Famiglia e unioni civili: un po’ di chiarezza, per cortesia

Viviamo in un tempo nel quale la comunicazione deborda, è priva di autocontrollo, spinta dall’esigenza di far notizia (per ottenere il pane di cui vivere: la pubblicità), spara titoli e contenuti emotivi, che vellicano reazioni istintive quanto indignate. La ricaduta sui social network ad un tempo ne è l’immagine e il risultato. Sparate ancor meno trattenute da conoscenza e cultura generale, basic. Come è d’uso dire, da bar sport.

Non tutti i temi sono alti, è ovvio; non tutte le notizie devono lasciarci freddi (avendo l’avvertenza, e la preparazione, di sceverare il contenuto proprio, dall’enfasi o dal giudizio che li avvolge e li contorna; bisogna anche  decodificare il contenuto, considerato il rischio di bufala): basta pensare alle quotidiane vicende corruttive, allo sperpero di danaro proveniente dalle nostre tasche. Sulle unioni civili occorre calma e logica, diritto e valori che la Comunità deve condividere.

Ci siamo già trovati, nel 2012, ad affrontare il tema (VEDI e VEDI, ma anche altri articoli cercando “unioni civili”). Non ci ripeteremo, i contenuti sono interamente da confermare.L’unione civile è cosa altra e diversa dal matrimonio per effetti sociali, di cura e sviluppo della prole, di benefici e assistenza che la società è giusto dedichi al matrimonio. Molto, molto meno a unioni con obblighi più deboli o labili.  Senza benefici per la società, senza doveri, la società non deve e non può destinare risorse, che inevitabilmente, va a togliere da altre destinazioni.

Il tema in discussione è tutto qui. Coloro che pretendono di tutelare la famiglia non sono bigotti chiusi, omofobi o che altro. Difendono l’istituzione e chiedono una distinzione normativa adeguata per i due tipi di unione. Ciò che si sta proponendo è simile a una “legge truffa”: le unioni civili vengono definite come tali ma a queste è riconosciuto un trattamento come se fosse una famiglia.

Un equivoco che serve a far passare la parificazione di fatto, che la Costituzione chiaramente non consente. La Costituzione tutela la famiglia basata sul matrimonio. Una norma che stabilisca condizioni e regole per le unioni civili ci sta. Rispetto e dignità  non si discutono. Ma con tutta l’evidenza naturale del rapporto; le risorse pubbliche a sostegno delle unioni civili dovranno, dovrebbero, partire da altri e diversi criteri.

La polemica sta giocando sull’equivoco con slogan del tipo: amore eguale matrimonio. Non è così e ci auguriamo che così non diventi. Condividiamo le preoccupazioni e le istanze di chi tutela la famiglia. Città Ideale respinge posizioni estreme e le denuncia come un grave attentato al vivere civile, uno spreco di risorse pubbliche per unioni che, al di là del riconoscimento ufficiale richiesto, restano fatti privati e tali rimangono.

La comunicazione è fasulla: il ritardo nella legislazione è conseguenza di un agire da furbini in parlamento. far passare una legge acchiappavoti che sbraghi sui riconoscimenti economici alle unioni civili, disinformare accusando chi non la approva con questi contenuti come omofobi e retrogadi. C’è necessità di chiarezza, equilibrio; superando le posizioni strumentali e dannose per la società, il paese. Un gioco politico da sinistra contro il governo.

Siamo dispiaciuti pertanto che il capogruppo di Coalizione Civica, scrive pubblicando su social network, arrivi ad esprimersi con battutacce di pessimo gusto da cui Città Ideale prende le distanze:

Viviamo in un paese dove non si definiscono diritti neanche per le copie di fatto eterosessuali e si fatica ad approvare una legge sulle unioni civili che riduce al minimo il buon senso. Possibile che non riescano a legiferare come se avessero una dispensa dal Vaticano?

Una famiglia esemplare: Aumentano le adesioni al Family Day. Oggi è il turno di Rosa e Olindo (i coniugi di Erba che hanno massacrato una famiglia)

Polemica davvero spicciola e banale; sbagliata oltre che volgare. Se i Cattolici sono senz’altro sensibili al tema, non può parificarsi e appiattirsi così. Offendere tutti i Cittadini che ritengono la tutela della famiglia naturale una priorità, parificati a un’orda vandeana di invasati ignoranti, succubi del Vaticano. Una seria caduta di stile, da cui Città Ideale non si riconosce, prende le distanze, condanna.

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