Imprenditore in Italia: l’esempio Caprotti è vergogna per il paese

Città Ideale ne parlò nel 2012 (VEDI), quando per diffamazione il tribunale condannò il libro del fondatore di Esselunga (Falce e Carrello),  nel quale racconta il suo fare impresa nel nostro sistema statalista. Non stiamo a ripetere la motivazione addotta, perché i fatti descritti sono sostanziali e non smentiti. I lettori interessati possono leggersi l’articolo di quattro anni addietro, oppure comprarsi il libro tuttora in vendita nel grande magazzino.

Perché ne parliamo adesso? Veniamo incidentalmente a sapere che il 10 Febbraio 2016 il PM chiede la condanna di Caprotti per diffamazione di un dirigente Coop (sempre diffamazione, al di là del merito). Attendiamo la decisione del tribunale, ma la faccenda va raccontata. A Esselunga perviene una offerta di registrazioni telefoniche imbarazzanti circa  comportamenti anticoncorrenza del dirigente coop. Queste registrazioni arrivano ai giornali (Ilgiornale e Libero), che le pubblicano.

Il merito della situazione raccontata è  da evitare da parte di un’impresa, tanto più se questa è un gruppo cooperativo.  Il giudizio viene promosso da Coop Lombardia che chiede danni a Caprotti per la diffusione del contenuto. Si badi: non per il contenuto, ma per la diffusione: la “campagna diffamatoria contro la concorrente Coop Lombardia” pubblicata dai giornali:

“comprando il cd di intercettazioni illecite e permettendo ai giornalisti di ricevere tale materiale e realizzare i servizi contro Coop Lombardia”.

Caprotti respinge ogni accusa; adesso il giudice deciderà. Non chiede di entrare nel merito, Coop Lombardia (non fa la denuncia con ampia facoltà di prova). Non giustifica, non contesta le notizie. Diversamente da Caprotti, imprenditore, una persona eccezionale.  Che fa impresa e agisce, ha sempre agito, in forme e modalità che stanno entro il mercato. Crescendo nonostante il dominio del mondo  Coop fatto di protezioni e vicinanze politiche .

Caprotti, oggi novantenne, da un paio d’anni ha passato la mano ad una gestione di manager, dopo un’esperienza non felice ha messo fuori i suoi figli senza pensarci due volte. Esperienza che, a ottant’anni, lo ha costretto a rientrare in azienda a mettere ordine. Chiamato in giudizio dai figli, ne è uscito con ragione (VEDI). Dice il suo avvocato:

“E’ stato respinto il tentativo di assalto alla posizione di Bernardo Caprotti, coltivato attraverso una serie di giudizi. Oggi questa decisione della Cassazione mette la parola fine alla vicenda”.

Un comportamento che dimostra la lucidità e il valore (sociale e di qualità, prima che economico, che comunque andrà ai propri eredi) attribuito all’azienda fondata.  Lo spessore di un imprenditore davvero straordinario, esempio di altre migliaia se non milioni, che spiega le scelte cui sono chiamati a rispondere per la difesa dei propri diritti, per dare al seme piantato sessant’anni fa, divenuto quercia robusta e frondosa, il migliore percorso per vivere sul mercato.

Senza protezioni politiche, misurandosi con la ricerca diuturna, ossessiva, di ogni miglioramento funzionale per far bene, per vincere sul mercato con il proprio agire; fidando su se stessi e avendo sempre ben chiara la funzione da svolgere. Persone come Caprotti  sono  un patrimonio prezioso del nostro paese. Sono loro che generano ricchezza e sviluppo, posti di lavoro veri, che si pagano, non a carico di soldi pubblici.

SMONTIAMO I SISTEMI CHE VIVONO DI AGGANCI POLITICI

CHE ANZICHÉ DAL MERCATO, SI FANNO PROTEGGERE

FIDUCIA A CHI FA IMPRESA – A CHI RISCHIA DI SUO

NOSTRI CITTADINI CHE FANNO CRESCERE IL PAESE

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  1. #1 scritto da Roberto DM il 27 febbraio 2016 10:07

    http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/politica/2016/16-febbraio-2016/esselunga-nuova-grana-ricorso-tar-stop-rogito-24055616911.shtml

    A Verona il ricorso al Tar è addirittura tripartisan…FORZA ITALIA-M5Stelle-PD…..!!!

    W l’Italia dei nuovi posti di lavoro che aspettano i risultati dei ricorsi al Tar…..

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 27 febbraio 2016 10:27

    Fare impresa in Italia,
    viene ancora vissuto da molti, soprattutto negli ex-comunisti (più o meno ex, almeno nel modo di vedere ideologico)
    come qualcosa di simile a un furto, a qualcosa di sporco, sotto sotto si arriva a considerare l’impresa
    lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

    In questo caso,
    all’ennesimo blocco burocratico di un nuovo supermercato Esselunga
    sono i partiti di minoranza: Forza Italia, Lega Nord, M5S e PD! (POTEVA MAI MANCARE?)

    Lo fanno con l’intento politico di minoranza di creare difficoltà alla giunta TOSI (autonomo rispetto alla Lega)
    Impazziti, tutti quanti!
    Per questi poveretti è più importante fare polemica politica
    che creare attività sane, lavoro, impresa, commercio, ecc.

    In Italia non meritiamo di avere tanti imprenditori come Caprotti!

    Che nelle scuole e nei media comincino a insegnare economia di mercato….
    a grandi e piccini….
    viviamo in un ambiente vecchio e ignorante….

    con la fame di lavoro che c’è!

    buona giornata agrazie della segnalazione Roberto

    RE Q

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