Sistema parti/coop: da Stato di Diritto a giustizia “in armonia”

Da tempo Città Ideale un dubbio se lo poneva, in modo crescente. Esposti diversi inoltrati a chi di dovere che vengono a conoscenza degli amministratori o loro entourage, tempo un giorno o due. Una volta può succedere; allora si percorre un’altra strada; con lo stesso risultato. La questione cambia quando il destinatario è, diciamo così, fuori dell’ordinario e del territorio.

Allora, prima che la notizia arrivi ci vule un po’ di tempo, ma poi si torna nella norma: chi è interessato viene a sapere.  Si cerca di metterci una pezza, in qualche modo, purché resti una dimostrazione di buona volontà (dopo anni di dimenticanza). Abituati a prendere atto della realtà, se ne prende atto.  Però si archivia e si ridispongono le carte, cercando di mettere a posto i tasselli, di sistema il puzzle perché la faccenda diventi chiara.

Prima o poi alla fine si riuscirà a mettere a fuoco il tutto, magari anche mettendoci nome e cognome, funzione, ruolo, meccanismi di contatto e quanto segue. Come sempre si ragiona e si deduce. Non sempre per informare di qualcosa è necessario un contatto diretto. Basta convocare qualcuno e fargli conoscere quant obasta per essere ragionevolmente sicuri che chi si vuole informare, venga a sapere. Senza sporcarsi le mani.

Queste sono ipotesi, naturalmente, che con la realtà hanno solo un gioco di incastri nel succedersi dei fatti. Poi però capita di leggere un libro che racconta certe cose: che quasi formano un incastro sui metodi. In generale, ma aiutano a far quadrare l’insieme. Il potere ha dalla sua molte armi, ma ha una debolezza: l’esercizio, del potere, non è cosa che può farsi senza che nulla si venga a sapere.

Il procuratore è sostenitore della continua interlocuzione tra procura e altre istituzioni, e durante il mandato procede con archiviazioni a raffica, a cui dice di far seguire una “lettera” indirizzata agli enti pubblici: fare meglio la volta successiva. Una bizzarra procedura mai sentita. La sua procura si è anche guadagnata il nomignolo di “porto delle nebbie” per via delle archiviazioni nei confronti delle amministrazioni Pds-DS-PD.

Un attimo prima di andare in pensione, Enrico Di Nicola ha messo il PM Enrico Cieri a capo di un pool che si occupa d iterrorismo e pubblica amministrazione perché come lui stesso afferma, “ha cercato la stessa armonia che cercavo io”.

….. L’ex capo della Procura di Bologna e fondatore di una delle principali correnti della magistratura italiana sostiene che non ci sia una separazione tra potere politico e potere giudiziario. E quando qualcosa “non funziona” nella pubblica amministrazione lui manda “delle lettere”. Ma il magistrat odovrebbe essere una sentinella della legge, non qualcosa di diverso. …. La giustizia è prima di tutto collocazione politica ….. (pag. 200 e seg. di COOP CONNECTION: l’”armonia” tra magistratura e potere politico)

Viene da pensare di fronte a questa descrizione (sempre documentata) di Antonio Amorosi. Perché un procuratore al momento della pensione (non prima, mentre esercita, si badi) se ne esca con affermazioni di questo tipo il motivo può essere uno solo: autoinformare lui del suo procedere, nel modo che ritiene più acconcio. Se uscissero in seguito potrebbe andare nei guai; e guai seri.

Non solo: questo modo di agire (del Procuratore capo di Bologna) è rendere ufficiale un modus operandi rivolto anche a tutto il sistema  che ha il compito di tutelare e rendere certa legge e procedure: agenti, ufficiali e responsabili del sistema inquirente. Un viatico e un indirizzo: invece di perseguire, nel caso di politici, mandate avvisi a chi potrebbe averne dei guai. Che gli accadimenti di cui si parla all’inizio siano da inquadrare entro questo modo d’agire?

Quel che appare evidente, potremmo dire pacifico, è una salvaguardia verso i detentori del potere (nazionale e locale) posti in qualche modo fuori dalle leggi, come lo era il Re dello stato assolutista fino al Settecento. Corsi e ricorsi ci ammoniva Giambattista Vico; siamo portati a dargli ragione. Tuttavia questo sistema è marcio dentro, potrà trascinarsi ancora, non sappiamo per quanto tempo, ma è destinato a implodere: toccherà ai Cittadini rimboccarsi le maniche e ricominciare. Domani sarà un nuovo giorno; faticoso, con problemi ma radioso, perché dal marcio si uscirà.

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