Unioni civili e demografia: cultura laica che si riduce agl’insulti

Sarà forse conseguenza di talk show nei quali i partecipanti vengono solleticati perché facciano sfoggio di maleducazione greve; oppure i social network ove l’obbligo a risolverla a battute porta a comportamenti analogamente incivili e pesanti; mah! Chissà da dove viene la diffusione sempre più esplosiva fatta di insulti che si leggono di questi tempi (forse a mancanza d’idee, a testa che denuncia spazi vuoti).

Cominciamo con una nostra (di Città Ideale e dei lettori) vecchia conoscenza anonima sifaperdire, che così commenta l’articolo che descrive il civile comportamento del sindaco Errante, forse prendendosi cura di difendere l’insostenibile posizione di una Presidente del Consiglio Comunale che non c’entra nulla ma garantisce per il sindaco, parlando di tutta Buccinasco (VEDI):

………….. Se notate nel post per renderlo più “digeribile” evita di definirli.  Ma lo vorrebbe gridare! “Questi sporchi brutti cattivi…. Gay,sodomiti, omosessuali, pederasti, invertiti, paraculi, culattoni, froci, checche, uranisti, bardasse…. Che stanno infestando e infettando la società,” la religione, la patria la famiglia”, non possiamo e non dobbiamo dare gli stessi diritti della famiglia canonica,”

La laica inciviltà del sifaperdire è difficile considerarla rappresentazione del pensiero laico, della cultura che basa le sue posizioni sulla logica, nel rispetto del pensiero altrui, disposto a capire, chiede di essere compreso. Rifugge da posizioni radicali, cerca di farsi comprendere e, volendo l’attenzione dell’interlocutore evita aggettivi o locuzioni che possano indisporlo o peggio che mai, sentirsi offeso.  No proprio il nostro sifaperdire con questa immagine non ha nulla a che vedere.

Ma sifaperdire anonimo non è solo, non è l’unico: così come è mal ridotto, il pensiero laico, sta cercando posizioni su cui far valere la sua priorità culturale, basata sulla divisione, nel consdierare il comune buon senso banale: raccoglie firme (questa è una abitudine inveterata), fa battaglie “di civiltà”, in difesa dei principi fondamentali, dell’uomo con la “U” maiuscola. Ne presentiamo un esempio di questi giorni:

Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano. Il  #fertilityday è aberrante, retrogrado, indecente. Qualcosa di profondamente osceno, bigotto, razzista, sessista. Un abominio autentico, immorale e oscurantista. Ho passato tutta la giornata di ieri a sperare che fosse solo uno scherzo.

Stiamo parlando di un tema primario del vivere naturale ma anche del mondo economico. L’Italia è in coda europea (e forse mondiale) per le nascite. Ogni giorno stiamo trasformandoci in un mondo di vecchi; i nostri figli e nipoti, questione di qualche decennio, si troveranno circondati da non italiani che occuperanno il posto degli italiani vecchi.

La demografia è una scienza seria, serissima: se non ci sono più giovani che lavorano le pensioni future chi le pagherà? La fertilità è un di cui, quasi un parlare indiretto, ma questo è il tema. In Europa le condizioni favorevoli alla maternità sono sempre più diffuse e consistenti. La maternità è un valore assoluto (ci mancherebbe altro).

Paragonare questa iniziativa alla campagna mussoliniana per la procreazione (dopo ottant’anni!, con un mondo totalmente cambiato), è sbagliato, disinformato. Semplicemente; non c’è altro da dire. Il tema si può e si deve approfondire, ma partire con queste sparate emotive, dimostra quanto sono caduti in basso gli schemi di un pensiero laico che nel dopoguerra aveva l’ardire di costruire un mondo nuovo.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 3 settembre 2016 10:55

    Tralasciando l’anonimo, chiaro esempio di pensiero illuminato progressista,
    e le esternazioni della presidente del Consiglio di Buccinasco
    (tra poco si voterà, quindi ci vuole ancora un minimo di pazienza; alle passate elezioni siete rimasti a casa? E allora ve la meritate!),

    la questione fertilità è, principalmente, un problema culturale nostro!

    Si fanno sempre meno figli, sempre più tardi (con maggiori rischi) e la scusa ufficiale è che manca il lavoro, la stabilità. E’ vero?
    Innegabile, ma nelle stesse condizioni gli immigrati hanno un tasso di natalità enormemente più elevato del nostro, eppure non è che la precarietà per loro non ci sia, che i loro stipendi siano faraonici rispetto a quelli dei “poveri” italiani sfruttati nei call-centers.
    Hanno una mentalità diversa. Il problema, quindi, è prima di tutto culturale
    (poi anche il resto conta, per carità, ma non è il nocciolo della questione).

    Campagne sullo stesso tema ci sono state anche in altri paesi e non mi pare abbiano scatenato un putiferio (VEDI).

    L’idea, per quanto mi riguarda, era (ed è) in sé giusta, l’implementazione sbagliata alla radice (forse qualche strategic planner dovrà rivedere il proprio lavoro e capire in quale punto ha commesso l’errore che lo ha portato fuori strada;
    può capitare che nelle campagne di comunicazione si dia grande spazio alla creatività e troppo poco alla strategia).

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 3 settembre 2016 11:22

    La situazione, dal punto di vista demografico e storico è da approfondire.

    La procreazione è maggiore nelle condizioni di povertà spinta,
    legata al costo relativo del mantenimento e soprattutto alla possibilità che presto il figlio diventi occasione di reddito per la famiglia,
    per lavoro giovane, magari con compensi in beni o altro,
    insieme con matrimoni in età post puberale, periodo nel quale
    la fertilità è maggiore, la probabilità di un percorso della gravidanza molto meno a rischio.

    la diffusione di uno stato di benessere relativo si è sempre legata a una riduzione delle nascite.
    Presumibilmente motivata da altre occupazioni femminili, al costo del far crescere il figlio,
    a normative e comportamenti che impediscono l’utilizzo di fanciulli per il lavoro.

    Queste sono condizioni per così dire “naturali” e storiche.
    L’uomo però è proprio quell’animale che queste condizioni è capace di razionalizzare,
    creando le condizioni perché non ci si fermi alla storia, a ieri.

    Il tema è complicato, richiede riflessioni serie ma anche impegno,
    probabilmente con la modifica di abitudini e comportamenti…
    tutto da discutere (per le persone normali), mentre
    i laici evoluti e progressisti si esercitano in espressioni di questo tipo:

    Il #fertilityday è aberrante, retrogrado, indecente. Qualcosa di profondamente osceno, bigotto, razzista, sessista. Un abominio autentico, immorale e oscurantista.

    Viva il buon senso, la libertà di pensiero….

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Miserabile di Montecristo il 3 settembre 2016 13:41

    Gli stessi laici evoluti e progressisti

    che poi sostengono la necessità dell’immigrazione a causa dell’invecchiamento della popolazione

    e della bassa natalità!

    Meditate gente, meditate!

    RE Q

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