INPS: un Titanic che sta andando contro l’iceberg

Miserabile di Montecristo, stimolato dalla riflessione di Città Ideale, ha composto una sua analisi che aiuta a dare il quadro drammatico in cui si trova oggi il nostro sistema pensionistico. La lettura potrà forse sembrare eccessiva? Consiglieremmo i lettori a non farsi fuorviare: la situazione è davvero critica.

Tanto più che avremo davanti anni, forse decenni, ove il lavoro che genera reddito, che consente accantonamenti per pagare pensioni, sarà dura mantenerlo sui livelli d’oggi. Più probabile che tenda a calare. Così come saranno ridotte le pensioni calcolate su un sistema contributivo (quello che si sarebbe dovuto fare fin da subito).La politica è fatta di consenso, ma in USA e in Svizzera ad esempio, i fondi pensione sono strutture solidissime e liquidissime, motore dello svluppo, con erogazioni anche consistenti, ma senza regali che non siano stati pagati da contributi. Bene che ci si rifletta, perché questo è l’iceberg su cui possiamo essere destinati a sbattere.

L’alternativa? C’è ed è semplice, anche se amara. Un taglio deciso alla spesa pubblica che permetta di ridurre il cuneo fiscale alle imprese, che consenta loro di reinvestire, creare lavoro, ricchezza e crescita. Lo si dovrà fare; fino ad oggi non se ne vede l’ombra. Ecco l’articolo di Miserabile di Montecristo (titolo della redazione, ndr)

INPS: UN TITANIC CHE STA ANDANDO CONTRO L’ICEBERG

Egr. Sig. Saccavini, che belle parole, ma la politica, la nostra politica, in verità non solo la nostra, ma noi molto più di tutti gli altri, è fatta di consenso e il consenso si trova molto più facilmente spendendo che tagliando.

L’INPS è stato, per moltissimo tempo, un contenitore di soldi dal quale attingere per soddisfare le richieste di rendite di vario tipo (dalle pensioni baby, ai contributi figurativi, alle doppie o triple pensioni, ai riscatti fatti a prezzi di saldo e poi pagati a peso d’oro, al sistema retributivo, alle invalidità date a pioggia, con paesi con una percentuale di invalidi nemmeno ci fosse stata una guerra, le reversibilità più o meno generose e via discorrendo).

Tutti a mungere la vacca benché fosse chiaro, ormai dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, che il sistema non avrebbe retto. Ma che importa, ci penseranno le generazioni future, il politico di mestiere (di destra o di sinistra, non fa differenza), elargiva le proprie mance fiscali garantendosi la rielezione.

Il prezzo lo pagheranno, molto, molto caro, le generazioni a venire. Già oggi l’INPS non ha più in cassa un solo euro, non uno, è un enorme schema Ponzi che paga le (generose, nel senso di  non legate a quanto effettivamente versato) prestazioni in essere con i versamenti dei nuovi arrivati.

Cosa che se fosse stata realizzata da un privato, stile Madoff, gli sarebbe valsa il carcere a vita; ma lo Stato, invece, lo può fare impunemente. Non solo, mentre con Madoff le adesioni erano volontarie, lo Stato ti obbliga ad aderire, che tu lo voglia o meno. Che bella cosa la democrazia e lo Stato assistenziale!

Reversibilità. La prima cosa da chiedersi è se concederla o meno, se sì a che condizioni e, soprattutto, a che prezzo, che dipende dalle condizioni, cioè da quanti ne beneficeranno, per che importi e per quanto tempo. Infine, ovviamente chi lo paga questo prezzo, perché al mondo non esistono pasti gratis, c’è sempre qualcuno che paga da qualche parte. Chi? Il solito Pantalone? Che poi altro non è che il povero contribuente somaro.

Perché il mondo dei diritti fondamentali, inalienabili e imprescindibili è fatto di prestazioni che costano denaro e quel denaro da qualche parte deve pure arrivare. Con le patrimoniali sui ricchi e con la tassazione dei redditi alti che crea redistribuzione e giustizia sociale, strillano di norma i sinistri illuminati; peccato che i ricchi ti scappino come sabbia tra le dita e più alzi le loro aliquote e meno incassi.

Alla fine a pagare è, come sempre, il povero ceto medio che non può scappare, non si ribella, e, grazie a un livello di tassazione da record e un sistema di erogazione dei  servizi scadente e punitivo, si trova ormai a galleggiare ai limiti della sopravvivenza, ma forse è giusto così: il progetto di eliminare le classi medie, la borghesia, si sta lentamente attuando.

Renzi? Solo ricerca del consenso e del potere senza un progetto, senza una visione di medio termine. Il gattopardo non ha nessuna intenzione di ammazzarlo, lo accarezza con amore, visto che gli serve per stare a galla. L’iceberg, ormai, è stato avvistato, ma la manovra (la risposta) è troppo lenta, confusa e tardiva e sarà inevitabile andare a sbattere e affondare. Ma fino a quel momento la navigazione sarà tranquilla e l’orchestra suonerà. State sereni, gufi compresi.

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