Il comune, le cause penali, i legali… paghiamo noi

In questo periodo il nostro comune ha messo a costo il rimborso di spese legali a funzionari o dipendenti per esposti o denunce promossi dal comune o da un suo funzionario, poi concluse con l’assoluzione del medesimo. Complessivamente siamo intorno a 100mila euro, mica noccioline. Città Ideale, che USA il buon senso e la prudenza di un buon padre di famiglia, va a vedere e scopriamo qualcosa. Qualcosa che non va.

In sostanza, in diritto è stabilito che un funzionario o un pubblico amministratore che lo veda soggetto di un’iniziativa giudiziaria (civile, penale o amministrativa), ove venga assolto, ha sempre il diritto di avere rimborsate le spese legali dal comune. Rimborso delle spese legali, all’esterno del rapporto pubblico, fra privati, è condizione che viene statuita dal giudice di volta in volta in sentenza in sede civile.

In sede penale la questione  viene rinviata  a un ulteriore processo civile che deve promuovere chi ne ritenesse avere diritto. Non siamo giuristi e la materia, così complessa e arzigogolata com’è non ci invoglia a approfondire. Adottiamo il buon senso e descriviamo cosa può succedere con questo principio generalizzato, relativo alla P.A. . Il sindaco si trova davanti l’opzione:

UNO: faccio esposto o denuncia contro il mio funzionario (o un mio Assessore), poi faccio pagare alle casse comunali l’eventuale spesa legale che mi presenta il dipendente. Io comunque non pago.

DUE c’è un problema ma non faccio l’esposto. Salvo un funzionario che mi fa comodo. Giustificazione: Così evito il rischio di uscite per il comune. Evidente che si può leggere come comodità per chi amministra (approvata dai partiti in parlamento)

Oppure, altro caso: ho un funzionario o un Assessore di cui voglio liberarmi: incarico qualcuno di predisporre un atto che dia luogo a indagini, magari due o più altri atti. Che siano credibili o no, non importa. Chi ha fatto l’esposto o la denuncia non pagherà conseguenze. Al massimo se va male a pagare saranno le casse comunali. Ecco un randello non solo virtuale con il quale chi amministra può vessare e liberarsi di un funzionario “sgradito”.

Ci vengono queste riflessioni da un caso specifico, che i lettori di Città Ideale ben conoscono, relativo al trattamento subito da un funzionario del Municipio, dichiaratamente sgradito al sindaco, per sua affermazione esplicita, ancor  prima di essere eletto. Descriviamo quanto è successo al riguardo, in questi giorni.

La famigerata gara del verde, fortemente contrastata, da cui il funzionario in questione è stato estromesso togliendogli l’incarico. Ne sono seguite cause piuttosto serie tuttora in corso che vedono il comune accusato. In questa d’adesso diventato accusatore. Come e contro chi? Contro il funzionario in questione, naturalmente. Chi s’incarica dell’esposto? Il responsabile della Polizia Locale di Buccinasco (VEDI l’archiviazione)

La lettura del dispositivo è istruttiva al riguardo: il responsabile P.L. “prende spunto investigativo da segnalazioni anonime o interne agli uffici Comunali di Buccinasco.” Anonime? Esposto che risale alla fine 2013 o inizi 2014 (visti i contenuti), mentre è in corso la aggiudicazione della gara. Su cui il giudice in fase preliminare propone l’archiviazione la primavera del 2015. Approvata a Ottobre. Fine… ma per le nostre tasche mica è finita.

Il legale della funzionaria chiede giustamente e per legge il rimborso delle spese legali, che viene accordato e pubblicato sull’Albo Pretorio il 04 Maggio (VEDI), con motivazioni curiose.

Ritenuto necessario procedere alla liquidazione della parcellarichiesta dal legale, dando comunque atto che l’intera spsa e solo anticipata dal comune perché verrà ad esso interamente rimborsata dalla compagnia assicurativa con la quale il comune ha un contratto di copertura assicurativa per la tutela legale dei dipendenti e presso il quale è stato già aperto il sinistro…

Cosa vuol dire? Che il comune, per coprirsi del rischio di danno erariale per una causa intentata a capocchia, chiusa in istruttoria, fa la copertura assicurativa (che naturalmente ha un costo, perché le assicurazioni non sono un ente di beneficenza). Il firmatario dichiara di essere certo che l’assicurazione pagherà, solo che la sua asserita certezza, non è supportata da un documento.

Sarà vero? L’assicurazione pagherà? Può essere; ma non è! Quindi se l’assicurazione non pagasse, per il comune, l’attuale esborso si trasforma da anticipo in perdita, in spesa secca. Soldi nostri, magari dovuti perché la legge quasi sempre rende irresponsabili coloro compiono atti o decisioni che si rivelano costose per noi Cittadini.

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  1. #1 scritto da Napoleone Buonaparte il 8 maggio 2016 15:57

    È questo è solo il primo di una lunga serie,
    a cuì andranno aggiunti i danni che dipendenti ed imprese hanno chiesto.

    Per usare una frase cara al sindaco Maiorano, tanto paga pantalone……
    Pantalone sig. Sindaco sono i cittadini (lei compreso, ndr)

    non mi pare molto intelligente come discorso

    RE Q

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