Riscaldamento nei locali pubblici a Buccinasco: tragedia non organizzata

Del dramma ripetuto che riguarda il fenomeno riscaldamento nel nostro comune i Cittadini ne sono a conoscenza per le scuole che in questi tre mesi si sono succeduti dappertutto, senza risparmiare una scuola sembra, e in più occasioni entro la medesima scuola. Fenomeno fuori norma, che fa emergere pasticci nel sistema di fornitura e manutenzione.

Un sistema pubblico che si compone di più luoghi, deve dotarsi di apparati efficienti e robusti, che privilegino la durata e la garanzia di continuità, su tutto.  Sono da privilegiare sistemi di caldaia normalizzati (dello stesso tipo), perché la manutenzione ordinaria (la piccola manutenzione) possa essere assunta in proprio formando l’operaio che sarà  in grado di intervenire direttamente e presto.

Non è così, sembra di capire, sia nell’acquisto, sia nella piccola manutenzione, che chiameremo ordinaria. Stanno facendo acqua i nostri apparati: succede con frequenza che durante la chiusura notturna o del fine settimana arrivi lo stop, che nessuno se ne accorga se non alla riapertura del mattino o del lunedì, con ambienti freddi nei quali è difficile o impossibile operare, a scuola in particolare.

La situazione Città Ideale la coglie in tutta la sua gravità da una deliberazione del funzionario di pertinenza, datata 11 Gennaio e pubblicata il 20 sull’Albo Pretorio (VEDI). Questo intervento riguarda i vari tipi di guasto succedutisi in questo primo periodo dell’inverno, che a leggerli, basta leggerli, fanno pena:

  • Centro Culturale Bramante. Guasto su scambiatore
  • Farmacia Comunale via marzabotto. Danneggiamento scheda elettornica
  • Cimitero Comunale. Guasto su caldaia
  • Appartamento Comunale via Vittorio Emanuele. Guasto su caldaia
  • Caserma dei Carabinieri. Guasto su pompa anticondensa
  • Municipio. Guasto su gruppo carico automatico.

Cose che riguardano interruzioni di riscaldamento su locali non scolastici. Se aggiungiamo anche Nidi e Scuole, facciamo fra i quindici e venti guasti in due/tre mesi! Quale è fra i lettori che non si fermi e ragioni cosa mai sta succedendo? Non è da ripensare questa situazione? Cominciamo a dire cosa decide il nostro esimio ufficio tecnico, che si invita a andare a leggere (anche se non sono pubblicati i tre allegati, purtroppo).

La soluzione individuata dall’ufficio è… far riparare d’urgenza a un fornitore e chiede un preventivo, per 2.400 euro di costo. Se si andrà avanti così a fine stagione avremo speso migliaia di euro per avere comunque impianti a guasto ricorrente, freddo ricorrente con disagi e difficoltà. Così non si risolve nulla, ovviamente. La soluzione è rientrare nella norma di una gestione efficace.

Allora: ogni operazione sull’impianto di riscaldamento deve prevedere non solo la franchigia entro cui le manutenzioni ordinarie sono in garanzia, ma soprattutto un sistema che preveda e prevenga l’intervento. In comune deve realizzarsi una centralina in ripetizione che abbia in un unico luogo la replica degli apparati di controllo e sistema d’allarme h24 con avviso di blocco. In questo modo l’avviso può essererimandato in tempo reale a chi cura la manutenzione.

Un servizio del genere ha un suo costo, per cui si comprende così  l’utilità di una normalizzazione degli impianti e l’organizzazione a due step degli interventi: quelli semplici, che si deve essere in grado di risolvere in casa, formando un tecnico; quelli più complessi che richiedono un’assistenza specialistica per i quali deve contrattualizzarsi un rapporto di assistenza dai tempi molto stretti.

Infine la parte che si serve degli impianti  deve avere un tempo garantito xx anni e il limite entro cui si deve programmare la sostituzione (senza aspettare che si arrivi ad una successione ripetuta di intoppi per cui la manutenzione inevitabilmente superi costi compatibili sul piano economico; soprattutto il servizio sia  garantito in continuità).

Non sappiamo come sono messi in Municipio; questo tipo di organizzazione, uno standard, non crediamo che sia in essere e, ove lo fosse, è gravemente inefficiente. Oppure il personale addetto non è adeguatamente preparato e formato. Senza pensar male di nessuno. I danari si possono buttar via distribuendo elemosine che aggravano il problema, che continuerà, magari anche in aumento, anziché progettare per risolvere i problemi alla radice, sviluppando lavoro e attività.

Stiamo vivendo su scherzi a parte ?

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 23 gennaio 2016 10:07

    In Comune sembra mancare la più elementare programmazione sia per la gestione ordinaria sia per affrontare le emergenze, che purtroppo capitano anche con una manutenzione fatta per tempo e a regola d’arte, probabilmente con molta meno frequenza, ma possono comunque capitare e occorre (occorrerebbe) essere preparati.

    Questa mancanza comporta ritardi nell’esecuzione, disagi e costi non sempre controllabili (non posso certo mettermi a fare una gara se ho i bambini in classe al freddo, quello che mi vi viene chiesto, tanto o poco che sia, lo pago, o no?).

    La normalizzazione degli impianti, però, la vedo difficile: un appartamento, una piccola caserma e una scuola, hanno dimensioni ed esigenze completamente diverse.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 23 gennaio 2016 11:19

    Vero che immobili e usi sono diversi, ma una pianificazione che preveda apparati da controlli e comandi normalizzata, sicuramente sul mercato si trova.
    Uno dei vantaggi della globalizzazione è costi industriali abbattuti…. facciamone uso.

    Un manuale e una ripetizione centralizzata entro un’unica consolle, magari con app che trasferisce i dati su un Iphone, consente un controllo permanente e un avviso in tempo reale di eventuali blocchi, individuando la parte che ne è la causa, ecc.
    Insomma: si deve pensare e agire in termini da terzo millennio, ….
    non ci vuole poi molto

    buona giornata Andrea

    RE Q

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