Le pensioni di reversibilità e i problemi che dobbiamo aspettarci.

Un discorso articolato richiederebbe un libro. Saremo più concisi, essenziali ma sperando di essere compresi. Bisogna partire da due fattori che spesso sono dimenticati, anzi tre. Negli anni settanta la riforma Brodolini stabilì che i fondi pensione accumulati potevano essere distribuiti, incrementando il valore erogato, perché i nuovi versamenti avrebbero coperto il pagamento delle pensioni (allora si pensava così…).

Uno spreco enorme, fatto di pensioni baby soprattutto nel pubblico impiego. Gli scivolamenti (anni virtuali di contributi), hanno spazzato via i fondi delle pensioni private accumulate dai versamenti. Agevolato qualche milione di pensionati che hanno percepito pensione per trenta o quarant’anni, consumando il fieno in cascina. Il secondo buco è dato dal caricare sui versamenti al fondo pensione le cosiddette pensioni sociali. Il minimo vitale assegnato a chi non ha versato contributi sufficienti.

Le pensioni sociali sono un principio ragionevole; discutibili nella quantità e nei soggetti che ne avrebbero diritto, non oltre. Ciò che rappresenta qualcosa di simile a un furto, e continua ancora oggi, è far carico della spesa all’INPS: ai versamenti pensionistici dei dipendenti in aziende private, anziché farne carico al sistema di tassazione nazionale.

Insieme a queste vi sono le invalidità (che generano un buco pagato dalle pensioni private pari a 3,7 miliardi), per le quali vale lo stesso discorso. Anche qui fonte di sprechi: abbiamo molti più invalidi della Germania, con circa la metà dei dipendenti industria. Non basta, perché vi è poi il buco delle pensioni al pubblico impiego, che genera uscite (ultimi dati che abbiamo disponibili) per 6 milioni l’anno.

Infine quello di cui si parla in questi giorni: la reversibilità (detta anche superstiti). Un istituto compensativo posto in essere quando le donne erano quasi totalmente impegnate in famiglia, prive di contributi, alla morte del coniuge sarebbero rimaste prive di sostentamento. Poi allargato al marito rimasto vedovo; e qui vi sarebbe qualcosa già di meno socialmente logico. La copertura sociale per chi rimaneva a mani vuote avendo lavorato tutta la vita, divenuto un diritto per tutti.

Poi ancora verso le altre forme di convivenza e adesso rischia di arrivare alle unioni cosiddette civili. Chi le paga? Naturalmente il fondo pensioni delle imprese private. In totale l’INPS versa pensioni per 290miliardi, duecentonovanta miliardi ogni anno. Questo genera quell’insieme che viene chiamato cuneo fiscale che grava sulle imprese;  ne riduce pesantemente la competitività. Per parlare della reversibilità, bisogna partire da qui.

In Italia abbiamo letteralmente gettato al vento la ricchezza del paese. I fondi pensione dei paesi sani, non usati per regalare pensioni fasulle (per acchiappare voti),  i versamenti formano i più grandi fondi di investimento che finiscono e ritornano in mezzi  per imprese e banche. Sorreggono e aiutano le imprese del paese, contribuiscono a fare competitività. Generano PIL positivo. In questa diversità è il problema.

Siccome bisogna tagliare la spesa pubblica, dovremmo allora darci delle priorità, affidando al responsabile della spending review un machete che riduca, in fretta e senza eccezioni l’eccesso di spesa che si annida per ogni dove. Si ridurrà il PIL secondario (quello da spesa che viene da stipendi fasulli, da pensioni tarocche, dai trafficoni con la P.A. e danari che finiscono ai partiti, ecc.)

Poi inevitabilmente si dovrà anche intervenire sul sistema pensionistico sistemando alcune cosette: le pensioni sociali e invalidi a carico del sistema generale; il sistema pubblico che le sue pensioni  cominci a pagarsele per intero, come tutti (magari anche aggiustanto importi di versamenti da un lato e delle pensioni dall’altro).

Quindi, solo dopo aver messo ordine a casa propria, ripensare a istituti come la reversibilità, che oggi hanno meno logica ragione di quando sono stati istituiti. Come capita spesso ai nostri governi (questo non è l’eccezione) si interviene nelle spese  con  l’imbuto alla rovescia senza incidere su quanto non sta funzionando, compresi privilegi e sprechi generalizzati.

Questo premier doveva essere quello che ammazzava il giaguaro? Purtroppo pare proprio di no. Ne abbiamo un bisogno urgente e grave di un San Giorgio che lo infilzi da parte a parte, il giaguaro. Adesso il suo agire è indirizzato a costruire consenso.  Dopo aver ottenuto un potere presidenzialista con la costituzione rinnovata, si vedrà….

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 19 febbraio 2016 12:22

    Egr. Sig. Saccavini, che belle parole, ma la politica, la nostra politica, in verità non solo la nostra, ma noi molto più di tutti gli altri, è fatta di consenso e il consenso si trova molto più facilmente spendendo che tagliando.

    L’INPS è stato, per moltissimo tempo, un contenitore di soldi dal quale attingere per soddisfare le richieste di rendite di vario tipo

    ……………

    l’efficace e chiarissimo commento del Miserabile di Montecristo esce come articolo:

    INPS: un Titanic che sta andando a sbattere sull’iceberg

    Merita la lettura; grazie Miserabile di Montecristo

    RE Q

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