La destra a Buccinasco: dove sta? Non si vede

Naturalmente non è vero che a Buccinasco non ci siano i rappresentanti locali dei partiti che su scala nazionale si collocano nell’area a destra del governo nazionale.  Ci sono Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, ci sono. Hanno tre rappresentanti in Consiglio, che avrebbero potuto essere quattro se Lega Nord avesse voluto far valere la ripartizione dei resti. Cose note.

Perché ne parliamo. Veniamo chiamati a parlarne perché più di qualcuno ci accusa di partigianeria, di una critica tutta rivolta a chi sta a sinistra, mentre con la destra sembra non esserci motivo di confronto. Naturalmente così non è, ma qualche spiegazione è dovuta, lo facciamo volentieri.

Intanto, aspetto più importante è il tifo destra-sinistra che, dovendo affrontare temi locali è solo un disturbo che permette di non capire; una semplificazione delle scelte, come dire: vota in comune come voti per le elezioni in parlamento e sei a posto. Troppo semplice, tanto semplice che è sbagliato. I partiti e i loro schieramenti sono ormai diventati una recita nazionale fra le parti.

Pensare che la migliore gestione locale dipenda dal simbolo di un partito è così sbagliato che non ci crede più nessuno. Conta il progetto e la squadra, conta l’onestà e la politica di servizio. Per qualsiasi partito, sia chiaro. Capiterà sempre che le scelte e le decisioni di chi amministra localmente siano decise da sopra, passando sulla nostra testa, in base alle scelte del partito, agl iaccordi fra i partiti (come è successo a Maiorano per il voto su Vignate).

Destra e sinistra sono vessilli simili a squadre di calcio, oggi. Pochissimo contenuto specifico, l’uno e l’altro fanno discorsi speculari ma poi portano avanti la stessa politica. Però dobbiamo parlare della destra a Buccinasco: cosa pensa? Cosa fa? Dove sta? A queste domande le risposte sono semplici: presenza in Consiglio medio bassa. Partecipazione di qualche efficacia. Presenza sul territorio saltuaria e per lo più generale.

Temi locali portati avanti: quasi sconosciuti, manca un punto di riferimento sui social network, tranne un fb di Lega Nord, che riporta per lo più temi nazionali. Insomma di Buccinasco la destra (quella nazionale) non parla. Non si conosce un progetto, una linea guida sui temi che riguardano Buccinasco. Nessun colloquio con la società civile, tranne qualche modesto tentativo d’approccio.

Non si può neppure esprimere una valutazione ragionata su un tema, mentre in alcune occasioni delicate qualche assenza si è rivelata sfortunata e favorevole alle proposte della maggioranza (come il PGT, per fare un esempio). Più recentemente un infortunio sull’interrogazione presentata riguardo alla pista ciclabile, proponendo un’accusa insensata in linea con gli intenti di questa amministrazione (a cui dovrebbe essere alternativa).

In minoranza, come la società civile, ci troviamo soli. Non ci fossimo noi, i rappresentanti moderati sono silenti; possiamo aggiungervi l’UDC (che è parte marginale di una maggioranza, su uno sgabellino. Non considerati, quasi sopportati) una minoranza silenziosa. Possiamo  criticare il silenzio, l’assenza di iniziative. Non certo le idee e le proposte, qualche volta anche coincidenti, ma saltuarie, episodiche, .

L’impressione conclusiva, del complesso è scoraggiante: una compagnia che aspetta pazientemente la fine del mandato attuale per svegliarsi qualche settimana prima delle elezioni, con un appello agli aficionados, superficiale, fatto di amicizie, privo di contenuti. Ricordiamo in termini molto migliori la campagna che mandò su Cereda, con Lanati e i primi mesi di spinta. Poi …… sembra che dal colpo subito non si siano più risollevati speranze e proposte.

Città Ideale e la società civile sta coprendo un’assenza, sta anche coprendo un’assenza, perché i moderati, come gli altri Cittadini li stiamo rappresentando noi: la società civile che vuole cambiare questo sistema. Il futuro, il cambiamento vero, quello che ricomincia dalla tabula rasa nella quale questo sistema ci sta lasciando, siamo noi.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 18 febbraio 2016 09:55

    Beh, parlando delle passate elezioni, diciamo che la Lega Nord – con la sua corsa solitaria (insensata a mio avviso) e alcune sparate del tutto fuori contesto (si veda ad esempio l’atteggiamento verso la materna di Romano Banco oltretutto in palese contrasto con il programma nazionale) – sembra aver fatto di tutto per tirare la volata a Maiorano (ma forse è solo la mia impressione).

    L’UDC, incarnando perfettamente il sogno “casiniano”, è rimasto in mezzo, lesto nel saltare sul carro del vincitore a schierarsi con la forza con la maggior affinità programmatica (???), in quel caso la sinistra, ed è così entrato nella stanza dei bottoni (a far che, per me, è ancora da capire, ma a quanto pare il loro lavoro è di retroguardia, non amano i riflettori; contenti i loro elettori contenti tutti).

    Una differenza, però, tra destra e sinistra, a mi avviso c’è.
    A sinistra, tolta una sparuta minoranza socialdemocratica, c’è ancora una forte presenza (molto più di una semplice ispirazione) dell’ideale comunista (fallito ovunque sul piano economico e sociale e sempre accompagnato da ferree dittature prive di libertà) vuoi per affinità ideologica, vuoi perché i quadri si sono formati alla scuola del PCI, vuoi perché, nonostante tutto, c’è ancora chi in quell’utopia ci crede.

    A destra, le forze presenti sono di stampo liberale, talune moderatamente liberiste, tal altre ancora fortemente stataliste.
    Non ci sono dirigenti formatisi nelle file del PNF (Partito Nazionale Fasciata), non ci sono richiami, in senso economico, alla terza via corporativa del fascismo, non ci sono tendenze alla prevaricazione della minoranza illuminata sulla maggioranza ottusa (che porta sempre alla dittatura, ma….. per il bene del popolo, ovviamente).

    Lo schema dei partiti, col suo diramarsi di relazioni, istituzioni, personale, gruppi di pressione e di interesse, è tutt’altra cosa e, purtroppo, accomuna tutte le forze in campo: i recenti scandali (presunti) della Lega Nord in Lombardia sembrano dimostrarlo.
    La tanto e sbandierata superiorità morale della sinistra non è altro che propaganda.
    Sono dentro al sistema come gli altri, anche quelle forze nate per contrastare il sistema.

    Qualcuno potrebbe obiettare che il M5S finora è immune
    (o quasi; quanti parlamentari hanno perso dall’inizio della legislatura? Una quarantina?
    Non è un tradimento degli elettori questo?
    Non è un entrare nel “sistema”?) da scandali e pasticci vari.

    Tendenzialmente vero, ma è presto per esprimere un giudizio.

    Sono letteralmente esplosi, improvvisi e inaspettati, sono (ancora) mossi da un forte entusiasmo e non gestiscono praticamente nulla. Occorrerà aspettare una decina d’anni, ammesso che a quella data il movimento ci sia ancora e non sia evaporato con la stessa velocità con cui è esploso, per capire se avranno avuto la meglio sul sistema o se sarà stato il sistema ad avere la meglio su di loro.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 18 febbraio 2016 10:13

    Analisi corretta, Andrea.
    Le diverse collocazioni e orientamenti entro le “tendenze” destra, sinistra, sono ancora queste.
    Siamo ormai, però, solo alla componente delle origini, alla storia.
    Di fatto i partiti come si sono evoluti, hanno posto le collocazioni ideali
    come fatto d’immagine più che di profondo sentire,
    il vestito che deve coprire e rappresentare, con cui mostrarsi,
    sotto il vestito (sempre più leggero, sempre più evanescente, cartavelina),
    sotto il vestito… tutto!
    La sostanza, la gestione del potere è tutto,
    il resto, la tendenza, gli ideali, il vestito,
    è ormai solo travestimento,
    tant’è che i cambi di casacca si susseguono,
    sempre più frequenti.
    Quotidiana dimostrazione
    del partito che incarna il potere.
    PARTITOCRAZIA, appunto.

    M5S è ancora presto perché assuma la robustezza granitica necessaria,
    entro un modello che, se vuole essere alternativo,
    non può che partire da un progetto, da un disegno nuovo
    del quale si intravedono pezzi,
    fra spazi vuoti ancora rilevanti…

    buona giornata

    RE Q

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