Illuminazione negli enti locali: CDP illustra le inefficienze (anche di Buccinasco)

La situazione generale su scala nazionale, relativa all’argomento illuminazione pubblica, certifica inefficienza, incapacità, con lo spreco di risorse che ne conseguono. In definitiva un disastro al quale si deve mettere mano, farlo in tempi solleciti e con modalità il più possibile standardizzate. Buccinasco in questo contesto non si distingue, siamo immersi mani e piedi nel mare di inefficienza, che costa al paese 2miliardi l’anno.

Il rapporto di CDP dell’Agosto 2016, di cui abbiamo già accennato, va letto da tutti gli interessati e valiutato con grande attenzione (pagine 32 – 40: VEDI). Deve essere fatto proprio (metabolizzato) da amministratori e forze locali, fatto conoscere ai Cittadini perché partecipino, individuando il modo corretto e efficace di procedere perché si arrivi presto alla sua realizzazione.

La fotografia che emerge da quanto descrive il rapporto CDP fa venire alla mente il problema già individuato ormai tre anni fa da Cottarelli (dopo qualche mese messo alla spending review, e altrettanti pochi mesi perché da Renzi venisse messo fuori): lui stimava in almeno un miliardo l’anno lo spreco di risorse. CDP arriva a stimarne il doppio e anche oltre.

In Italia, l’illuminazione pubblica è caratterizzata da

  • impianti non tutti a norma, vetusti, non efficienti dal punto di vista energetico, funzionale e prestazionale.
  • Risulta, inoltre, approssimativa la quantificazione della massa critica del settore,
  • mentre la gestione degli impianti e del servizio contempla una pluralità di modelli, strumenti, linee guida,
  • norme che differiscono da ente territoriale a ente territoriale,
  • impedendo un’auspicabile convergenza verso standard comuni.

……………..circa 2 milioni di pali ad oggi non sono di proprietà dell’Ente locale di riferimento, circostanza che confligge con la normativa vigente e rende complicata la programmazione degli interventi di efficientamento energetico

Il consumo annuo pro capite per illuminazione pubblica in Italia risulta pari a 107 kWh, più del doppio della Germania (50 KWh) e della Gran Bretagna (42KWh) e un terzo in più della Francia (80KWh).

in Italia la sorgente più impiegata per illuminare è la lampada da 150 W, mentre oltre il 50% delle strade potrebbe essere illuminato con sorgenti da soli 70 W (nel rispetto di norme e leggi di settore), come in altri Paesi

Buccinasco ha tutti i problemi descritti, come la proprietà all’ENEL di una rilevante quantità di pali d’illuminazione, che ci sono costati e costano tuttora, uno sproposito di canone di locazione¸che  bisognerà contrattare a muso duro per il riscatto. Il comune, fatto il piano previsto dalla legge, finora è fermo agli “indirizzi”. Intanto il tempo passa e noi paghiamo circa 600mila euro l’anno per un’illuminazione che spreca e funziona male.

Ricordiamo ancora la proposta a suo tempo venuta dalla minoranza (Luigi Iocca) perché intanto si adottasse un affidamento di alcune areee e tipologie affidate a terzi con un servizio integrato, che avrebbero consentito da subito un risparmio consistente. Mettere a confronto e far competere operatori diversi fa venire l’orticaria ai nostri statalisti….  Che hanno negato la possibilità.

Questo è uno dei problemi che abbiamo da affrontare, con la nuova amministrazione, non secondario. Non escludendo un confronto serio, anche duro, con il monopolista fornitore a cui si deve impugnare un contratto mal fatto (pagamento flat, indipendente dal consumo effettivo) e ancor peggio erogato. Bisogna cambiar davvero metodo e musica. Se poi a dircelo è la società pubblica deputata a tenere i conti della finanza locale….

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