Buccinasco: unioni civili e matrimonio. La Presidente del Consiglio vorrebbe obbligarci

Come l’ex Consigliere Errante (ora sindaco di Corsico) Città Ideale ha sostenuto e indirizzato Coalizione Civica perché la proposta di Fiorello Cortiana marcasse la differenza fra matrimonio e unione civile. Sono due cose diverse e questo abbiamo sostenuto. Il matrimonio, dice la Costituzione (art. 29):

«La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare».

Come ha sostenuto qualche politico, un giorno in cui, quando si è alzato, ha dimenticato il comprendonio nel comodino: la Costituzione non specifica  il sesso dei coniugi. Viene da ridere tanto è puerile, ma sembra che il parlamento abbia considerato questa mancata specifica (del 1948)per far passare la parificazione costituzionale fra unioni civili e matrimonio.

Cosa non si arriva a sostenere per piegare le norme a una volontà politica incongrua. Considerata l’interpretazione che la rende compatibile, fatto sta:  una legge del parlamento ha deciso che il trattamento e le garanzie previste dalla Costituzione per il matrimonio, sono riconosciute e parificate anche per le unioni civili.

Perfino accordando la pensione di reversibilità che, dato l’ambiente sociale coinvolto, in poco tempo vedrà un’esplosione di unioni civili fasulle allo scopo di “cedere” la pensione di reversibilità futura contro un corrispettivo adesso. In certi ambienti gireranno già le quotazioni per l’operazione. Lo ripetiamo: una legge che il parlamento e la Presidenza della Repubblica hanno ritenuto costituzionale.

Noi Cittadini non possiamo che prenderne atto, il che però non vuol dire  che questa vittoria parlamentare della irragionevolezza debba costringerci a cambiare il nostro modo di pensare. Non possono costringerci fino a questo punto. Ne parliamo perché Filippo Errante, da sindaco di Corsico, dichiara al Corriere

«sono favorevole al rispetto dei diritti delle coppie omosessuali, tant’è vero che quando ero consigliere a Buccinasco fui tra i promotori del registro delle unioni civili. Ma il matrimonio è un’altra cosa e non mi si accusi di omofobia». E aggiunge che a Corsico «si potranno celebrare le unioni civili tra persone dello stesso sesso, anche se non sarò io a farlo. E neanche l’assessore Di Capua. Ci sono così tanti consiglieri comunali disponibili…»

Quelli che una volta si definivano progressisti (con in testa i sinistri, quelli della malattia infantile, che più sinistri non si può!!) gridano allo scandalo, accusano di atto eversivo e quanto di seguito. Lasciamo passare  che essere minoranza, secondo i canoni del teatrino partitico, richiede che si faccia ammuina. Sono minoranza a Corsico: dicono insulsaggini ma diciamo che fa parte del gioco (insulso anche questo).

Questi corsichesi accoliti progressisti con marchio di garanzia trovano l’appoggio convinto del… Presidente del Consiglio Comunale di Buccinasco. Che c’entra diranno i lettori? Non c’entra perché non è Sindaco, non si chiama Maiorano; forse ne avrà ricevuto la delega, ma questo non dice. Ecco il suo pensiero (su facebook):

Invito tutte le coppie di Corsico che desiderano unirsi civilmente e dovessero vedersi negato questo diritto a fare richiesta al Comune di Buccinasco dove saremo felici di celebrare questo atto d’amore riconosciuto come Legge dallo Stato. Per il resto, l’unico sentimento che prendo in considerazione per il sindaco dirimpettaio è la compassione.

Si è dimenticata che il sindaco (suo)  ha un mese fa dichiarato in Consiglio che il registro delle unioni civili istituito a Buccinasco (alternativo, non pari al matrimonio, sul presupposto che nessuna delle condizioni economiche dedicate a matrimonio e famiglia fosse applicabile; quella che Errante e anche la Presidente del Consiglio Comunale hanno votato), in quattro anni non ha ricevuto alcuna iscrizione.

Come sempre si gioca sull’equivoco: il rispetto per l’altrui libertà nasce dal presupposto che l’altro la medesima libertà riconosca. di pensiero, comunicazione, azione. Questo nostro rappresentante vorrebbe che la libertà di pensiero di Errante fosse soggetta alla legge… Se questo modo di pensare diventasse potere, ci troveremmo dritti nel mondo del pensiero unico. Cui seguirebbero i gulag per chi non si adeguasse.

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