Bilancio biblioteca. Quanto ci costa e cosa ci da

I servizi che presta il comune, facendo uso delle tasse che pagano i Cittadini, non generano reddito, oppure ricevono entrate minori rispetto alle spese assunte. Situazione normale, abbastanza diffusa in Italia, in misura  anche molto superiore rispetto ad altri paesi avanzati. Vi sono servizi e interventi della Comunità che hanno il compito di attenuare criticità e di equilibrare i costi di cui i Cittadini singolarmente dovrebbero farsi carico.

L’ambiente sociale sano, o comunque dalle criticità gestibili, senza che si giunga a degradi che possano uscire dal controllo. Obiettivo: la pace sociale. Un valore ragionevole, addirittura valido economicamente subirne il costo. Entro misura e giudizio, perché coloro che pro tempore amministrano non diventino un ente benefico o un istituto di beneficenza: devono operare con la prudenza necessaria per allocare risorse al semplice tamponamento delle criticità emergenti.

Bisogna aver chiaro che queste spese non generano ricchezza, ma la consumano. Non fanno crescere il benessere. Vi sono aspetti di queste erogazioni che sono potenzialmente conflittuali per chi le dispone. Perché è evidente che distribuire benefici di vario genere (oppure non incassare cifre dovute per i servizi a costo individuale), genera un ritorno facile in consenso per i pro tempore che amministrano.

Quindi queste gestioni dovrebbero essere estremamente trasparenti;  sarebbe anche non solo elegante, ma opportuno che queste decisioni coinvolgessero anche componenti più ampie della maggioranza, a garanzia di equità e equanimità: favorire tizio perché fra gli elettori di chi amministra e non caio di cui non si sa, oppure è orientato diversamente, è scorretto, ma sappiamo che si fa. Non solo a Buccinasco.

Quanto alle spese dal contributo alle associazioni di vario tipo e tenore, la pressione a spendere dovrebbe essere nettamente inferiore. Un conto è sostenere il bisogno o le criticità personali, altro è incentivare una attività sportiva o ludica: sostenibili, sia chiaro, ma con criteri ben diversi. In questo ambito si possono ottenere ritorni interessanti attraverso incentivi: in base ai risultati, alla partecipazione, promuovendo sponsorizzazioni private alle associazioni, contro agevolazioni (misurate) alle imprese.

Poi c’è la scuola (di cui parleremo dopo) e le attività culturali.Queste ultime hanno carattere diverso;  qui affronteremo la biblioteca. Luogo che storicamente ha promosso la lettura e la cultura propriamente detta. Un secolo fa col facilitare l’acculturazione ai ceti meno dotati: allora sono state un centro fondamentale per la promozione culturale e sociale. Ormai da tempo sono qualcos’altro di più variato: strumenti più ampi e diversi.

Oggi sono in bilico nella loro funzione. Per esempio mettere in linea la scheda di tutti i titoli, consentendo l’accesso on line per i libri a maggior costo o fuori catalogo, consentirebbe un accesso immediato a larghe fasce di utenti, inizialmente facendo perno sulla scuola , per poi crescere attuando che promuovano e premino lo scrivere; raccogliendo e mettendo in linea i commenti dei lettori; riunioni periodiche a tema su un tipo di lettura, ecc.

In pratica la biblioteca e quanto collaterale oggi è strumento che si sta trasferendo sulla rete e sui e-books. In questo contesto il nostro Assessore alla Cultura, sembra svolgere una azione di difesa del vecchio modo di intendere la diffusione del leggere. Con un progetto che carica di strumenti i locali della biblioteca. Lo fa senza fornire una giustificazione numerica: quanti sono gli accessi diretti per l’uso delle postazioni, i libri prestati, ecc.

Ci si appoggia su una struttura parapubblica: Fondazione per Leggere, che ha la funzione di rendere consultabili gli schedari delle biblioteche di zona. Basterebbe che questa applicazione fosse diffusa alle singole biblioteche  perché la Fondazione diventi inutile. Ci costa 35mila euro l’anno. Adesso prenderà in gestione la biblioteca di Buccinasco al costo di 100mila euro l’anno.

Abbiamo estratto i dati relativi. dal 2016 la biblioteca arriva a costarci 300mila euro l’anno (VEDI), con un aumento di 100mila, dopo aver investito altrettanto, se non di più,  nella sistemazione dei locali. D’accordo che i libri sono cultura ma… a fare un esempio, ammesso che in un anno siano prestati 3mila libri, il Comune potrebbe incentivare l’acquisto con 50 euro l’anno a chi ne acquista, risparmiando 150 mila euro…..

Ma loro fanno “cultura”! O più praticamente trovano il modo di assumere 4 dipendenti in più attreverso la Fondazione, in barba alla legge… pur di spendere.. . non sono posti di lavoro utili, solo uno spreco di soldi nostri.

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 21 gennaio 2016 10:09

    Egr. Sig. Saccavini, ho un dubbio sulle sue tabelle: dal 2016 in avanti il costo del personale (e relativi contributi e/o premi), per il servizio specifico, dovrebbe essere stralciato dal calcolo, essendo il servizio appaltato all’esterno, non le pare? Per inciso temo che il costo finale dell’appalto, tenendo conto dell’IVA, sarà ben superiore alla cifra da Lei indicata. Di fatto il costo del servizio dovrebbe mantenersi, grosso modo, inalterato negli anni a venire (mentre i costi dell’Ente aumenteranno, visto che il personale non viene lasciato a casa ma tenuto dal Comune).

    Non saprei dare un giudizio sulla congruità dei costi dell’adesione alla Fondazione per leggere (occorrerebbe studiarne i bilanci che non ho), ma il servizio non è solo la messa on line del catalogo (che avrebbe avuto un sensibile costo iniziale, ma che poi avrebbe costi di mantenimento prossimi allo zero), quanto la gestione associata del prestito dei volumi tra le varie biblioteche aderenti: se non trovo un volume a Buccinasco, ma è disponibile, ad esempio, a Rozzano, posso prenotarlo e, nel giro di un paio di giorni, andarlo a ritirare a Buccinasco, e poi restituirlo sempre a Buccinasco, perché il servizio si fa carico del trasferimento interno tra biblioteche. E’ un buon servizio con diverse occasioni di ottimizzazione che non so se siano sfruttate a pieno o meno (acquisti integrati, ad esempio). Bisognerebbe approfondire, confesso la mia ignoranza sul punto specifico, per capire se e quante sinergie si possono ricavare e se il servizio è efficiente o se ci sono sprechi.

    Sarebbe interessante capire come sono spesi i 25.000 euro del capitolo 5105, “iniziative biblioteca”, un costo molto significativo, quasi sovrapponibile a quello dell’acquisto dei libri!

    Nelle tabelle redatte, poi, sono totalmente assenti i costi di struttura: locali, luce, pulizie, arredi, materiali, riscaldamento, servizi, vigilanza etc. Il dato, insomma, è molto parziale. Il Comune potrebbe facilmente redigere un bilancio del servizio, ma ovviamente, con la solita trasparenza, non lo fa e mescola tutto in un calderone (nel quale si potrebbero annidare gli sprechi o i favori).

    RE Q
  2. #2 scritto da Alessandro La Spada il 21 gennaio 2016 10:37

    Un chiarimento:

    se la biblioteca viene data in appalto a un soggetto esterno, come la Fondazione PL, perché rimangono a bilancio dei “premi” (15.000 euro/anno) e spese per “iniziative” (20.000)?

    I premi: sarà eventualmente l’appaltatore a corrisponderli ai suoi dipendenti.

    Le iniziative dovrebbero essere una parte degli impegni che l’appaltatore si assume in fase di gara, per essere preferito a un altro.

    Se paghiamo i premi ai suoi dipendenti, e paghiamo a parte le iniziative, cosa ci garantisce l’appaltatore che già non abbiamo, in cambio di circa 100.000 euro/anno?

    Premesso che preferirei dare il servizio alla Fondazione per Leggere piuttosto che alla solita coop/associazione tuttofare.

    Ma messa così, sembra corretta la tua valutazione che l’obiettivo non sia aumentare la qualità del servizio, ma recuperare 3-4 persone in ufficio.

    RE Q
  3. #3 scritto da Città Ideale il 21 gennaio 2016 10:51

    Buon giorno Alessandro e Miserabile di Montecristo,

    premessa:
    i dati espressi vengono dalla bozza di bilancio distribuita ai consiglieri per la discussione in commissione stasera alle 18.30.
    Non è quindi un documento definitivo (anche se i cambiamenti saranno pochissimi)

    In bilancio sono esposti per il triennio sia l’appalto che il costo del personale.
    Si può dedurre che il costo del personale non riguarderà più la biblioteca, ma per noi cittadini rispetto al 2015 non cambia nulla, sempre costi nostri sono.
    In sostanza avremo tre o quattro dipendenti in più.
    I premi, i dipendenti se li prenderanno comunque, magari facendo altro (e stato fatto un calcolo medio)

    Quanto al servizio:
    posto che le biblioteche partecipanti si avvalgano dell’applicativo che mette in linea tutti i volumi e che ciascuna si aggiorni per i propri, il servizio che rimane è prevedere un giro settimanale di presa e consegna da ogni biblioteca. 35mila euro di costo per ogni biblioteca partecipante è francamente eccessivo.
    Non si sa nulla riguardo agli ebook, che dovrebbero essere lo strumento ulteriore che agevoli la fruizione da casa dei libri e della lettura

    Per questo settore dei servizi stiamo già spendendo un piccolo patrimonio, oltre a ulteriori 100mila euro l’anno….
    Ulteriori…. costi. in barba all’efficienza.
    Però è cultura.. e con questa parola si giustifica tutto

    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da Alessandro La Spada il 21 gennaio 2016 13:00

    Città Ideale :Quanto al servizio:
    posto che le biblioteche partecipanti si avvalgano dell’applicativo che mette in linea tutti i volumi e che ciascuna si aggiorni per i propri, il servizio che rimane è prevedere un giro settimanale di presa e consegna da ogni biblioteca. 35mila euro di costo per ogni biblioteca partecipante è francamente eccessivo.

    In realtà la FDL fa anche altro, tra cui l’attività molto importante di… coordinare le iniziative delle biblioteche!

    Per questo non capisco la voce di spesa aggiuntiva che il Comune ritiene di mantenere a proprio carico.

    I contributi che i Comuni soci della Fondazione versano ogni anno (Buccinasco 35.000 euro come evidenziato in tabella) servono già anche a questo.

    Secondo me la FDL è un ente da incentivare, quindi mi andrebbe bene che prenda in gestione la biblioteca, ma sempre secondo un principio di spesa efficiente, non per trucchetti di bilancio.

    RE Q
  5. #5 scritto da Città Ideale il 21 gennaio 2016 14:50

    Non è proprio coincidente, la nostra valutazione, sull’ente Fondazione per Leggere

    Il servizio implementale che può apprezzarsi è una più diffusa cultura del sistema biblioteche, che supporta il singolo comune.
    Il costo complessivo (compresi altri contributi, che vengono) supera il milione annuo.

    Non prevista da normative, dal carattere volontario dei singoli comuni che partecipano, consumano risorse, non creano ricchezza.
    Agevolano, con modalità a nostro parere, molto modeste, aspetti culturali dell’area territoriale interessata, incrociandosi in modo che non ci appare coordinato con altre istituzioni pubbliche, a cominciare dal sistema istruzione.
    Il ricavato non vale la spesa….

    Assegnare loro la gestione della biblioteca significa per Buccinasco caricarsi di ulteriori 100mila euro l’anno che, ancora, non genera valore aggiunto culturale.
    Non sono risorse in proprietà dei pro tempore, ma soldi nostri, che devono essere amministrati con più cura, confrontandosi con i Cittadini.

    Si noti ancora che manca ogni numero giustificatorio della spesa:
    > quanti i frequentanti;
    > quanti i libri richiesti in prestito
    > quanti presenti giornalmente in biblioteca
    > quanto e per che categorie l’uso da parte del sistema scolastico del territorio
    > quante e quali gli scambi fra biblioteche scolastiche e la biblioteca comunale

    Spese che i pro tempore non ritengono di dover motivare in modo oggettivo (numeri e loro evoluzione negli ultimi tre anni)

    Così non va bene, proprio non si deve fare.
    Manca il modo con cui per Città Ideale intende debba essere amministrata la nostra Comunità

    buona giornata

    RE Q
  6. #6 scritto da Alessandro La Spada il 21 gennaio 2016 15:29

    Saccavini :Si noti ancora che manca ogni numero giustificatorio della spesa:

    Sono d’accordo, ogni servizio dovrebbe avere statistiche di utenza costantemente aggiornate.
    Inclusa la fondamentale verifica del grado di soddisfazione.

    Magari questi dati ci sono… mi auguro. Stiamo parlando delle basi!

    RE Q
  7. #7 scritto da Città Ideale il 21 gennaio 2016 17:22

    Alessandro non credo che in materia i nostri pro tempore adottino il controllo di gestione e la programmazione quantitativa (esiti precedenti e ipotesi di impegni attesi per gli anni a seguire)
    > che abbiano i dati dovrebbe essere fuori discussione;
    > che questi siano annualmente raggruppati per ciascun servizio e, all’interno di ogni servizio per tipologia, questo non è dato sapere
    > quel che è certo è l’assenza di questi dati nei bilanci: una relazione di 15 pagine la bilancio, un bla, bla, bla, senza tabelle (tranne i residenti e la loro ripartizione per reddito medio, opera dell’ISTAT)

    I dati analitici storici e attesi, sono le basi di una gestione….
    ammesso che li abbiano, non ritengono di esporli nel bilancio, a giustificare le spese e il loro effetto

    stiamo parlando di 30 milioni ogni anno

    dobbiamo lavorare perché le prossime amministrazioni siano più in grado di far uso delle basi di una sana amministrazione..

    buona giornata

    RE Q
  8. #8 scritto da Miserabile di Montecristo il 21 gennaio 2016 21:43

    Ho dato un’occhiata al bilancio della Fondazione per Leggere (anno 2014) http://www.fondazioneperleggere.it/docs/istituzionali/Bilancio_2014.pdf
    La Fondazione ha 10 dipendenti diretti, il CdA opera senza compenso (eccetto per i rimborsi chilometrici, tutto sommato non eccessivi).

    Ci sono un paio di voci, il costo per il software, 85.000 euro l’anno e per la connettività, 84.000 euro l’anno che andrebbero approfondite. Da quanto mi pare di capire l’acquisto dei volumi è centralizzato (non si capisce, quindi la voce nel bilancio della biblioteca di Buccinasco; saranno acquisti autonomi e aggiuntivi?).

    Non sembra abbia senso il servizio di pacchetto SMS che costa quasi 6.000 euro l’anno e non produce ricavi (ormai si usa WhatsApp o similari), mentre sembra in attivo il progetto “corsi nel cassetto”.

    Certo ci sono circa 270.000 euro di spese per il personale, altri 115.000 per il servizio di prestito interbibliotecario, 203.000 di servizi da cooperative e circa 50.000 per altre voci minori (nel complesso sono quasi 650.000 euro) per i quali, da bilancio, non si può giudicare la congruità, l’efficacia e l’efficienza, per cui per poter esprimere un giudizio ponderato occorrerebbe un’analisi più approfondita.

    RE Q
  9. #9 scritto da Città Ideale il 21 gennaio 2016 22:17

    Siamo alle solite Miserabile di Montecristo:

    gli esponenti sono sindaci o amministratori dei comuni che partecipano.
    I costi di Sw sono straordinari e sarebbe interessante vedere a chi fa capo chi li fornisce, così come per la connettività così rilevante: la ricerca sul sito, per quanto accentrata sia (accentramento la cui logica ci sfugge) potrebbe essere congrua per un call center.
    I fornitori di servizi che sono coop (anche qui sarebbe utile conoscere chi contribuiamo a mantenere)….
    Il prestito interbibliotecario potrebbe riguardare volumi richiesti e non disponibili entro le biblioteche socie, forse. ma una cifra così come è possibile?

    Contribuiamo a mantenere personale e imprese con le nostre tasse per una implementazione “culturale” di cui anche qui ci sfugge la congruità: tutti i parametri utili sono sconosciuti.

    Così è…. buona serata

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 23 gennaio 2016 10:41

    Ho dato anch’io un ‘occhiata al bilancio della Fondazione che nel merito ci dice poco, un bilancio asettico, a norma di legge, ma senza alcun approfondimento (possibilmente con dei benchmarks di riferimento) utile (e necessario) ai cittadini per dimostrare come vengono impiegati i loro soldi, insomma con una trasparenza carente e da migliorare.
    Ad esempio ci sono 8 dipendenti (e due stagisti): quali compiti hanno?
    Sono tanti o sono pochi?
    I 115.000 euro per il servizio di prestito sono congrui?
    E via discorrendo.

    Magari sì, magari no.
    Dal bilancio non è assolutamente possibile dirlo.

    La società presenta un modesto utile (e nel passato mi pare anche qualche perdita), ma visto che non opera in un mercato concorrenziale con prezzi di riferimento a cui potersi comparare, la cosa non vuol dire un gran che.
    I 35.000 euro che Buccinasco versa, sono un valore congruo o, se meglio gestita, ne potrebbero bastare, ad esempio, 30.000?

    Anche il fatto che, per i servizi resi, i 35.000 euro potrebbero essere un prezzo conveniente non ha alcun valore: la Fondazione ha un bilancio, di soldi pubblici, di oltre 1,7 milioni di euro all’anno.

    Quei soldi pubblici, soldi di tutti, sono spesi bene o si potrebbe spendere meno (oppure avere più servizi ai medesimi costi)?

    Con il bilancio si sono messi a posto da un punto di vista legale, ma le informazioni per sapere se il progetto costa il “giusto”, non sono rese disponibili ai cittadini.

    Teoricamente, se fossero coscienziosi, i Sindaci prima di confermare l’adesione e approvare i bilanci, queste notizie dovrebbero pretenderle, dovrebbero dimostrare di avere a cuore i soldi dei propri cittadini e di spenderli solo a ragion veduta.
    Qualcuno pensa che i nostri Amministratori lo facciano?

    Se, ad esempio, chiedessimo questi dati, il minimo indispensabile per avere contezza che non si stanno buttando dalla finestra dei soldi degli elettori, all’Assessore alla cultura,
    secondo Voi saprebbe rispondere?

    RE Q
  11. #11 scritto da Città Ideale il 23 gennaio 2016 11:30

    Che tema vasto, quello dei bilanci, Andrea….

    Siamo appena stati in commissione bilancio per il bilancio preventivo 2016 a Buccinasco e nei giorni prossimi ne leggeremo delle belle.

    Ciò su cui si sta riflettendo è questo:
    i bilanci di un ente pubblico, di un comune in particolare dovrebbero essere due:
    UNO. quello che richiede lo Stato per le sue esigenze di controllo e normalizzazione della spesa, stabilito dalla legge.
    DUE quello informativo e descrittivo che è destinato ai Cittadini e ai Consiglieri, che ha per obiettivo aggiornare e informare la Comunità di tutti ibeni comuni, dell’impiego delle risorse, con il bilancino di ciascun servizio, con numeri e costi. Con lo storico degli anni precedenti, il bilancio previsionale e il benchmark mensile. ecc.

    Insomma. i Cittadini (e i Consiglieri) devono essere edotti in dettaglio di dove e come sono impiegati i soldi delle loro tasse.
    Questo in una amministrazione che voglia essere trasparente e rendere partecipe la Comunità dell’andamento e dell’efficienza, …

    Siamo all’anno ZERO…..
    Non solo a Buccinasco, certo.
    Ma a noi interessa la nostra Città Ideale e questo intendiamo sostenere e promuovere.

    RE Q

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