LEGA COOP MPS, PARTITOCRAZIA FUORI MERCATO (e legge?)

Che il sistema Lega coop (più le altre di espressione sindacale), MPS, Unipol e politica (sinistra in grande prevalenza, ma non solo) sia un tutt’uno intorcicato, tale da rappresentare nella sostanza il nocciolo duro entro il quale si cuoce la ripartizione degli affari pubblici, delle migliaia di appalti, con il “morto” al tavolo: l’antistato. Entro questo insieme avviene la ripartizione e il condizionamento reciproco.

Questa è la “politica” nel nostro paese… quella concreta. Se si mettono in fila le coop e gli appalti, anche prendendo le notizie quando vengono sui giornali, che raccontano gli interventi della magistratura, la sequenza fa concludere che il sistema è fatto così.

In passato il sistema ha avuto quale apice la segreteria del PCI (o di come poi è andato chiamandosi); nel mondo delle coop le nomine erano politiche; decideva il partito, che così sceglieva anche chi cooptare entro la segreteria allargata, quella che conta.  Il partito da ormai quindici anni ha perso questo potere. Adesso il mondo coop ha amministratori che formano il nocciolo del potere; i politici sono condizionati: loro sottoposti o giù di lì.

Premessa che viene da un libro da poco uscito che scandaglia il fenomeno coop; giornalismo d’inchiesta documentato, informato. I numeri hanno una forza intrinseca, che convince. Ciò di cui parliamo ne è una conseguenza particolare che lega il rapporto del mondo coop con MPS; Sheakespeare fa dire ad Amleto, che riflette sulla casa regnante di Danimarca (ma si può ipotizzare Londra): “c’è del marcio in Danimarca”. I contenuti sono di questo tipo…e li andiamo a raccontare.

Cominciamo con una notizia presa dall’inchiesta giornalistica: le coop “hanno investito 2,1 miliardi in obbligazioni: su Unipol (praticamente in casa) e su… MPS, da cui poi sono uscite”. Forse dovrebbero far sapere come “sono uscite”: rimborso anticipato di MPS? Riacquisto di MPS che ha rivenduto a risparmiatori (lasciando loro le perdite)? Collocamento sul mercato mobiliare? Magari comprate da Cassa Depositi e Prestiti? Insomma si può andare da profili di opportunità impropria, qualcosa di simile a:  conflitto di interesse, o peggio bancarotta preferenziale.

Perché si deve sapere che le coop della grande distribuzione, che fatturano 5,2 miliardi, fanno reddito con il “prestito sociale”: vuol dire che il supermercato fa da banca. 11 miliardi di depositi dai soci coop. le quali investono su  strutture finanziarie amiche, da cui ricavano reddito, meno tassato perché coop.  Sono sul mercato in modo improprio: meno efficienti della concorrenza, si accreditano per la loro funzione sociale (diventato famoso lo studio Mediobanca sul sistema coop, che legge i bilanci).

Poi arriva la ciliegina sulla torta, di questi pastrocchi politica/banche a gestione partitica/coop.  Coop Centro Italia chiede danni a MPS (e Consob) per… 132 milioni di euro. Perché? Ha acquistato azioni MPS che si sono svalutate, praticamente a zero (VEDI). Siamo matti? MPS è società quotata, le azioni si comprano sul mercato e si possono vendere in qualsiasi momento sul mercato. Non lo ha fatto; avrà avuto le sue ragioni e i suoi interessi. Pretende adesso che a pagare sia lo Stato (cioè noi)?

Non basta però: perché Coop Centro Italia, come spiega Fabio Pavesi nell’articolo, contemporaneamente ha ricevuto prestiti da MPS per quasi 80 milioni…. Probabilmente (ma questa è ipotesi di Città Ideale) guadagnando sullo spread interessi attivi/passivi. A coordinare e oliare queste operazioni, è la cupola sovrastante che interpreta gli interessi comuni dei soggetti in causa (partiti, coop, banche pubbliche, ecc.).

La cupola di fatto stabilisce chi e quanto deve guadagnare, di tutti i commensali seduti alla tavola. Se vi sono perdite agisce per modo che siano coperte con danaro pubblico, girando fra enti, appalti, società pubbliche (più o meno). Questa è la gestione della cupola, l’insieme degli interessi da oligopolio, dal collante fortissimo. Il sistema coop ne è partecipe.

Bene che si sappia, che sia chiaro cosa non viene detto ma questa è la struttura reale del far politica/economia con l’uso di danaro pubblico (o quasi, come quello della banca). Le motivazioni di fondo dell’agire sono queste. La sovrastruttura (usiamo pure il criterio marxiano, che viene a proposito) è quella che viene venduta e raccontata ai milioni di soci coop: la “finalità sociale”…. Una favola che copre come un velo cosa se ne fa di quei soldi. Finita la finanza facile, questi sono periodi da cui si può uscire con le ossa rotte (saranno loro, i soci dei prestiti sociali a rimanere alla fine con un mucchio di foglie secche).

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 15 agosto 2016 13:34

    Discorso fatto altre volte (VEDI), ma sempre attuale: un conto potrebbero essere, al limite (perché gli “abusi” sono molteplici anche in quei casi), le piccole cooperative, ben altro colossi con fatturati a nove zeri! Eppure godono delle stesse identiche agevolazioni, anzi anche peggio visto che, grazie alla dimensione, riescono a sfruttare in toto le numerose agevolazioni previste, spesso non alla portata delle realtà più piccole.

    Quale finalità sociale può avere l’investimento in azioni di una banca quotata?
    O si tratta di un’operazione di breve periodo, volgarmente detta una speculazione (fare i raider di borsa è un’operazione socialmente meritoria che richiede agevolazioni normative e fiscali?),
    o fa parte di un progetto di lungo periodo.

    In tal caso la domanda sorge spontanea: perché una banca quotata il cui obiettivo è il profitto (come tutte le società) e non, al limite, una banca di credito cooperativo?

    Mistero gaudioso in un Paese che da sempre ha l’infausta tendenza a privatizzare i profitti e socializzare le perdite (perché, come diceva con candida innocenza il bimbo ne La guerra dei bottoni: “se lo sapevo non avrei venuto” VEDI).

    Un mondo che andrebbe radicalmente riformato, ma essendo un enorme bacino di consenso e di potere, nessuno osa metterci mano.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 15 agosto 2016 17:06

    La questione che emerge con queste pretese che descrive ilsole24ore,
    analisi che evitano sentenze ma descrivono mentalità, pretese e collegamenti banca/partiti/sistema coop

    Una serie di meccanismi che agevolano un sistema teoricamente basato sul “sociale”
    di fatto trasformato in gestioni ben poco economiche,
    rette da meccanismi che fanno fluire danari pubblici al sistema….

    Penalizzano il mercato, l’economia corretta che compete,,, privata dell’equilibrio,
    che confligge con privilegiati e protetti.
    A danno del paese, dello sviluppo…

    buon ferragosto

    RE Q

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