Antistato e Protocollo della Legalità: dalla retorica passare alle regole

Non è vero che a Buccinasco, come sostiene un cartello pencolante all’ingresso del comune, proveniendo da Milano,  la ‘ndrangheta ha perso. L’affermazione è forte, quanto lontana dalla logica. L’auspicio va bene, ma dare la situazione per risolta no. Invece di declinare al passato, il problema deve affrontarsi nel concreto, alla Buccinasco d’oggi, a ciò che avviene da qualche anno e si sta tuttora verificando.

Il Protocollo della Legalità giustamente affronta nel capitolo UNO l’aspetto più importante di una presenza che si diffonde in termini che sembrano sotto traccia, che invece diventano pervasivi e danno ogni giorno maggiore peso al radicamento dell’antistato. Vogliamo continuare il discorso iniziato qualche giorno addietro sull’uso di finanza a fiumi per acquistare attività, immobili e quant’altro.

La ‘ndrangheta che vive vessando il piccolo commercio con il pizzo, è dormiente se non finita. Anche quella che, a Buccinasco,  condiziona e realizza guadagni sull’illecito, a cominciare dall’uso ripetuto dei terreni come discariche a cielo aperto, con la crisi delle costruzioni, è in letargo. Oggi l’antistato ha la solidità d’una banca quanto a finanza; con il difetto  che ben poche delle ricchezze sono presentabili, per lo più danaro sporco da lavare.

La crisi di capitali che colpisce le aziende anche a Buccinasco, in queste condizioni, per l’antistato diventa un’opportunità. Impiegare i capitali: investendo in proprio o finanziando, per poi rivendere. Non è neppure il caso che Città Ideale faccia ricerche sulla veridicità di voci diverse che circolano. Voci o meno, la situazione oggettiva in cui ci si trova è questa.

Diventa un imperativo, non eludibile, normare i rapporti della P.A. facendo in modo che le imprese che lavorano, le immobiliari o i costruttori, siano chiaramente individuati,.Che il rilascio di permessi sia subordinato alla accurata verifica di coloro che sono le controparti della P.A. nel realizzare investimenti a Buccinasco.  Fondamentale! Bene ha fatto la Commissione d’indagine a   mettere a fuoco la materia e porla adesso all’attenzione dell’amministrazione.

I Cittadini di Buccinasco non sono proprio intenzionati di trovarsi fra qualche anno con l’antistato divento il principale immobiliarista, commerciante e imprenditore di Buccinasco. Allora sì, che saremmo alla Platì del Nord, divenuta lavanderia di capitali che vengono da traffici diversi, cocaina prima in classifica.  La ‘ndrangheta avrebbe vinto! non perso. Non sono questi i problemi che l’antistato pone oggi a Buccinasco?

Oppure vogliamo ancora limitarci a prenderci in giro con cartelli che parlano della ‘ndrangheta che ha perso, la recita delle vittime, rappresentazioni tanto nobili quanto ben poco utili per contrastare l’antistato? Questo è il problema che oggi l’antistato ci pone. Con questi problemi dobbiamo confrontarci: si prenda il coraggio a due mani e si adottino le regole necessarie.

Questo deve essere fatto oggi, subito, senza tentennamenti. Solo dopo un percorso di questo tipo, partendo da un Municipio che applica seriamente e senza indugi le regole, poi si potrà, eventualmente, e con tutte le cautele necessarie, individuare percorsi di uscita dal ghetto dell’antistato fatto di intimidazioni e violenze, per andare  verso un percorso di integrazione reale, effettivo, controllato.

Non siamo poi in condizioni tanto diverse dall’integrazione dei Cittadini senza fissa dimora cui il comune ha rilasciato la residenza. Anche qui la politica locale adotta una sorta di scambio (che si tratti di voti o di pace silente) contro regalie sostanziali, mascherate da buonismo che non serve a nulla, se non a perpetuare la condizione poco civile che da ormai quindici anni si protrae.

VENUTA È L’ORA DI VOLTAR PAGINA

AGIRE SERIAMENTE GUARDANDO IN VISO I PROBLEMI

PER RISOLVERLI E FAR RIPARTIRE BUCCICNASCO

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