Polizia Locale e bilancio preventivo: Settore gestito dal Sindaco. Una garanzia di pasticci

Vengono in mente i colloqui surreali fra Totò e Peppino de Filippo. In questo caso Città Ideale (con i Cittadini) assumono la veste di Peppino, che modestamente propone le sue domande semplici, Sindaco e Comandante della P.L. che con assoluta indiscutibile certezza dichiarano le cose più incomprensibili ed illogiche. Il che, fossimo nel film, fa scattare il riso. Trattandosi di nostri soldi, diventa una tragedia. Flaiano dice che in Italia le questioni sono gravi ma non serie….

Città Ideale, pazientemente, in questo guazzabuglio di dati e nomi di voci indicate nei  vari documenti ha fatto un riepilogo (VEDI). Un insieme di documenti ufficiali, che riportano dati non coerenti. Non sappiamo quanto conoscano di ragioneria (a parte il P.O. che il bilancio prepara)i vari pro tempore e responsabili: li informiamo che i numeri non sono parole, non possono essere tirati su o giù o pressappoco, sono numeri e devono quadrare. Dal prospetto si capisce solo che sulle voci e sui dati c’è confusione.

La confusione nel bilancio è qualcosa di terrificante, perché dalla confusione al falso in bilancio il confine è una carta velina. Se ne rendono conto i nostri? questi dati fanno pensare che  non se ne rendano conto, allora glielo diciamo noi, perché se lo stampino bene in mente. Promemoria anche per i revisori, che ci sembrano attenti  a quanto scriviamo.

Riguardo ai verbali nel 2015 (8.284), in rapporto con il valore complessivo dichiarato, siamo alla meno che improbabile cifra media annua per verbale di euro 323,84. Come si  fa a mettere su un documento ufficiale uno sproposito del genere? Le determinazioni di un Responsabile dobbiamo parificarle alla inconsistenza pratica delle grida manzoniane? .. E stiamo esaminando una sola voce di bilancio… chissà il resto.

Dal metodo passiamo ai contenuti: quest’anno il bilancio deve introdurre una voce nuova: il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (siglato FGDE). Non staremo a spiegare cosa sia un fondo, basti dire ai lettori che è un dato correttivo, in diminuzione, di crediti che come valore fanno parte dell’attivo, il cui integrale incasso deve essere rettificato in base a quanto storicamente viene poi perso, dei crediti aperti.

Il bilancio di quest’anno dovrebbe quindi rettificare, fra le uscite, i verbali delle multe per un importo pari a quanto, nella media degli ultimi anni, non è poi stato incassato, andando perso. Può succedere che il soggetto debitore non sia rintracicabile, che l’auto fotografata sia risultata rubata o dalla targa falsa, ecc. Quindi storicamente gli uffici sanno benissimo quanto possono aspettarsi di perdita, con una stima ragionevole.

L’utilità nel conoscere questa perdita, è fondamentale perché gli addetti alla gestione degli incassi possono ottenere premi in base al budget atteso, sui risultati effettivi ottenuti. Migliorano i risultati e una parte di questi maggior incassi è giusto e positivo che vada a chi li ha conseguiti. Ecco un metodo da inserire nella pianificazione de icompensi al personale, in modo diffuso e oggettivo. In ogni attività si può individuare il budget e il meccanismo premiante. Numeri non parole…  Chissà quando lo faranno.

Bene sul FGDE, sul fondo quindi, quale cifra stanzia il bilancio, ritenendoli tutti FGDE: semplicemente l’importo non incassato nel 2015. Lo devo ancora incassare quindi è di dubbia esigibilità, sembra il ragionamento. Non crediamo che il dispositivo che introduce il principio, dica questo; non lo sappiamo.

Città Ideale si è presa la briga di fare una simulazione, indicando quando potrebbe essere la perdita su crediti che richiede l’accantonamento di un fondo; all’incirca 200mila euro in base alle stime orientative (VEDI). Contro 1150.000 del bilancio preventivo (che diventano 1226.000 nel rendiconto della P.L. fatto proprio dal sindaco: VEDI allegato a delibera di Giunta del 03 Febbraio).

Pro tempore che in questo marasma di dati e cifre incoerenti si apprestano a presentare in Consiglio il bilancio preventivo per la sua approvazione, con tanto diparere conforme dei revisori. Guarderemo con attenzione i comportamenti e le facce dei Consiglieri, di maggioranza e minoranza, mentre decidono di apporvare il marasma che i pro tempore chiamano bilancio preventivo.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 7 febbraio 2016 13:11

    Onestamente dati quei numeri fatico a trovare il bandolo della matassa.
    Se nel 2015 sono stati emessi verbali per circa 2,6 milioni e si è incassato 1 milione (cioè circa il 40%), l’importo del fondo non appare per nulla sproporzionato, no?

    Non vorrei sbagliare ma temo che il problema più grosso che appesantisce i mancati incassi sia quello dei ricorsi. Benché fare ricorso sia stato, ingiustamente a mio avviso, pesantemente penalizzato (al di sotto di una certa cifra fare ricorso risulta anti-economico), in Italia i riscorsi sono tanti, probabilmente perché le procedure sono complicate (e infatti il tasso di accoglimento è significativo).
    Quello che vorrei sapere è quanti sono stati i ricorsi, quanti sono stati vinti e quanti persi e quanto è costato (costo reale onnicomprensivo) al Comune la gestione dei ricorsi.

    Se vengono commessi errori dagli agenti, questi sono poi chiamati a risponderne?
    Se ne tiene conto in sede di valutazione finale?
    In sede di distribuzione dei premi?
    O paga Pantalone e basta?

    Se faccio ricorso e perdo sovente sono chiamato a pagare le spese del procedimento, ma se faccio ricorso e vinco, spesso, non ottengo il risarcimento di una cifra corrispondente e questo, a mio avviso, è ingiusto.
    Se perdo pago, ed è giusto che sia così; se vinco, il Comune dovrebbe essere chiamato a pagare in eguale misura, altrimenti c’è una sorta di incentivo a osare (moral hazard).
    Si pensi al Comune di Milano e alle notifiche apparentemente oltre i termini (*) dell’enorme mole di verbali accertati grazie a vari nuovi multavelox sparsi per la città!
    I ricorsi sono stati tantissimi e se fossero accolti chi pagherà?
    I cittadini?
    Perché il Comune non dovrebbe risarcire i cittadini dei costi e del tempo che ha fatto loro sprecare per il ricorso?
    Ve lo immaginate il Comune di Milano costretto a risarcire, che so, 500 euro per 500.000 ricorsi?
    250 milioni di euro!!!

    Meglio ancora se fatti pagare alla Giunta (e in parte alla struttura che al volere della Giunta si è piegata).
    Secondo me ci penserebbero due volte prima di avere un’altra alzata d’ingegno simile, non credete?

    (*) Senza dilungarmi troppo nei dettagli, diciamo che il Comune di Milano interpreta in maniera “originale” la data dalla quale far decorrere il calcolo dei giorni per la notifica.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 7 febbraio 2016 13:42

    Molto interessante la analisi che ci fa Andrea…

    Riguardo ai dati, nella simulazione non abbiamo pensato ai ricorsi, dato per scontato che il comportamento degli strumenti sia corretto e che i vernali fatti direttamente dai vigili siano percentualmente pochi.
    C’è da dire, ripetiamolo, che in un bilancio, le cifre devono essere esplicate per il loro contenuto (ad esempio):
    > totale verbali (questo lo abbiamo, sono 8.284)
    > totale importi (idem 2.681.067 euro), da cui l’incredibile media unitaria di 326 euro.
    > totale numero e importo dei ricorsi
    > totale senza ricorso, di cui pagati
    > totale emessi ancora da scadere
    > totale residenti e totale non residenti
    Magari poi la composizione epr categoria di sanzione, notizia utile per valutare la rischiosità e le conseguenti decisioni al fine di ridurre eventi negativi, gli incidenti per tipo e luogo, ecc.

    senza questi elementi la cifra messa in bilancio manca di attendibilità.
    Soprattutto, in un bilancio preventivo non c’è dimostrazione circa budget e logiche che i budget supportano.

    Quanto al resto, il tema è molto ampio… per ora limitiamoci al bilancio che mercoledì deve essere approvato.

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Città Ideale il 7 febbraio 2016 14:21

    Quanto al fondo stabilito Andrea, ho l’impressione che abbiano confuso:
    > l’entità dei crediti da incassare (anche per verbali ancora non scaduti, ecc.)
    > la cifra da mettere nel fondo perché in base ai dati storici vi sono crediti che non saranno incassati

    Senza poi contare un altro elemento che qui possiamo indicare soltanto per memoria (come ipotesi possibile):

    verbali che sono stati emessi e poi, per ragioni intuibili, non sono stati oggetto di procedure esattive…..
    o magari archiviati….
    Quest’ultima categoria è ipotetica, ma non impossibile,
    deve essere resa nota!

    buona domenica

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 7 febbraio 2016 15:19

    Concordo Luigi,

    diciamo che, più precisamente, il bilancio così fatto manca di utilità, non è un momento di verifica e di controllo,

    indispensabile per capire e mettere in atto strategie di miglioramento dei servizi,

    ma solo un documento burocratico fatto perché così impone la legge.

    Non si intravede, purtroppo, un’ottica manageriale.

    RE Q
  5. #5 scritto da Città Ideale il 7 febbraio 2016 15:39

    Ciò che emerge è proprio quanto conclude Andrea.

    Il bilancio, in una gestione quale che sia, è il momento in cui si mettono a fuoco i dati storici,
    analizzati e confrontati,
    al fine di stabilire quanto del compiuto non è ottimale (costa troppo oppure è mal fatto rispetto all’impiego cui è destinato);
    per poter quindi individuare gli indirizzi verso cui ci si deve muovere (su cosa impiegare risorse, ove invece dirottarle ad altri impieghi, in funzione dell’obiettivo datosi)
    per concludere il tutto con il bilancio previsionale che determina le risorse per ciascuna voce, illustrate in funzione di quanto ai punti che precedono.

    Se non vien compiuto questo processo, presentare alla approvazione un bilancio assomiglia molto ad una inutile recita.

    Non hanno competenze gli eletti,
    si percepisce carenza al riguardo da parte dei singoli responsabili,
    che pure dovrebbero essere i soggetti determinanti nel mettere a fuoco le criticità e le conseguenze degli indirizzi “politici”.

    La comunità ha bisogno di
    competenza e capacità manageriale,
    oltre alla assoluta probità, etica nella gestione dei beni della comunità,
    di spirito di servizio nell’impianto del proprio mandato
    temporale e definito
    assolutamente non un mestiere.

    Il bilancio nella sua analisi fa emergere in modo pressante questa necessità

    RE Q

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