Rozzano: aziende pubbliche e ricadute per i Cittadini

A Buccinasco abbiamo la nostra azienda a controllo comunale (ASB) che ora limita la sua attività alla gestione farmacia; il comune ha investito per crearne altre. Ora una seconda deve partire. Per una valutazione corretta dell’investimento effettuato (circa 1milione) assunto finora dal comune, si vedrà fra un anno o due. I conti ASB sono in ordine, finora.

Si ricordi comunque che, una controllata 100% totalmente interna ai conti del comune, dovrebbe obbligare  il bilancio consolidato, che annulla le partite fra le parti(se la controllante non fosse un ente pubblico). Ciò non avviene e, può portare a situazioni gravemente distorte del bilancio dei comuni.

Quando i responsabili della spending review governativa, sostengono l’esigenza di azzerare controlli societari degli enti pubblici, tracciano un percorso e denunciano una carenza normativa. Sarebbe sufficiente rendere il bilancio di ogni ente solo il consolidato, che comprende tutte le società di cui detengono il controllo.

L’effetto farebbe emergere  alcuni miliardi di perdite, reali ma.. guarda il caso, non inserite nel bilancio dello Stato. Da qui verrebbe l’obbligo di affrontare in modo organico spese pubbliche che si fa finta di considerare esterne. Abbiamo davanti Rozzano, esempio macroscopio di esternalizzazioni finte, esperimenti imprenditoriali  confusi che hanno per fine un ritorno in occupazione pubblica indiretta ma anche, nel caso, servizi o appalti ad aziende di amici o parenti. Insomma imprese che anziché crearla, distruggono ricchezza e ci rendono più poveri.

Totale 47 milioni di buco solo per APIROZZANO S.r.l. (azienda che detiene i beni patrimoniali del comune, con una decina di aziende satelliti). Situazione dalle criticità evidenti  già da anni, arrivata al capolinea con il fallimento dichiarato l’Ottobre 2015. Il Giudice ha accordato altri sessanta giorni per individuare una soluzione diversa dal fallimento, evidentemente senza successo (VEDI la relazione dei revisori)

Ancora più grave: i giudici hanno rilevato situazioni irregolari tali da arrivare alla procedura di bancarotta (siamo quindi nel penale, con operazioni sostanziatesi in distrazione di fondi per cifre enormi, si parla di oltre 10 milioni). Domani 19 Gennaio sarebbe prevista l’udienza preliminare, dalla quale verranno verso amministratori  ed esponenti diversi i provvedimenti della magistratura penale .

Il rischio concreto che siano coinvolte le altre società comunali a cominciare da AMA S.r.l. e perfino che il comune medesimo finisca fallito. Tutto il patrimonio comunale è soggetto a pignoramenti o vincoli da parte dei creditori. A cominciare da Monte Paschi Siena (guarda un po’..) che vanta crediti per decine e decine di milioni (VEDI).

Buccinasco nel dissesto non c’entra, ma è coinvolta indirettamente, avendo l’assessore al bilancio che è il presidente del collegio sindacale della società in dissesto (e probabile bancarotta) . Situazione che già un anno addietro Città Ideale aveva avuto modo di descrivere (VEDI) segnalando l’anomalia; purtroppo il peggio che già allora si prefigurava, si sta avverando e siamo alla resa dei conti.

Il limite di compatibilità di questa evenienza con il mantenimento dell’incarico non è forse superato? Il sindaco di Buccinasco ritiene che possa ancora ricoprire la sua funzione? Compito che vede affidato il bilancio di Buccinasco e la sua contabilità,  a un professionista incappato in “incidenti” di questa rilevanza?

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 18 gennaio 2016 10:12

    Egr. Sig. Saccavini, i fallimenti, nella vita delle aziende, capitano, sono il normale contraltare del rischio di impresa.

    In Italia il fallimento è vissuto e visto come un’onta, una sorta di marchio indelebile da portarsi addosso (una novella lettera scarlatta), negli USA come un banale incidente di percorso dal quale ripartire senza eccessivi traumi.

    Esistono, però, fallimenti e fallimenti tanto da arrivare alla bancarotta fraudolenta che è qualcosa di più di un semplice fallimento, è una sorta di truffa a danno dei creditori.

    Quello che stupisce è che che anche in questo caso era presente un bel castello di controlli (dalla società di revisione al collegio sindacale) che, a quanto pare, non si sono accorti di nulla!?!

    A quanto mi risulta, al momento non esistono provvedimenti giudiziari nei confronti dell’Assessore (nemmeno un banale avviso di garanzia che è tutto fuorché una condanna) che, in un Paese dove tutto è demandato al giudizio insindacabile della Magistratura (che risponde solo a sé stessa), dovrebbe essere una sorta di marchio di eccellenza.

    Per come la vedo io, invece, questi due “incidenti” di percorso, peraltro non lievi per gravità ed entità, sarebbero sufficienti per orientare la scelta altrove, magari solo per un eccesso di prudenza.

    Il Sindaco nel caso in esame, farà il garantista, un garantismo a corrente alternata che diventa uno spietato giustizialismo al momento opportuno, come quando, da giustizialista integerrimo, in Consiglio Comunale dichiarò che in caso di “avviso di garanzia” sarebbe stato costretto a prendere provvedimenti nei confronti di un ben preciso funzionario (uno a caso, vediamo se i lettori indovinano chi),
    ma poi,
    sfoggiando il più disinvolto dei garantismi, si prese da altro comune un funzionario indagato e se lo tenne persino quando lo stesso fu rinviato a giudizio, o sbaglio?

    Così va l’Italia.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 18 gennaio 2016 10:50

    Certo Miserabile di Montecristo, fa bene a ricordare che questo è il secondo infortunio,

    di qualche anno addietro il fallimento della farmacia comunale di Corsico, della quale era pure revisore.

    Sembra proprio che in questo caso di Rozzano si arrivi alla bancarotta… fosse così, pare proprio curioso che il presidente del Collegio Sindacale non sia stato oggetto di un avviso di garanzia.
    Ormai da cinque anni, col nuovo diritto societario, le responsabilità del Collegio Sindacale sono divenute più stringenti e già in diversi casi si è avuto notizia di rinvii a giudizio.
    Nel caso di una bancarotta, poi…

    Staremo a vedere, questione di pochi giorni….
    a meno che il principale creditore (MPS…) non venga convinto a rinunciare a quasi tutto il suo credito….
    (non facile in termini di diritto civile, ma la politica arriva dappertutto, ormai: lo stato di diritto, con lo strapotere dei partiti, diventa un optional)

    buona giornata

    RE Q

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