Il bilancio del Comune: qualche domanda, una proposta di metodo

A cosa serve il bilancio annuale? La prima risposta che viene, la più logica, è: capire se le spese assunte nell’anno sono coperte dalle entrate, o se viceversa abbiamo sforato. Quindi per ciascuna categoria di spesa conoscere quanto pesa in termini di costo e quali entrate procura. In un ente pubblico il problema non è solo economico poiché eroga servizi alla Comunità, servizi  che sono coperti dalle tasse dei Cittadini.

Il bilancio che fa Buccinasco, è stabilito da una congerie di norme e non si differenzierà molto da quanto compiono altri, riguardo alla sua struttura. Lo Stato ha l’esigenza di conoscere quanto costa e deve disporre regole che consentano accorpamenti di dati e la loro analisi secondo categorie: quanto costa il personale, quanto la raccolta rifiuti,quanto la scuola, ecc.

Il bilancio però ha anche un’altra funzione, molto importante. Per la Comunità è molto più importante: capire quali sono i costi di una determinata categoria di spese (faremo l’esempio della Polizia Locale); come  in servizio erogato, misurare  l’attività svolta; come varia rispetto agli anni precedenti;  quali gli obiettivi che si pone chi amministra.

Andiamo a prendere i dati del settore P.L. a Buccinasco dell’anno scorso e dei prossimi tre anni, semplificando per meglio comprendere (bozza bilancio ancora da approvare):

Entrate 2015 2.600.000;  lo stesso importo per i tre anni successivi (proventi  da violazioni codice: le multe)

Spese    2015 374.000;  190mila per i tre anni successivi (le riscossioni 220mila non saranno più date all’esterno?)

Già così la descrizione è fuorviante, perché mancano i costi del personale (che in bilancio sono messi tra i servizi generali). Abbiamo calcolato, fra fisso e variabile 1.350mila euro, il totale delle uscite.con spese e costi degli automezzi. Dai dati si evince che il servizio di vigilanza urbana genera un “reddito” del 50% . Il che non è una bella cosa, anche se chi amministra per questa plusvalenza si frega le mani: può spendere da altre parti.

Teoricamente il nostro comune potrebbe ridurre del 50% l’importo delle multe. Non lo può fare, anche lo volesse, perché lo stato  centralistico determina lui gli importi delle multe su scala nazionale. Però già questo è un dato che fa riflettere: i nostri vigili sono usati come una slot machine che munge dai Cittadini il doppio di quanto costa.

Una prima  riflessione utile. Ma c’è di più sul piano del metodo, molto di più. Il bilancio di settore (di ogni settore) dovrebbe descrivere analiticamente: quanti gli incidenti accaduti; i luoghi più “sinistrosi”; le cause prevalenti che li provocano per ciascun luogo.  Egualmente per le multe da ripartire per: tipo di infrazione, strada, fascia oraria, ecc. dati di cui si dovrebbe disporre per gli ultimi tre anni.

Si può agevolmente comprendere che disponendo  di questi dati chi amministra ha a disposizione uno strumento formidabile per programmare e progettare cambiamenti che migliorano efficacia e risultati. Spostare un semaforo, cambiare la circolazione, introdurre un limite di velocità, una segnaletica più appropriata. Programmare pattugliamenti e presenze in funzione del rischio.

Ancora: In base alle criticità nella circolazione, conosciute nella dinamica di alcuni anni, possono individuarsi le scelte sul piano della circolazione interna e di collegamento con le direttrici stradali esterne, seguirne le variazioni. Impostare obiettivi che riducano incidenti e multe (Agire perché si riducano, le multe: sono una tassa di fatto se il loro ammontare è del 100% superiore al costo del servizio); inoltre liberare risorse umane per altri impieghi e servizi.

Si dirà: ma questo i vigili lo fanno già. Certo, è da presumere, ma sono anche gli esecutori che controllano la gestione e il cambiamento: si autogestiscono e si premiano, anche. Portati a non cambiare. Chi amministra (e chi deve approvare), deve disporre analiticamente di questi dati, condividerli, per proporre, per programmare il miglioramento della gestione comunitaria. Se non si hanno a disposizione i dati: come si può svolgere la funzione di indirizzo?

Come si può  approvare un bilancio, senza disporre dei dati che consentono di valutare? Insomma: il bilancio non è solo un rendiconto contabile.  Si tratta dello strumento principe che  permette di conoscere il dettaglio della gestione, cosa e come vengono spesi 30 milioni di nostre tasse. I Cittadini hanno il diritto di conoscere: i soldi sono loro. Hanno il diritto di essere coinvolti: poter proporre, di suggerire cambiamenti, di discuterne. Nel modo con cui oggi si presenta il bilancio,  vengono tenuti all’oscuro.

Per ogni settore (non solo la P.L.), il bilancio deve rappresentare e far conoscere lo stato del comune, a tutti. Fattore che dimostra il merito di chi amministra (e il demerito, le capacità di miglioramento) . Chi è chiamato a darne il giudizio (il Consiglio) deve essere messo in grado  di conoscere, possedere  cognizioni di causa. Se non si agisce in questo modo, si finisce che il bilancio rischia di diventare un bla bla bla approssimativo e deludente. Quasi inutile, una recita.

Oggi chi partecipa e i Cittadini, capiscono ancora meno e sono tenuti fuori, distanti, esterni alla vita della Comunità. Il bilancio oltre i numeri economici deve sostanziarsi dei numeri sui servizi, la loro evoluzione nel tempo, i numeri  obiettivo (e il riscontro, finito l’anno).  Come fa ogni azienda sana  che intende migliorarsi e progredire ogni anno, ogni giorno.

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 20 gennaio 2016 11:17

    Una piccola annotazione: i proventi delle infrazioni al codice della Strada sono, per legge, specificatamente destinati al miglioramento della circolazione e/o alla formazione nelle scuole (anche se con indicazioni ampie e soggette a discrezionalità), il resto è libero e può essere speso come meglio si crede.

    Per una approfondimento, si veda, ad esempio qui: https://ufficiounicocontrollinterni.files.wordpress.com/2010/11/la-destinazione-dei-proventi-sanzioni-codice-della-strada.pdf

    RE Q

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