Bilancio 2016 e rendiconti: adesso abbiamo la situazione mensa

L’interrogazione del Consigliere Domenico De Palo di Coalizione Civica,  che chiede la situazione degli insoluti del sistema mensa, è stata occasione per dimostrare come dovrebbe rendicontarsi un bilancio che si meriti questa definizione: le poste attive e passive, come si muovono;  le dinamiche  dei fenomeni economici, le prospettive e le scelte di chi amministra, motivate dai numeri e da quanto ci si ripromette.

Un’analisi ben fatta e quasi esaustiva (VEDI). Nel merito va intanto osservato l’elemento positivo che viene dalla scelta di cortocircuitare il rapporto fornitore/utente, eliminando la funzione di passamano svolta dal Comune (che paga il fornitore della mensa per poi andare a raccogliere il prezzo dagli utenti). Nel 2016,  e in seguito,  gli impagati che deve gestire il Comune saranno vicini allo zero, sul presupposto di un servizio mensa che sia efficiente e funzioni.

Se si superano le iniziali disarmonie di una nuova modalità, questa semplificazione introdotta è da considerare positiva. Quanto alle criticità emergenti, dall’analisi consegnata c’è da osservare l’utilità di comparazioni che nel prospetto fornito mancano, che Città Ideale ha realizzato e postiamo (VEDI: in rosso i valori non riportati nel rendiconto).

Con questi raffronti si può evidenziare per  esempio che la gestione del commissario  (2011/12) ha lasciato gli insoluti annui intorno al 5%; la gestione Maiorano ha visto un tasso degli insoluti esplodere al 7% nel 2013, per poi superare il 12%. Ciò fino al cambio di gestione citato prima.

Problemi di difficoltà economiche o “buonismo” dell’amministrazione “progressista”?  Si perché il 2011/12 è stato il periodo di crisi più nero su scala nazionale; può essere che a Buccinasco la crisi si sia fatta sentire solo in seguito… demerito di una amministrazione disattenta all’economia locale e al calo di lavoro? Problema della disoccupazione affrontato spendendo in servizi che già il mercato offre: la mediazione (ma questo è un altro discorso).

Ancora più utile una valutazione si avrebbe segmentando gli insoluti per classi di reddito ISEE. Per capire come sono composte le famiglie morose (sappiamo quanto piangano i dirigenti delle scuole di Corsico, che non si rassegnano a un principio do ut des nella erogazione del servizio pubblico): vederne la composizione a Buccinasco aiuterebbe a capire il problema quanto al passato. Non abbiamo i dati e non sono derivabili, purtroppo.

Da rilevare in positivo la tendenza 2014 nel tasso di recupero. In un solo anno si è recuperato il 30%, Mentre in due anni il recupero 2013 è stato inferiore al 10% (8,15%) e solo il 22% dei morosi ha pagato a 4 anni di distanza, nel 2011. Nulla dice il prospetto nelle spiegazioni  ma dai numeri si capisce che nel 2015 l’azione di recupero ha cambiato decisamente marcia, forse con un nuovo operatore. Chi ha esperienza sa quanto sia importante l’intervento tempestivo; viceversa di quanto si rischi di perdere se il tempo trascorre, si allunga, senza risultati.

Infine un dato che non è comprensibile, in un bilancio pubblico: tutti i crediti sono impostati a bilancio come entrate certe, indipendentemente dall’origine temporale. 323.065 sono gli insoluti contabili, anche antecedenti al 2010, senza decurtazioni. La cifra in conto economico non è rettificata mentre sarà da presumersi un incasso parziale, tanto più alto quanto maggiore è il tempo trascorso. Una stima prudente di 100mila euro che vanno a perdita, è ragionevole (in un’impresa privata non considerarla può portare al falso in bilancio).

Pensino i lettori come sarebbe interessante il medesimo prospetto se si esaminasse il fenomeno delle multe nell’ultimo quinquennio.  In questi due mesi l’amministrazione ha fornito, in tempi successivi, dati e indicazioni diverse, fra loro non coerenti. La differenza fra sanzioni emesse, quelle eseguite, quelle a residenti e quelle a non residenti. Quelle revocate, annullate, suddivise per tipologia, ecc. Dati essenziali per capire cosa succede, come si lavora.

Proveremo a proporla a Coalizione Civica: i Cittadini devono sapere, devono capire, hanno il diritto di essere informati analiticamente di come viene gestita la nostra Comunità, nelle sue componenti oggettive. Questo esempio, e altri che si aggiungeranno, ci auguriamo, contribuiscono a far crescere la chiarezza ai cittadini. Far comprendere cosa oggi manca nel bilancio presentato, che il Consiglio approva a scatola chiusa. Ci arriveremo senz’altro con un’amministrazione autentitcamente civica

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