M4 e le elezioni che si avvicinano: fare pasticci quasi la regola

Visto un esito del quale poco gloriarsi, il nostro sindaco, con un comunicato sul tema  ecco che, sempre nel totale silenzio su come procedere, quali posizioni sostenere, come proporre una ipotesi credibile, quali sono gli orientamenti dei comuni coinvolti (oltre a Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone e Trezzano) se ne esce con un Comunicato dell’Ufficio Stampa Comuni Sud Ovest Milano (vero o da presumersi tale?).

Il sindaco, che si porta dietro il vice (non si sa a quale titolo, sembra solo per visibilità), sottoscrive (o fa sottoscrivere), il  ”comunicato” dall’ufficio stampa dei Comuni (che non sono 4 ma 16 e comprendono fra gli altri Assago, Abbiategrasso, Lacchiarella, Casarile…). Mah, chissà se questi comuni sono stati informati. Il comunicato, che quale luogo, prima della data indica: Sud Ovest Milano, non  dice.

L’incontro promosso da Maiorano, è avvenuto fra i quattro (VEDI) ciascuno con il suo spazio , nel quale ciascuno dice la sua: Maiorano vuole la fermata a Buccinasco, Bottero (Trezzano) gli sta bene il prolungamento ma sostiene un progetto che vada lungo l’asse della Nuova Vigevanese, soprattutto  il potenziamento della S9 (la ferrovia Mortara gestita da Trenord). Negri (Cesano Boscone) auspica che i comuni facciano massa critica…. Errante (Corsico), sottolinea l’esigenza di un trasporto veloce, contenendo i costi, ottimizzando linee, personale e strutture.

A parte l’azione politica del PD (che per Corsico si è appoggiata alla minoranza) per il resto i quattro sindaci (il vice di Buccinasco non si sa) hanno suonato quattro ipotesi diverse, quattro soluzioni in funzione di ciò che è a casa loro più logico e funzionale. Errante e Bottero hanno sottolineato l’importanza della integrazione con la ferrovia, che da San Cristoforo si innesta nella M4: l’ipotesi più semplice e meno costosa, che ha il difetto di non considerare la fermata a Buccinasco. Negri non ha spiegato….

Il sindaco Maiorano non se ne dà per inteso, pubblicando il comunicato de “ufficio Stampa Comuni Sud Ovest Milano” e parla di “valutare l’avvio” (attenti alle parole: non fare, ma valutare che si avvii) uno “studio di fattibilità” termine tecnico che nella pubblica amministrazione ha un significato preciso, stabilito dalle procedure del codice appalti, che deve contenere:

  • le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali, economico-finanziarie dei lavori da realizzare;
  • l’analisi delle possibili alternative rispetto alla soluzione realizzativa individuata;
  • la verifica della possibilità di realizzazione mediante i contratti di parternariato pubblico privato di cui all’art. 3, comma 15-ter, del Codice dei contratti pubblici;
  • l’analisi dello stato di fatto, nelle sue eventuali componenti architettoniche, geologiche, socio-economiche, amministrative;
  • la descrizione, ai fini della valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e della compatibilità paesaggistica dell’intervento, dei requisiti dell’opera da progettare, delle caratteristiche e dei collegamenti con il contesto nel quale l’intervento si inserisce, con particolare riferimento alla verifica dei vincoli ambientali, storici, archeologici, paesaggistici interferenti sulle aree o sugli immobili interessati dall’intervento, nonché l’individuazione delle misure idonee a salvaguardare la tutela ambientale e i valori culturali e paesaggistici.

Quindi, prima di valutare l’avvio, bisognerebbe che i quattro comuni (o i 16 del Sud Ovest Milano?) si incontrino, che valutino le alternative e arrivino a condividere un progetto condiviso (che dal comunicato si capisce benissimo che non c’è, anzi che si è lontanissimi). Raggiunto l’accordo i comuni affidano un incarico a… per realizzare uno “studio di fattibilità” di cui si ipotizzano costi per 250mila euro.

Pagato il progetto, con il cappello in mano, i sindaci vanno in Milano Metropolitana, Regione, ATM, MM, e quanti altri, presentando il progetto, che verrà messo in un contenitore con altrettanti progetti presentati da altri comuni, singoli o associati (si pensi alla rosa dei venti: Sud, Nord, Est. Questi enti superiori decideranno in base a loro criteri e priorità. Ove fosse deciso per il progetto Buccinasco, allora bisognerà pagare.

Due le considerazioni che si impongono:  come si fa a emettere comunicati sul nulla? Si: perché se non c’è una visione condivisa dei quattro sindaci, si sta parlando di aria fritta. Poi: vogliono impegnarsi i quattro sindaci, prima di presentare alla Città Metropolitana lo “studio di fattibilità” (se a questo mai si arriverà), alla cittadinanza rispettiva e fare un bel referendum che spieghi quanto costa, per quanto tempo dovremo pagare?

SCENEGGIATE PREELETTORALI
BASATE SUL NULLA
SU CUI STANNO GIÀ LITIGANDO FRA LORO
UN PO’ DI SERIETÀ NON GUASTEREBBE

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  1. #1 scritto da Adriano Carena il 25 giugno 2016 12:07

    Non si nega a nessuno, tanto meno a quattro sindaci, la possibilità di avere una bella discussione “con il direttore centrale dell’assessorato milanese e i tecnici di MM Spa”.
    Bene fa Città Ideale a distinguere tra realizzazioni fatte dall’amministrazione cittadina e
    iniziative dal sapore pre-elettorale,

    che hanno la consistenza di cui son fatti i sogni.

    I sogni non sono proibiti ed in qualche caso sono anche raccomandabili, purché si abbia chiara percezione della loro consistenza.
    Adriano Carena

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 25 giugno 2016 18:44

    In effetti Adriano, il problema non è l’aspirazione ad avere una fermata M4 a Buccinasco…
    chi a priori direbbe di no?

    la questione è proprio quella che descrivi:
    dare per possibili ipotesi che, per loro stessa descrizione,
    sono ancora nel mondo delle eventualità lontane…
    Non è proibito,

    è maldestro e di poco costrutto presentarle dando alla iniziativa dei nostri attuali pro tempore
    il merito di un incontro… prodromico di una realtà futura, quando sarà.

    Nostro compito è cercare di capire e spiegare;
    fa piacere che questo intento venga colto.

    buona serata e grazie

    RE Q

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