Istruzione pubblica, la materna e le spese. Facciamo le cose seriamente

Tirare la corda perché non si riconosca legittimità alla SCUOLA PUBBLICA PARITARIA, considerando ciò che il comune eroga un “sostegno economico”, cui si da il significato di una spesa anomala che si potrebbe anche eliminare e tutto sarebbe regolare. Non si tratta di carità, non si tratta di benevolenza, o accondiscendenza, come hanno fatto i rappresentanti della maggioranza in Consiglio, sventolando 430mila euro “che vi diamo”, il primo comune in Italia come supporto alle scuole private.

La visione è distorta parecchio, e si adottano tutti i trucchetti della recita politica, ora in chiave elettorale, propri del mestiere del far politica. il problema è molto semplice e sulla questione di fondo si deve rispondere: la Scuola Materna Parrocchiale Romano Banco fa parte del SISTEMA PUBBLICO d’ISTRUZIONE? La legge dice si, e dice anche che, proprio per questo, stabilisce che ai genitori deve essere accordata la pari opportunità di scelta.

Prendiamo il sindaco in parola, allora che ieri ha dichiarato: “il costo del comune per i bimbi delle statali è 650 euro cadauno, contro 1.760 euro di costo individuale per la materna parrocchiale”. Dichiarazione molto impegnativa quella del sindaco. i numeri sono cose serie e se si sbaglia poi ci si fa una figuraccia. Bene: Città Ideale, certamente non vuole che in nessun caso qualcuno riceva regali non dovuti facendo uso di nostri soldi pubblici.

Ecco allora la sfida che su questi dati Città Ideale fa al nostro sindaco (prendendolo in parola, anche se non è proprio una garanzia di coerenza, visti i trascorsi). Il comune presenti un prospetto analitico completo che comprende tutti i costi del Comune relativo all’intero sistema della scuole d’infanzia di Buccinasco. Tutto il costo assunto dal comune di Buccinasco, mettendo pure da parte quanto è assunto direttamente dallo stato o altre articolazioni del medesimo.

Prendiamo quindi uno sviluppo dei costi annui dell’ultimo quinquennio, comprendendo ogni costo (lo sottolineiamo ancora): lavori agli immobili, manutenzioni ordinarie e straordinarie, arredi e rinnovo degli arredi, giardini e giochi, loro manutenzione,  il personale del comune e delle scuole retribuito dal comune, impianti di riscaldamento, energia elettrica, la mensa, acqua  e quanto altro. Tutto ciò che il comune paga ed è afferente alle scuole d’infanzia.

Da una parte le scuole statali, dall’altra la scuola pubblica parificata. Facciamo poi la ripartizione del periodo (5 anni) e ripartiamo per anno l’importo complessivo risultante. Così facendo, con uno sforzo anche pignolo di attribuzione dei costi, con l’assistenza di volontari o di esperti economici sopra le parti, avendo per obiettivo il costo unitario il più preciso possibile. Alla fine dovrebbe venire un dato coerente che stabilisce quanto il Comune eroga pro capite per ciascuno dei due insiemi. Un dato oggettivo, sul quale non ci sono, non ci devono essere dubbi.

Se si porta a termine una lavoro così composto alla fine si avrà un parametro di equità: il Comune possiamo assumere che sia corretto quale ente singolo, di rispettare la legge distribuendo in misura unitaria pro capite il medesimo valore. Il risultato (che non sarà quello meno che semplicistico del sindaco, da propaganda) potrà dar luogo a due situazioni:

UNO: la distribuzione delle risorse così calcolata potrà dare un risultato complessivo inferiore di quello oggi erogato e alla SCUOLA D’INFANZIA PUBBLICA PARIFICATA  una certificazione della parità di trattamento per quanto di propria competenza. Con questo certificato i gestori della scuola potranno rivolgersi agli enti pubblici sovrastanti perché ottenga la parità di trattamento.

DUE: il risultato fa emergere un maggior importo individuale da riconoscere alla SCUOLA D’INFANZIA PUBBLICA PARIFICATA. Potrà stabilirlo ed erogarlo  in tutta tranquillità perché il lavoro di analisi svolto dimostra implacabilmente, per tabula si dice dai latinisti dei tribunali, la correttezza indubitabile del dovuto.

La faccenda si chiude con la soddisfazione di tutti, con l’animo in pace anche per i “laici” rosso fuoco della maggioranza che vedono in una struttura dall’origine religiosa qualcosa di diabolico, conservatore, nucleo fondante delle forze reazionarie, ecc. Si stabilisce ciò che è giusto, ciò che il Comune è tenuto a riconoscere, senza dire che poi fa la carità, ciò che eventualmente dovrà riconoscere il sistema pubblico sovrastante.

Troppo semplice forse: un gestore di medie qualità e capacità l’avrebbe fatot già nel 2012. Perché non è stato fatto?  Oppure è stato fatto e viene tenuto nascosto?  Perché?  Città Ideale fosse nella condizione dei gestori della scuola materna rifiuterebbe indignata una regalia non giustificata da conti compiuti e precisi.

Prima di tutti si stabilisca il dovuto: ciò che meritano per la semplice ragione che svolgono un servizio pubblico. Se poi vi sono qualità diverse che fanno considerare una erogazione specifica ulteriore, questa avviene in modo altrettanto trasparente, su cui si discuterà nello specifico, sapendo di che si sta parlando.

La trasparenza, l’esattezza dei dati riscontrabili, è la base di una gestione coerente e corretta.La si smetta di accusare a vanvera genitori inviperiti per un comportamento pasticciato e sostanzialmente non coerente con le premesse che la stessa convenzione riporta. La si smetta di attribuire responsabilità a manovre preeletotrali, a propaganda di mestiere: questa è proprio quella che questa maggioranza sta facendo.

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  1. #1 scritto da Napoleone Buonaparte il 29 aprile 2016 08:47

    Il problema di questa amministrazione è
    che della scuola, sia privata,
    sia pubblica paritaria,
    sia comunale sia statale non gli frega nulla.

    Per loro i soldi investiti nella scuola sono soldi buttati nel gabinetto.

    Pensano a risparmiare ed a vantarsi che hanno un disavanzo attivo di 2 milioni in cassa
    ma per la scuola in generale non spendono un euro.

    Le strutture cadono a pezzi, gli impianti idraulici elettrici e di riscaldamento si guastano a ogni pie’ sospinto,
    hanno tolto i sostegni e le ore aggiuntive a completamento della formazione,
    il verde, fiore all’occhiello delle nostre scuole
    che hanno veri e propri parchi sono mantenuti da far schifo,
    gli alberi non curati,
    dai tetti piove dentro e loro……….
    si vantano di avere un avanzo non speso……

    Dovrebbero usare il criterio usato dalla scuola parrocchiale per ogni tipologia di scuola,
    le strutture sarebbero mantenute,
    ci sarebbero molte ore di attività propedeutiche e spenderebbero 500.000 euro anno tutto compreso ogni 300 ragazzi
    (dico 500.000 perché è questa la cifra giusta non 430.000),
    invece loro cosa fanno? lasciano andare in malora la scuola pubblica,
    cercano di far chiudere la paritaria e si vantano di aver risparmiato……

    Praticamente gente da rinchiudere chiedendo la deroga alla legge basaglia.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 29 aprile 2016 09:29

    Eee.. Buona parte…
    l’elenco e la descrizione sono quelli…

    non contestabili: i fatti sono li che parlano.
    Per ora, a quel che si è capito anche dai diversi interventi fatti,
    la scuola materna Romano Banco sembrano intesi ad asciugarla man mano
    sperando nella riduzione della domanda
    mantenendo fermo la struttura statale,
    costosa ma intoccabile
    così che lo scandalo di efficienza
    che senza volerlo, con il suo semplice esistere,
    da La materna Romano Banco,
    finisca e non rappresenti più
    l’alternativa di qualità allo statalismo monopolista.

    vecchi decrepiti nel loro agire,
    rappresentano un passato inglorioso
    che tuttora propugnano….

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 29 aprile 2016 09:40

    Ciao Luigi, capisco il senso dell’articolo, ma, obiettivamente, non posso concordare: non si confrontano le pere con le mele.

    Non avrebbe senso e il risultato potrebbe essere molto discutibile.
    Il Comune, invece, dovrebbe fare un raffronto su quanto costerebbe loro sopperire al servizio di interesse pubblico che l’asilo paritario offre!
    Questo sarebbe un confronto alla pari, peraltro sensato perché se non ci fosse l’asilo paritario il Comune dovrebbe – a meno che non decida di infischiarsene dei bambini delle materne, di un terzo dei bambini delle materne di Buccinasco – istituire un asilo paritario comunale
    (si noti che sarebbero entrambi asili “pubblici” paritari, uno gestito dal privato, con o senza scopo di lucro non a differenza, l’altro gestito da un ente pubblico).

    Quanto costerebbe al Comune gestire direttamente il servizio?

    Costo, come hai ben evidenziato, onnicomprensivo di strutture, arredi, servizi etc.

    Poi si dovrebbe fare un raffronto tra i due costi e si avrebbe la cifra massima oltre la quale al Comune converrebbe (in teoria perché in pratica sarebbe tutto da dimostrare vista la rigidità della struttura e il termine lungo degli investimenti!) gestire il servizio in proprio.

    Bene, ci accorgerebbe che il contributo attuale rappresenterebbe solo una misera frazione di quel che costerebbe al Comune gestire in proprio il servizio, oltretutto con una minore soddisfazione degli utenti!

    Insomma un fortissimo risparmio per giunta gradito agi utenti!

    Dovrebbero alzarsi la mattina e ringraziare per l’esistenza di una tale struttura e per la fortuna che hanno avuto nel ritrovarsela.

    Benché il livello medio dei componenti della Giunta,
    almeno dal punto di vista economico, appaia molto modesto,
    Baldassarre questo ragionamento lo saprebbe mettere in pratica,
    non si fa perché non si vuole fare!

    L’aspetto economico (brutalmente i soldi), mi spiace dirlo, nella vicenda non c’entra nulla, la questione è unicamente politica!

    Detto questo, il resto è tutto vero: il Comune non ha alcun obbligo giuridico di intervenire.
    Potrebbe avere un obbligo morale, al massimo, ma la morale è soggettiva e ognuno la vede come vuole.
    Se volessero non dare più un centesimo potrebbero farlo, legalmente.

    Questo passa il convento … per ora!

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 29 aprile 2016 10:57

    Buon giorno Andrea,

    La riflessione dell’articolo cura un aspetto specifico:
    il sindaco non può in consiglio dichiarare che il bimbo della statale costa al comune 650 euro mentre regala 1.760 euro al bimbo della SCUOLA D’INFANZIA PUBBLICA PARITETICA.

    E’ il sindaco mica un cittadino alticcio al bar che si beve l’ennesimo bicchiere!!
    Faccia i conti completi e poi venga a descrivere la differenza che c’è e paghi quello che la legge lo obbliga a fare.

    Certo che poi oggi, c’è anche la materna da costruire, se vuole farla per dare il medesimo servizio ai genitori che hanno bimbi in età prescolare.
    Loro stanno con tutta evidenza facendo il deserto intorno alla Materna non statale, perché si asciughi e diventi inutile, sperando in una riduzione drammatica della domanda.
    Garantendo la continuità alla sola statale… costi pure quel che costi,
    togliendosi di mezzo lo scandalo di una SCUOLA D’INFANZIA PUBBLICA PARITARIA che funziona meglio e costa la metà!

    E vanno poi gridando anche che loro (!) regalano 430mila euro, che potrebbero non darli!
    (Parmesani in Consiglio, urlato a Iocca!, ma era mezzanotte)

    buona giornata

    RE Q
  5. #5 scritto da Roberto DM il 29 aprile 2016 15:07

    Ma l’altra sera in Consiglio Comunale il Centrodestra
    ed il M5Stelle

    strillavano perché erano contro il “sostegno economico” di 430.000 euro o cosa ?

    RE Q
  6. #6 scritto da Città Ideale il 29 aprile 2016 15:51

    Intanto non è un sostegno economico Roberto.

    Non è una carità, non è una elargizione dei nostri amministratori.
    E’ un obbligo di legge…. come dice la convenzione, che abbiamo già pubblicato:

    gli interventi finanziari pubblici DEVONO tendere a conseguire la PARITA’ DI TRATTAMENTO degli utenti delle diverse scuole statali e NON STATALI, funzionanti sul territorio

    (Convenzione. Premesse, pag 4)

    Certo, visto quanto ha detto (e poi scritto) il noto Assessore (alla Cultura e istruzione)
    le può venire questo dubbio interpretativo.
    Dubbio che le viene da quella lettura, non dalla Convenzione e dai fatti.

    la verità si può declinare a proprio favore, “intepretando”
    stravolgerla, in Consiglio da parte di un pubblico amministratore,
    è operazione che Città Ideale qui non qualifica…
    (non perché manchi il vocabolario, ma solo per fare in modo che i lettori restino fermi sul contenuto, potendo capire, razionalmente e non per emotività)

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Roberto DM il 29 aprile 2016 16:00

    La domanda era un’altra….

    Io ho scritto “sostegno economico” tra virgolette perchè così era nell’articolo nelle prime righe…..!!

    Par di capire che Centrodestra e M5Stelle siano comunque a favore della generosa “elargizione”

    …solo che strillavano a squarciagola perché così facendo ne rivendicavano poi il ritorno in termini di consenso elettorale….

    è così o no ? Spieghiamolo bene ai cittadini…

    grazie.

    RE Q
  8. #8 scritto da Città Ideale il 29 aprile 2016 16:14

    D’accordo Roberto, nell’articolo il termine messo tra virgolette
    aveva proprio lo scopo di dare al termine un significato improprio… quello dato e descritto in consiglio dalla maggioranza.

    Quanto ai movimenti partitici e ai gruppi consigliari, alla società civile (fra cui ci permettiamo di inserire la mai nominata Città Ideale, anonimato che si è esteso a BucciRInasco)
    è bene chiarire le situazioni:

    su una situazione sociale rilevante, i diversi orientamenti partitici o della società civile
    hanno prima di tutto, per tutti, nessuno escluso,
    IL DIRITTO di esprimere la propria valutazione, il sostegno o l’avversità verso una decisione dell’amministrazione.

    Questo DIRITTO e queste posizioni, hanno prima di tutto un carattere oggettivo:
    PARTECIPARE ALLA VITA DELLA COMUNITA’

    Poi fa parte del teatrino politico attribuire un intento o l’altro.
    Per quanto riguarda le iniziative che si sono mosse sulla questione,
    come per Città Ideale, è falso pensare ad un intento
    che non abbia quale scopo il migliore impiego delle risorse (le nostre tasse)
    nell’interesse della Comunità.
    (strumentale per contenere la forza delle idee sostenute)
    Di tutta la Comunità, compresi i Cittadini che hanno votato la maggioranza,
    che magari ancora oggi a questa si riferiscono
    e pure fanno frequentare la scuola d’infanzia Romano Banco
    ai propri figli e nipoti (oppure no).

    Provi a individuare entro i cinque anni di Città Ideale,
    una sola riga contraria a quanto scritto ieri e oggi.
    Vale anche per gli altri, naturalmente,
    ma questo lo diranno loro.

    buona giornata

    RE Q

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