Gestione Maiorano contraria alla scuola pubblica parificata

Mercoledi 27 verrà presentata in Consiglio la delibera sulla Scuola Materna Romano Banco (la scuola parrocchiale don Stefano Bianchi): il rinnovo della convenzione, che ha più volte ridotto il contributo alla medesima, che ulteriormente cala.. perché: “non ci sono soldi”. Una falsità, naturalmente: perché se per ipotesi tutti gli asili fossero parificati, affidati in gestioni autonome, il risparmio per le nostra casse (e per i Cittadini) sarebbe dell’ordine di almeno un paio di milioni l’anno.

Senza contare  il costo, salatissimo, delle strutture immobiliari delle materne statali. I Cittadini probabilmente non lo sanno ma la struttura immobiliare e la sua manutenzione è a carico della Comunità, dobbiamo pagarla noi! Quanti milioni abbiamo speso in trentacinque anni per costruire, mantenere, aggiornare, riparare, arredare le scuole materne pubbliche? La materna pubblica parificata avrà avuto qualche contributo casuale.

Quindi i soldi ci sono: si vuole spenderli con modalità non economiche ma politico-ideologiche (la gestione pubblica è un valore superiore al vantaggio economico, all’efficienza). Piuttosto che impiegarli bene, con beneficio per tutti, genitori compresi, si girano a strutture meno efficienti e s’impedisce ai genitori, a parità di condizioni,  di scegliere la scuola materna pubblica parificata; si forza in ogni modo l’iscrizione alle materne statali.

Con questo modo d’agire, con questi presupposti, se si riduce il supporto destinato alla scuola materna pubblica parificata.  La si obbliga a aumentare le rette e, giocoforza per i genitori che lottano ogni mese con i cinquanta o cento euro, ecco che li si dirotta verso la scuola pubblica. Non è assurdo?

Questi sono i presupposti gestionali della nostra attuale amministrazione. L’ideologia che considera la religione una peste, l’asilo come fonte di futuri “reazionari” (lo ha detto l’attuale responsabile del PD). Seguendo questa linea, l’Assessore alla Cultura ha imposto una riduzione del contributo complessivo da 460mila a 430mila. Anche togliendo (azzerando) l’agevolazione fiscale che il governo ha stabilito per le famiglie che si servono di scuole pubbliche parificate.

Non basta però: stabilisce una modalità (chiamarlo criterio dovrebbe comportare un presupposto logico): la materna pubblica parificata non può superare il numero di  234 iscritti! Ove avessero altre richieste, le devono rifiutare. Anche se  avrebbero posti ben superiori. Mentre le  richieste aumentano, nonostante le maggiori rette che la materna parrocchiale sarà costretta a richiedere.

Non basta ancora! Non è comunque possibile superare il rapporto 1/3. La percentuale dei bimbi alla materna pubblica parificata non può superare il 33%. Si devono trovare meccanismi di controllo ogni anno perché non superi il 33%. Qual’è la logica? Non può essere altra che quella sopra descritta: circoscrivere gli  iscritti alla materna pubblica parificata. Fossero rieletti, la successiva convenzione, è certo: ridurrà ulteriormente lo spazio, fino alla da loro auspicata asfissia.

Ma non basta ancora, non sono ancora contenti! L’Assessore alla Cultura si è trasformato in una specie di Dracula succhiasangue introducendo un principio assurdo, che descriviamo. Lettori e Cittadini sapranno che la scuola pubblica parificata Materna Romano Banco non è un ente che ha fini di lucro. Le è  vietato distribuire utili. Ove vi fosse avanzo di gestione (si chiama così),  deve confluire nella gestione seguente riducendo le rette alle famiglie.

Ebbene, questa straordinaria amministrazione ha voluto inserire nella convenzione il principio che “gli utili” devono essere dati al comune! Ove la gestione riuscisse a costruire un avanzo da destinare a parificare le rette dell’anno (o quello successivo); il risultato lo deve restituire al comune! Un principio, ci dicono, non praticato da nessun comune della Lombardia (VEDI la convenzione, che merita la lettura per le espressioni di legalità e riconoscimento verso la materna pubblica parificata… con bella faccia di metallo)

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  1. #1 scritto da Napoleone Buonaparte il 24 aprile 2016 09:41

    Maiorano & C sono come i fedeli amici dell’uomo, muovono la coda
    solo se gli conviene,

    siccome con la Scuola Materna don Stefano Bianchi non ci guadagnano nulla anche se è in eccellenza,
    anche se fa risparmiare,
    anche se sia lui quando era genitore,
    sia da nonno

    ha usufruito della scuola materna PERCHÈ la considerava la migliore del comune,

    adesso la vuole chiudere e siccome non può farlo di botto cerca di farla morire poco alla volta.

    Non considerando un detto antico molto attuale,
    chi di spada ferisce di spada perisce.

    Maiorano in peggior sindaco mai avuto a Buccinasco da quando Buccinasco è comune.

    Un imbarazzo per i cittadini per questo re Mida alla rovescia (che spreca i nostri soldi e ci impoverisce)

    RE Q
  2. #2 scritto da giovanni il 24 aprile 2016 16:39

    Vado controcorrente.
    È semplice: un documento siffatto NON SI FIRMA…
    E questa giunta antidemocratica e giacobina si gestisca 240 bambini a spasso,
    i loro genitori e una ventina di persone disoccupate.
    Capisco tutto, ma firmare una “roba”simile è un suicidio

    À la guère comme à la guère…

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 24 aprile 2016 17:57

    Mi spiace molto assistere a questo scempio.

    Una logica di fondo ci potrebbe anche essere: il costo del funzionamento degli asili Statali è in larga parte coperto dallo Stato o dalla Regione, ma, volendo, si potrebbe negoziare nelle sedi appropriate
    per ottenere i fondi necessari a consentire la libera scelta delle famiglie
    senza gravare sul loro portafoglio
    facendo loro pagare due volte,
    prima con le tasse e poi con le rette, il medesimo servizio.
    Volendo!
    Non sarebbe una cosa facile, ma nemmeno impossibile.
    Purtroppo la realtà è che non si vuole fare.

    Detto questo è anche vero che una fetta consistente di voti di quel bacino elettorale è andata a Maiorano,
    direttamente o indirettamente attraverso l’UDC,
    forse perché hanno dato credito a qualche sua “promessa elettorale” che, a quanto pare,
    viene ora largamente disattesa
    (era prevedibile del resto: buona parte dell’elettorato del Csx è ideologicamente avverso alla scuola parificata
    e il peso dell’UDC all’interno della coalizione è modesto,
    anche perché non hanno voluto/potuto apparentarsi
    e quindi sono stati eletti nelle file dell’opposizione
    con un modo di agire tipicamente italico).

    Che dire?
    Chi è causa del suo mal pianga sé stesso e, magari, alle prossime elezioni ci pensi bene, quando si troverà in cabina elettorale.

    Ripeto, per chi non avesse seguito tutte le discussioni sul tema:
    senza la Materna don Stefano Bianchi il Comune dovrebbe necessariamente istituire un asilo parificato comunale (a meno che non voglia lasciare a casa 1/3 dei bambini di Buccinasco;
    sottolineo di tutti i bambini non di quelli che ora frequentano la materna parrocchiale.
    Di fatto tutti i più piccoli,
    anche quelli che oggi, grazie al servizio della materna parificata,
    trovano posto negli asili statali e che domani il posto non l’avrebbero più!)
    e, per farlo, spenderebbe tre volte tanto rispetto al contributo che oggi riconosce alla scuola
    (basta vedere i conti del vicino asilo comunale di Corsico).

    Per cui grazie a questo insostituibile servizio il nostro Comune copre il 100% delle domande, con un’elevata soddisfazione degli utenti, risparmiando circa un milione di euro all’anno!
    L’unica cosa che possiamo dire a questa meritoria struttura è
    grazie e tenete duro

    “ha da passà ‘a nuttata”.

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 24 aprile 2016 18:11

    Del resto, avrebbero dovuto saperlo,
    esponenti ed elettori dell’UDC,
    che il loro apporto sarebbe stato surrettizio,
    per nulla essenziale in Consiglio,
    benché determinante nel voto d’appello, al secondo giro.

    Adesso hanno i risultati,
    che possono misurare e toccare con mano.
    Si badi bene però che il discorso non è affatto
    nella divisione, nella alternativa: chiesa/stato
    per noi di Città Ideale la questione è soprattutto
    EFFICIENZA!
    spendere bene amministrando con cura le nostre tasse
    per avere il servizio migliore.

    RE Q
  5. #5 scritto da giovanni il 24 aprile 2016 19:39

    Certo, l’efficienza. Ci mancherebbe, son soldi della comunità.
    Ed è anche un problema politico.

    Ma la questione, secondo me, sta a monte: quel testo non solo va contro almeno a 3/4 articoli della Costituzione (ma questo non importa, la Carta la usano a loro piacimento, quando interessa…), ma sono certo che calpesta anche qualche articolo del codice civile.

    Un ente pubblico sta imponendo regole ad un soggetto privato senza alcun fondamento giuridico:
    - ingerenza nella gestione di un ente privato
    - richiesta di retrocedere gli utili di una coop.sociale, che statutariamente non può distribuirli ai soci ma li reinveste nell’attività, all’ente pubblico (!!!)
    - adempimenti burocratici vessatori e costosi e via di questo passo.
    Sarebbe istruttivo sapere quali altri soggetti, se ve ne sono, che ricevono contributi dal Comune sono costretti a sottostare a richieste del genere.

    Per questo dico provocatoriamente à la guère:
    il potere, piccolo o grande che sia, sottrae terreno alla libertà della persona fin dove questa glielo lascia fare.
    Credo che in questo caso si stia esagerando, al di là delle questioni economiche e politiche:
    qui si tenta di far passare principi lesivi della dignità della persona e del suo libero scegliere e agire.

    Ah, ovviamente tralascio il fatto che il soggetto privato svolge un servizio (che il, ndr) pubblico che non è in grado di fare…
    Perché se si capisse questo, ogni discussione starebbe a zero…
    Saluti

    RE Q
  6. #6 scritto da Città Ideale il 24 aprile 2016 21:01

    Che dire giovanni….

    siamo d’accordo, profondamente d’accordo.
    la lettura di questa Convenzione fa cadere le braccia,
    per quanto di retrogrado e ideologico d’antan contiene.

    La sottolinatura della valenza civile non intende ridimensionare
    la componente educativa dai valori religiosi, tradizionali,
    che la Materna parrocchiale porta con sé.

    Sul piano del dibattito politico sociale però
    Città ideale vuole rimanere entro il dibattito proprio di una spesa
    e scelta politica che ha riflessi pesanti sui cont idella Comunità.
    Intendiamo togliere l’alibi frusto:
    “è una scuola di preti, non è scuola pubblica”
    qualcosa di sopportato cui si dà un’elemosina ma che non rompano oltre.

    No la Materna parrocchiale don Stefano Bianchi fa parte del sistema pubblico,
    come abbiamo sottolineato nell’articolo
    e come tale deve avere il trattamento che
    in linea di principio la stessa convenzione richiama:
    PARITA’ ECONOMICA E DI CONDIZIONI
    per i costi pubblici
    per il costo che i Cittadini devono sostenere
    (quale che sia la materna pubblica cui inoltrano i figli: statale o non statale).

    L’esagerazione insita in questa convezione grida vendetta alla logica, alla legge, all’equilibrio.
    Perfino sul piano dello scritto:
    infastidisce noi (presubmibilmente anche molti altri)
    il modo con cui è definito il contraente:
    “Sig, Don Silvano Bonfanti…”

    quel Sig. ci va indigesto.
    Avremmo preferito perfino l’appellativo della rivoluzione francese:
    Cittadino Silvano Bonfanti… che al prelato
    riconosceva in modo esplicito la parità di diritti, laici.

    Solo questione di sensibilità (forse la nostra è eccessiva?), di buona educazione,
    … quel Sig. la sentiamo come un’offesa, a noi se non altro.
    Sulla sapienza e pazienza infinita del sacerdote non abbiamo dubbi..
    ma costo neppure se ne accorgono.

    buona serata

    RE Q
  7. #7 scritto da Città Ideale il 24 aprile 2016 23:11

    Abbiamo ricevuto la segnalazione che, secondo alcuni,
    la Convenzione non conterrebbe il concetto dell’utile da restituire al Comune.

    Città Ideale sa cosa dice, in genere almeno. Riportiamo i termini della convenzione che portano a rifondere al comune il margine eventuale di gestione:

    UNO:
    L’eventuale manifestazione dell’utile registrata nei bilanci anno per anno sarà regolata come previsto all’art.5 della presente convenzione;

    DUE (art. 5)
    Il Comune di Buccinasco si impegna a sostenere un contributo economico, in ogni caso per un ammontare che non potrà essere superiore a euro 430.000 annui anche qualora dai parametri di cui all’all. sub A (non pubblicato, ndr) dovesse emergere un risultato superiore a 430.000 euro.

    La scrittura è contorta e fa riferimento a un documento che non viene allegato
    (forse si può capire perché questo documento non sia messo a disposizione dei Consiglieri che il 27 dovranno approvarla)
    ma anche così il testo è chiaro, anzi chiarissimo.

    Circa la liceità e la applicabilità di tale norma, lasciamo ai Consiglieri valutare…
    Ai Consiglieri tutti: di minoranza, ma anche di maggioranza
    (questi ultimi magari proveranno un po’ di vergogna sul comportamento del loro Assessore,
    del sindaco e della giunta)

    buona notte….

    e buon 25 aprile

    RE Q

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