Rinnovabili e loro costi: gli errori non teniamoli sotto il tappeto

Che l’energia vada verso un futuro nel quale i fossili rappresentano una riserva da utilizzare con prudenza, sembra percorso obbligato. L’industrializzazione ha consentito crescita della ricchezza complessiva e individuale, aumento della popolazione da 1 a 7miliardi (e stiamo andando verso i 9). Non si può andare all’infinito così e le alternative vanno affrontate anche adesso.

Tuttavia il tema energia (e quello in generale del produrre e consumarne) non è di quelli che si risolvono con uno switch: sono cambiamenti che richiedono decenni e decenni, con un costante e continuo bilanciamento fra investimenti e sovraccosti. Occorre prudenza e misura, lasciando nel loro brodo i pasdaran della energia facile che risolve tutto, basta volerlo.

Città Ideale ritiene utile una riflessione che ci viene da Rolando Sorgenti, sulle scelte e le spese che consumano risorse contribuendo al nostro indebitamento, senza riguardo al sovraccosto energia che incide sulla competitività del sistema Italia, con la conseguenza di minor lavoro, crisi attuali e concrete delle generazioni più giovani. Meditiamo e cerchiamo di fare meglio: si può, senza anatemi verso l’energia da fossili.

” Come ha fatto l’Italia ad anticipare l’obiettivo FER 2020 (e a che costo)! “

Innanzi tutto è già molto sorprendente (e bisognerebbe davvero interrogarsi del perchè), l’Italia – che è normalmente in grave ritardo nel recepire le Direttive Ue – su questo costoso argomento, abbia davvero “bruciato” le tappe (oltre ad un mare di quattrini, prelevati peraltro dalle Bollette degli ignari consumatori elettrici!), arrivando a superare l’obiettivo già a fine 2014, quando il traaguardo era fissato al 2020 !!!!

Il tutto deriva da dati elaborati autorevolmente dal GSE (Organismo pubblico preposto alla contabilizzazione dei lauti incentivi e alla loro liquidazione ai “poveri” beneficiari). Da tale rapporto e quindi dall’articolo succitato emerge che il costo per kWh dell’elettricità prodotta dalla più pubblicizzate Fonti Rinnovabili: Fotovoltaico, Eolico e Biomasse Solide è a dir poco stravolgente:

- Eolico =                         93 Euro per MWh;
- Biomasse Solide = 133 Euro per MWh
- Fotovoltaico =          296 Euro per MWh ????!!!!!

E pensare che la propaganda (distorcente e fuorviante) normalmente dice che tali Fonti NON ci costano nulla, perchè ce le offre graziosamente la natura!  Per un opportuno confronto con le fonti convenzionali, la Borsa elettrica ha avuto in quel periodo prezzi dell’ordine dei 50-60 Euro per MWh; valori peraltro che già sono del 30% circa superiori a quelli della media Ue.
Non difficile quindi comprendere quanto tutto questo nuoce alla competitività del ns. sistema produttivo manifatturiero, notoriamente prevalentemente costituito da piccole e piccolissime imprese, che non beneficiano certo di prezzi agevolati, come talvolta la grande industria riesce ad ottenere. Poi si dice che l’economia in Italia NON riparte! Già, la demagogia e la fuorviante informazione contribuisce largamente a tale situazione!  Quantomeno verrebbe da dire: … “sapevatelo” !

  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 13 giugno 2016 20:08

    Intanto grazie Saccavini per l’attenzione a questo importante argomento,
    meriterebbe davvero un grande e sereno dibattito da parte della comunità in senso lato e con l’iniziativa
    - purtroppo davvero mancante – da parte del Governo.

    Infatti, sono davvero tanti i luoghi comuni che continuano ad essere cavalcati da quasi tutti, a partire dai politici di tutti gli schieramenti.
    Questo è chiaramente dovuto alla superficialità di analisi ed all’inadeguata comunicazione su questi temi che da circa 20 anni è stata alimentata nel Paese, a partire dalle lobby ambientaliste.

    Ma illudere il comune cittadino – non necessariamente sufficientemente esperto in materia ed opportunamente informato – che le Fonti cosiddette “Rinnovabili” (ed in particolare Solare fotovoltaico ed Eolico) siano davvero fonti “alternative”, è davvero alla radice di tale “disinformazione”.

    Infatti, causa la loro NON programmabilità, tali Fonti sono tutt’al più moderatamente “complementari”, perché dipendono da fattori esterni sui quali l’uomo non decide.

    Inoltre, per ovviare a tale “intermittenza” specifica, tali fonti necessitano di consistente “back-up”, vale a dire di impianti convenzionali (per es. a Carbone od a Gas) da tenere accesi ed al minimo tecnico, ma pronti ad intervenire quando il Sole ed il Vento decidono di non essere disponibili.

    Tutto questo per garantire che l’elettricità (quel volano fondamentale di benessere) sia sempre disponibile e prevenire costosi e molto dannosi “black-out”!
    Molti ricorderanno il problema della mancanza di elettricità che colpi l’Italia per un’intera giornata causa un evento imprevisto accaduto in Svizzera. Per fortuna quel “black-out” capitò nella notte tra Sabato e Domenica, quando molte aziende non sono operative e quindi i danni furono contenuti.

    Inoltre, il problema è anche di concreta sostenibilità anche economica, perché il costo degli incentivi riconosciuti per quanto scritto sopra, gravano sulle Bollette di noi consumatori italiani per circa 13 Miliardi di Euro ogni anno! Non poco, vero? E, soprattutto, quanti lo sanno?

    Ed a quel “piccolo” costo, vanno aggiunti i costi delle Centrali convenzionali che devono svolgere il compito di “back-up”. Infine, anche dal punto di vista ambientale, questo non è certo un vantaggio, perché tali impianti tenuti accesi al minimo tecnico, NON hanno certo i fattori di emissione di quando l’impianto funziona a pieno regime.

    (Per rendervene conto pensate al consumo ed alle emissioni quando teniamo le ns. autovettura in coda od a velocità di fermata e ripresa continua causa ingorghi!!!

    Parlarne con serenità e con corrette informazioni, quindi, farebbe solo bene a noi tutti ed al Paese in generale.

    Perché allora non farlo, cominciando magari anche dal territorio.

    Io invano ho chiesto alle ultime Amministrazioni di farlo, senza risposta !

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 13 giugno 2016 21:11

    Informare i Cittadini in modo pacato e concreto è uno dei compiti di Città Ideale.

    Occorre insistere, una goccia nel mare ma l’infomazione, il sapere le conseguenze e la realtà economica aiuta sempre…

    lo faremo ancora Sorgenti…

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Città Ideale il 13 giugno 2016 23:10

    Una cosa va ripetuta, relativa alle cifre:
    i numeri dei costi per megawattora (Mwh) nelle diverse fonti, sono di fonte certa poiché GSE è ente pubblico che dipende dal ministero dell’economia.
    Non sono i costi che vediamo in Bolletta, poiché le diverse incidenze di tasse, accise e IVA (anche sulle accise) non ci sono.

    Il contenuto dell’articolo trae forza e credibilità proprio dalle cifre, che da sole devono far riflettere:
    Il costo dell’energia da fossili in questo periodo è oscillato da 50 a 60 euro: un costo che è già del 30% superiore al costo medio europeo.
    Un carico da 15 a 20 euro di cui le imprese italiane devono farsi carico perdendo in competitività!

    In queste condizioni dovremmo comunque investire in ricerca per sviluppare le alternative: ricerca e sviluppo, mentre noi abbiamo soprattutto favorito installatori che hanno acquistato componenti dall’estero…
    Questo deve conoscersi, quando si deve trattare di come agire nella direzione giusta, quanto e come investire, quanto e in che tempi darsi obiettivi stando ben attenti ai costi (in coerenza con ciò che gli altri paesi a noi parametrabili sono orientati a fare)…

    Il buon senso, la ragione, non possono essere sostituiti da progetti che fanno astrazione dai numeri, dal rapporto costi/benefici

    RE Q

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