SCUOLA PUBBLICA PARIFICATA: le parole e i fatti

Stasera si discute della SCUOLA PUBBLICA PARIFICATA: guardiamo allora come a parole la descrivono i nostri amministratori. Costoro hanno il coraggio di presentarla al Consiglio senza averla condivisa con la Comunità scolastica, con gestori e genitori: stanno imponendo un prendere o lasciare.

Tempo addietro, ma non c’era in Vaticano un papa gesuita, dire una cosa per farne un’altra, capitava con una certa frequenza fosse definito comportamento “da gesuita”. Come cambiano i tempi e le situazioni! Le frasi che i nostri lettori oggi vedranno qui riportate sono  dell’Assessore alla cultura, limate e più volte riflettute in sei mesi e una decina d’incontri con la Scuola Pubblica Parificata Romano Banco.

Vediamo ora le false dichiarazioni di un comportamento catto-comunista (termine al quale noi preferiamo l’evangelico “da sepolcro imbiancato”). Ricorderemo per l’occasione la convenzione riformata dal Commissario Francesca Iacontini che, dopo le documentate risultanze economiche indicate da Città Ideale, portò il sostegno economico da un’iniziale 150mila euro a 475mila.

Ci riferirono allora di un giudizio dell’allora ex consigliere Maiorano, su questa decisione (citiamo a memoria). “Prima ci ha chiesto il parere e il sostegno e poi ha calato le braghe”. Stiamo parlando del 2012 poco prima delle elezioni che l’avrebbe poi fatto diventare sindaco. Dobbiamo riconoscergli la coerenza nella sua volontà di farla chiudere questa Scuola Materna. Leggere cosa afferma nella convenzione, a noi fa effetto e lo proponiamo.

Il Comune di Buccinasco favorisce, in conformità all’ordinamento vigente, la promozione ed il sostegno del servizio della scuola dell’infanzia, incentivando la più ampia partecipazione dei Cittadini nei processi educativi e scolastici rivolti alla formazione e allo sviluppo della personalità del bambino.

… sul territorio comunale è, altresì, attiva una sola scuola dell’infanzia paritaria, gestita dalla Scuola Materna Parrocchiale di Romano Banco Società Cooperativa Sociale, già Scuola Materna Parrocchiale Coop. a r.l., di cui si riconosce il servizio educativo e sociale svolto all’interno della Comunità;

… – la predetta scuola dell’infanzia ha ricevuto l’attribuzione della qualifica di scuola paritaria in data 28 02 2011 e, conseguentemente, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della sua funzione di utilità sociale, entrando a far parte a pieno titolo del sistema nazionale di istruzione;

La Scuola Materna Parrocchiale Di Romano Banco, con spirito di solidarietà e collaborazione sociale verso la Comunità locale, si dichiara disponibile ad accogliere i bambini di ambo i sessi, in età prescolare, senza discriminazioni razziali o religiose, ivi compresi i bambini diversamente abili;

…. – Gli interventi finanziari pubblici devono tendere a conseguire parità di trattamento degli utenti delle diverse scuole statali e non statali, funzionanti sul territorio.

Posto che l’Amministrazione Comunale id Buccinasco riconosce, in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, la funzione di servizio pubblico svolta dalla suddetta Scuola Materna Parrocchiale Di Romano Banco,  che soddisfa oggettive esigenze della collettività locale rientranti nelle finalità perseguite dal Comune, rispondendo al una domanda di servizi della popolazione che le scuole dell’infanzia statali non coprono totalmente e che altrimenti il Comune avrebbe dovuto comunque assicurare con notevole aggravio di costi per la funzione pubblica.

La sola lettura di queste premesse, confrontata con i meccanismi punitivi all’eccesso verso una struttura chiaramente mal sopportata e che si intende contenere se non addirittura togliere di mezzo, qualifica questa amministrazione per la sua doppiezza (Treccani: finzione, falsità, ipocrisia). Per questo le riportiamo perché i Cittadini devono conoscere e prendere atto di questo agire.

La calma equilibrata dei gestori della SCUOLA PUBBLICA PARIFICATA è impressionante; ci deve essere di insegnamento nel suo agire, che non è rassegnazione ma forza. Coscienza di essere nel giusto, di svolgere un servizio prezioso per coloro che frequentano e le famiglie, con efficacia e risultati unanimemente riconosciuti.

Questa serenità, questa efficienza e capacità proattiva per i nostri amministratori rappresenta lo scandalo. Una struttura non statale più efficiente, che fa risparmiare milioni l’anno alla Comunità e allo Stato, è un paragone che infastidisce: si vuole che sparisca.

Il fastidio delle strutture che bruciano i nostri soldi con la loro sostanziale inefficienza (nonostante l’impegno personale dei più che vi lavorano)  viene accondisceso da questi amministratori, che si propongono di eliminare la Scuola pubblica parificata, pietra dello scandalo: la paura dell’esempio, del ben fare, del soddisfare gli utenti.

Lo statalismo porta inevitabilmente a costruire il monopolio, ecco che si predefinisce il limite: non più di un terzo dei bimbi. Così viene meno il paragone, con quanto di meglio è possibile, con quanto di più le risorse pubbliche sia possibile fare.  Meglio impiegando le grandi capacità che la società civile può esprimere.

I CITTADINI CHIEDONO

LIBERTA’ ED EFFICIENZA

LE RISORSE A CHI MERITA

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