Buccinasco: notizie che sarebbero utili, nel bilancio e per i Cittadini

Da un articolo de ilsole24ore di ieri apprendiamo alcune cose che fa bene avere dall’Istat, per una volta, in questo lungo periodo di vacche magre che tormenta il paese (VEDI). Con velocità da tartaruga, e soprattutto non per iniziativa politica ma per gli sviluppi informatici di Bankitalia, è stato istituito e messo in linea un sistema che riguarda tutto l’insieme di pagamenti e incassi della P.A., un sistema denominato SIOPE.

I lettori capiranno subito quale miniera di dati possono tornare utili con vari insiemi di enti, di tempi e di tipologie, che permettono un ricongnizione e informazione compiuta circa lo stato del paese nelle sue diverse articolazioni. L’articolo de ilsole ce ne da un esempio molto interessante nella tabella allegata che mette a fuoco le multe e gli incassi 2016, al 30 Giugno (VEDI).

Impariamo al volo (apprendiamo)  che il Nord Italia funziona meglio, raccoglie soldi per i relativi enti. Insomma sta in piedi. Milano ha un “tassa” in multe pari a 80 euro per ogni patente residente. I lettori vadano a vedere l’elenco delle città che raccolgono meno di 10 euro per patente. Siccome non è pensabile che a Milano gli automobilisti siano 8 volte meno disciplinati di Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria, la conclusione che si può trarre è evidente.

L’Italia è divisa in due non da chi ne chiede la separazione, la maggiore autonomia, ma da questa gestione partitocratica che scambia illeciti e regalini contro voti. I numeri è bene che siano fatti conoscere, che si sappiano. Più ne siamo coscienti, maggiore sarà l’impegno perché vengano modificati. Cittadini informati e amministrazione trasparente, vuol dire minore corruzione politica.

Adesso giriamola su Buccinasco questa analisi, già che siamo sul tema, parliamo della Polizia Locale. Mettiamo anche a Buccinasco in fila, negli ultimi cinque anni, le multe emanate, quelle incassate, quelle da recuperare. Ordiniamo le multe per tipologia di infrazione, per orario della rilevazione o del sinistro, per via, direttrice o isolato.

Avremmo la storia delle vie e delle situazioni più a rischio; i luoghi su cui intervenire con provvedimenti viabilistici, basati non su impressioni ma su dati sicuri, comprovati. Saremmo in grado di vedere l’efficacia delle decisioni prese, se sia il caso di modificale, migliorandole. Vedremmo in particolare le ragioni dei mancati incassi….

Perché è da presumere che, più che per cattiva volontà dei Cittadini, gli incassi che mancano sono dovuti a “indulgenza”. A casi di amici, di potenziali votanti domani, o cose del genere. Il solo dover pubblicare i dati porterebbe a ridurre questo fenomeno. Che significa una presumibile riduzione di mercimonio nei voti. Non l’unica, ma è importante per l’esempio che si darebbe su altri settori e situazioni.

Il bilancio è la fonte che fotografa, che deve fotografare e rendicontare  ai Cittadini sulla efficacia e qualità degli interventi. Quanto miglioriamo, non a parole come piace al sindaco fermarsi, ma su numeri concreti, effettivi, reali. Insomma, la trasparenza, l’informazione diffusa, non è slogan teorico. Rappresenta la base su cui costruire una democrazia partecipata, con l’adesione condivisa al sistema.

OGGI SIAMO ALL’OPPOSTO
BASATO SU DISINFORMAZIONE E OSCURITÀ
CAMBIAMO METODO
COSTRUIAMO UNA COMUNITÀ
INFORMATA, PARTECIPATA, CONDIVISA
PERCHÉ SIA COESA, FORMI UN INSIEME
NEL QUALE TUTTI CI SI RICONOSCA

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 11 novembre 2016 14:08

    L’impressione è che le multe più che svolgere una funzione di deterrente così da avere una circolazione stradale più sicura, siano utilizzate per fare cassa e Milano, ahimè, temo ne sia un esempio lampante.

    Viviamo in una situazione di ipertrofia normativa dove la violazione delle norme, per indole o per necessità, è pressoché all’ordine del giorno e per la maggior parte del tempo viene tranquillamente ignorata dalle forze dell’ordine.

    Sarebbe preferibile avere poche norme, chiare, essenziali e, soprattutto, fatte rispettare con costanza invece che averne migliaia, confuse, inutili e, purtroppo, non fatte rispettare se non sporadicamente, cosa che permea la sanzione di quel senso di ingiustizia – perché proprio a me, quando lo fanno sempre tutti senza conseguenze? Perché qui sì e là no? E via dicendo – che invece non dovrebbe avere.

    Qualcuno potrebbe pensare che esageri, ma non è così. Un banale esempio. Dal C.d.S., art. 158 “Divieto di fermata e di sosta dei veicoli”:
    1. La fermata e la sosta sono vietate:
    f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;

    h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

    2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:
    d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza (1);

    Fate un giro a Milano e contate i veicoli che non rispettano tali disposizioni (migliaia), oppure quanti veicoli sostano sul marciapiede nelle sere in cui c’è il lavaggio strade, infrazione oggi meno diffusa in quanto in molti casi non è più necessario rimuovere il veicolo, ma fino a qualche anno fa era la regola, d’altra parte dove avrebbero potuto parcheggiare altrimenti?
    Solo che la “legge” non prevede eccezioni!

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 11 novembre 2016 14:49

    Le troppe norme sono un espediente che permette a chi
    pro tempore gestisce il potere
    oppure ne ha l’incarico,
    di agire con la discrezionalità del momento.

    Modalità che è la madre della corruzione
    del favoritismo, che riporta la legge alla volontà del potere..

    già i latini (Tacito) avevano ben chiaro il concetto:

    Corruptissima re publica plurimae leges

    la descrizione di Miserabile di Montecristo attesta il concetto duemila duecento anni dopo….

    buona giornata

    RE Q
 
 

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