Riciclo e del contratto AMSA sui rifiuti: molto da cambiare

Questo è il primo di uno dei non desueti temi sull’argomento. Premessa indispensabile è la scadenza prossima del triennio della convenzione sottoscritta con AMSA, che in sintesi ricapitoliamo. UNO La pulizia delle strade (con raccolta di quanto disperso); DUE la raccolta dei rifiuti e lo smaltimento; TRE il trasporto dei rifiuti dalla piattaforma ecologica allo smaltimento. Non sono ricompresi nel canone e rimangono, pertanto, a carico del Comune i costi di recupero/smaltimento dei seguenti rifiuti:

- frazione secca non recuperabile (indifferenziata);

- frazione organica (umido);

- scarti vegetali;

- RAEE;

- Pile e accumulatori.

Per contro, tutte le frazioni recuperabili, che hanno quindi valore eonomico, sia raccolte già separate presso il domicilio o presso la piattaforma ecologica, divengono di proprietà dell’AMSA. L’aspetto nel capitolato è così rilevante che il comune, nella gara, lo cita in forma sottolineata:

Gli altri rifiuti e gli altri materiali raccolti a domicilio o presso la piattaforma comunale in modo differenziato (carta e cartone, plastica, vetro e lattine, rup, eccetera), si intendono di proprietà dell’Impresa a tutti gli effetti, compresi i relativi ricavi e/o oneri.

Il capitolato sottolinea altresì una condizione che appare rovesciata: l’aumento della frazione differenziata non reca alcun beneficio ai Cittadini, alcun ritorno per il Comune. Il capitolato stabilisce perfino che, qualora la percentuale differenziata sia incrementata rispetto al minimo contrattuale, ogni punto percentuale in più rispetto al minimo (50% nazionale) genera un premio per AMSA dell’1% rispetto della quota annua:

Qualora, in sede di verifica delle percentuali di raccolta differenziata effettivamente raggiunte, …….., si riscontrasse il raggiungimento di un incremento rispetto agli obblighi di legge indicato come obiettivo minimo, sarà riconosciuta all’impresa appaltatrice una premialità costituita come segue: · per ogni punto percentuale, oltre agli obblighi di legge di raccolta differenziata posto come obiettivo minimo, incremento del canone pari allo 1,0% …. del canone annuo contrattuale.

Non sembra illogico tutto ciò? Se noi Cittadini ci impegniamo a meglio selezionare la frazione differenziata, per cui questa si incrementa, ci troviamo un aumento di tasse: 18mila euro per l’1%, 270 mila se raggiungiamo una differenziata del 65% (come è ciò che facciamo, all’incirca) anziché il 50%! Insomma se siamo più bravi e civili, ci troviamo a dover pagar di più!

Il costo dell’appalto non è tutto qui, come sopra indicato. C’è dell’altro e non poco, per cui il costo totale richederebbe un bilancio di settore. Una cosa trasparente: TRASPARENZA: quella cosa che il vicesindaco vanta  sul suo blog. C’è la piattforma ecologica che  costa 300mila euro. C’è il costo del trasporto a discarica. C’è la misura (il peso) dei rifiuti differenziati.

C’è il peso dei rifiuti che vanno all’incerenitore di Figino (la pesa usata sarebbe quella dell’incerenitore, se vero, con palese conflitto di interessi: il beneficiario che autodichiara quanto ha preso e manda la fattura al comune). Insomma, la situazione non è sotto controllo: di sicura non ne sanno nulla i Cittadini e i Consiglieri: trasaprenza vo’ cercando…

Il dramma di questo contratto è la stagnazione. Il percorso verso l’autonomia e controllo del sistema, che certamente può portare a maggiori entrate e minori costi per noi Cittadini. Oggi paghiamo tasse per circa 3 milioni. Mentre dal Municipio si dorme, in pieno letargo invernale, si può ridurre e di parecchio, prima si parte, prima si arriva.

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