Buccinasco e ‘ndrangheta: se ne è parlato Radio Popolare

Informati da un conoscente della serata all’auditorium di Radio Popolare in via Ollearo (zona Mac Mahon) per il giorno 25 01 alle ore 21, nel ciclo di “lezioni antimafia” coordinato dalla Scuola di Formazione Antonino Caponnetto. Giunta alla sesta lezione, dopo Nando Dalla Chiesa,  Armando Spataro, Giuliano Turone, tocca a Martina Panzarasa che, dalla sua esperienza fa lezione dal titolo:

La ‘ndrangheta mette radici alle porte di Milano. Il caso di Buccinasco, la “Platì del Nord”

Le aspettative, dato il tema, non facevano prevedere novità, ma la giovane docente, che con Dalla Chiesa ha firmato il libro che nel 2012 ha creato reazioni scandalizzate dai nostri pro tempore,, con le polemiche che ne sono seguite, ha condotto un discorso serio e informato. Ci siamo andati perché Radio Popolare ha ascolti prevalenti nell’area “sinistra” e ci interessava capire come andava a parare. Discorso ben costruito e onesto.

Un pubblico di giovani in prevalenza, circa 200 persone, fra le quali forse un paio di Buccinasco. Nella assenza di politici locali, pro tempore o meno; forse l’evento è sfuggito?  Una occasione persa, riteniamo. L’analisi dell’oratore è partita dalle origini, con alcune notizie interessanti. Il nome Platì del Nord perché la venuta dei calabresi negli anni sessanta vede una prevalenza dalla cittadina (3.800 abitanti).

L’oratore cita le cifre del processo Nord Sud: 133 arresti di cui 97 calabresi e fra questi 47 di Platì.  descrive la modalità sociale del luogo, dalle origini contadine; relazioni fortemente basate sulla famiglia allargata di tipo patriarcale. Matrimoni e nascite che si torna a compierli nel paese d’origine. Le domeniche, le feste in campagna trasferite negli orti di Buccinasco con tavolate di famiglie che consumano il capretto, ecc. Comunità fortemente coesa anche se è sbagliata una parificazione ‘ndrangheta/Platì.

Se analizziamo i Cittadini nelle liste elettorali ultime (VEDI il prospetto di Città Ideale), Buccinasco per luogo di nascita, su 21.075 elettori: i calabresi risultano 635, subito più dei veneti 635. Molto inferiori a pugliesi (1.148), siciliani (1.125), campani (950). Fra le località calabresi, il paese più rappresentato è Oppido Mamertina con 154, segue Platì con 94. Non è poi così marcata, quindi, la componente calabrese e platiota nella nostra Buccinasco. Dati che forse l’oratore non conosce e forse dovrebbe tenerli presenti.

L’evoluzione di questi ultimi anni vede l’introduzione nell’economia reale, descritta in termini costrittivi (condizionamento pesante, anche fisico), ma anche imprese in crisi, finanziate e poi inglobate. Un’altra modalità è la coincidenza/condivisione di interessi con imprese che per la loro attività generano un vantaggio reciproco. Infine vi sono investimenti propri con attività acquistate o nuove, che operano attraverso prestanome.

Sul rischio di questo approccio imprenditoriale dell’antistato, l’oratore si sofferma poco, rispetto alla rilevanza del tema. la criticità deriva dalla possibilità di far girare danaro sporco (soprattutto dalla droga): riciclandolo esce pulito. In questo modo si genere una condizione concorrenziale anomala che mette in crisi chi agisce sul mercato regolarmente. Infatti l’obiettivo dell’antistato è allargare il giro d’affari: più alto il fatturato maggiore il danaro ripulito. Non importa se poi l’impresa perde, perché il costo medio del capitale ripulito è intorno al 20%.

Queste le considerazioni di Città Ideale

Modalità di agire che è meno facile da individuare e colpire da parte dello Stato, più dissimulata, che si appoggia su complicità che si aggirano sull’area grigia. Meno devastante l’impatto sulla società civile entro la Comunità, ma pur sempre una grave alterazione della comunità sana che crea ricchezza vera, lavoro e sviluppo.

Per un altro verso si può considerare questo transito verso l’inserimento nell’economia reale; un lento passaggio verso la normalizzazione. Perché questo percorso avvenga, con beneficio per il lavoro, l’economia sana e la Comunità, occorrono strategie precise e incisive. Compito delle istituzioni tute è instaurare percorsi che rendano difficile, non più conveniente, questo permearsi dell’antistato entro l’economia reale. Richiede l’attenzione e l’impegno di tutti, società civile compresa.

Sfumato è stato il passaggio che riguarda il territorio, l’edilizia, il movimento terra, nei rapporti con la politica locale. Non si è parlato di Buccinasco più, ad esempio. Che pure è situazione tuttora irrisolta. Il minor peso può essere giustificato anche da un ambito oggi fermo. Si possono tuttavia intuire comportamenti di soggezione dei nostri pro tempore, fino all’ultimo: la vicenda relativa ai “100 comuni contro le mafie”. Il timore rispettoso reso pubblico in una modalità come questa, assume e resta nella sua gravità che deve preoccupare.

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