Commissione speciale e Protocollo della Legalità: con un mese di ritardo ci fanno sapere

Il giorno 11 Maggio ci perviene il verbale della Commissione tenutasi il 13 Aprile! Più veloci della luce, più trasparenti di una pellicola nella camera oscura. Chissà perché un ritardo del genere… tanto più che proprio il giorno 11 il verbale stabilisce la seduta successiva. Se vien da pensare che la Commissione non vuole che i Cittadini dicano la loro in tempo utile, i nostri lettori cosa diranno?

A giustificare questa ipotesi potremmo pensare a qualche cambiamento intervenuto nel frattempo. Solo quindici giorni prima il sindaco ha voluto in Commissione sostenere che da suoi controlli presso l’ANCI, nessun comune ha adottato un Protocollo della Legalità.  Si passa dalla estrema difficoltà di un controllo sulle condizioni di conflitto d’interessi, sostenuta dal Segretario, a un ammorbidimento e tentativi di ipotesi soft.

Soprattutto dalla assoluta non previsione di sanzioni: in questo documento del 13 Aprile (VEDI) viene inserito il concetto della sanzionabilità. Città Ideale ha denunciato l’assenza di sanzioni il 15 Aprile (due giorni dopo), ma guarda casa apprendiamo 25 giorni dopo che il 13 Aprile il Segretario ha previsto norme sanzionatorie che prevedono “il divieto di nomina o l’obbligo all’esclusione dalla nomina” per chi agisce in qualcosa di simile al conflitto di interessi (annacquato rispetto alla definizione del T.U.E.L.).

Un gioco al ribasso: un colloquio a distanza nel quale Città Ideale fa da stimolo (mal sopportato o da non ammettere) mentre la Commissione aggiusta le posizioni iniziali cercando di recepire il meno possibile, prendendo solo le più clamorose. Un esempio ce lo danno il sindaco e il Segretario che  discettano sulle percentuali di controlli ex post casuali su un percentuale degli atti: il 20%, oppure il 30% per la tal categoria?

Lo sanno che questi meccanismi hanno solo effetti diassuasivi, mentre le procedure devono prevenire e le sanzioni severamente colpire? Allora ripetiamolo:

Le persone tendono a corrompere o a essere corrotte quando i rischi sono bassi, le multe e punizioni minime, e le ricompense grandi

Naturalmente rispetto a zero, uno è pur sempre qualcosa. Tuttavia quale multa e punizione sarà mai la perdita di una presidenza di commissione permanente per chi agisse deliberando a favore di ex fornitori del comune con cui ha lavorato (solo questa fattispecie viene considerata…)?  Quando i rischi sono bassi e le ricompense grandi, come citato sopra? Ed ecco che ….

I consiglieri (ma dovevasi più correttamente scrivere Commissari, ndr) concordano nell’inserire le proposte illustrate dal Sindaco e dal Segretario generale…

Il gioco al ribasso prosegue con l’adozione della prevenzione alla corruzione (articolo trattato qualche giorno addietro), mai adottata nei 25 anni precedenti, nel modo solo formale, scaricando la responsabilità sui P.O., lasciati soli e senza garanzia di riservatezza che li tuteli. Siamo ai lavori in corso, che potranno ulteriormente modificarsi.

Per esempio prevedendo agli amministratori una sanzione pari al 20% del vantaggio ricavato, con un minimo di 10mila euro. Idem per i funzionari con cifre di base inferiori ma comunque tali da diassuadere corruzione o concussione. Si vedrà.  Rimane fermo il concetto: in generale si tende a corrompere o essere corrotti se sanzioni e rischi sono bassi rispetto alle comseguenze. E soprattutto mettendo in atto, per quanto possibile:

  • strutture gestionali bene organizzate
  • persone qualificate preposte alla gestione
  • procedure gestionali rigorose
  • adeguati controlli
  • sistema giudiziario rapido ed efficiente
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