Buccinasco, lavanderie di danaro e corruzione. COSA FARE

Perché i danari di provenienza oscura (originata da reati vari) se immessi nell’economia reale non vanno bene? Domanda che ritorna a livelli pratici, in una condizione perdurante di stagnazione se non recessione, nella quale i capitali scarseggiano. Se arrivano soldi a far girare l’economia che siano i benvenuti, comunque.

Non  e così facile, né semplice. Gli effetti sarebbero devastanti. L’economia vera non si può costruire su capitali accumulati con il commercio internazionale di cocaina, sugli appalti a sconto tombandovi rifiuti industriali; sul mercato nero del lavoro fatto di clandestini, ecc. Il modo più efficace è non consentire a questo danaro di entrare a far parte del mercato legale: che riduce l’acqua al pesce dell’antistato: ne mette a rischio affari e futuro. 

Far uso di questi capitali apparentemente facili significa, al contrario, irrobustire l’antistato e la sua economia, renderlo più forte, fatto sempre più di proprietà immobiliari, d’imprese, di terreni, di magazzini, negozi, pubblici esercizi.  Mettere sul mercato legale questo danaro sanguinante significa fare consapevolmente il ladro che tiene aperto il sacco nel quale i compari mettono la refurtiva. Si tratta di una faccenda tremendamente seria, molto grave.

L’effetto di questo modo “moderno” dell’economia illegale è l’occupazione del territorio, graduale, progressiva, in zone a scacchi in funzione della penetrazione sul territorio, della sua diffusione. Facendo l’esempio a Buccinasco,  ci si può trovare che l’antistato nella sua composizione locale è il detentore delle quote prevalenti del settore immobiliare o commerciale, o di entrambi.  Inevitabile che l’economia locale ne sia compromessa, in qualche modo assoggettata: così gran parte della Comunità.

Questa situazione va conosciuta e fatta conoscere: si deve parlarne e non si può far finta che non esista. Il ritardo con cui Buccinasco ha fatto proprie le norme e le indicazioni al riguardo emanate dallo Stato, con una delibera di corsa fatta sull’urgenza di un’iniziativa pervenuta alla Commissione Parlamentare Antimafia, non depone in modo favorevole.

Siamo di fronte a un ritardo grave, dalle conseguenze che in questi anni si sono man mano diffuse. Si deve intervenire mediante appropriati supporti tecnici e competenze appropriate. Per conseguire la funzionalità del municipio nei termini richiesti dal decreto Ministeriale l’aria che si deve respirare entro la nostra Comunità deve essere sana, ossigenata, ricca di legalità vera: necessari investimenti in formazione diffusi: dalla scuola a tutti i livelli e categorie sociali, a cominciare dal fare impresa.

L’apparato municipale  che definiremmo “economia legale” deve essere pubblicizzato e fatto conoscere. Le aziende che si trovano nella condizione di aver necessità di capitali devono disporre di una Comunità attenta che sostiene e contribuisce a risolvere.  Le iniziative e le modalità che generano informative a Bankitalia devono essere spiegate e conosciute da tutti. La Comunità deve essere formata e informata.

Insomma, ci vuole un sistema serio che porti  questa cultura in ogni aspetto della vita comunitaria che può esservi coinvolto. Una condizione che richiede i suoi tempi ma soprattutto un impegno forte e deciso di un’amministrazione che davvero intenda fermare la palla di neve che sta scendendo dal monte man mano crescendo, aumentando di volume. Che rischierà di travolgere tutti, se non si interviene subito.

Con la segnalazione è tutto risolto? No, perché qualcosa passerà sempre, ma dalla partenza al decollo, le maglie potranno farsi meno larghe, più robuste, più fitte. L’antistato deve trovare una società civile consapevole (oggi non lo è!) che respinge il prendere e trafficare con danaro sporco. Danaro che dobbiamo riconoscere e rifiutarci di lavare.

Danaro  le cui origini, fin dai primi movimenti sulla Sila o negli altipiani della Bolivia, gronda sfruttamento vero, estremo.  Dal lavoro alla nutrita manovalanza di cui si fa uso per i servizi più orrendi e vergognosi fino ai milioni di vite sprecate, precocemente finite con le varie droghe: danaro che gronda sangue. In Municipio va istituita una task force preparata.

Venuta è l’ora che di questo di parli, si dibatta, si informi; si faccia formazione autentica. Questa è la legalità di cui oggi Buccinasco ha estremo bisogno per uscire dal tunnel in cui è infilata. Solo così, solo dopo, potremo con maggiore credibilità affermare che qui a Buccinasco la ‘ndrangheta ha perso. Oggi non è così: la ‘ndrangheta è economicamente vincente e traffica impunemente, poggiata su norme e comportamenti, assenze o disattenzioni anche pubbliche,  che sostanzialmente l’alimentano.

DAVVERO CHI AMMINISTRA NON NE SA NULLA?
NON SA O TROVA COMODO FAR FINTA DI NON SAPERE?
POTRA’ AFFRONTARLA SOLAMENTE
UNA GESTIONE ATTIVA DEI CITTADINI

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