Finanziamenti e soldi sprecati: ciclabile Bucci Castello-Gudo

La situazione si presenta disastrosa, in modo eclatante. In un anno scarso un lavoro concluso è stato certificato dal comune, collaudato dal PASM e dalla Regione. Il Comune dovrebbe esere garantito da una polizza assicurativa (se non l’avesse annullata ritenendosi soddisfatto). Come è possibile che si arrivi ad un disastro del genere?

Città Ideale ha cercato di costruirne la storia che in sintesi forniamo. Si tratta di un programma intercomunale che coinvolge PASM, Buccinasco, Trezzano e Assago. Con un finanziamento regionale di circa 600mila euro. Di cui il tratto Bucci è di 186mila. Il percorso dovrebbe riguardare in più tempi sia il lato destro che sinistro della via De Amicis da Castello a Gudo; il primo step era realizzare uno dei due tratti.

Il progetto ha incontrato difficoltà diverse: contrarietà di proprietari limitrofi all’esproprio di pochi metri (il comune che cala le braghe) hanno costretto a realizzare un percorso con tre attraversamenti destra sinistra. La pista ciclabile può ottenere finanziamenti solo se la struttura è solo ciclabile (quindi con fondo ridotto per il minor peso). La strada stretta  richiedeva la protezione della porzione ciclabile, senza sede propria, con un cordolo.

La P.L. si è dichiarata contraria al cordolo, dato il tratto di strada “ad alta percorrenza” (70kmh). Si è arrivati alla soluzione sostitutiva del cordolo con “occhi di gatto” (indicatori visivi del limite), distrutti poco dopo il termine dai mezzi di rimozione neve. In queste condizioni, data la strada stretta, diventa  inevitabile lo sforamento di automezzi e mezzi pesanti nel tratto ciclabile, con peso per asse ampiamente superiore a quanto può sopportare.  I cedimenti ripetuti di terreno, ogni giorno più diffusi, sono il risultato.

A queste criticità (già incompatibili con l’opera) si sono aggiunti i lavori  della fognatura su tutto il percorso della strada: scavi laterali alla pista, terreni di scavo depositati sulla pista, mezzi da lavoro pesanti che del lato ciclabile si sono serviti per ragioni operative, conseguenti ampi ulteriori cedimenti. Siamo al  risultato di oggi.

Un lavoro parziale, frutto di una sequenza di condizionamenti. Si doveva espropriare la sede ciclabile realizzandola su terreno laterale, oppure coprire il cavo che percorre l’intera strada, che i tecnici incaricati (campari) non hanno consentito. Chi ha dovuto progettare è stato costretto a tener conto di una serie di vincoli che non poteva modificare. C’era poi il problema della scadenza: lavori da concludere entro il 2014 a rischio di perdita finanziamento.

In questo pastrocchio e divisione di compiti e responsabilità fra gli enti: la regione che spende i nostri soldi, il comune che li vede come un regalo; forse per questo più superficiale nell’approvare un progetto illogico, che non sta in piedi. Non per il tecnico che si trova a dover realizzare un’opera senza spazi adeguati, che vede poi il cordolo di protezione annullato dalla P.L.  La responsabilità è inequivocabilmente della Giunta che approva l’opera (magari anche lei pressata a decidere in fretta dall’opportunità del finanziamento ).

I lavori finiscono entro i termini a fine 2014. Restano i verbali di servizio, i sopralluoghi, i collaudi di tecnici esterni, che danno luogo alla chiusura dei lavori senza intoppi. Tutti incapaci, con le fette di salame sugli occhi? Adesso che si deve prendere atto delle conseguenze, non dei lavori ma dell’insieme di limiti e condizionamenti entro cui il progetto è stato sacrificato: fare la pista ciclabile senza ampliare una strada di ampiezza limitata che non consente una pista ciclabile autonoma e distinta.

Di fronte a questo sconquasso arriva adesso lo scaricabarile, risibile: il Comune che ricerca i responsabili negli esecutori! Dopo aver approvato le opere, certificato i lavori, liquidato l’intero pagamento, ecc. ecc.  vanno in tribunale spendendo altri soldi nostri, invece di dare le dimissioni per incapacità propria. Una serie intricata di passaggi e vincoli gestita burocraticamente, a cominciare dalla approvazione della Giunta. L’assessore ai lavori pubblici, forse più responsabile degli altri, chi era in quel tempo?

Così adesso abbiamo un’opera da rifare, da ripensare e finalmente da progettare facendo piste ciclabili in una sede distinta e diversa dalla sede stradale, per ciascuno senso di marcia. Altri danari, ancora tasse (che siano quelle versate alla regione o al comune per noi non cambia: dalle nostre tasche escono). Dovranno rispondere ad una mozione della minoranza…

LASCINO LE SEDIE

FINISCANO DI COMBINARE DANNI

PRENDANO ATTO DELLA LORO INCAPACITA’

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  1. #1 scritto da Città Ideale il 3 febbraio 2016 13:56

    Chissà dov’era il vicesindaco quando ha approvato il progetto,
    quando ha ratificato la corretta realizzazione…

    per poi dare mandato all’avvocato perché si perseguano i responsabili, chiedendo danni per mezzo milione e passa…

    Prepari il portafoglio… il vicesindaco…

    I Cittadini ringraziano

    RE Q
  2. #2 scritto da Marco il 3 febbraio 2016 15:13

    Era una fine abbastanza prevedibile, perché a distanza di più di un’anno l’amministrazione non ha eseguito nessun tipo di manutenzione ordinaria né tantomeno straordinaria ne sulla pista e neanche sulla sede stradale.

    Ne abbiamo viste di tutti i colori e generi:

    - Il taglio dell’erba ai lati della strada che a malapena nel giro di un lustro e’ stato eseguito una sola volta.
    - Diversi e numerosi fuocherelli e party nelle aree di sosta.
    - Cestini che chiedevano pietà perché nessuno li svuotava.
    - Rogge piene di immondizia e macerie, comprese le sponde vicine.

    Mancava poi il “delicato” lavoro delle fogne, che se pur indispensabile, e’ stato eseguito in modo invasivo e in termini di tempo biblici, che ancora oggi non sono terminati (diversamente da quanto pubblicamente qualcuno afferma).

    Queste ultime hanno praticamente dato il colpo di grazia a tutto il tragitto che porta a Gudo.

    Abbiamo visto mezzi pesanti (a dir poco) passare, sostare, e lavorare sulla sede ciclabile fino a volte ad appoggiare le pale sulle stesse recinzioni in legno, tombini malfatti che rendevano pericolosa la stessa strada fino a danneggiare i veicoli che passavano.

    Oggi se le condizioni sono tali, sono sicuramente da imputarsi alla mancata manutenzione dei diversi manufatti, che sembrano li lasciati apposta ad ammalorarsi, chi sa mai perché.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 3 febbraio 2016 18:51

    Infatti,….

    All’errore iniziale, di ordinare il progetto su una strada stretta di una ciclabile che, si è scoperto dopo, non poteva essere distaccata e protetta dal transito autoveicolare e da lavoro,

    si aggiunge il durante:
    > quali e quanti i controlli effettuati mentre erano in corso i lavori di impianto ?
    > quali e quanti controlli durante le opere di installazione delle reti fognarie?

    Insomma il degrado non è opera solo derivata da un’opera decisa lì per lì senza riflettere bene, subendo le contrarietà delle proprietà limitrofe (comprensibili, ma certo non serie, visto che si tratta di una striscia sui bordi, che non riduce coltivazioni e contenuto del terreno), che come realizzata non sta in piedi.

    Quindi adesso siamo ad un lavoro da rifare, avendo sprecato il finanziamento regionale, che dovrà compiersi con nostre tasse.

    Se pensano di risolvere l’imbarazzo denunciando chissà chi, invece di fare il mea culpa, sbagliano.
    Non gli andrà bene… e come sempre a pagare saremo noi

    Che i Cittadini la prossima volta ne tengano conto. scegliere persone prive di esperienza e ci costa caro, molto caro…
    meglio andare a votare e fare una scelta giusta, meditata.

    RE Q
  4. #4 scritto da ISLERO il 3 febbraio 2016 19:21

    CUI PRODEST?
    di certo tutto ciò non giova alla comunità, che si dovrà accollare
    altri soldi che Jack ha deciso di impegnare con legali che, contenti
    di prenderli, faranno solo cartaccia.

    Il nodo del problema è si ovviamente la MANUTENZIONE, ma d’altronde se
    questa non viene fatta per altre cose a Buccinasco, perché dovrebbero
    preoccuparsi di una pista ciclabile?

    Abbiamo rotonde in uno stato di pericolo con massi granitici che sono
    sommariamente appoggiati ai lati, figuriamoci che cosa importa di un
    parapetto in legno che risulta danneggiato dall’operatore che lavora
    per le fogne.

    Oppure il problema potrebbe essere il frutto della politica
    vendicativa del nostro piccolo JACK, detto sindaco di Buccinasco, e
    vedi che …

    con la scusa di spostare questo qui o quella lì, prima su poi
    giù, poi a destra poi a sinistra, non si capisce chi è che cosa deve
    fare il personale che ogni 3-4 mesi viene spostato come mobili da
    giardino.

    Lo status generale di Buccinasco è degrado avanzato,
    forse JACK invece di andare a caccia di farfalle dovrebbe vedere finalmente i
    responsabili dei lavori pubblici e del suo pseudo assessore.

    RE Q
  5. #5 scritto da Città Ideale il 3 febbraio 2016 19:35

    In effetti si tratta di un di cui….

    l’insieme è degradato come non mai,
    basta vedere come sono messe le piste ciclabili in Buccinasco,
    quasi tutte rovinate e non percorribili, i ciclisti costretti a viaggiare sulle strade con le automobili…

    adesso hanno attivato la giustizia per trovare i colpevoli….

    intanto per il prossimo consiglio, fra l’altro, dovranno rispondere e spiegare
    (tenersi pronti con i registratori…)

    Fa ridere, ma purtroppo è triste.

    buona serata Islero

    RE Q
  6. #6 scritto da Matteori il 3 febbraio 2016 21:36

    a tutto quanto già descritto,
    con una ciclabile che viaggia ripetutamente a zig zag in un tratto pressoché rettilineo,
    di poco superiore ai due chilometri (degno di plauso se i progettisti arrivano direttamente dal teatro dell’assurdo)

    a mio avviso si aggiunge un aspetto decisamente più serio e pericoloso anche rispetto al già di per se critico ripetuto taglio della sede stradale,

    faccio riferimento al deprecabile imbuto venutosi a creare in prossimità della stretta curva all’inizio del rettilineo arrivando da Buccinasco.
    Detto restringimento in curva della carreggiata, ovviamente non segnalato, è stato determinato dalla creazione dell’unico punto protetto della pista ciclabile tramite una importante staccionata in legno.

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il guardrail che cinge la strada carrabile è sfondato in entrata su ambo i lati a testimonianza degli incidenti che sono avvenuti e della criticità che hanno creato pur di non ricercare una soluzione di gran lunga meno pericolosa per tutti: ciclisti, motociclisti e automobilisti.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 3 febbraio 2016 23:16

    Matteori, buona serata.

    Noi Cittadini però possiamo stare tranquilli…
    Ci ha pensato il sindaco a nominare un legale (pagandolo con le nostre tasse), perché agisca in tribunale per individuare i responsabili e farsi rimborsare.

    Vuoi vedere che poi la situazione gli si rivolta e torna indietro, che a rimborsare il comune dei danni debba essere lui e la sua giunta?

    buona notte

    RE Q
  8. #8 scritto da Napoleone Buonaparte il 4 febbraio 2016 18:20

    Il vicesindaco ed il sindaco non credo che siano sprovveduti;
    loro stanno godendo del fatto che pensano di riuscire ad incastrare azienda appaltatrice, progettista, DL e collaudatore non facenti parte del circolo magico.

    Hanno però fatto i conti senza l’oste, mi sa.

    Perché leggendo le carte ho l’impressione che non abbiano nemmeno letto il progetto.

    Ho un altro dubbio che la causa, ammesso che sia ammessa dal giudice durerà 4/5 anni e poi il comune oltre agli avvocati, ctp,ctu dovrà pagare anche l’opera.

    Io mi chiedo a chi giova questa causa?
    all’avvocato?
    al CTP?

    Di certo non ai cittadini di Buccinasco che non avranno un risultato favorevole e in più dovranno pagare di tasca propria.

    RE Q
  9. #9 scritto da Città Ideale il 4 febbraio 2016 18:59

    Del resto Buona parte,

    questa democrazia genera amministratori pro tempore incapaci,
    proprio per questo irresponsabili

    Irresponsabilità dovuta a norme e meccanisimi giudiziari fatti ad hoc perché non rispondano mai, mai, degli errori, per quanto siano economicamente gravi.

    Un sistema, che richiede un salto di qualità, Uomini nuovi che, rinunciando alla irresponsabilità, si assumano impegni e obblighi di cui i politicanti d’oggi si sono già da anni dimenticati.

    buona serata, Buona parte

    RE Q

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