguerra con la paziente occupazione dei posti chiave dello Stato: istruzione, burocrazia, sistema dei media, magistratura).

    Ovvio che la reazione non si sia fatta attendere e che il sistema dei media, pesantemente sbilanciato a sinistra, stia picchiando giù duro per ridimensionare il pericolo penta-stellato, in questo aiutato dall’impreparazione e dalla superficialità della Raggi e dei Cinque Stelle.
    Se Roma è messa come è messa, però, non lo si deve certo alla Raggi, ma alle Giunte di destra (mezza) e soprattutto di sinistra che hanno governato la città negli ultimi vent’anni e più.

    Certo il M5S sconta l’impreparazione: scendere in piazza riempiendosi la bocca di slogan (più o meno vuoti e populisti) o, più probabilmente, postare critiche sulla rete è oltremodo facile, governare e prendere le decisioni giuste è un po’ (tanto) più complicato
    servono esperienze e competenze che non si inventano dalla sera alla mattina
    (essere onesti, ammesso e non concesso che sia vero, non basta!).

    Detto questo, il M5S, il suo programma, a mio avviso (e non lo dico da ora, ma da sempre, da quando quel programma è stato pubblicato e ho avuto l’occasione di leggerlo), NON è la soluzione ai problemi del Paese.
    Non è (solo) questione di uomini, di esperienze e competenze che, oggettivamente, non ci sono (e col solo entusiasmo ci fai poco), è questione che le ricette di base, quello che il M5S si propone di fare se e quando prenderà il potere sono, a mio avviso,
    SBAGLIATE nelle fondamenta (con una impostazione profondamente statalista/populista) e non c’è modo di correggere il tiro senza inventare un nuovo e diverso movimento.

    Insomma, comunque la si guardi, destra, sinistra o altro,
    non si vede all’orizzonte un qualcuno che possa mettere le basi per fermare il declino di un Paese che, inesorabilmente, sta sprofondando nel proprio guano (che le scelte passate hanno prodotto), cullandosi nell’illusione che il nuovo corso sia rappresentato dalla fine delle politiche di austerità, ovviamente con manovre espansive e nuovo
    deficit spending (debito) gestito abilmente (???) dai partiti.

    Tutti a tuonare conto le politiche di austerità imposte dagli ottusi burocrati di Bruxelles sotto l’egida del FMI (probabilmente manovrato da quelli del Bilderberg) che hanno strozzato il Paese, soffocando la crescita e impedendo la ripresa, senza rendersi conto che in questo periodo di pesante austerità (???) il nostro debito pubblico è aumentato di quasi 500 miliardi di euro!!!!!

    L’unica austerità che vedo io è quella, gravissima, dei neuroni.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 12 settembre 2016 13:40

    L’analisi è condivisibile Andrea.

    La capacità di proposta di M5S manca del succo, della sostanza, delle analisi che il gruppo di economisti italiani, con la spinta di Giannino,
    ha dato vita nel 2012 a FARE PER FERMARE IL DECLINO.
    Iniziativa da “teste d’uovo” come vengono definite negli USA, da economisti che pongono al paese e si propongono il tema di riassestare
    l’economia.

    Quanto manca questa componente entro il mondo M5S?
    di quanto avrebbe bisogno per irrobustire un progetto alternativo che abbia basi più solide,
    che trasmetta competenza e sicurezza alle istituzioni, ai paesi europei, ai cittadini, alle imprese, ai mercati nazionali e internazionali?

    Questo è il problema,
    problema che si fa più pressante quando si sta avvicinando una possibile resa dei conti con il “marcio della Danimarca” dalle parti
    di Palazzo Chigi, Parlamenti e quant’altro…

    Questo intendiamo porre ai lettori, questa riflessione.

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Roberto DM il 13 settembre 2016 14:12

    Sono quasi preoccupato…..

    quello sotto riportato è un mio commento sul sito del PD di Buccinasco e pensavo di avervi ispirato il titolo del post….

    invece no….avete pubblicato alle ore 08:46 del 12.09…..e non vi avevo letto….!!

    Roberto | 12 settembre 2016 alle 09:08

    Paolo Caimi di che ti preoccupi ? i sondaggi sono favorevoli a voi…il titolo del post sopra questo è il seguente….

    IL M5S PAGA IL “CASO ROMA”: CONTROSORPASSO DEL PD, IN CALO LEGA E FORZA ITALIA….
    e tu stai ancora a fare i conti dei votanti del passato a Buccinasco….??

    Se vedete i fantasmi chiamate gli ACCHIAPPAFANTASMI……!!!

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 13 settembre 2016 15:09

    Buon giorno Roberto e ben trovato,

    la citazione è famosa: sono le prime righe del manifesto del Partito Comunista:
    “uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo”
    Autori nientedimeno che Marx e Engels… anno 1848.
    (spettro è frequentemente tradotto con il sinonimo fantasma)

    Quindi il ricorso all’immagine ha un carattere frequente, proprio ricordando questo precedente.

    Nulla di misterioso, tranne l’incubo concreto generato dal nuovo che avanza
    (così come ormai 170 fa, con i disastri che ne sono seguiti;
    non è detto però che il nuovo che avanza, e i suoi disastri,
    siano sempre tragici. Basta pensare alla rivoluzione di Copernico e di Galilei,
    fino a quella anticoloniale degli Stati Uniti,
    o alla Rivoluzione Francese)

    Quello che sta muovendosi con M5S è davvero nuovo,
    comprensibile quindi che il vecchio modo del far politica
    lotti con tutte le sue forze per trattenere il potere,
    la delega dei Cittadini divenuta esagerata,
    generatrice di inefficienza, corruzione, sprechi,
    dannosissima per il futuro dei nostri figli e nipoti.

    buona giornata

    RE Q

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