Le tasse, le imprese, il lavoro e il PIL: cosa ferma Buccinasco (e l’Italia)

Partiamo pure da Buccinasco e dalla tassa sugli immobili: IMU o come altro si possa chiamare adesso. Ricordiamo che l’IMU, nata come Imposta Municipale  Unica, ai bei tempi della Lega Nord al governo con l’obiettivo di rendere operante l’autonomia amministrativa degli enti locali (il comune deve chiedere direttamente dai Cittadini le risorse per la sua amministrazione), ha fatto la fine miseranda che possiamo vedere oggi.

Oggi l’acronimo IMU significa Imposta Municipale Propria, anche nominalmente avendo modificato lo spirito che la costituì nel 2011. Indirizzo europeo cui l’Italia è obbligata; secondo questo, l’imposta non è legata alla proprietà dell’immobile ma alle dimensioni e numero degli occupanti. Dovrebbe in un solo versamento riguardare i costi che ciascuno degli abitanti (residenti o meno) deve al comune (compresa ogni altra tassa, sparirebbero tutte).

Non è stata fatta così: è nata come tassa sulla proprietà dell’immobile, il che la fa diventare una tassa patrimoniale, indipendente dal reddito e dalle entrate del comune; tassa quanto mai odiosa sulla prima casa tanto che è stata abolita dal 2015, per cui la pagano gli altri immobili e le “seconde case”. Un tipico pasticcio all’italiana tanto per tirar su soldi centrali, perché siano poi distribuiti ai comuni.

Non conosciamo le ragioni, ma per far finta di essere in ordine, dal 2014 si sono inventati una IUC Imposta Unica Comunale: che non esiste. IUC non è imposta Unica ma la somma di tre imposte: IMU (di cui parliamo), TARI (tassa sui rifiuti), TASI (tributi servizi indivisibili). Così l’imposta dei comuni è formalmente UNICA, ma resta un casino di tre imposte diverse, ciascuna con le sue regole. Giusto per confondere le carte e non rendere chiara la tassazione.

Così i sindaci dei comuni che spendono di più, invece di rispondere ai propri Cittadini (che li manderebbero subito a casa), si prostrano e trafficano per ottenere soldi (che sono sempre nostre tasse) da Roma. Una vergogna, una delle vergogne del sistema partitocratico che si regge su trucchetti del genere. Che ci mette fuori da ciò che dovrebbe essere un paese democratico ed europeo.

Ne parliamo per una questione che rimane, da noi già affrontata: essendo l’imposta IMU una patrimoniale non legata al reddito prodotto, l’incidenza verso abitazioni residenziali colpisce due categorie: una socialmente compatibile: il privato che, disponendo di più case, subisce una maggior tassazione legata alla condizione di maggiore patrimonio, forse potrebbe avere un senso (anche se teoricamente aberrante, trattandosi di riduzione di patrimonio).

Se invece l’imposizione patrimoniale colpisce un’impresa il peso è qualitativamente diverso. Fossimo alla crescita boom, sarebbe assorbibile dal paese in sviluppo: i volumi aumentano. Da almeno dieci anni siamo invece in condizioni di criticità pesanti, alcuni settori come l’edilizia e l’immobiliare addirittura sul filo del rasoio. Ulteriori gravami in queste condizioni può esser visto come volontà punitiva per le imprese, metterle in ginocchio.

Se poi le medesime imposte sono praticate a chi possiede fabbricati industriali vuoti, sfitti, non utilizzati, siamo all’assurdo. Cittadino o società che non trae reddito, che viene penalizzato con ulteriori gravami, genera un circuito che affonda tutto. Un pozzo che costringe a trasferire agli affitti (i costi in caso di vendita) i maggiori oneri; il costo della locazione non incoraggia, non facilita la collocazione.

Si tratta di un’imposta comunale: è il comune che ne determina l’imposta e i termini della sua applicazione. Sarebbero invece necessari benefici e incoraggiamenti a chi apre nuove attività, graduando gli oneri, dilazionando l’applicazione, addirittura arrivando a premiare le nuove assunzioni. Non è una opzione ma una necessità assoluta!

Così come si sta facendo, si contrasta il fare impresa, il lavoro, lo sviluppo (che genera nuove entrate per il comune). Invece si aumentano le difficoltà (proprio non ce n’è bisogno), alle imprese. Questo può far piacere a qualcuno della nostra amministrazione, ma così ci facciamo male da soli, aumentiamo le famiglie bisognose e in crisi, stiamo segando l’albero su cui siamo seduti. Possibile che nessuno se ne renda conto, che nessuno ne parli?

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 7 settembre 2016 09:37

    E’ tutta l’impostazione che è sbagliata, dalle fondamenta.

    In Italia abbiamo una (pesante) tassazione sul reddito alla quale è stata aggiunta, con manovre successive (e un po’ di dai e disfa, tassa la prima casa, togli la tassa sulla prima casa), una pesante e per certi versi insostenibile tassazione patrimoniale che colpisce la mera proprietà (anche gravata da mutui e ipoteche) di un immobile o un terreno.

    Inutile lamentarsi degli effetti di tutto questo: quando si opera privi di una visione globale e si va avanti a mettere pezze per tappare i buchi, il risultato non può che essere un’arlecchinata!

    Non è sbagliato il concetto di rendere autonomi e responsabili i Comuni (e oggi non lo sono: non c’è una chiara gerarchia dei ruoli e delle responsabilità, tutto, o quasi, è mischiato in modo che alla fine la responsabilità non sia mai di nessuno), è sbagliato lo strumento utilizzato per farlo!

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 7 settembre 2016 12:14

    Certo Andrea,
    la partitocrazia, in generale e locale, ha paura di essere costretta a misurarsi direttamente con i Cittadini.

    togliere la tassa sulla prima casa è manovra di facciata.
    Contemporaneamente il governo ha garantito i comuni che il mancato introito diretto
    lo avrebbe coperto con erogazioni dallo stato!
    (come se questi soldi di cui dispone Roma venissero dalla cappa del camino)

    In questo modo però, la legge di indirizzo europea,
    che si propone di rendere diretto il rapporto territoriale fra chi amministra e chi versa i danari per amministrare,
    è del tutto vanificata.

    del resto colpire la proprietà con una patrimoniale,
    anziché applicare la tassa unica comunale sui servizi,
    è sempre stata una medicina amara:
    costringe ad essere efficienti e onesti,
    diversamente si viene mandati a casa….

    Questo il problema.
    Che almeno lo si sappia, che i Cittadini siano informati.
    (nel silenzio tombale sul tema, di tutti i media nazionali,
    mentre viene male al cuore vedere capannoni vuoti scoperchiati,
    nel tentativo della proprietà di pagare un po’ meno,
    una tassa patrimoniale il cui costo rende ancora più costoso l’acquisto o la locazione)

    RE Q

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