CITTADINI CHE PRENDONO IN MANO IL LORO DESTINO

Ormai non si è distanti dall’impegno elettorale per il rinnovo della nostra amministrazione. Sono molti i Cittadini intenzionati a agire in autonomia, fuori dai partiti.  Intenzionati a mettere da parte una buona dose delle deleghe oggi esagerate, per un modo nuovo, diretto e informato (il real time oggi è fra le possibilità concrete) del far politica. La possibilità di prendere in mano davvero il loro destino, finite le intermediazioni ideologiche.

Lo strumento che viene naturale sono le liste civiche, gruppi di Cittadini che si uniscono in un progetto, anche in un programma.  Non per appropriarsi della delega ma per servire i Cittadini che li hanno nominati. Esperienze già avute e viste, anche a Buccinasco. Con qualcosa di nuovo che ne è venuto ma anche denotando limiti più o meno personalistici. In particolare Città Ideale ha nel tempo misurato gli aspetti migliorabili della scelta fatta nel 2012.

Su tutto la convinzione di una scelta non proprio adeguata  quella di affidare l’incarico di Coalizione Civica a un politico apprezzabile personalmente, che però ha denotato distacco e assenza dalle problematiche locali, dalla vita di Comunità. L’esperienza parlamentare è certo un valore ma nel caso si è anche dimostrato un limite, una sorta di lente a rovescio: il cannocchiale nazionale per vedere le cose vicine.

Vediamo allora, adesso, la condizione di Liste Civiche dal lato dei Cittadini, cercando di cogliere quali possono essere i punti deboli e soprattutto individuare i passi necessari per far diventare la proposta un punto di forza, una credibilità personale, certo. Che però deve trovare nel metodo di proposta la garanzia delle scelte e dei comportamenti al Cittadino che vota.

I Cittadini sono di fronte a un cambiamento: stiamo parlando sempre di elezioni locali, la nostra Comunità. La scelta di un partito nazionale per il Cittadino ha in passato dato apparenti sicurezze di orientamento. L’ideologia, la collocazione economica e di metodo del partito nazionale, per come propagandata,  ha  dato l’impressione (dimostratasi ottimistica) di una politica locale corrispondente. Semplificando: il voto a sinistra difende i lavoratori, quello a destra è il voto di chi fa impresa, dei ricchi.

Chiunque oggi può capire che questo schema non vale più: destra e sinistra sono sempre più mélange, non sono appartenenza, non danno sicurezza. Dipende dalle persone ma anche dai raggruppamenti locali. Soprattutto pesa molto di più la capacità manageriale: si è capito che il conflitto di classe (che in passato pagava, o almeno si era convinti di ciò), adesso no: un mediocre resta mediocre e fa danni. Li fa alla Comunità e alle persone: si vive peggio e le spese recano danni a tutti (oltre alle maggiori tasse).

Passare a un lista civica comporta per il Cittadino l’esigenza di avere risposte certe riguardo a una serie di elementi (fra gli altri):

  1. L’affidabilità e credibilità del candidato sindaco;
  2. La qualità della squadra
  3. Il programma serio, con i numeri e i tempi; credibile
  4. Le scelte e le alleanze (a cominciare dal ballottaggio eventuale)

L’elemento che colpisce, pensiamo che diversi lettori concorderanno, a prima vista potrebbe essere il quarto. La lista civica, di fronte a un ballottaggio cosa farà? Una domanda legittima alla quale deve essere data una risposta; prima del voto, sia chiaro. La lista civica (se davvero è tale) non è un partito e non si appropria del voto per fare quel che vuole.

Non è l’unico elemento ma basta questo esempio per comprendere quanto sia importante che le liste civiche vere, autentiche, non le cosiddette liste civetta inventate dai partiti (che sembrano vergognarsi di mettersi lì col loro simbolo, direttamente); le liste civiche è opportuno che si preparino con una carta comune nella quale si impegnano sul programma, sui comportamenti, sulle scelte future.

Devono rispondere sempre ai Cittadini elettori, che hanno votato la lista e sono i veri azionisti della lista civica. Occorre individuare le modalità opportune e condivise fra le liste, con una carta che contenga una autoregolazione comune. La fiducia dei Cittadini si ottiene con la trasparenza e la linearità, la sincerità nel rapportarsi con la Comunità e i singoli. Se non sono disposti a sottoscrivere una carta comune degli impegni, non sono liste civiche ma altro.

Un tema sul quale Città Ideale è impegnata fin d’ora con proposte e incontri perché la Comunità cresca e si autogestisca. Proviamo a mettere da parte i vecchi sistemi del far politica. i Cittadini sono adulti e possono far bene, molto bene. Dobbiamo dare ai Cittadini gli strumenti e possibilità di scelte chiare e credibili.

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