Assessore alla cultura in Consiglio e Materna Pubblica parificata

“dice quello che gli pare e non paga mai pegno”

La trasparenza (assente) di questa amministrazione va sottolineata: esempio di oscurità. Il Consiglio del 27 Aprile è stato trascritto e tenuto nel cassetto per un mese. Trascrizione consegnata ai Consiglieri il 25 Maggio, un mese dopo. Trascorso un mese, passati i commenti presi al volo, il testo vero, il vangelo del Consiglio, pensano che perda di attualità e non interessi più a nessuno. Quello che ha detto davvero il pubblico amministratore resta a futura memoria, nelle carte, senza una disanima ben fatta.

Questo modo strumentale di applicare le regole, in modo che servano il meno possibile ai Cittadini, non solo nella pubblicità degli atti, ogni volta ci offende:  per la presa in giro, per la spocchia con cui questi signori ci considerano. Per questo è utile sottolineare la strumentalità dei comportamenti.  Prendiamo allora lo scritto, letto in Consiglio dall’Assessore all’istruzione, sul tema della Scuola d’infanzia Pubblica Parificata:

……occorre tenere conto ….. del fatto che il costo del servizio scolastico a carico della finanza pubblica per ogni bambino iscritto alle scuole dell’infanzia statali del nostro territorio è pari a 3897 euro a fronte di un costo pro capite pari a 2279 euro, sempre a carico della finanza pubblica, di cui 1807 a carico del Comune per la materna Don Bianchi. La cifra del costo per le statali è stata stimata raccogliendo informazioni presso la direzione didattica della scuola e contiene gli stipendi degli insegnanti, compresi quelli di religione e di sostegno e del personale ATA. A questo si aggiunge il costo complessivo a carico del Comune.

Su queste cifre volevo fare un commento, perché su Facebook  – scusate se faccio sempre riferimento a quello, ma è un po’ la piazza virtuale – sono uscite delle cifre che non stanno né in cielo, né in terra; per cui uno va su Facebook, scrive quello che gli paga (pare, ndr) e non paga mai pegno. Questo signore che ha pubblicato questa roba su Facebook mi faccia un conteggio analitico, perché sennò uno può dire 6000, 7000, 9000, 14 mila, sparare cifre a casaccio e buonanotte ai suonatori.

Comunque non c’è problema, perché Facebook è quel posto dove tu spari qualunque sciocchezza e non trovi (non paghi, ndr) mai pegno e trovi perfino chi ti segue, una schiera di persone che ti vengono dietro e ti fanno anche l’applauso.

Non crediamo di essere noi la persona cui si rivolge l’Assessore, bensì un genitore che ha raccolto dati di riepilogo nazionale. Siccome ci identifichiamo con questo genitore, siccome i dati analitici sono a disposizione dell’Assessore ma costui non li ha elencati, non ha fornito la documentazione numerica delle voci da considerare, e addirittura chiede che siano forniti a lui (!?), abbiamo predisposto un prospetto con le voci (VEDI), prive di cifre, perché  lui le ha!

Lui, mentre i Cittadini non ne dispongono.  Provveda allora lui a mettercele e tracci il totale, facendo ciò che è suo dovere, prima di offendere i cittadini che non condividono le sue scelte. Gli forniamo in aiuto, qualche indicazione per una rappresentazione corretta:

UNO tolga dal costo della Pubblica parificata sostegni e contributi privati, dalla natura non pubblica, perché questo insieme nel costo pubblico non è parte;

DUE riguardo agli arredi prenda il costo attualizzato di cinque anni e ne faccia la media;  idem per le manutenzioni e sostituzioni;

TRE per gli immobili prenda il costo storico attualizzato  in un 25mo per anno; per le manutenzioni proceda con il medesimo criterio risalendo ad almeno 8 anni.

Aggiunga inoltre il costo del personale interno al Municipio dedicato alla scuola, ripartendolo pro quota. Consideri inoltre quanto altro è relativo alla scuola materna statale che nell’elenco non ci è venuto alla mente ma che molto probabilmente ancora c’è. Poi faccia il totale, quello vero, reale. I numeri non sono  opinioni politiche da Consiglio alla Buccinasco o da bar sport. Si accorgerà, della sua recita,  che facebook contiene aspetti molto più reali e corrispondenti al vero.

In alternativa potrà fare in modo perché, in futuro, queste sparate in libertà non ne faccia, le pensi nella sua concezione ideologica se vuole.  Oppure che non siano rese disponibili.  Le faccia sparire per i Cittadini, così avrà forse modo di evitare la non bella figura che Città Ideale oggi gli contesta.  I Cittadini non sono più,  da molto tempo, la  massa da imbonire con chiacchiere da Dulcamara.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 28 maggio 2016 10:51

    Facebook non funziona in maniera diversa dalla vita reale, anzi su facebook se uno dice una sciocchezza, e ce ne sono, ci saranno subito decine di persone a farglielo notare, con i loro messaggi che avranno la stessa portata del post originale.

    Nella vita reale, magari durante un Consiglio comunale (ne ho sentite diverse anche in quelli di Buccinasco e qui le abbiamo, nel tempo, via via stigmatizzate), uno può sparare castronerie impunemente e non c’è nessuno che possa intervenire in streaming a farle notare ai cittadini (si può scrivere un post o un articolo il giorno successivo, ma la portata non sempre è la stessa).

    Francamente non ho elementi per confutare i numeri proposti dall’Assessore (e di questo un amministrazione trasparente dovrebbe vergognarsi, ma a Buccinasco la trasparenza sembra sia solo uno slogan per la campagna elettorale),
    ma di norma quando vengono fornite delle cifre è sempre bene citare le fonti
    (spesso sono studi a livello nazionale, in altri casi semplici analisi di bilanci di altri Comuni)
    così da permettere un riscontro e una verifica della metodologia (perché si possono commettere errori di logica oltre che di calcolo).

    Se invece di sparare una cifra, modello ipse dixit (lo dico io che ho fatto i conti! Sicuro che siano giusti?),
    avesse pubblicato un documento esplicativo su come è arrivato a determinare quel numero
    (che potrebbe essere veritiero o smaccatamente falso in buona o mala fede),
    potremmo discutere nel merito dell’analisi,

    ma forse è proprio questo che non vogliono, ciò di cui hanno paura.

    RE Q
  2. #2 scritto da Napoleone Buonaparte il 28 maggio 2016 11:30

    L’assessore Arboit visto che ricopre una carica pubblica invece di pontificare con discorsi di cui non conosce il contenuto,

    ci spieghi con chi fa affari immobiliari, con chi ha fatto il rogito e/o il compromesso a vendere del terreno di sua moglie
    e quanto gli ha fruttato l’aumento di volumetria che la gentile amministrazione gli ha concesso,

    poi faccia un corsettino di economia applicata alla ragione ed al buon senso
    e solo dopo potrà parlare di numeri e soldi
    che se uno come lui non fa fatica a guadagnare
    difficilmente riesce a commentarli.

    Chiudo con una preghiera sul suo abbigliamento, le istituzioni non sono il circo Togni quindi quando rappresenta le istituzioni in qualunque luogo e funzione si vesta in modo decente e non da pagliaccio.

    RE Q
  3. #3 scritto da Città Ideale il 28 maggio 2016 21:38

    I dati dell’Assessore sono inconfutabili,

    il difetto sta all’origine:
    non c’è metodo, non c’è analisi,
    manca una descrizione dei criteri..

    proprio quello che Città Ideale propone…

    TRASPARENZA, TRASPARENZA, TRASPARENZA.

    Invece di prendersela con chi afferma cose diverse,
    attribuendo il motivo allo strumento facebook…
    si impegni a svolgere seriamente il suo ruolo!

    buona serata

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 28 maggio 2016 21:48

    Buona parte, fra le osservazioni connesse al suo ruolo,
    che in una amministrazione seria sarebbero questione primaria
    da risolvere e chiarire senza indugi
    (e invece fanno tutti finta di dormire)

    introduce un tema che nei paesi anglosassoni (e non solo)
    è considerato di funzione seria, connessa alla situazione,
    alla sede, all’evento.
    Il termine DRESS CODE
    definisce un codice che contribuisce a dare serietà
    alla funzione della persona,
    al luogo,
    al contenuto amministratore.

    Dovremmo imparare da un modo del fare politica
    che assegna importanza anche ad aspetti apparentemente minori,
    ma solo apparentemente.

    buona serata

    RE Q

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