Buccinasco: elezioni e programmi, facciamo che diventino una cosa seria

Con questa riflessione intendiamo proporre un metodo circa i temi, ma soprattutto modi e contenuti, perché i Cittadini siano informati davvero su quanto aspettarsi dai diversi proponenti.  Città Ideale ci prova: Cittadini informati in modo chiaro, esclusi gli slogan a vuoto dal contenuto demagogico,  sarebbero da base per una democrazia più consapevole, in grado di esprimere scelte più convinte, più utili o se si vuole meno improvvisate. Più demorazia sostanziale e meno danni nella gestione.

Scriviamo con in mente il referendum inglese: una democrazia che già nel Settecento (1750)  vedeva la demagogia e il marciume della politica elettorale messo ferocemente alla berlina da William Hogarth (L’immagine di questo articolo e una delle quattro opere sul tema “elezioni”), di questo ci sembra utile riportarne la descrizione (frammentiarte.it):

Sulla porta dell’osteria in primo piano, la padrona sta contando le monete, …… Dietro di essa, oltre lo stipite, un granatiere sta controllando con vistosa avidità il denaro sull’ampio grembiule della donna. Più oltre appaiono un venditore ambulante ebreo (seduto) che vuole piazzare la propria mercanzia a un candidato del “Vecchio interesse” che – già molto deciso – intende farne dono alle due donne affacciate al balcone del primo piano, mentre un facchino gli sta recapitando due colli …….., facendogli avere anche un biglietto con il nome del destinatario (“To Tim Partitool Esq.”).

Al centro, un fattore appena arrivato dalla campagna che viene conteso fra i gestori delle due osterie che gli offrono danaro; il furbo agricoltore accetta la somma da entrambi i padroni, insieme ai biglietti, validi per un opulento pranzo (”Your Company to Dine at the Royal Oak” e “Your Company to Dine at the Crown”).

Nella zona di destra, sul banco della birreria, un calzolaio presta attenzione alle parole di un barbiere, che, servendosi d’una lunga pipa piegata – probabilmente rotta – e d’un grosso boccale in cui si legge “John Hill at the Porto Bello”, …..

Nel telone elettorale che, come abbiamo accennato, copre parte dell’insegna dell’osteria, appare un carro (“Oxford”) dinanzi al ministero del Tesoro, su cui si caricano sacchi colmi di danaro, ……(gli edifici del telone elettorale furono disegnati da W. Kent, un forte antagonista di Hogarth, che il nostro artista associa in tal modo alla corruzione negli organi di governo). …..

L’osteria della Corona, che appena si scorge nel fondo, sta subendo invece una vera e propria invasione di dimostranti, verso i quali un uomo affacciato dalla finestra del primo piano spara colpi di fucile; alcuni manifestanti sono riusciti ad attaccare una fune all’insegna, ove si legge “The Excise Office” (l’ufficio delle imposte:….). Un conservatore, arrivato fin sopra il palo orizzontale dell’insegna lo sta segando, senza però rendersi conto di trovarsi sulla parte destinata alla caduta.

Era ancora da venire la rivoluzione americana, la prima repubblica (1783); seguita da quella francese (1789). La descrizione che viene fatta oggi del suffragio universale proprio in quel paese, per come i media e politici hanno portato avanti temi insulsi, demagogici e sbagliati: non un giudizio sull’esito, ma pesante limita del far politica. Il limite della Democrazia sta in questo uso demagogico e artificioso della comunicazione, per ottenere un consenso “di pancia”, che nulla ha a che vedere con la logica e l’interesse del paese, del Bene Comune.

Vogliamo allora iniziare ad affrontare il problema cercando di definire un’autoregolamentazione dei partecipanti. Buone pratiche nel proporre e illustrare il proprio programma seguendo principi etici cui attenersi? Proprio impossibile individuare un percorso finalmente nobile del far politica? che si impegni a informare e far crescere la qualità del dibattito, la chiarezza sui contenuti, i risultati che ci si ripromette; le risorse dove si vanno a reperire?

Sembrerà quasi utopico, ma questo a Città Ideale appare un passaggio obbligato di crescita del nuovo far democrazia che coinvolga i Cittadini. Dovrebbe essere, deve diventare del Paese, di tutti i paesi. Un regolamento e un sistema democratico che abbia le sue regole, che insegni i Cittadini a respingere, gettare nel cestino la demagogia. Le promesse più o meno fantasiose senza indicare costi e dove prendere i danari (appena sentite dai candidati nelle elezioni di Milano).

Le sparate generiche che stimolano l’emozione, che rifiutano e allontanano la ragione, per accalappiare consensi superficiali quanto errati, facendo del sistema elettorale, della democrazia, un agire distorto, poco pulito, simile a proposte truffaldine. Cominciamo a ragionarci pensando alla nostra Comunità di Buccinasco. Davvero così utopico? tanto è distante dal modo consolidato degli aspetti meno nobili del far politica?

Eppure questo sistema deve cambiare, deve crescere e diventare finalmente una cosa seria. Ne va del nostro diretto interesse di Cittadini. Invitiamo chi fosse interessato a un confronto sui principi  che deve avere un agire condiviso che indichi obiettivi della comunicazione, ciò che deve essere parte obbligata dell’informazione, ciò che non deve mancare, ciò che si deve evitare e deve essere condannato. Proviamoci, nell’interesse di tutta la Comunità.

INFORMAZIONE CORRETTA AI CITTADINI
BASE PER UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA AL BENE COMUNE
PER UNA DEMOCRAZIA CHE SIA DAVVERO TALE
CHE VEDA AL CENTRO LA VOLONTÀ POPOLARE

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  1. #1 scritto da Roberto DM il 26 giugno 2016 14:09

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 26 giugno 2016 17:33

    Buona sera ROBERTO,

    faccio fatica a cogliere il legame fra l’articolo e quanto ci riproponi
    (cosa di otto anni fa, mandato Cereda in corso, che riguarda il processo Cerberus e i condizionamenti alla giunta Carbonera)

    ne è passata di acqua sotto i ponti…
    dati e notizie sono state una rivoluzione circa i contenuti di allora.

    Qui si sta proponendo un metodo che informi i Cittadini,
    che autoregolamenti i comportamenti e i contenuti,
    che faccia conoscere i dettagli economici, concreti,
    dei programmi e la loro sostenibilità.

    Una base informativa rivolta a Cittadini,
    per una volta trattati da persone civili,
    capaci di valutare in proprio,
    che mette in gioco i programmi
    più che relazioni e proposte acchiappa voti.

    sembra un’utopia…. ma è la necessità di questo tempo

    per il bene della nostra comunità,
    del nostro paese, dei nostri figli

    RE Q

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